RIPROPOSTA
JIM STERANKO
di Max Brighel
Poche figure nel mondo dell’entertainment hanno raggiunto una tale vastità di risultati come Jim Steranko, anche meno sono diventate maestre in un’arte per poi passare a un’altra e sottoporsi alla sfida di padroneggiare anche questa. Come filmmaker, Steranko ha collaborato con registi superstar quali Steven Spielberg e Francis Ford Coppola; i cultori della pop art lo riconoscono come una delle sue maggiori autorità; i suoi saggi sul fumetto sono celebri in tutti il mondo; le sue prove come illusionista e “artista della fuga” sono ancora considerate spettacolari da qualsiasi mago dei giorni nostri.
Jim Steranko nacque il 5 novembre 1938 a Reading, Pennsylvania, e si può dire che abbia compresso una decina di diverse carriere in una vita sola. Seguitemi in questa breve storia della sua carriera che, naturalmente, punterà innanzitutto il riflettore sui suoi risultati nei comics e nell’illustrazione, anche alla luce dell’uscita della ristampa in più lingue delle sue storie di Nick Fury apparse su STRANGE TALES 150/168 e dell’edizione rimasterizzata della graphic novel Red Tide per i tipi di Dark Horse Comics.
L’APPROCCIO AL MARVEL STYLE
Poco prima di arrivare alla corte di Stan Lee, Steranko era stato un circense, un mago (sviluppò una moltitudine di trucchi con le carte), un “artista della fuga” (Jack Kirby fu da lui ispirato per il personaggio di Mister Miracle), un chitarrista (andò in tour con Bill Haley all’inizio dell’epoca del rock and roll) e anche un disegnatore pubblicitario. Arrogante, bello, eccentrico nel vestire e già noto per essere comparso alle convention di fumetti in compagnia di donne esotiche e voluttuose, Steranko era stato attratto nel mondo dei comics dal glamour della Batmania, e quasi immediatamente aveva venduto gli sfortunati Spyman, Magicmaster e Gladiator alla Harvey Comics (quella del fantasmino Casper, per intenderci).
Con l’occhio per la cultura pop e un geniale senso dell’apprendimento veloce, l’autore vide la Marvel come il posto giusto dove stare e si presentò a loro con un portfolio contenente una sfarzosa imitazione dello stile di Jack Kirby. A sentire Steranko, Lee fu stupefatto dalle sue prime tavole e disse: “Non abbiamo nulla da farti fare, ma sei troppo bravo per andartene.” Così, Lee iniziò a fargli disegnare e inchiostrare gli schizzi di Kirby su STRANGE TALES, riducendo man mano il carico lavorativo di quest’ultimo fino a passare l’intera serie a Steranko a partire dal n. 155 dell’aprile 1967.
NICK FURY
“Dai film alla radio” rivelò all’epoca il nuovo prodigio: “dai pulp magazines alle mie magie, io riverso ogni mia singola esperienza nei comics. Nick Fury è divenuto Steranko.” Sul serio, Nick Fury divenne ben presto più magro, più giovane e molto più cortese, iniziando a spassarsela con donne in stile Vogue in quelle che sono definite le scene più astutamente (poiché non notate all’organo censorio Comics Code) pre e post-coitali dei comics americani. Ottenuta la collana, Steranko ne esagerò gli elementi più da spy-movie, dando la sua versione esagerata e umoristica di James Bond anche grazie agli assurdi congegni forniti ai suoi agenti: tra quelli apparsi solo nella prima storia (!), ricordiamo il raggio vortice (in grado di sollevare degli oggetti nello spazio), la bomba afona (che esplodeva senza rumore), l’assorbitore elettronico tascabile (che Fury teneva convenientemente in mano per evitare la sua elettroesecuzione) e il disintegratore molecolare chiamato Raggio Q. Le storie di Fury erano combattimenti tecnologici ad altissima velocità, spesso accavallati tra di loro e difficili da seguire, ma scritti con uno spirito tale da rendere conscio il lettore che lo scrittore era superiore a tutto ciò, e che stava facendo fumetti solo per divertirsi.
Quello che però sconvolse i fan non fu tanto lo stile di sceneggiatura di Steranko, ma le sue illustrazioni. Certo, la sua arte nel disegno tecnico non era perfetta, e anatomia e prospettive erano talvolta sballate, ma attingendo alle mode psichedeliche del momento grazie a un addestramento nel graphic design che nessun cartoonist più vecchio aveva, dette alle sue tavole un “pugno nell’occhio” quale i fumetti non avevano mai visto. Quasi ogni pagina era un turbinio di azione ed effetti speciali, dove i corpi dei personaggi ruotavano attorno a enormi macchine che sorprendevano anche Kirby. Sempre dal King, Steranko mutuò l’uso dei collage aggiungendovi alcuni sfondi pop art, all’epoca molto trendy nella scena newyorchese, che mandarono in visibilio i fan dei comics assolutamente a digiuno del genere. Addirittura il cartoonist insistette a controllare la colorazione del suo lavoro, un aspetto della produzione che anche i migliori dell’epoca avevano sempre preso per garantito. L’autore sostiene addirittura di aver fatto smettere alla Marvel di usare pesantemente il grigio, una pratica che tanto aveva rovinato i disegni di alcune storie del periodo precedente. Nessun disegnatore si era insomma mai occupato tanto dell’opera completa come Steranko, e questo a partire dalla storia per arrivare alla produzione di quelle copertine che sembravano piuttosto dei poster.
CAPITAN AMERICA
Con i suoi diversi talenti, Steranko poteva utilizzare sui comics l’approccio che desiderava, e approfittò molto di questa arma. “Se sei un editore e vuoi il mio lavoro” affermò: “lo acquisti come voglio io, oppure non lo acquisti per niente.” Della Marvel disse: “Avevamo disaccordi sul modo in cui narravo le storie ma se dovevo infondervi sangue, sudore e lacrime di Steranko sentivo di avere il diritto di dire: ‘No, al mio lavoro non farete questo’.” Lee disse di lui: “Per disegnare una pagina gli occorreva una vita, e voi sapete com’è la nostra tempistica. E io ero solito dire: ‘Per l’amor di Dio, lavora più in fretta! Non metterci così tanto impegno!’ E a Jim non sarebbe potuto importare di meno delle scadenze. Faceva a modo suo.” Per questo motivo, su CAPTAIN AMERICA 112 dell’aprile 1969, Stan Lee fu costretto a far rinarrare l’origine del Discobolo a Jack Kirby nell’attesa che Steranko completasse il suo ultimo capolavoro marvelliano: La strana morte di Capitan America. Proprio l’intrusione di questa storia, che secondo l’autore attenuava evidentemente l’impatto dello svolgersi della serie, spinse Steranko ad abbandonare CAP e la Marvel in generale, allentando anche il suo rapporto con il mondo dei comics. “Era già da un po’ che spingevo per avere CAPTAIN AMERICA.” rivelò in un’intervista a Gary Groth: “Era da una vita che volevo farlo: da quando, nel ’40, ero cresciuto con quei fumetti, con il Capitan America originale. Lavorare a quel fumetto era il sogno della mia vita e mi divertii a farlo. Non credo di essere mai riuscito a realizzarlo come avrei voluto veramente, ma a ogni numero mi avvicinavo sempre di più a come lo immaginavo.”
RED TIDE
Uno dei progetti meno noti di Steranko, realizzato subito dopo essere diventato una delle superstar più controverse della Marvel, viene adesso riproposto in una nuova versione rimasterizzata dalla Dark Horse: Red Tide. Si tratta di un cosiddetto “romanzo visivo” che nasce dalla “fusione interdipendente di narrazione per immagini e in prosa in un nuovo media”, e il genere è quello hard boiled che pesca nella tradizione dei vari Raymond Chandler e Dashiel Hammett. Più di qualunque autore suo contemporaneo, Jim Steranko ha, infatti, portato la sensibilità noir nei comics: nelle sue caratterizzazioni (eroi e criminali guidati entrambi dall’alienazione e dall’ossessione psicotica), nei temi narrativi (il cinismo, la paranoia, erotismo, l’ironia tragica, il fatalismo) e nello stile visivo (il chiaroscuro, il montaggio, il simbolismo, la metafora). Per l’occasione, a questa graphic novel ante-litteram sono state tolte le censure dell’epoca e, in certi punti, è stata riscritta e ridisegnata usando le tecniche digitali più innovative. Lo Steranko che uscirà fuori da questa opera noir sarà sicuramente il grande precursore dell’epoca, la cui violenza visiva eclissava film come Il falcone maltese, Chinatown e Pulp Fiction.
NUOVI ORIZZONTI
Dopo aver cambiato la direzione del media fumetto creandosi una straordinaria reputazione in meno di 30 storie, nel 1969, Steranko fondò la Supergraphics, entrando nel campo dell’editoria in prima persona. Oltre a produrre numerosi libri, calendari, stampe e poster, Steranko vi ha pubblicato due volumi della sua acclamata History of comics, fungendo inoltre da scrittore, editor e intervistatore per l
a sua rivista di cinema mondiale, Prevue, adesso arrivata al ventiduesimo anno di pubblicazioni (in passato, si è chiamata Comix Scene e Media Scene). Ciliegina sulla torta, Steranko ha trovato il tempo di dipingere dozzine di copertine per i libri (tra cui 30 per la serie di paperback di The Shadow) e numerose locandine cinematografiche, fornendo anche illustrazioni originali per film come Bram Stoker’s Dracula e I predatori dell’arca perduta. Steranko ha inoltre ammassato più di 60 progetti, il suo “teatro dei concetti”, da sviluppare come proprietà intellettuali, nonché decine di premi internazionali in tutti i campi in cui ha brillato. Il suo lavoro è stato esposto in più di 200 mostre internazionali, tra cui una del Louvre; molto di recente, ha invece restaurato una sua copertina di CAPTAIN AMERICA per una serigrafia che ha battuto ogni record di vendite, e preparato uno speciale “flip book digitale” per un romanzo Marvel di prossima pubblicazione per Byron Preiss.
A partire dall’abbandono della Marvel, il suo lavoro vero e proprio lavoro nei comics si riduce a pochissime produzioni soprattutto negli anni Ottanta: alcune tavole dell’Uomo d’acciaio per Superman 400, varie storie brevi per Heavy Metal e la graphic novel Outland (Atmosfera zero) tratta dal film omonimo. Ciononostante, un recente sondaggio dell’esimia rivista Comic Buyers Guide ha inserito Steranko al ventunesimo posto della classifica dei cartoonist più influenti della storia dei fumetti. E a questo bisogna aggiungere il fatto che è ancora uno degli uomini meglio vestiti dei comics!
MINI BIBLIOGRAFIA ITALIANA
Delle 29 storie a fumetti di Steranko, gran parte di esse hanno visto la luce in Italia. Tra le cose più recenti della Marvel Italia, oltre al cartonato NICK FURY con la ristampa di STRANGE TALES 150/168, sono presenti anche i suoi X-racconti nel recente X-MEN: GLI ANNI D’ORO 11 (MARVEL SPECIAL 16). Per chi ama cercare chicche in fumetteria, segnalo i non troppo vecchi SPECIALE CAPITAN AMERICA: STANOTTE MUOIO delle Edizioni Star Comics, Our Love Story della Play Press (collana contenente la sua unica storia rosa Marvel) e l’adattamento a fumetti di Atmosfera Zero pubblicato dalle Edizioni Nuova Frontiera a metà degli anni Ottanta. In attesa di una ristampa, il resto del NICK FURY di Steranko può essere poi recuperato su DEVIL dell’Editoriale Corno, mentre in campo cataloghi, non dovrebbe essere un pezzo troppo raro quello imperniato proprio su Jim Steranko (e John Buscema) uscito in occasione di Prato ’92 e pubblicato dalle Edizioni Star Comics.
CRONOLOGIA
SPYMAN |
1 |
1966 |
COVER – 21P/S |
DOUBLE DARE ADVENTURES |
1 |
1966 |
37P/S |
STRANGE TALES |
151 |
1966 |
COVER/I:12P/M/I |
STRANGE TALES |
152 |
1967 |
12P/M/I |
STRANGE TALES |
153 |
1967 |
COVER:12P/M/I |
STRANGE TALES |
154 |
1967 |
12P/S/M/I |
STRANGE TALES |
155 |
1967 |
COVER:12P/S/M/I |
STRANGE TALES |
156 |
1967 |
12P/S/M/I/C |
STRANGE TALES |
157 |
1967 |
COVER:12P/S/M/I/C |
STRANGE TALES |
158 |
1967 |
12P/S/M/I/C |
STRANGE TALES |
159 |
1967 |
COVER:12P/S/M/I/C |
STRANGE TALES |
160 |
1967 |
GS/12P/S/M/I/C |
STRANGE TALES |
161 |
1967 |
COVER:12P/S/M/I/C |
STRANGE TALES |
162 |
1967 |
12P/S/M/C |
STRANGE TALES |
163 |
1967 |
COVER:12P/S/M/C |
STRANGE TALES |
164 |
1968 |
12P/S/M/C |
STRANGE TALES |
165 |
1968 |
COVER:11P/S/M/C |
STRANGE TALES |
166 |
1968 |
11P/S/M/C |
STRANGE TALES |
167 |
1968 |
COVER:11P/S/M/C |
STRANGE TALES |
168 |
1968 |
11P/S/M/C |
NICK FURY, AGENT OF SHIELD |
1 |
1968 |
COVER:20P/S/M/C |
NICK FURY, AGENT OF SHIELD |
2 |
1968 |
COVER:20P/S/M/C |
NICK FURY, AGENT OF SHIELD |
3 |
1968 |
COVER:20P/S/M/C |
NICK FURY, AGENT OF SHIELD |
4 |
1968 |
COVER |
DAREDEVIL |
44 |
1968 |
COVER/INCHIOSTRO |
NICK FURY, AGENT OF SHIELD |
5 |
1968 |
COVER:20P/S/M/C |
NICK FURY, AGENT OF SHIELD |
6 |
1968 |
COVER |
NICK FURY, AGENT OF SHIELD |
7 |
1968 |
COVER |
HULK (ANNUAL) |
1 |
1968 |
COVER |
X-MEN |
49 |
1968 |
COVER |
X-MEN |
50 |
1968 |
COVER:15P/M |
X-MEN |
51 |
1969 |
COVER:15P/M |
CAPTAIN AMERICA |
104 |
1968 |
solo le figure di Fury a pag. 11 |
CAPTAIN AMERICA |
110 |
1969 |
COVER:20P/M/C |
CAPTAIN AMERICA |
111 |
1969 |
COVER:20P/M/C |
CAPTAIN AMERICA |
113 |
1969 |
COVER:20P/M/C |
TOWER OF SHADOWS |
1 |
1969 |
7P/S/M/I/C |
OUR LOVE STORY |
5 |
1970 |
7P/S/M/I/C |
DOC SAVAGE |
2 |
1972 |
COVER |
SHANNA THE SHE-DEVIL |
1 |
1972 |
COVER |
SUPERNATURAL THRILLERS |
1 |
1972 |
COVER |
FANTASTIC FOUR |
130 |
1973 |
COVER |
FANTASTIC FOUR |
131 |
1973 |
COVER |
DOC SAVAGE |
3 |
1973 |
COVER |
SHANNA THE SHE-DEVIL |
2 |
1973 |
COVER |
CREATURES ON THE LOOSE |
21 |
1973 |
COVER |
CREATURES ON THE LOOSE |
22 |
1973 |
COVER |
GUNSLINGER |
1 |
1973 |
COVER |
WESTERN GUNFIGHTERS |
14 |
1973 |
COVER |
SUPERNATURAL THRILLERS |
2 |
1973 |
COVER |
NICK FURY & HIS AGENTS OF SHIELD |
1 |
1973 |
COVER |
NICK FURY & HIS AGENTS OF SHIELD |
2 |
1973 |
COVER |
NICK FURY & HIS AGENTS OF SHIELD |
3 |
1973 |
COVER di ST# 151 Ristampa di ST# 151 |
NICK FURY & HIS AGENTS OF SHIELD |
4 |
1973 |
COVER di ST# 153 Ristampa di ST# 152, 153 |
NICK FURY & HIS AGENTS OF SHIELD |
5 |
1973 |
COVER di ST# 155 Ristampa di ST# 154, 155 |
MY LOVE |
23 |
1973 |
Ristampa di OLS # 5 |
MARVEL SUPER ACTION |
12 |
1979 |
Ristampa di CA# 110 |
MARVEL SUPER ACTION |
13 |
1979 |
Ristampa di CA# 111 |
HEAVY METAL |
51/58 |
1981 |
OUTLAND |
BLADE RUNNER |
22 |
1982 |
COVER DIPINTA |
THE FLY |
1 |
1983 |
COVER |
THE FLY |
2 |
1983 |
COVER |
NICK FURY AGENT OF SHIELD SPECIAL EDITION |
1 |
1983 |
WRAPAROUND COVER (Ristampa di NF#1,#2, ST #168) |
NICK FURY AGENT OF SHIELD SPECIAL EDITION |
2 |
1984 |
Ristampa di NF#3, #5, ST. #168, COVER di NF #6, #7) |
CAPTAIN AMERICA SPECIAL EDITION |
1 |
1984 |
Ristampa di CA #110, #111, TOS #1) |
CAPTAIN AMERICA SPECIAL EDITION |
2 |
1984 |
Ristampa di CA #113, OLS #5, ST # 159) |
SUPERMAN |
400 |
1984 |
10P/S/M/I/C/L |
NICK FURY VS SHIELD |
1 |
1988 |
COVER DIPINTA |
GREEN HORNET |
1 |
1989 |
COVER DIPINTA |
MARTIAN CHRONICLES |
1 |
1994 |
COVER |
MARVEL MASTERPIECES |
3 |
1994 |
ILLUSTRAZIONI |
KABUKI |
1 |
1997 |
ALTERNATE COVER DIPINTA |
STERANKO:GRAPHIC PRINCE OF DARKNESS (TALES FROM THE EDGE #11) |
2 |
1998 |
8 COLOUR COVERS, 32 PAGE DOCU-COMIC, ART, NARRATIVE, DESIGN BY STERANKO |
ASTOUNDING SPACE THRILLS |
1 |
1998 |
STERANKO/STEVE CONLEY COMPUTER GENERATED COVER, COVER SKETCH, UPDATED O’RYANN PAGE |
TALES FROM THE EDGE |
13 |
1998 |
8 PAGES – ARTICLE ABOUT AND ART |
THE VICTORIAN |
1 |
1999 |
COVER DIPINTA |
THE VICTORIAN SPECIAL EDITION |
1 |
1999 |
COVER PAINTING AND DIGITALLY ENHANCED BACK COVER |
LEGENDA: I=inchiostri – S=Storia – M=Matite – C=Colori
Nick Fury e Captain America © Marvel Comics, Superman © D.C. Comics other © Jim Steranko