LA PARABOLA DELLA QUALITY

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RIPROPOSTA


Una questione di QUALITY 

di Santo Balastro
supervisione di Marcello Vaccari

PHANTOM LADY, THE RAY, THE BLACK CONDOR: in U.S.A. questi eroi della golden age sono stati, poco meno di una decina di anni fa, i protagonisti di un revamping molto interessante, anche se non ha avuto molto successo. Le nuove versioni sono ben poco correlate tra loro ma le versioni originali hanno avuto un destino comune. In Italia li abbiamo conosciuti per la prima volta in PLAY SAGA 2 (ovvero nella oramai mitica Crisis on Infinite Earth) come membri dei Freedom Fighters (combattenti per la libertà), difensori della (scomparsa) Terra X, un mondo in cui la seconda guerra mondiale non ebbe fine nel 1945, ma dove i Nazisti ebbero il sopravvento e i combattimenti continuarono devastando il mondo fino a pochi anni prima della Crisis.

In U.S.A. questo scenario viene presentato per la prima volta nell’estate del 1974. Julius Schwartz e i suoi collaboratori (Len Wein ai testi, Dick Dillin alle matite e il bravo Dick Giordano alle chine) cercavano un gruppo di eroi da fare incontrare con la Justice League of America e la Justice Society per il loro “team-up” annuale (J.L.A. 107 e 108) e crearono il gruppo dei Freedom Fighters comprendente oltre ai tre eroi summenzionati UNCLE SAM, THE HUMAN BOMB e DOLL MAN (il settimo membro del gruppo FIREBRAND, si unì in un successivo momento). Per dare loro una ragione di combattere insieme, Schwartz e soci inventarono la Terra X, un mondo in rovine dominato da una dittatura di robot, diretta emanazione dell’impero nazista di Adolf Hitler (il cui doppione meccanico viene distrutto dal super-eroe artificiale Red Tornado alla fine dello storico incontro).

Ma Black Condor e compagnia, prima di essere chiamati Freedom Fighters, non erano che una sparuta parte della lunga lista di eroi della Quality Comics, la casa editrice statunitense creatrice nell’età d’oro di BLACKHAWK, PLASTIC MAN, KID ETERNITY e che pubblicava anche il famosissimo SPIRIT.
L’editore E.M.Arnold, detentore del marchio Quality, iniziò, come quasi tutti gli altri editori di comics dell’epoca, ristampando strisce quotidiane in albi a quattro colori. Il debutto avvenne nell’Ottobre del 1937 con la rivista Feature Funnies.
Con il tempo aggiunse materiale inedito e tra questi, nel numero 27 della rivista il primo super-eroe Quality: DOLL MAN, capace di divenire minuscolo senza bisogno degli ammennicoli pseudo-scientifici di un  Ant-man o del moderno Atom. Creatore di Doll Man fu Will Eisner, il padre di Spirit, e, insieme a Jack Kirby, Charles Biro e Gardner Fox, uno dei più prolifici autori della Golden Age.
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Eisner contribuì moltissimo a tenere alto il livello delle pubblicazioni Quality, che teneva fede al nome e sfornava solo prodotti di qualità. Un’altra creazione di Eisner, insieme a Otto Binder, fu UNCLE SAM, l’eroe che più di altri incarnava lo spirito patriottico americano. Apparso nel 1940, su National Comics n. 1, sembrava uscire dal famoso manifesto “I WANT YOU” e sicuramente è stato l’ispiratore per tutti gli altri super-eroi nazionalisti che seguirono, da Americommando a Capitan America. Uncle Sam non era solo un eroe che combatteva per l’America in un costume che ne ricordava la bandiera, Uncle Sam era l’incarnazione dell’America. Di Uncle Sam è passata alla storia dei comics un’avventura in cui si parla di un attacco a Pearl Harbour, uscita tre mesi prima dell’attacco a sorpresa dei giapponesi.
Di questo personaggio abbiamo potuto apprezzare una splendida miniserie dipinta dal grande Alex Ross uscita per i tipi della Magic Press, prima sulla rivista “Il Corvo presenta“, poi anche in volume.
Notevole era anche la resa grafica di Uncle Sam, grazie anche ai contributi dell’artista di punta della Quality, quello che ha definito maggiormente lo stile della casa editrice: Lou Fine.
Sebbene Fine si dedicò ai comics solo per pochi anni, (abbandonò il campo a metà degli anni quaranta), il suo stile accurato nei particolari e ben definito nelle espressioni facciali e nei movimenti armoniosi è rimasto ancora oggi una fonte di ispirazione per i disegnatori. Fine è ricordato soprattutto per i suoi lavori su BLACK CONDOR, HERCULES, RED BEE e su THE RAY.

The Ray, brillò per la prima volta su SMASH COMICS n. 14 (settembre del 41) in un racconto in cui si viene a sapere di come il giovane reporter Lanford “Happy” Terrill, mentre era su un pallone a quote stratosferiche fu investito da una tempesta cosmica e trasformato in un essere di pura luce che si mise a combattere il crimine con il nome di THE RAY (il raggio). Happy otteneva i suoi poteri dalla luce del sole e l’oscurità lo rendeva indifeso, una condizione che passò al figlio Ray con conseguenze devastanti come narrato nella bella miniserie debuttata nel dicembre ’91.
Scritta dal veterano Jack C. Harris e disegnata splendidamente da un esordiente Joe Quesada, dal tratto veloce e dinamico, allora molto ispirato a Mignola, la miniserie “THE RAY” narra come il giovane Ray Terrill abbia vissuto per tutta la sua vita al buio perché convinto di avere una rara malattia che gli impediva l’esposizione diretta alla luce del sole; in realtà Ray possiede lo stesso potere del padre di assorbire la luce del sole ma non ha mai imparato a controllarlo; la verità gli viene rilevata dopo la morte del padre e il giovane si trova ad affrontare lo shock della scoperta, solo con il supporto di un misterioso parente che lo spinge a diventare un super-eroe.  La mini si è vista anche in Italia pubblicata in volume dalla Play Press. In seguito al successo della mini, venne inaugurata una serie regolare scritta dallo stesso Jack C. Harris e disegnata da un altro giovane e promettente disegnatore: Howard Porter, che all’inizio si ispirava fortemente proprio allo stesso Quesada, per poi arrivare all’ottimo segno della sua JLA. 

Il primo Ray fu sicuramente uno dei successi più grandi di casa Quality, soprattutto per la forte caratterizzazione del personaggio: allegro e spensierato nella sua identità civile, diventava una furia inarrestabile e spietata nelle gialle vesti di super-eroe. Le avventure del primo raggio umano rimangono ancora oggi un classico esempio dell’arte di Lou Fine, sebbene solo una metà delle avventure di THE RAY siano state illustrate da lui, mentre le altre furono realizzate da un altrettanto bravo Reed Crandall e da Dave Berg. A testimonianza delle sue passate glorie, resta il tentativo di revamping in un serial a lui dedicato, apparso negli anni 1977-1978 su BLACK LIGHTNING, la testata che racconta le avventure del futuro OUTSIDER di colore.

Fine diede inizio anche ad un’altro albo Quality, Crack Comics che ospitò fin dal numero 1 il primo Black Condor. In quel numero, del maggio 1940, il misterioso essere volante conosciuto solo come Black Condor assume l’identità del senatore assassinato Tom Wright e ne continua la carriera politica e, strano a dirsi, anche quella sentimentale con la fidanzata del defunto, Wendy Froster, ignara dello scambio. Il Condor volava come il volatile omonimo, usando degli improbabili teli intorno alla vita come sostegno. Le sue origini vennero rivelate solo in tempi recenti da Roy Thomas e Murphy Anderson in una storia apparsa su Secret Origins nell’87, in cui veniamo a sapere che era un mutante orfano allevato dai condor.
Anche lui ha avuto un tentativo di recupero all’inizio degli anni 90 con una serie omonima, su testi di Bryan Augustyn (scrittore di BATMAN: GOTHAM BY GASLIGHT, BATMAN MASTER OF THE FUTURE e FLASH) e disegni dell’eclettico Rag Morales, che qui si diletta molto con le prospettive aeree alla Neal Adams e i forti contrasti in chiaroscuro di un Biette. Ryan Kendall, il nuovo Black Condor ha in comune con l’originale solo le capacità di volo che, però, non è altro che la manifestazione più evidente dei suoi poteri telecinetici. Questi poteri gli sono stati conferiti grazie a manipolazioni genetiche dal nonno, capo di una misteriosa società segreta, ossessionato dall’idea di creare un uomo in grado di volare. L’esperimento, già fallito con il padre, è stavolta stato un successo e il vecchio Kendall voleva sfruttare Ryan per non meglio identificati scopi di controllo internazionale. Kendall, però, non voleva affatto diventare un super-essere, voleva solo andare avanti con la sua vita ed essere lasciato in pace; ha accettato il potere ma non vuole responsabilità di sorta. Sfugge all’organizzazione che ne voleva fare un “Golden Eagle” e diventa quello che il suo amico Ned Dadiv Smith gli aveva suggerito: un Condor Nero. Giovane e introverso, sempre alla ricerca di un proprio ruolo, il nuovo B.C. appartiene, come il secondo RAY, alla nuova schiera di super-esseri che non vogliono essere eroi, rifiutando le responsabilità che derivano dai super-poteri.
Questo filone nasce negli anni ’80 come conseguenza diretta della politica Marvel del “super-eroe con super-problemi”: se per questi personaggi essere un super e/o mutante comporta automaticamente la necessità di combattere costantemente per la propria sopravvivenza contro nemici che li odiano solo ed esclusivamente perché sono super esseri, non resta altro che rifiutare i poteri e cercare rifugio in una normalità irraggiungibile.
Un altro aspetto comune al nuovo Ray e al nuovo Black Condor, è l’attenzione che viene data al contrasto generazionale tra zio e nipote (e successivamente anche tra padre e figlio) in THE RAY e tra nonno e nipote in BLACK CONDOR. Il tema non è nuovo, ma sia Augustyn che Harris lo trattano senza cadere nel patetico o nell’autocommiserazione scontata e banale.
Tutto questo non c’era nel primo Black Condor, che era amico e confidente dell’anziano Dr. Foster, padre della sua fidanzata, e che combatteva con veemenza contro i giapponesi, insieme all’aeronautica americana e contro le spie nelle strade di Washington.
Nella capitale statunitense viveva anche Martha Knight, la prima PHANTOM LADY. Figlia di un senatore, questa signora fantasma non aveva il potere di diventare intangibile, ma possedeva un proiettore da polso in grado di produrre una grande oscurità, da cui ella balzava fuori “come un fantasma”. Sebbene i suoi poteri non fossero mistici, il suo nome evocava l’occulto e si muoveva costantemente in atmosfere misteriose e insolite, disegnate da molti degli artisti di punta di casa Quality tra cui Frank BorthPhantom Lady debuttò nel primo numero di POLICE COMICS (Agosto del ’41), la rivista antologica più famosa della Quality. Nonostante il nome, questa collana aveva ben poco a che fare con il poliziesco, se non la presenza del grande SPIRIT, a cui facevano di contorno una schiera enorme di super-eroi classici tra cui FIREBRAND e HUMAN BOMB (altri due eroi ripresi come membri del FREEDOM FIGHTERS), THE MOUTHPIECE, EAGLE EVANS e il famoso detective malleabile PLASTIC MAN.
Nel gennaio dell’89, su ACTION COMICS WEEKLY n. 636, appare la nuova PHANTOM LADY, dal costume simile all’originale (solo un po’ più sexy), ad opera dei giovani talenti Len Strazewski ai testi, Chuck Austen e Gary Martin ai disegni. La nuova P.L. è la giovanissima DEE TYLER, diplomata ad una scuola speciale dove ha imparato il Savate, la lotta libera e le tecniche investigative. Grazie ad un proiettore portatile di ologrammi, a minilaser e altri improbabili aggeggi pseudo-scientifici creati dalla sua migliore amica, la nostra diventa un’intrepida super-eroina per aiutare il padre ricattato da un boss mafioso. Fumetto un po’ atipico, che contamina il genere super-eroistico classico con l’humor caricaturale del fumetto comico underground, Phantom Lady venne presentata più come un esperimento che come un revamping vero e proprio del personaggio (ma nella sceneggiatura, l’autore sapientemente fa qualche riferimento alla prima P.L.), infatti la serie non ebbe un seguito. I disegni piacevoli e un po’ caricaturali rendevano bene l’idea di freschezza e di esuberanza che gli autori hanno voluto conferire al personaggio. Siamo ben lontani dalle atmosfere misteriose e inquietanti della eroina della Golden Age.

Anche HUMAN BOMB, l’ultimo degli eroi ripescati come Freedom Fighters, debuttò nel primo numero di POLICE COMICS. Nella prima storia veniva rilevato come Roy Lincoln, uno scienziato geniale,
avesse inventato un preparato chimico distruttivo altamente potente e lo avesse poi ingerito per sottrarlo ai Nazi, diventando così una bomba umana, capace di distruggere quasi tutto con un tocco della mano. Ricoperto da un costume di asbesto, immune al suo tocco, divenne così un super-eroe con tanto di “spalla” comica come era usanza del tempo. La maggior parte delle storie di Human Bomb sono state illustrate dal prolifico  Paul Gustavson, noto più per la mole enorme del suo lavoro che per la sua qualità. Ma gli eroi del gruppo Quality erano tantissimi; Arnold, l’editore, per mantenere alta la qualità delle sue riviste antologiche ne variava spesso la lista dei personaggi. Tra gli altri eroi che apparvero su “HIT”, “SMASH”, “POLICE” e “MILITARY COMICS”, c’erano KID ETERNITY, ALIAS THE SPIDER, LADY LUCK, QUICKSILVER, MIDNIGHT, MADAM FATAL, THE RED BEE, NEON THE UNKNOWN, PLASTIC MAN, BLACKHAWK, FIREBRAND e naturalmente SPIRIT.
Quando alla fine degli anni ’40 e i primi anni ’50, la moda dei super-eroi svanì e la tendenza dei comics si rivolse verso altri generi, Quality ritornò alle origini con l’umorismo di “FAMOUS FUNNIES”, ma neanche questo riuscì a salvare la casa editrice dalla “purga” degli anni ’50. Arnold vendette quasi tutti i diritti dei personaggi della scuderia Quality e le riviste rimaste alla D.C. Comics, poco prima che questa iniziasse la Silver Age con il nuovo  FLASH su SHOWCASE. Finiva così un’era.

Dobbiamo così aspettare il 1974 e il fatidico incontro tra J.S.A. e J.L.A. per rivedere alcuni dei super-eroi di casa Quality. L’accoglienza del pubblico fu molto calorosa e qualche anno dopo, quando Gerry Conway divenne un supervisore della D.C., tra le tante idee che realizzò, ci fu anche quella di premiare i Freedom Fighters con una rivista loro: li fece venire su Terra 1 e aumentò i loro poteri. Diede loro una nemesi nel malvagio SILVER GHOST che li incastrò, facendoli passare per pericolosi criminali e costringendoli a combattere per la propria libertà. Gerry curò solo i testi dei primi numeri, lasciandoli poi al meno bravo Bob Rozakis, un ex assistente editor, molto prolifico allora ma di scarsa levatura, che li fece combattere contro WONDER WOMAN e introdusse un altro eroe Quality nel rango, FIREBRAND. La rivista, penalizzata da disegni di secondo piano, non decollò mai e chiuse dopo una quindicina di numeri.
L’unica cosa degna di nota della rivista fu la presenza nei numeri 7 e 8 dei CRUSADERS, una imitazione fin troppo evidente degli INVADERS della MARVEL. Rimarchevole è il fatto che proprio qualche mese prima Capitan America e compagni avevano incontrato un gruppo di super-eroi dallo stesso nome che, a ben vedere, era una copia di Freedom Fighters. Bob Rozakis aveva quindi ricambiato la cortesia di Roy Thomas.

E fu proprio Roy Thomas, passato alla D.C. nei primissimi anni ’80 a riprendere i Freedom Fighters insieme ad altri eroi Quality, come personaggi di un certo spicco nella sua rivista dedicata alla Golden Age: ALL STAR SQUADRON. Thomas stabilisce che gli eroi di Terra X erano in realtà originari di Terra 2, la Terra della J.S.A. prima della CRISIS, inventa una FIREBRAND donna, cugina dell’originale, e fa diventare parenti Sandra Knight (Phantom Lady) e Ted Knight (il primo Starman). Per una strana coincidenza (o forse no…), in tempi più recenti, Len Strazewski ha creato un forte legame tra le nuove versioni di P.L. e Starman, ed il grande JamesRobinson ha ripreso il legame di parentela tra i due personaggi della Golden Age nella sua recente versione di Starman, che peraltro vede in azione, più o meno di sfuggita, anche diversi altri eroi Quality, come ad esempio Red Bee.
Trasferiti su Terra X dai poteri mistici di Uncle Sam durante la seconda guerra mondiale (ALL STAR SQUADRON n. 50 dell’85), i Freedom Fighters non invecchiano grazie all’aura magica di Uncle Sam, e possono così incontrare anni dopo la J.L.A. e la J.S.A. richiudendo il cerchio. Questo prima della Crisis; dopo la Crisis, lo staff D.C. stabilì che Freedom Fighters e All Star Squadron avevano combattuto insieme e che nessuna aura mistica aveva preservato il gruppo, cancellando così tutte le loro apparizioni post-belliche.
Con la cancellazione ormai totale delle testate dedicate alle nuove versioni di Phantom Lady, Black Condor e The Ray, sembra improbabile il ritorno dei Freedom Fighters ma anni fa non davamo per spacciata la J.S.A. dopo il bellissimo special di Roy Thomas? e allora chissà?

 

Tutti i personaggi citati ed i disegni qui riprodotti sono (C) D.C. Comics

Hit Comics #19, Quality

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Cover di National Comics N°17 con Uncle Sam, eroe patriottico precursore di Captain
America.
Da notare anche nella prima stella in alto Quicksilver, uno dei tanti supereroi corridiri.

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Feature Comics #62 con Dollman
Feature Comics #44 con Dollman

Smash Comics #17 con The ray

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Black Condor

 

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