CAPITAIN AMERICA & THE TRUE AMERICAN HEROES

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RIPROPOSTA

Nel giorno in cui è stato proclamato il 45° Presidente degli Stati Uniti d’America, non potevano  che ri-pubblicare un bell’articolo di Marcello Vaccari che ripercorre le gesta editoriali dei vari eroi patriottici americani.
Mario Benenati


cap2Capitan America e gli eroi patriottici

Di Marcello Vaccari

 Il concetto che sta alla base di Capitan America, fu proposto alla fine del 1940 da una coppia di giovani autori appena formata: Joe Simon e Jack Kirby. La Timely accolse favorevolmente il personaggio, tanto da lanciarlo direttamente in una propria testata nel dicembre del 1940 (anche se la data di copertina indica marzo 1941) circa un anno prima che l’America entrasse nella seconda guerra mondiale.kirbyd05
Il successo fu immediato ed eclatante, il primo numero andò immediatamente esaurito. Se Superman e Batman diedero inizio a tutto il genere supereroistico, Capitan America diede la spinta decisiva per farlo decollare in verticale. In pochi mesi apparvero decine di eroi analoghi, che copiavano chi il costume, chi il nome, chi il modo di agire. Nonostante tutto però, il nostro non è stato il primo supereroe patriottico, ad andare in giro vestito con la bandiera americana.
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Cap. America N°27 (1944)

L’anno precedente, nel Febbraio del 1940 su Sience Comics (sempre della Timely) appariva The Eagle, altro eroe con i colori della bandiera americana, che però indossava anche il mantello. Il mese prima dell’uscita di C.A. N°1 apparve anche Minute Man, eroe patriottico della Fawcett, senza maschera ma con la bandiera come maglietta.
Ma il primo in assoluto dei supereroi patriottici era apparso su Pep Comics (della MLJ oggi Archie Comics) nel Gennaio 1940. Si chiamava The Shield, ed è sicuramente uno dei personaggi più simili a Cap di quel periodo. Joe Higgins è figlio di un tenente dell’esercito che ha scoperto una soluzione chimica in grado di fare diventare super i normali esseri umani. Morto il padre per mano di sabotatori nazisti, Joe affina il siero e lo usa su se stesso, in combinazione con un raggio “fluoroscopico” (notate forse qualche analogia?). Indossa inoltre un costume in fibre metalliche, quasi un’armatura, e diviene così The Shield, iniziando a combattere (in America) contro cattivoni di chiare origini tedesche, come The Hun, super-nazista discendente nientemeno che da Attila re degli Unni. Nel 1941 ottiene anche lui la sua brava spalla adolescente: Dusty “the Boy Detective“. Il personaggio agli inizi era più simile a Superman che a C.A., visto che il siero lo rendeva effettivamente super, con tanto di invulnerabilità, super forza, poteri visivi ecc., ma nel 1942 il siero perde il suo effetto, e Shield deve continuare a combattere i nazi solamente con i propri umani mezzi, divenendo così una vera e propria copia di Cap. Il personaggio, che ha anche avuto una propria testata di 13 numeri dal 1940 al 1944, era stato inventato da Harry Shorten e disegnato da un giovanissimo Irving Novick, ed è durato fino al 1948, quando fu scalzato da Pep Comics dalla stella nascente di Archie Andrews, che avrebbe poi dato il suo nome alla stessa casa editrice.

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Minute Man, uno dei predecessori di cap.

Minute Man, era stato creato da Charlie Sultan sul N°11 di Master Comics della Fawcett, il secondo colosso del fumetto dell’epoca, che poteva già contare sul grande successo di Captain Marvel. Era Jack Weston, soldato dell’esercito americano, soprannominato “The One Man Army” (l’esercito di un uomo solo), combatteva al fronte e, stranamente, non ha mai avuto una spalla adolescente. Sopravvisse solo fino alla fine della seconda guerra mondiale, ed ha anche avuto una propria testata durata solo 3 numeri nel 1941/42.
Uno degli eroi patriottici di maggior successo, nato nella scia di C.A., è Fighting Jank, uscito nel Settembre del 1941 su Startling Comics della Better Publications. Bruce Carter III è identico ad un suo avo che aveva combattuto nella guerra di indipendenza. Lo spirito del bisnonno gli rivela dove trovare una cappa magica che lo rende invulnerabile. Anche lui si veste con un costume con la bandiera americana, in questo caso disegnata sul petto, e combatte i nazisti. La sua caratteristica di comunicare con lo spirito dell’avo morto, permetteva una maggiore fantasia delle storie rispetto alla media degli altri personaggi, e così Fighting Jank, con la collana a lui intitolata, riuscì a resistere fino al 1949, lo stesso anno in cui chiuse anche Cap.

Uncle Sam, eroe più che patriottico!

Ci sarebbe anche un altro eroe patriottico che ha avuto un buon successo: Uncle Sam, della Quality Comics, ma questo personaggio (nato nel 1940 dalla penna del grande Will Eisner, durato esattamente fino alla fine della guerra nel 1944, ed ultimamente riesumato con una splendida mini dipinta da Alex Ross), è in effetti molto diverso da Cap, visto che era in grado di variare le sue dimensioni ed era dotato di superpoteri che gli derivavano direttamente dalla coscienza americana. Per ogni americano che perdeva la fede nella sua nazione, lui perdeva una parte delle sue forze (più idealistico di così!!). Delle ulteriori decine di eroi di questo tipo ormai non rimane altro che il nome:  Captain Flag, Captain Freedom, Captain Victory, The Flag, Captain Corageous, The Pioneer, The Sentinel, Super-American, Major Victory, Captain Glory, The Flagman ecc. Tutti durati al massimo per il periodo di guerra (molti anche meno) e poi subito dimenticati. La Timely stessa ne lanciò alcuni altri, come The Patriot, Captain Wonder, Major Liberty e Defender. Da notare anche la presenza di una Miss America, controparte femminile di C.A., lanciata proprio dalla Timely.

Nessuno di questi eroi patriottici sopravvisse alla fine del 1949, vero e proprio crepuscolo degli eroi. Strano a dirsi, il colosso editoriale dell’epoca, la D.C. Comics, non aveva e non ha mai avuto, un supereroe tipo C.A. (probabilmente quello che gli si avvicinava di più era Star Sprangled Kid, che però era un personaggio decisamente atipico), probabilmente perché il ruolo di supereroe patriottico fu preso da Superman, che nonostante sia un alieno, ha sempre incarnato gli ideali Americani.

Nel 1953 un programma radiofonico dedicato proprio a Superman, riaccende la curiosità intorno al mondo dei supereroi e la Atlas (erede della Timely) decide di rilanciare alcuni vecchi personaggi, tra cui anche Capitan America scritto da Stan Lee. Joe Simon vedendo uscire i primi albi, rimase contrariato dal fatto che il suo personaggio fosse stato rimesso in circolazione senza dirgli nulla, e naturalmente senza che gli fosse pagata alcuna royalty.

Fighting American, il più originale degli emuli di Cap, creato sempre dagli stessi autori.

Decise quindi, insieme al compagno da tanti anni Jack Kirby, di lanciare una copia perfetta di Cap: Fighting American, sia per far vedere alla Atlas come (secondo lui) si facevano delle storie veramente valide, sia per provocare la loro reazione, magari una causa per plagio con la quale potere rivendicare i propri legittimi diritti sul personaggio (Cosa che non successe, probabilmente anche per le scarse vendite).

Comunque F.A. fu il primo supereroe nuovo di zecca fino dagli anni 40, dopo la fine della cosiddetta “Golden Age”, l’età d’oro del fumetto americano. Johnny Flag, un veterano di guerra invalido, viene ucciso da agenti comunisti (che dopo la guerra avevano tolto il posto dei cattivoni ai nazisti). Il fratello di Flag, porta il cadavere in un laboratorio governativo dove viene rivitalizzato e rinforzato e la sua forza vitale viene ripristinata. Nasce così un nuovo supereroe, pronto a combattere i cattivoni rossi, per i nobili ideali del popolo americano. Naturalmente viene subito dotato di una giovane spalla: Speedboy. Ma dopo il primo numero altamente patriottico, uscito in Aprile del 1954 per una editrice di proprietà dello stesso Simon, la serie prende una piega totalmente diversa, diventando a tutti gli effetti una parodia del genere, piena di gag e di battute frizzanti, oltre che di cattivoni da operetta. I suoi 7 numeri, tutti firmati da Simon e Kirby, sono una vera e propria anomalia (ed anche una chicca) nel mondo dei supereroi, almeno fino a quel momento.

Questo ritorno di fiamma (durante il quale erano riapparsi alcuni personaggi storici della Golden Age) si esaurisce in pochi anni, e per la fine del 1955 i supereroi erano di nuovo spariti dalle edicole, fatta eccezione per quelli della D.C..
Ma ancora una volta doveva esserci un ritorno, e questo avvenne alla fine degli anni 50, un nuovo boom editoriale denominato “Silver Age“. E di nuovo il primo eroe patriottico a comparire fu The Shield, completamente rinnovato da (provate ad indovinare) nientemeno che Joe Simon e Jack Kirby. Ancora loro nel 1959 rinnovarono il personaggio della Archie Comics in una breve serie di due numeri. The Shield poi rimase attivo nelle varie pubblicazioni della Archie fino al 1967, anno in cui questa casa editrice abbandonò ogni velleità nel campo dei supereroi. Kirby poco dopo avere firmato i primi 2 numeri del nuovo Shield, avrebbe rotto la sua ventennale collaborazione con Simon e sarebbe passato a collaborare con Stan Lee, e quando nel 1964 la Marvel (erede della Timely e della Atlas) fece rivivere Cap, nel famoso N°4 dei Vendicatori e poi sulla sua testata, fu ancora lui a tirarne le fila, e nessun altra casa editrice tentò più di imitarlo (tranne la stessa Marvel), segno evidente del cambiamento dei tempi e dell’indebolimento di quegli ideali, prettamente americani, che erano stati alla base del successo di questi eroi durante tutti gli anni 40.

Forse per colmare quella lacuna citata in precedenza, la D.C. Comics negli ultimi anni ha pubblicato le avventure di due dei personaggi trattati prima: The Shield, in una serie di 18 numeri in co-edizione con la Archie detentrice dei diritti del personaggio, e Fighting American in una miniserie di 4 numeri che riprende la vena parodistica dell’originale. Nessuna delle due serie ha avuto un buon successo, e la stessa fine ha fatto il recente tentativo di Rob Liefeld di riesumare Fighting American, utilizzando le storie rimaste inedite dall’avventura della Rinascita degli Eroi della Marvel Comics, e quindi l’unico supereroe patriottico ben accettato dagli americani sembra essere proprio il nostro Cap.
Per ultima una constatazione: in Italia l’unico supereroe di questo tipo che abbiamo conosciuto è stato proprio Capitan America (e quelli della Marvel che si è portato dietro, come U.S. Agent), nessuno degli altri è mai approdato sulle nostre sponde.

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