
Il 14 luglio, oltre i festeggiamenti storici per l'anniversario della presa della Bastiglia (avvenuta nel 1789), noi fans di fumetti e di cartoon celebriamo un piccolo anniversario, legato alla nostra infanzia di trentenni e quarantenni: la nascita di
William Hanna. Hanna e Barbera hanno portato sullo schermo una serie di personaggi alternativi a quelli Disneyani, tra cui Tom e Jerry, e gli Antenati, che sono stati fondamentali per tante generazioni di adolescenti.
M.B.

14 luglio 1910
Il centenario di William Hanna
di Carlo Scaringi

Americano di origine irlandese,
William Hanna è nato il 14 luglio 1910 a Melrose nel New Mexico. Insieme a
Joseph Barbera – quasi suo coetaneo e figlio di un barbiere siciliano emigrato negli Stati Uniti – ha formato per decenni una straordinaria coppia di autori di disegni animati. Pur non avendo raggiunto la dimensione creativa e industriale dell’impero disneyano, Hanna e Barbera – cresciuti negli studios della
Walt Disney e poi passati, nel 1937, alla
Metro Goldwyn Mayer, e successivamente divenuti produttori indipendenti – con la loro arte e la loro fantasia creativa hanno impresso una forte impronta al piccolo mondo del cinema d’animazione. Non era facile competere con la Walt Disney che dominava totalmente il mercato: fra tutti quei topi, paperi, gattacci (Gambadilegno per esempio) e altri animali (Pluto su tutti) non era impresa da poco inserire un’altra coppia di simpatiche bestiole convincenti e accattivanti, capaci di proporre l’altra faccia della stessa medaglia.
Quando nel 1937 Hanna e Barbera misero in cantiere
Tom e Jerry – il gatto e il topo che avrebbero debuttato nel 1940, divenendo poi protagonisti di una serie infinita di rocambolesche e divertenti avventure – pochi credevano che la sfida potesse essere vinta. Invece la testardaggine dei due autori, unita a un’esecuzione di qualità e alla “cattiveria” dei protagonisti, non sempre presente nella più melensa produzione disneyana, hanno fatto di Tom e Jerry una coppia di successo premiata con 7 Oscar e almeno una dozzina di “nomination”. Realizzata da alcuni maestri dell’animazione, da
Fred Quimby a
Chuck Jones, a
Rudolf Ising, ecc, la serie è iniziata nel 1940 con “Puss Gets the Boots”: il gatto si chiamava Jasper ed era un po’ diverso da quello che conosciamo, ideato, poco più di un anno dopo, da Fred Quimby che aveva sostituito Ising.
Per anni Tom e Jerry hanno combattuto una guerra eterna, non sempre cavalleresca, insaporendo con un pizzico di violenza e aggressività un mondo che la Disney aveva reso fin troppo dolciastro, e magari asettico. Autori come
Tex Avery, Robert Clampett, Chuck Jones o
Fritz Freleng, legati a personaggi storici come
Bugs Bunny o il
Gatto Silvestro (e altri ovviamente) erano molto più scatenati e “arrabbiati”: lavoravano quasi tutti per la Warner Bros, concorrente sia della Disney che della MGM. Esaurito il filone delle storie di Tom e Jerry – che alla fine degli anni Quaranta si erano cimentati anche in originali parodie di film musicali della MGM, quelli con
Gene Kelly o
Ester William, spesso diretti da
Vincent Minelli – Hanna e Barbera crearono una propria casa di produzione, ideando altri personaggi, da
Braccobaldo all’orso
Yoghi, ma soprattutto i
Flinstones, ovvero gli Antenati, bizzarra famiglia di cavernicoli che non si fa mancare nulla della tecnologia del nostro tempo, e i Pronipoti, versione in chiave avveniristica degli Antenati. Ma questa è un’altra storia.
Per saperne di più
Gli anni precedenti o seguenti al 1940 sono stati particolarmente importanti per il cinema d’animazione. Tralasciando la produzione della Disney (che realizzò fra l’altro
Biancaneve, Pinocchio, Fantasia e
Bambi), in quel periodo è nato il coniglio Bugs Bunny, che appare per la prima volta nel 1938 nel cortometraggio “Porky’s are hunt”, accanto al maialino
Porky Pig, ma divenne celebre dal 1940 con la frase “What’s up, Doc?”. Nel 1942 è arrivato il canarino
Titti, l’oggetto del desiderio del Gatto Silvestro, che però nascerà solo nel 1945. Questi, e molti altri piccoli eroi dell’animazione, sono stati realizzati quasi sempre, spesso in momenti diversi, da un quartetto di grandi autori, come Chuck Jones, Tex Avery, Robert Clampett e Fitz Freleng, e altri.
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