IN DUE PAROLE INTERNATIONAL /010 - giugno 2008 (Uscite estere del 6/2008)
wolvie
Messaggio: #1
Inserito: 24-07-2008, 01:31 PM


...UN'OCCHIATA ALLE USCITE ESTERE DI GIUGNO 2008



CONAN THE CIMMERIAN 0
Testi di Timothy Truman, disegni di Tomas Giorello
24 pagine, spillato, colore, formato 16.8x25.7, $ 0.99
Dark Horse


Si apre una nuova era per il Conan della Dark Horse, che inizia un nuovo capitolo nella sua carriera. Un numero di assaggio, offerto dall'editore a un pugno di cent.

articolo di : Fabio Graziano
Il Conan della Dark Horse compie un passo avanti nella sua carriera, lasciandosi alle spalle le turbolente annate giovanili come ladro e lanciandosi, invece, negli anni della maturità, dove lo attendono altrettante avventure come mercenario e pirata. E' questo il senso dietro al rilancio della collana a lui dedicata, che dopo ben 51 uscite cambia titolo e riparte da un numero zero di assaggio, offerto dall'editore a un pugno di cent. In questo caso, più che mai, "tentar non nuoce" per tutti i lettori curiosi.
Le poche pagine dell'albo adattano una poesia di Robert Howard, indimenticato creatore del nerboruto barbaro, dedicata alla terra madre di Conan, la Cimmeria. Il testo originale appare proprio accompagnato dalla narrazione visiva del turbolento ritorno del protagonista nella regione che gli diede i natali, evento chiave che da il là alle vicende del futuro ciclo di episodi, sceneggiati dal veterano Tim Truman. Nulla di nuovo sul fronte cimmero, verrebbe da dire, e le pagine scorrono tra la consueta vena epica e una certa sensazione di già visto. Un effetto collaterale, quest'ultimo, forse inevitabile: quello che prende vita in queste pagine è un Conan più esperto e vicino all'immagine più comune del personaggio, quella già mutuata da centinaia di albi a fumetti e da numerosissimi exploit in altri media. Il ritorno di un classico.
Nonostante il cambo di atmosfera, l'albo prosegue sul sentiero tracciato dalla collana precedente per quanto riguarda il rispetto per la figura di Howard, la cui visione di fantasy crudo permea l'immaginario della storia. Il papà di Conan appare addirittura di persona in queste pagine, rappresentato durante la stesura di "Cimmeria". Una scelta interpretabile sia come un sentito omaggio, sia come un momento meta-fumettistico, sia come una vera e propria dichiarazione di intenti: ecco Conan, direttamente dalla penna del suo creatore.
Per concludere, ottimi i disegni di Tomas Giorello, potenti e chiari, coadiuvati dai colori metafisici di Dave Stewart.


GREEN LANTERN 32
Testi di Geoff Johns, disegni di Ivan Reis
32 pagine, colore, spillato, formato 17x26, $ 2.99
DC Comics


Geoff Johns e Ivan Reis ci rinarrano le origini di Hal Jordan in una storia che mantiene alto l’eccellente standard qualitativo della collana.

articolo di : Dario Beretta
E’ abbastanza comune, per personaggi con più di 50 anni di storia alle spalle, che le origini degli stessi vengano ogni tanto rinarrate, sia a beneficio dei nuovi lettori, sia per essere aggiornate cronologicamente (del resto, per fare un esempio, sarebbe poco credibile un Iron Man trentacinquenne nel 2008 le cui origini sono ambientate nella guerra di Corea). Grazie al cielo, Green Lantern non è uno di quei personaggi per cui dobbiamo sorbirci queste operazioni un paio di volte l’anno come Batman o Spider-Man; infatti, non contando elseworld come “DC: The New Frontier” (che contiene la miglior storia delle origini di Green Lantern mai vista), l’ultima riscrittura dei primi giorni di Hal Jordan come Lanterna Verde risale addirittura ai tempi delle due miniserie “Emerald Dawn”, pubblicate tra il 1989 e il 1991, il che contribuisce a far sì che questa nuova versione risulti più godibile e fresca. Geoff Johns, come sempre, si trova molto a suo agio con Hal Jordan e Sinestro, ne fornisce una caratterizzazione impeccabile e riesce a riconnettere il tutto alle trame già in corso, evitando così di produrre una “origin story” fine a se stessa. Sempre ottimi anche i disegni di Ivan Reis, che considerando la mole di dettagli delle sue tavole e la quantità di storie che riesce a produrre ogni anno dev’essere un autentico “workhaolic”.
Un ottimo starting point per chi volesse iniziare a leggere Green Lantern, anche se sarebbe sinceramente un peccato rinunciare agli splendidi numeri precedenti. Da avere.


MOON KNIGHT 19
Testi di Mike Benson, disegni di Javier Saltares e Mark Texeira
32 pagine, colore, spillato, formato 17x26, $ 2.99
Marvel Comics


Giunge a conclusione “God and Country”, ed è un finale che promette di essere foriero di cambiamenti per la serie del cavaliere lunare.

articolo di : Dario Beretta
Diciamolo subito: questa prima saga del nuovo scrittore Mike Benson, concepita insieme al predecessore Charlie Huston, non è stata, nel complesso, all’altezza delle precedenti. Gli ottimi disegni del duo Saltares/Texeira non riescono a sanare un certo senso di mediocrità generale: la narrazione è più lineare rispetto ai primi albi, ma anche meno interessante, e il recupero di un vecchissimo e semisconosciuto nemico di Moon Knight come Black Spectre, pare essere un pò troppo fine a se stesso. Va detto che la nuova collana del cavaliere lunare era partita col botto, ed era difficile che potesse restare su certi livelli molto a lungo, soprattutto col cambio del team creativo e con l’invadenza dello scenario di Civil War, della quale ha sicuramente risentito. La speranza è che l’interessante finale di questa “God and Country”, che modifica decisamente lo status quo del protagonista, rappresenti la fine dell’assestamento dei nuovi autori e faccia da preludio a episodi meno di maniera, e più intensi.


SUPERMAN 677
Testi di James Robinson, disegni di Renato Guedes e José Wilson Magalhaes
32 pagine, colore, spillato, formato 16.8x25.7, $ 2.99
DC Comics


Esordio senza infamia e senza lode per il celebre James Robinson alle redini di "Superman". Storia a tratti un po' noiosa e meramente introduttiva. Memori della bellezza di "Starman", attendiamo fiduciosi.

articolo di : Fabio Graziano
Uno dei punti nodali delle storie del Superman contemporaneo è nell'interpretazione da parte degli autori del rapporto fra l'alter-ego del mite Clark Kent e il mondo fittizio che lo circonda. Così su due piedi verrebbe da pensare che un personaggio come quello dell'azzurrone, icona dai mutandoni rosso fuoco e dalla verace positività, andrebbe fatta risaltare in un contesto ugualmente sui generis. Il problema di molte storie degli ultimi anni è stato forse quello di ambientare le avventure di Superman, invece, su uno sfondo più realistico e legato a problematiche di cinismo urbano.
Il nuovo sceneggiatore James Robinson sembra scegliere in questo episodio una strada a metà tra i due fuochi: Kal-El è una specie di minchione naif, elevato e reso "super" solo dall'altezza diversa dalla quale può osservare la vita rispetto al resto dei "comuni mortali". Così, mentre la città di Metropolis va a fuoco e viene quasi rasa al suolo da un mostro gigante fuggito da un film della Toei, il nostro eroe gioca a frisbee col cane, mentre una serie di personaggi, attraverso gli occhi dei quali è raccontata la vicenda, si chiede che diavolo abbia in testa quel diavolo di un kryptoniano. SPQK!
Robinson è, sulla carta, un grande sceneggiatore. Uno che ha avuto nella penna un piccolo capolavoro a fumetti come Starman, fumetto-bandiera del bello dei comics durante i duri anni '90. E, leggendo questo esordio su "Superman", il parallelo con la saga di Jack Knight sorge spontaneo, specialmente nella descrizione del leader della Science Police, che richiama un po' alla mente il ruolo della famiglia O'Dare nella serie dell'Uomo delle Stelle.
E' difficile giudicare questa storia, a tratti un po' noiosa ma, di fatto, meramente introduttiva. Non si tratta senz'altro di un episodio che colpirebbe un neofita, vuoi anche solo per la scarsa presenza del protagonista sulla scena. Come i vecchi vitelloni bavosi usavano dire alle più promettenti tra le giovani turiste, "cresci bene che ripasso".
Deliziosi i disegni di Renato Guedes, che per esigenze di scaletta deve rinunciare al ruolo di artista a tutto tondo che lo ha reso celebre ai lettori DC, limitandosi a realizzare le sole matite. L'effetto è comunque sopra la media, col realismo dai toni soffusi e dal forte impatto cinematico dell'artista brasiliano.


THE SWORD 9
Testi di Joshua Luna, disegni di Jonathan Luna
32 pagine, colore, spillato, formato 17x26, $ 2.99
Image comics


Prosegue la ricerca di Dara, pronta a vendicare l'uccisione della propria famiglia. In questo numero si troverà finalmente faccia a faccia con Zakros, l'immortale che ha il potere di controllare l'acqua.

articolo di: Umberto Rossolini
Giunti a Nassau per ritrovare la prima delle tre divinità in grado di controllare gli elementi, i tre compagni di viaggio (Dara, la figlia di Demetrios, Julie e Justin, due amici della protagonista) si imbattono casualmente in Zakros. Egli infatti si trova in un locale quando è Dara stessa che gli passa accanto. Lo scontro fra i due si svolge principalmente… Nel bagno, dove le intenzioni dell'immortale, insensibile alle vicende degli umani, verranno rivelate immediatamente. La spada è ciò che cerca, ed è la spada che lo limita essendo l'unica arma in grado di ucciderlo. Tutta la vicenda ruota intorno a questo oggetto, mentre ancora molti misteri devono essere svelati prima che la serie si concluda, e tutte le volte che prenderete in mano l'ultima uscita di questo straordinario fumetto saprete che qualcosa di nuovo vi attende.
I disegni sono assolutamente eccezionali, l'enorme capacità dei fratelli Luna non si basa soltanto nella caratterizzazione dei volti delle persone attraverso poche e più che sufficienti linee, ma anche nell'arte di raccontare la storia attraverso vere e proprie sequenze, che ci mostrano tavole paragonabili ai fotogrammi di un film, nei quali spesso possiamo avere il senso di una narrazione rallentata. In realtà ciò facilita la comprensione degli stati d'animo dei personaggi da parte del lettore. Insomma, una serie da collezionare.
Per concludere è necessaria una piccola osservazione: 'The Sword' si differenzia dalle precedenti creazioni degli autori proprio nell'andamento della storia. Se infatti capita che un albo ci sembri alquanto lento e noioso, basato soltanto su dialoghi, possiamo rassicurarci, perché il numero seguente ci proietterà direttamente al centro dell'azione, in un’alternanza sempre efficace.


TALES FROM THE STARLIGHT DRIVE IN
Testi di Michael San Giacomo, disegni di AA. VV.
240 pagine, brossura, 16.8x25.7, colore, $ 19.99
Image Comics


L'italoamericano San Giacomo propone una sorta di "Nuovo Cinema Paradiso" in salsa indy Hollywood. Il risultato è double-face: se i disegni non si lasciano sempre guardare con piacere, la storia convince, e scorre con sentimento.

articolo di : Fabio Graziano
L'idea dietro a questa graphic novel, sceneggiato dal sorprendente italoamericano Mike San Giacomo, è molto semplice e "americana". Attraverso una serie di micro-storie, divise secondo una scansione cronologica che, dal 1955, favorisce un ritratto dell'evoluzione della società americana del dopoguerra, il volume racconta le vicende personali di un gruppo di ragazzi, le cui vite sono viste attraverso e orbitano attorno ad un cinema all'aperto, un Drive In.
Sfogliando il paperback, la prima impressione è piuttosto negativa. I disegni, realizzati soprattutto da artisti emergenti, sono quasi sempre acerbi, e spesso addirittura poco adatti all'atmosfera che ci si aspetterebbe da una storia come questa, dove ogni capitolo vorrebbe catapultarci in un preciso "mood" storico. Inoltre, uno dei capitoli è stampato male, è tutto un pixel: sembra quasi di avere in mano un prodotto della Planeta/De Agostini (è possibile, però, scaricarne una versione leggibile dal sito dell'autore).
Nonostante cioè, l'invito di chi scrive è di non lasciarsi scoraggiare da questo primo impatto, e di dare una possibilità a "Tales from the Starlight Drive In". Al di là dell'estetica, che raggiunge livelli anche molto buoni in capitoli come quelli disegnati dagli italiani Francavilla e Bragalini, la storia è scorrevole e ben scritta.
Il paragone con "Nuovo Cinema Paradiso" di Tornatore nasce spontaneo ed è inevitabile, seguendo le due storie un simile percorso tematico. Potremmo dire che San Giacomo adatta il topos del legame sentimentale tra un ragazzo e il cinema, inteso sia come luogo fisico che come forma d'arte, alla maniera Hollywoodiana, con un occhio "indy" da Festival di Sundance.
In definitiva, un volume ricco di cuore e di contenuto, consigliato soprattutto agli amanti del cinema e della musica d'oltreoceano, che apprezzeranno i numerosi riferimenti culturali con i quali San Giacomo ha speziato l'intera vicenda. Da scoprire.



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