Secondo episodio per il quartetto più famoso dei comics! Stilisticamente, non si distacca molto dal primo. I personaggi sono ancora senza costumi; la Cosa sembra ancora l'erede diretto dei vari mostri di Journey Into Mistery e Strange Tales, peraltro citati nel finale del racconto; la storia procede su binari piuttosto semplici e ingenui.

Ciononostante, si tratta comunque di un numero memorabile per la prima apparizione nel Marvel Universe degli
Skrull. Gli alieni verdi (e di che colore potevano essere? Siamo o non siamo nei primi anni '60?), protagonisti di tantissime future pubblicazioni, non ultima quella
Secret Invasion che ha tenuto banco per tutto il 2008, si distinguono da subito per la loro aggressività; di certo non per la loro intelligenza.
Infatti, dopo aver organizzato un piano per screditare i Fantastici Quattro davanti al mondo, sostituendosi a loro grazie ai poteri di mutaforma della loro razza, pensano bene di cadere nel loro stesso tranello, quando sono Reed Richards e i suoi a prendere il posto degli scout alieni. E non solo: riescono nell'impresa di scambiare delle pagine a fumetti ritagliate da Strange Tales e Journey Into Mistery (come dicevo più sopra) per delle foto di presunti "guerrieri terrestri". Mica male, per una razza capace di inventare astronavi e viaggiare nello spazio. Del resto, gli Skrull che incontrano il quartetto sono probabilmente dei militari, che di solito non brillano per acume neppure tra i terrestri. E poi, dicendo che gli Skrull sono degli idioti, si setta un precedente importante, che fa capire come facciano, da lì in poi, a perdere tutte le battaglie che combattono contro gli eroi terrestri.
A parte le facezie, gli Skrull sono solo la prima di una lunga serie di creazioni di Lee e Kirby nate sulle pagine di Fantastic Four e destinate a diventare degli autentici pilastri dell'universo Marvel. Da cattivi usa-e-getta a colonne portanti di una mitologia. Non male come carriera!