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IN DUE PAROLE - Dylan Dog Gigante 18 - luttazzi4ever - 01-02-2010 01:17 PM ![]() Testi di Fabio Celoni, Giovanni Gualdoni, Paola Barbato, Giovanni di Gregorio, disegni di Fabio Celoni, Franco Saudelli, Bruno Brindisi, Piero dall'Agnol 240 pagine, b/n, brossura, formato 17x26, Euro 5.80 Sergio Bonelli Editore di Davide Paolino Diciottesimo gigante per Dylan Dog, quattro storie per quattro autori e disegnatori diffenti: tanta azione, tanto horror, tanto divertimento per i fan vecchi e nuovi. Se qualche vostro amico non ha mai letto Dyd questo è l’albo giusto per farlo ricredere. Ma analizziamo i quattro titoli in dettaglio. “Il vecchio che legge” è un’opera scritta e disegnata da Fabio Celoni, alla sua prima prova da scrittore su Dylan Dog (dopo l’esordio con la sua serie Nemrod). E’ un lungo percorso dell’Old Boy nelle pieghe della vita di un comune anziano, durante il quale scoprirà per la strada che il signor Ozra (questo è il suo nome) è molto più di un semplcie vecchietto. Esordio con il botto per Celoni, non c’è che dire, complimenti sia per la storia, molto commovente, che per i disegni. Le tavole di pagg. 33 e 57 sono favolose. Il formato gigante ci ha regalato una visione meravigliosa. “Blatte” è horror. Si. Horror puro condito di quell’humour nero che tanto ci ha fatto amare Dylan. E Gualdoni, in questa avventura di 16 pagine, inventa una trama perfetta con un finale sconvolgente e ancora più adatto, da brividi per alcuni. Ottima la prova di Saudelli che, purtroppo, si vede poco nella serie regolare. “Tueentoun” è un capolavoro dell’accoppiata Barbato-Brindisi. Una storia che ha tre anni di età finalmente l’abbiamo potuta vedere edita e in un formato che rispecchia e risalta le caratteristiche visive di Brindisi. La trama è puro sconvolgimento, riuscire a capire qualcosa, ad un certo punto, è impossibile. Una storia ingarbugliata perché così doveva essere, una storia che colpisce, che sconvolge. Questo è il Dylan che vorremmo sempre. “Per una rosa” è, forse, l’anello debole della compagnia. I testi di Di Gregorio e i disegni(?) di Dall’Agnol mal si uniscono per un’avventura che, forse, avrebbe fatto meglio su più pagine. C’è “il piccolo principe” nella trama e c’è un disegno scarso, quasi stilizzato del disegnatore più amato dai disegnatori. Il finale, comunque, è commovente ma, nel complesso, non regge il confronto con le altre tre storie. Copertina, per concludere, di Stano che riguarda la storia di Celoni. Molto evocativa e invogliante all’acquisto. Immagini e marchi registrati sono © dei rispettivi autori e degli aventi diritto
e vengono utilizzati su Glamazonia.it esclusivamente a scopi conoscitivi e divulgativi. RE: IN DUE PAROLE - Dylan Dog Gigante 18 - Black Lion - 02-02-2010 11:59 AM d'accordo con te al 100%! una storia commovente di Celoni. ormai mi chiedo se non sia meglio come scrittore che come disegnatore! e già come disegnatore è un grandissimo! ma francamente tra le sue storie nemrodiane e questa so candida ad essere uno degli sceneggiatori di punta dei prossimi anni! molto carina Blatte, anche se con un'aria di déjà-vu. ritorno molto bello per la Barbato, anche se ho preferito il 279. l'ultima storia è ingiudicabile a causa dei disegni (e sposo a pieno il punto interrogativo che hai messo ) di Dall'Agnol.il formato gigante è stupendo davvero, i disegni ci guadagnano tantissimo, sarei disposto a pagare di più tutti i mesi per averlo! ![]() intanto vado a rileggermi Il Tocco del Diavolo (221) di Barbato-Celoni
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