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IN DUE PAROLE INTERNATIONAL /005
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IN DUE PAROLE INTERNATIONAL /005
![]() ...UN'OCCHIATA ALLE USCITE ESTERE DI GENNAIO 2008 Testi di Peter J. Tomasi, Disegni di Patrick Gleason e Prentis Rollins 32 pagine, colore, spillato, formato 17x26, $ 2.99 DC comics Terminata la guerra contro Sinestro tutto sembra tornare alla normalità. In un numero povero di eventi particolari, si cerca di guardare al futuro dopo le numerose perdite in battaglia. articolo di : Umberto Rossolini In questo numero il ritmo a cui gli autori ci avevano abituato sembra decisamente calare; più che lecito, visti i numerosi eventi che si sono susseguiti nel corso del 2007 su queste pagine. Tomasi ci mostra un Guy Gardner più che felice di riavere il proprio partner Kyle Rayner libero dall'influenza di Parallax così come da ION, e di nuovo arruolato all'interno del Corpo delle Lanterne Verdi. L'amicizia che lega i due sembra essere cara all'autore, che in poche pagine ci fa vedere una loro breve chiacchierata. Ma Guy e Kyle non sono i soli a godersi la meritata vacanza. Kilowog fa ritorno sul pianeta Mogo per rimanere da solo con il 'ricordo' della propria famiglia, mentre tutto ritorna alla normalità per altre due Lanterne: Soranik Natu, che ritorna al proprio lavoro di medico, e Iolande, ancora costretta a seguire le orme del padre come principessa di Betrassus, quando il suo cuore la spingerebbe piuttosto a vestire nuovamente i panni e il simbolo dei GL Corps. Fra chi è felice per essere ancora in vita e chi invece piange i caduti in battaglia si giunge alle pagine finali, dove un'oscura figura fa la sua comparsa: Mongul, il quale si appropria con la forza di un anello giallo. Il numero porta anche la firma di Gleason alle matite, ma il suo tratto non è convincente come al solito, non tanto per le espressioni dei volti, sempre efficaci, quanto per alcune tavole con personaggi realizzati in modo troppo stilizzato. Si poteva fare molto meglio. Testi di Jeph Loeb, disegni di Ed McGuinness, colori di Jason Keith 32 pagine, colore, spillato, formato 17x26, $ 2.99 Marvel Comics Riaprono le danze per il Gigante di Giada… o di Rubino? Grazie a uno script quasi inesistente, la coppia Loeb-McGuinness ci dimostra che a forzar troppo la mano coi cazzotti, a uscirne ammaccato è il plot. articolo di : Paolo D'Alessandro La storia è presto detta: She-Hulk, il Dottor Samson, il Generale Ross e Iron Man fanno una capatina in Russia, dove Abominio è stato ucciso a colpi di arma da fuoco da… Hulk?! Ma chi sarà a impersonare il Gigante di Giada se Bruce Banner è tenuto sotto chiave in Nevada? E, infine, perché Rick Jones, creduto morto alla fine di “World War Hulk”, vaga seminudo tra le nevi dell’Alaska? Loeb affonda subito le grandi speranze sollevate nel dopo “World War Hulk”: il primo numero del nuovo corso è un concentrato di banalità, e l’interrogativo fondamentale si risolve da sé nel giro di una manciata di pagine. L’apertura è da annale quanto a forzature: la prima metà dell’albo vede una disastrosa e triste scena pseudocomica tra She-Hulk e Samson, operazione che echeggia al brutto scimmiottamento del Millar-style in Ultimates Vol.3, seguita a ruota da una scazzottata/incidente diplomatico che serve davvero solo a riempire qualche pagina con un po’ di noiosa azione non richiesta. Troppi elementi fuori registro, insomma: la speranza, come sempre, è che il tutto sia solo un abbaglio momentaneo. Ed McGuinness è l’unico grande pregio di queste 32 pagine, con i suoi bei disegnoni ipertrofici che un po’ compensano gli sbalzi stilistici dello sceneggiatore, valorizzati dalle chine sempre pulite e flessuose di Dexter Vines. Certo, questo stile cartoon molto deformante (tutto tozzo e anche di più, soprattutto le dita) può piacere o non piacere, ma è indubbio che il disegnatore sappia far valere il suo talento, e altrettanto indubbiamente questo suo talento sembra fatto apposta per Hulk. Ma anche qui, chi vivrà vedrà. Testi di Pierre Makyo, disegni di Alessandro Calore, colori di Claudia Checcaglini 47 pagine, cartonato, colore, formato 24x32, Euro 12.90 Delcourt Il fumetto storico-mistico in Francia è sempre molto di moda e la nuova BD di Makyo ambientato nelle terre del catarismo ne è l’ennesima riprova. articolo di : Alessandro Neri In Francia l’inizio del XIV° secolo è segnato dalle persecuzioni dell’Inquisizione nei confronti dei Catari. In questo contesto Guilhem Roché cerca di ritrovare la memoria nel sud-ovest del Paese presso Maitre Emeric, che gli insegna l’arte della guarigione. Il giovane però mostra un vero dono innato e presto i suoi “miracoli” richiamano l’attenzione di molti, amici e nemici: suo fratello lo ricerca, l’Inquisizione anche, ma per motivi ben diversi. Chi lo troverà per primo? E che rapporti ha il pacifico Guilhem con Simon Azolaïs, il perfetto introvabile del titolo (era col termine ironico di “perfetti” che la Chiesa si riferiva ai Catari) e “pericoloso” eretico anch’egli ricercato dai purificatori cattolici? La trama è sicuramente interessante ed avvincente, si vede che Makyo, uno degli autori di BD più prolifici, aveva voglia di sviluppare un argomento già accennato nella sua famosa serie La Balade au Bout du Monde. Se la storia è solida, certo non apporta molte novità al genere, presentando un eretico buono, un inquisitore cattivo e, in bonus, una storia d’amore che finisce male. Si nota comunque il tocco sperimentato di Makyo: i suoi flashback visti da diversi punti di vista hanno uno charme notevole. Buona parte della riuscita di questo primo tomo di Je Suis Cathare è dovuto alla componente italiana, Alessandro Calore (che ha lavorato per Il Giornalino e realizzato per la Disney la serie Kylion) alle matite, Claudia Checcaglini (attivissima sul mercato d’Oltralpe) alla tavolozza. Le inquadrature spesso originali, il disegno realista fine e preciso, le ottime scelte dei colori, fanno sì che i loro lavori rispettivi si sposino perfettamente tra loro (non ce ne voglia Fabio Lai!) e alla storia dell’autore francese. Insomma, una nuova serie di cui certamente non ci faremo mancare il prossimo volume. Testi di Jean-Claude Bartoll, disegni e copertina di Pierpaolo Rovero, colori di Bruno Pradelle et Rémy Langlois 48 pagine, colore, cartonato, formato 22x30, Euro 9.40 Glénat Un nuovo thriller geopolitico esce oltralpe: l’Europa, da Roma a Parigi, è travolta dalle azioni violente delle Brigate Popolari. Un futuro realistico ben dipinto da Bartoll, tra speranze e paure. articolo di : Alessandro Neri In un futuro che potrebbe essere davvero domani, a Parigi si tiene il primo G9 (la Cina si siede al tavolo dei grandi). La capitale francese diventa il teatro di battaglia di black block, pacifisti, dimostranti di tutti i tipi e le forze dell’ordine. Il Papa Giovanni Paolo VI, un vero rivoluzionario rispetto alle tradizionali posizioni della Chiesa, si prepara a partecipare al summit internazionale. In questo contesto si inserisce Arno Toms, che dalla posizione di giornalista alla ricerca dello scoop passa a quella più scomoda di terrorista e ricercato n°1 da tutte le polizie internazionali. Bartoll è ben conosciuto per la sua maestria nella creazione di avventure ambientate in universi contemporanei più o meno realistici (Insiders, Diamants, Mortelle Riviera, T.N.O.), ed è bravissimo nel dare un ritmo cinematografico a queste 48 pagine (l’autore vanta esperienze anche nel mondo del piccolo e grande schermo). La sua visione del futuro prossimo non è certo ottimista, è un mix del nostro passato recente degli anni ’60-’80 e i timori attuali. Da i brividi, talmente ci sembra probabile che sia proprio quello che ci aspetta entro 10 anni. I personaggi sono forti e ben costruiti, e ovviamente Bartoll usa la sua importante esperienza di reporter per caratterizzare il suo protagonista. Alle matite troviamo un disegnatore torinese in ascesa, Pierpaolo Rovero, autore Disney e di Gate 22 e già conosciuto in Francia per Malone. Lo stile è realista e il tratto fino, dinamico e nervoso. Un’altra bella conferma di quanto i nostri disegnatori siano apprezzati anche all’estero. Tra complotti, attentati, manipolazioni, la suspense è massima. Testi di Matthew Sturges, disegni di Sean Chen e Walden Wong 32 pagine, colore, spillato, 16.8x25.7, $ 2.99 DC Comics Continuano le disavventure dei principali super-criminali DC, esuli in un pianeta apparentemente disabitato ma dove li attende ogni genere di pericolo. In questo numero inizia tra loro la disputa per il potere, combattuto tra Lex Luthor e il Joker. articolo di : Roberto Serafinelli L'impegnativa trama che vede tutti i supercriminali della Terra esiliati nello spazio prosegue in questo terzo episodio di “Fuga per la Salvezza”. La lettura si rivela, ancora una volta, appena sufficiente. In questo numero, anche Lex Luthor si aggiunge al già nutrito gruppo di balordi che affolla il pianeta prigione dove tutti i super-criminali della Terra sono in via di destinazione da parte dal Governo americano. Mentre i primi numeri, sceneggiati da Bill Willingham, sembravano godere di un'originalità di fondo niente male, in quelli successivi l'attenzione pare essersi fossilizzata su pochi temi, quasi tutti sulla falsariga di celebri reality show come "Survivor" o "L'isola dei famosi". Forse sarebbe stato più interessante analizzare le reazioni dei supereroi e dei comuni cittadini di fronte agli importanti risvolti e all’inevitabile impatto mediatico che, teoricamente, avrebbe dovuto avere una misura di polizia di tale portata. Certo, si tratta di un fumetto di supereroi e quindi di avventura “facile”, ma almeno un cenno su simili temi non avrebbe guastato. Invece, nelle sessantasei pagine finora pubblicate non si vedono che esuli alla disperata ricerca di un proprio ordine sociale. E, da questo numero, anche politico, con l’inizio della disputa per il potere tra gli abitanti del pianeta-prigione, che vede la lotta tra lo stesso Luthor e il Joker. Per concludere, una nota sul legnoso disegnatore, Sean Chen, che sembra addirittura in peggioramento, per quando fino ad ora sembrasse impossibile anche solo immaginare che egli potesse peggiorare ulteriormente. Volendo essere ottimisti, si può solo sperare che nei rimanenti episodi gli spunti proposti siano analizzati dalla sceneggiatura in maniera più attenta, in luogo dell’attuale approccio superficiale. Il giudizio rimane sospeso, nella speranza che la serie mantenga prima o poi le sue promesse. Testi di Eric Corbeyran, disegni di Eric Chabbert, colori di Luca Malisan, copertina di Richard Guérineau 48 pagine, colore, cartonato, formato 24x32, Euro 12.50 Glénat La nuova grande saga fantascientifica di Corbeyron: composta da tre serie di tre tomi ciascuna, si chiuderà con un decimo volume conclusivo. Ottima la prima. articolo di : Alessandro Neri In seguito agli attentati dell’11 Settembre 2001, il capitalismo è stato soppiantato dal nuovo regime dell’utopia fondamentalista. In una società ultramoderna dal punto di vista scientifico-tecnologico, ma arcaica nelle tradizioni (le donne, velate, sono proprietà degli uomini e i libri sacri sono la legge), una donna in fuga dal marito e un “presciente”, in grado sognare altre realtà e di prevedere i crimini, si nascondono insieme dalla polizia, nei sobborghi di New Byzance. Corbeyran è uno dei più grandi autori francesi, ha toccato tutti i generi possibili, dal thriller all’umoristico, dall’avventura all’heroic fantasy; in questa nuova serie di SF lo sentiamo particolarmente a suo agio, la storia scorre velocissima, ma ci è difficile non soffermarci un attimo sulle grandi tavole di Chabbert (già autore dell’eccellente Nova Genesis), precisissimo soprattutto nei dettagli della città, che è un mix di ambienti futuristi, minareti e mercati orientaleggianti. Grande merito hanno anche i pennelli di Photoshop di Malisan, colorista friulano. L’opera di Corbeyron ci ricorda 1984 e Brave New World, ma soprattutto i capisaldi dei grandi della fantascienza come Philip K. Dick e Robert Silverberg e le loro ucronie, genere ben conosciuto della narrativa di anticipazione, ma ancora poco sviluppato nel fumetto. Il progetto è ambizioso, tre trilogie più un ultimo unico volume (realizzato sempre da Chabbert) per tutte le risposte: tre disegnatori, un solo sceneggiatore. A Marzo uscirà il primo tomo di New Harlem (disegni di Tibery), poi sarà la volta di New York (illustrato da Djillali Defali). Il tutto in soli tre anni. Un volume che lancia a meraviglia una saga che sicuramente non ci ha ancora mostrato tutta la sua grandezza. Immagini e marchi registrati sono © dei rispettivi autori e degli aventi diritto
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