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IN DUE PAROLE INTERNATIONAL /008
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IN DUE PAROLE INTERNATIONAL /008
![]() ...UN'OCCHIATA ALLE USCITE ESTERE DI APRILE 2008 Testi di Geoff Johns, disegni di Gary Frank e Jon Sibal 32 pagine, colore, spillato, formato 17x26, $ 2.99 DC Comics Nella distopia della Terra del 3008, Superman, privato dei poteri, ingaggia lo scontro finale con Earth Man con l'aiuto della Legione dei Super-eroi. Johns e Frank chiudono magnificamente l'arco di bentornato alla Legione del pre-Crisis. articolo di : Paolo D'Alessandro È l'ora dello scontro definitivo tra Earth-Man, superumano scartato dalla Legione e simbolo del Nuovo Ordine xenofobo che domina la Terra del 3008, e Superman, chiamato dal passato dagli amici di gioventù della Legione dei Super-eroi, che attraversano la loro ora più disperata. Johns, bisogna riconoscerlo, è uno che capisce cos'è l'Universo DC. Gli si può rimproverare qualche super-epopea nerd di troppo (vedi Infinite Crisis), e anche una spesso malcelata mania di "scientificizzare" componenti narrative in passato lasciate volontariamente alla fantasia del lettore (anche qui, si veda Infinite Crisis, e in parte anche la seppur encomiabile opera di restauro della mitologia delle Lanterne Verdi), ma non gli si può non riconoscere un grande talento di narratore, e di capace restauratore della dimensione iconica dei personaggi DC. Soprattutto, comunque ne parliate, Johns è un'entusiasta. E questo entusiasmo traspare intatto anche in questo ennesimo capitolo nella lunga storia della Legione dei Super-eroi, con un arco che vanta una freschezza e un sense of wonder davvero invidiabile. Il tutto è supportato da un Gary Frank all'ennesima potenza: composizione e dinamiche da antologia, un Superman mai tanto somigliante a Christopher Reeve (componente che non fa che aumentare la magia che circonda questa storia). Insomma, per chi ancora non conosce il supergruppo del 31esimo secolo, mai occasione è stata tanto ghiotta; per i vecchi appassionati, è un affettuosissimo abbraccio di bentornato (si spera, vedremo che succederà in Final Crisis...) alla dimensione probabilmente più autentica di un gruppo ultimamente abbastanza bistrattato. E long live the Legion! Testi di Drew Goddard, disegni di Georges Jeanty e Andy Owens 40 pagine, colore, spillato, 16.8x25.7, $ 2.99 Dark Horse Prosegue la nuova stagione di Buffy l’ammazza-vampiri, prodotta su carta invece che come serial tv. Un must per gli appassionati, ma che potrebbe conquistare anche tutti gli altri amanti del fantasy adolescenziale. articolo di : Fabio Graziano Una delle hit più stupefacenti dell’ultimo anno è l’attuale collana di Buffy, eroina orfana della TV cui l’autore Joss Whedon ha ridato nuova linfa sulla carta, proseguendone in formato comic book le appassionanti vicende. Come in un vero serial televisivo, anche questa “ottava stagione” di “Buffy” segue le logiche di produzione del piccolo schermo, alternando il lavoro di diversi sceneggiatori attorno a un soggetto stabilito a monte. Questa volta a sostituire l’indaffarato Whedon è Drew Goddard, tra gli autori del telefilm originale e oggi forse più noto per il suo coinvolgimento nel film “Cloverfield”. Al termine dell’ultima stagione televisiva di “Buffy”, la strega Willow ha risvegliato i poteri sopiti in ogni potenziale ammazza-vampiri del Mondo. Fulcro di tale incantesimo è lo Scythe, pericoloso oggetto che nello scorso episodio è stato sottratto da un gruppo di scafati succhiasangue. L’esercito di guerriere guidato da Buffy, in serio pericolo, da inizio a una disperata controffensiva, prima che il nemico riesca ad invertire l’effetto dell’incantesimo. La storia è come sempre avvincente e ricca di momenti ironici, che bilanciano gli inevitabili chiaroscuri drammatici delle vicende. Da sottolineare in particolar modo i siparietti tra Xander e un dandy Dracula del tutto inedito. I personaggi, umanissimi, e i dialoghi frizzanti si dimostrano ancora una volta motore della serie, che vede scorrere parallele numerose trame ugualmente interessanti. Unico aspetto negativo è forse quello dei disegni, a volte un po’ raffazzonati e deludenti ma comunque adatti e funzionali al racconto. Una lettura must per tutti gli appassionati di Buffy ma che potrebbe conquistare anche tutti gli altri amanti del fantasy adolescenziale. Testi di Geoff Johns e Grant Morrison, disegni di George Perez, Tony Daniel, J.G. Jones, Aaron Lopresti, Ivan Reis, Philip Tan e AA. VV. 32 pagine, colore, spillato, 16.8x25.7, $ 0.50 DC Comics Un albo inconsistente e poco comprensibile che dovrebbe fungere da “trailer” per i nuovi progetti DC. In realtà, nonostante il colpo di scena finale, più che curiosità sorgono grattacapi. articolo di : Fabio Graziano Per capire perché DC Universe Zero è un albo-delusione, bisogna deviare un attimo l’interesse dal Fumetto a un altro medium, quello del cinema. Da sempre, e in special modo dalla nascita di altri mezzi di comunicazione visiva come la televisione e internet, il principale veicolo di promozione cinematografica sono i trailers. Cioè, quei mini-film che, attraverso il montaggio di alcune scene selezionate di una pellicola da pubblicizzare, cercano di condensarne i contenuti in una succosa anteprima. Caratteristiche principali: relativa brevità della lunghezza, per massimizzare l’attenzione; assoluta comprensibilità, per non mal disporre gli eventuali spettatori già da subito; gratuità della visione, nel senso che, trattandosi in sostanza di uno spot, nessuno pagherebbe certo per vedere solo quello. DC Universe Zero è un trailer riuscito male. Anzi, è una raccolta di tanti, fin troppo brevi, trailer, accostati senza una reale logica e legati tra loro dalla presenza di un voice-over che, comunque, parla d’altro. Queste sequenze, ognuna delle quali è dedicata al lancio di una futura storyline DC, sono spesso troppo ermetiche, suscitando più dubbi ermeneutici che curiosità spicciola. Vedi soprattutto i capitoli dedicati a Lanterna Verde e allo Spettro, difficili da interpretare anche per un fan accanito. Neppure il colpo di scena finale è poi così ben costruito, e genera diversi grattacapi. Solo la parte di Wonder Woman si salva, forse, in quanto a chiarezza. I disegni sono di ottimo livello per tutta la durata dell’albo. In particolare, è curiosa la sensazione di fronte alle matite di Tony Daniel e J.G. Jones: entrambi gli artisti hanno battezzato in queste pagine un tratto diverso dal loro consueto, con buoni risultati. In definititiva, una lettura deludente che genererà entusiasmo solo nei fissati. Peccato, perché c’erano tutte le premesse per costruire un vero ponte verso potenziali nuovi lettori. Forse, vista la natura della storia, sarebbe stato meglio farne un e-comic per il web. Anche perché, per quanto il prezzo di DC Universe Zero sia davvero irrisorio, è pur sempre troppo per un semplice, banale trailer. Testi e disegni di Dave Sim 26 pagine, b/n, spillato, 16.8x25.7, $ 3.00 Aardvark-Vanheim Il geniale e controverso Dave Sim, già autore di Cerebus, torna con una nuova opera. Glamourpuss è un meta-fumetto e un esperimento, pensieri a ruota e mano libera dalla mente dell’autore. Un saggio di intrattenimento. articolo di : Fabio Graziano Glamourpuss non è un fumetto. Ma un progetto che da questi prende origine, orbitando a metà tra il saggio, il libro di illustrazioni e il divertissement satirico. Attraverso gli esperimenti grafici di Sim, che per piacere personale si sta avvicinando al fotorealismo caro ad autori come Alex Raymond e Al Williamson, l'autore racconta pensieri e aneddoti storici, tra illustrazioni e pin-up. E' un vero e proprio viaggio nella mente dell'artista, che condivide in modo schietto col lettore i suoi progressi, passo passo verso la nascita di quello che, si presume, Glamourpuss diventerà o potrebbe diventare. Perché, in teoria, questa serie si presenta principalmente come una parodia delle riviste di moda e, in generale, della superficialità di pensiero che le accompagna (in maniera più o meno fondata) per stereotipo. E, tra una pin-up e l’altra, compaiono già alcuni elementi su questa falsariga, come il ritratto della modella immaginaria N’atashae. O gli inserti di pagine stile rivista, dalla prosa tagliente, tra le quali spicca la rubrica del Dr. Norm, un sedicente psicologo che a noi italiani potrebbe ricordare alcuni strizzacervelli nostrani da carta patinata come Raffaele Morelli. Conoscendo le tendenze un po’ misogine (ma sarebbe più adatto dire “all’antica”) di Sim, è inevitabile cercarne degli strascichi in un prodotto come Glamourpuss. Personalmente ritengo che, in questo caso, sia evidente più che altro una forte satira verso un intero target di tipi umani, superficiali e ossessionati dall’apparire. I disegni, dal gusto molto retrò, sono deliziosi. Ma susciteranno più interesse negli addetti ai lavori, per via delle considerazioni tecniche che li accompagnano, a partire da quelle sulla qualità di stampa delle riproduzioni moderne di strip d’epoca. Glamourpuss è un albo sperimentale, un vero e proprio meta-fumetto. La lettura scorrevole e i testi brillanti di Sim non potranno che affascinare i lettori che non richiedono dal Fumetto solo intrattenimento facile. Testi di Brian M. Bendis, disegni di Leinil Francis Yu, colori di Laura Martin 48 pagine, colore, spillato, formato 17x26, $ 3.99 Marvel Comics Inizio esplosivo e mozzafiato per il nuovo crossover Made in Marvel by Bendis e Yu. Riuscirà l'Universo Marvel a liberarsi della minaccia degli Skrull? articolo di: Paolo D'Alessandro Un'astronave Skrull precipita nella Terra Selvaggia, e tutto il complotto Skrull ordito negli ultimi mesi nell'Universo Marvel viene allo scoperto. Mentre una flotta di astronavi fa il suo trionfale sbarco sul pianeta Terra, l'unica cosa che sappiamo di per certo è che "lui ci ama". Dopo un annetto buono dalla scoperta che, dopotutto, qualcosa nell'Universo Marvel non andava come doveva (il cadavere di Elektra/Skrull lo ricordiamo tutti), finalmente la verità comincia a venire a galla. Bendis, finalmente, può tirare un enorme sospiro di sollievo: ecco esplodere la sua Invasione Skrull, forse figlia di quella fascinazione nerdish per le avventure dei Vendicatori dei tempi d'oro. Lo sceneggiatore sembra abbandonare il suo famoso stile "decompresso", per lanciarci in 48 vorticose pagine al cardiopalma, dove ritmo e tensione sono altissime. Il clima paranoico dell'intero Marvel Universe è sottolineato da una narrazione inarrestabile, con tagli rapidi e dialoghi secchi. Yu asseconda lo sceneggiatore con disegni cinetici e suggestivi, inchiostrati per l'occasione da Mark Morales, che ammorbidisce e pulisce molto il tratto solitamente molto più nervoso del disegnatore filippino. La differenza visiva rispetto a New Avengers è palese, con disegni e fotografia a metà strada tra il gusto "tradizionale" degli ultimi anni e i toni più violenti e d'impatto a cui siamo stati abituati nell'ultimo anno sulla testata made in Bendis-Yu. E la scelta paga, almeno in termini di atmosfera e di ritmo. Benchè per eventi del genere sia davvero prematuro dare giudizi a inizio saga, Secret Invasion promette molto su tutti i fronti, e non deluderà nè i novizi, che si troveranno davanti una storia appassionante e ben raccontata (ma soprattutto leggibile a sè), nè gli aficionados, che vedranno portate a termine molte delle sottotrame lasciate in sospeso da Bendis negli ultimi quattro anni. Testi i Todd DeZago, disegni di Craig Rousseau 32 pagine, colore, spillato, 16.8x25.7, $ 3.50 Image Comics Proseguono le avventure dei “Forsenauti”, che approdano all’Image Comics con una serie regolare. Un film iniziato che lascerà insoddisfatti i nuovi lettori, e mediamente sazi gli aficionados. articolo di : Fabio Graziano Dopo aver già vissuto alcune avventure nel corso di miniserie e speciali one-shot, i “Forsenauti” di DeZago e Rousseau approdano a una serie regolare, emigrando dalla Dark Horse ai lidi Image Comics. La serie narra le vicende di un gruppo organizzato di creature sovrannaturali, unite dal compito di difendere la Terra da sgradite invasioni da altre dimensioni. Volendo riassumere in due righe, direi una sorta di BPRD con un pizzico di Lee/Kirby in più. Pur trattandosi di un numero uno, l’albo non risulta una buona introduzione ai Perhapanauts. La storia, che presumibilmente prosegue dalla precedente pubblicazione, necessita agli autori di ben tre tavole di riassunto per fornire al lettore i parametri sufficienti a non sentirsi spaesato. Nonostante tali sforzi, la sensazione di essere entrati in sala a film iniziato resta. I personaggi sono abbastanza ben stereotipati e riconoscibili, e la storia non è poi così complessa da seguire, nonostante tutto. Però, allo stesso modo in cui sarebbe difficile appassionarsi alle vicende dei protagonisti di un film del quale si vedesse solo il climax, anche in questo albo la componente drammatica risulta parecchio smorzata agli occhi di un nuovo lettore. I disegni di Craig Rousseau sono piuttosto anonimi, sia dal punto di vista delle inquadrature, sempre simili e piatte, sia da quello della sintesi del segno, che abbandona fin troppo le tavole alle cure del (buon) colorista. Non avendo mai seguito Perhapanauts, confesso di non essere rimasto per nulla colpito da questo numero. Immagino che, per i lettori già appassionati, l’esperienza sia stata un po’ diversa. In generale, non vedo all’orizzonte alcun motivo che mi spinga a recuperare le miniserie precedenti. Il sapore della pietanza è banale e già assaggiato, con spezie più gustose, altrove. Immagini e marchi registrati sono © dei rispettivi autori e degli aventi diritto
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