Da
Corriere.it:
Citazione:L unedì 19 gennaio Bernar Yslaire, fumettista, entrerà al Museo del Louvre, si metterà seduto in una sala e accenderà il suo computer portatile. Poi prenderà in mano la penna digitale e disegnerà sulla superficie della sua Wacom Cintiq 21 pollici, la tavoletta grafica dove si lavora senza vedere nulla: ogni tratto finisce direttamente sullo schermo, rivedibile e correggibile come in qualsiasi programma di grafica.
Fumetti al computer. Fumetti-photoshop ai piedi della Nike di Samotracia e nei paraggi della Gioconda di Leonardo. Schizzi e nuvole dal vivo per una performance tecnologica nel tempio dell'arte: è questo il vernissage voluto dal maggiore museo francese per inaugurare la mostra Le petit dessein, in programma dal 22 gennaio al 13 aprile 2009. Sulla ribalta del Louvre saliranno le opere di quattro disegnatori di fumetti: Nicolas de Crécy, Marc-Antoine Mathieu, Eric Liberge et Bernar Yslaire. Non è la prima volta che dei fumetti entrano nel museo parigino (primo nel mondo per visitatori): già nel 2005 de Crécy aveva avuto l'onore di una personale. La nuova esposizione, però, è annunciata con una particolare e provocatoria locandina creata per l'occasione dai quattro artisti: si tratta di quattro caricature della Gioconda a metà fra ironia e provocazione. Ecco allora, novant'anni dopo la Gioconda coi baffi di Marcel Duchamp, la Gioconda col cane in braccio di Nicolas de Crécy, la Gioconda senza volto di Marc-Antoine Mathieu e quella spettrale, con un teschio al posto del viso, creata da Eric Liberge. Infine la Gioconda di Bernar Yslaire: un semplice ritratto. «Mi sono accontentato in tutta umiltà di fare uno schizzo al naturale» dice Yslaire, che poi però si fa civettuolo parlando della sua performance prossima ventura: «Citando Jacques-Louis David che aveva installato il suo atelier nelle mura del Louvre (sotto la grande galerie) disegnerò ciò che andrà in esposizione quel giorno stesso». Grandi ambizioni, dietro a un percorso che parte da lontano.
Le petit dessein proviene infatti dalla collaborazione nata nel 2005 tra il Louvre e la casa editrice Futuropolis, con lo scopo di creare una sorta di bottega del fumetto. «Il concetto — si legge nel sito del museo — era quello di domandare a un autore di fumetti di scegliere un'opera, una collezione, una sala del Louvre e di farne un elemento importante della storia da disegnare». Ne sono usciti quattro libri a fumetti: la mostra comprenderà una selezione di tavole tratte dai volumi, più una serie di inediti. Il Louvre parla di «storie-ponte fra fumetto e storia dell'arte, che pongono uno sguardo nuovo, a volte obliquo, sulla nostra cultura e memoria». Parole che stupiranno ben pochi in terra di Francia, dove gli autori di fumetti sono a volte idolatrati come rockstar e reputati moderni maître-à-penser.
Ecco allora il lionese de Crécy tornare, dopo il 2005, a esporre il suo La période glaciaire, dove immagina un futuro in cui il mondo è ricoperto dalla banchisa: un gruppo di archeologi scopre, sotto ai ghiacci, il museo del Louvre. Poesia e umorismo si intrecciano in un contesto di pensieri cupi sul futuro dell'arte. Onirico e sperimentale il volume di Marc-Antoine Mathieu, francese di Angers, che ha realizzato Les Sous-sols du Révolu, dove un anziano bibliotecario, Eudes, viene incaricato di inventariare il patrimonio del Musée du Révolu (anagramma del Louvre): trascorrerà tutti i suoi anni nel tentativo di scoprire il «grande disegno» che si cela dietro alla costruzione delle interminabili gallerie del museo. Eric Liberge, classe 1965, occhio visionario e grande passione per la fantascienza, immagina il Louvre di notte: i suoi fantasmi, i suoi angoli segreti. Aux heures impaires racconta fantasie di Bastien, un punk sordomuto che lavora al museo come guardiano. Infine il belga Yslaire, che debuttò diciassettenne sulle pagine del settimanale Spirou, racconta su testi di Jean-Claude Carrière un Jacques-Louis David alle prese con il ritratto dell'Essere Supremo, su commissione di Robespierre. Il volume si intitola Le ciel au dessus du Louvre. Il cielo sopra il Louvre. Sarà ancora lo stesso, dopo il 19 gennaio?
Alessandro Trevisani
15 dicembre 2008