
Alla vigilia del terzo numero, Stan e Jack si rendono probabilmente conto che l'approccio originale dei primi due può funzionare, ma va almeno parzialmente modificato per venire incontro anche alle esigenze del pubblico, dandogli qualcosa di "rassicurante"... E così, ecco arrivare i
costumi dei Fantastici 4! La serie indubbiamente assume una nota di colore non indifferente, che aiuta il quartetto a stare più facilmente in edicola accanto alla Justice League (il cui successo, vale la pena di ricordarlo, era stata la molla che aveva fatto nascere la collana). Eppure, Lee e Kirby non rinunciano del tutto a fare le cose in maniera almeno un pò diversa: invece di veri e propri costumi danno ai personaggi delle uniformi, forse riprendendo l'idea dai Challengers of the Unknown su cui Jack aveva lavorato per la DC, ma con maggior colore e carattere. Altro debutto importante, in questo numero, è quello della prima Fantasti-Car, subito affettuosamente soprannominata dai fan "tinozza" o "vasca da bagno" volante. Il veicolo ha un aspetto buffo ma indubbiamente non manca di fascino, soprattutto per la sua capacità di dividersi, in caso di necessità, in quattro parti indipendenti, una per ogni membro del gruppo.

Al di là di questo, la parte grafica è solida e abbastanza spettacolare: certo siamo lontani dai livelli che raggiungerà Kirby con il prosieguo della serie, ma comunque la classe c'è, e già si può intuire. Piuttosto fiacca, invece, la storia di Stan Lee, che peraltro fa acqua da tutte le parti. Alla fine dell'episodio, l'avversario di turno, l'Uomo dei Miracoli, si rivela essere un ipnotista di massa, e tutte le sue incredibili gesta viste fin lì sono spiegate come potentissime illusioni. Il che potrebbe anche essere credibile, se non fosse che in tutta la storia gli effetti fisici di dette illusioni sembrano essere più che reali. Come ha fatto l'Uomo dei Miracoli a portare a termine la rapina che fa scattare in Reed Richards l'idea che non sia un vero mago (un vero mago avrebbe potuto creare delle gemme dal nulla, invece di rubarle, ci spiega Reed), se il gigantesco mostro che distrugge la parete e afferra il bottino è solo nella mente di chi guarda? Oltretutto, del combattimento di tale mostro con la Torcia si riparlerà anche in un numero seguente, come se fosse avvenuto davvero. E via dicendo. Insomma, una storiella simpatica ma tutt'altro che solida questa, anche se i dialoghi sono già al di sopra della media dei fumetti dell'epoca per carattere e personalità. Per fortuna, già nel numero seguente, Lee e Kirby inizieranno a fare la storia del Marvel Universe. Ma questo è argomento per il prossimo post!