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GENERAZIONI - Fumettomani@: Comics tribute - Will Eisner
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GENERAZIONI - Fumettomani@: Comics tribute - Will Eisner
![]() Leggere e scrivere di Will Eisner non è mai abbastanza. Il genere Graphic novels e quello supereroistico hanno avuto un lascito non indifferente da questo grande autore della nona arte. Lo ricordiamo questo mese con un picccolo approfondimento sul Bronx, così come Eisner lo ha rappresentato nelle sue opere. M.B. ![]() Il Bronx del 1930 secondo Will Eisner di Carlo Scaringi Will Eisner nell’ultima fase della sua lunga vita, conclusasi all’età di 88 anni il 3 gennaio del 2005, ha disegnato molte graphic novels che più di ponderosi trattati di storia o di sociologia aiutano a comprendere meglio la vita delle classi più umili – del proletariato potremmo dire, se questo termine non fosse oggi in disuso – in una grande metropoli, forse accogliente ma anche piuttosto dura, come New York. Al Bronx 1930 – come si intitola il volume pubblicato nei primi anni Ottanta dall’Oasi Editoriale di un coraggioso editore fiorentino, Luciano La Spisa – sono dedicate quattro storie di Eisner, apparse per la prima volta in Italia sulle pagine di Eureka. La più nota è senz’altro “Contratto con Dio”, un amaro apologo che in qualche modo ricorda la vicenda del celebre avaro del Canto di Natale di Dickens, che avrebbe poi ispirato Carl Barks per il suo Paperone. Negli altri racconti ci sono profondi squarci di umanità: si passa da un custode del casamento sadico e violento agli inquilini alle prese con i soliti problemi, anche meschini, di tutti i condomini, ci sono i giovani che sognano l’amore e i vecchi che sperano ancora in qualche giorno felice, insomma tutto quel microcosmo che spesso abbiamo vicino ma che forse non conosciamo affatto, scoprendolo, apprezzandolo oppure odiandolo solo in occasione di quegli eventi che ci mettono a diretto contatto con il nostro prossimo, quel prossimo di cui non ci accorgiamo mai. Un mondo che Will Eisner ha portato in primo piano, trasformandolo nell’arco delle poche tavole delle sue storie, in protagonista, artefice di un destino, ora felice ora triste, sempre realisticamente concreto, dando corpo tangibile a una vita quotidiana dalla quale tutti tentano di evadere, ma alla quale tutti siamo legati, come i piccoli uomini anonimi ma veri protagonisti delle sue storie. Il mondo di Spirit – il singolare detective delle sue tante storie poliziesche narrate per una dozzina di anni, tra il 1940 e il 1952 – è decisamente lontano, perchè dall’improbabile (ma non tanto) realismo di Spirit si passa al verismo amaro, anche drammatico, dei suoi racconti della maturità pubblicati in Italia da piccoli editori (ma anche da Einaudi). In queste storie si parla di guerra e di affari di famiglia, della tempesta in arrivo o della forza della vita, ma soprattutto della tenacia, dell’impegno, della volontà con cui gli anonimi protagonisti – che spesso continuano a vivere al 56 di Dropsie Avenue – affrontano la vita. Immagini e marchi registrati sono © dei rispettivi autori e degli aventi diritto
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