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Il fumetto è in agonia e si avvia alla morte!!
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26-06-2010, 02:47 PM
Messaggio: #1
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Il fumetto è in agonia e si avvia alla morte!!
Il fumetto è in agonia e si avvia alla morte!!
CHE PAROLONA, DIRETE. MA COME SI PERMETTE? DIRANNO ALTRI. Non è che sono andato fuori di testa, mi limito a guardare lo stato dell'editoria, del mercato, degli autori, dei lettori, negli ultimi tre/quattro anni, ciò che ho visto e che continuo a vedere è una massa di ombre e di sofferenti, ecco perché antipaticamente parlo di agonia del fumetto. Analizzo la cosa in termini più chiari, da due punti di vista.. a) la situazione del mercato e le sue prospettive L'editoria ed il mercato del fumetto, in Italia, hanno dimensioni piccole, tutto viene pensato, realizzato e distribuito con molta passione ed alterna professionalità, era così negli anni '90, del secolo scorso, è così oggi. Ci sono dei grandi gruppi editoriali: Disney, Panini Comics, Sergio Bonelli Editore, Edizioni San Paolo e qualcun'altro, ma il resto sono piccole realtà editoriali sempre sull'orlo del baratro. I primi riescono a vendere 100.000 copie (?) di una collana in edicola, gli altri vendono 500 copie di un brossurato, entrambi esprimono la loro insoddisfazione e preoccupazione perché il numero del venduto non copre le spese e non permette la realizzazione di nuovi progetti editoriali. Per anni si è parlato di allargare il mercato, e si è arrivati ad unica soluzione quella di non rivolgersi solo alle edicole, perché intasate da altri prodotti più appariscenti e con più attrattive, ma creare più librerie di fumetti in tutta la penisola, la scelta non è stata sbagliata, ma non era l'unica da fare. Abbiamo sperato tutti che il mercato si allargasse, i lettori, gli addetti ai lavori e gli editori, al momento della pubblicazione della prima e della seconda collana dei “Classici del Fumetto”, ad opera del duo Panini/La Repubblica, e i tante altre collana similari, dedicate a Spiderman, ai volumi DC Comics, a Batman, negli ultimi cinque anni. Le prime due opere, in particolare sono state meritorie di tanti complimenti e di un plauso da parte di tutti ma, mi sembra che hanno originato pochi nuovi lettori di fumetti. Nella mia città (40.000 abitanti), ad esempio, quelli che compriamo fumetti siamo sempre gli stessi, anche se molte persone hanno acquistato i volumi della collana “classici del fumetto”; non è difficile immaginare che questa cosa si sia ripetuta un po' in tutta Italia. Da quanto sopra esposto la conclusione è che il mercato continua ad essere piccolo, ogni tanto balza agli onori della cronaca per l'impennata di qualche fumetto o autore, ma niente di più. Manca una vera e propria programmazione editoriale grazie alla quale le serie di qualità restano tali per un periodo lungo, quelle infime vengono chiuse (come è giusto che accada), dove un prodotto nuovo va assolutamente promozionato in tutte le maniere possibili, e su tutti i media a disposizione, senza dover affrontare spese impossibili, ovviamente. Mancano menti eccelsi che non pensino solo al guadagno nel tempo breve, e a spremere i lettori, ma ad un rapporto qualità/costo/entrate del prodotto che vendono in un periodo medio lungo; questa è economia, sono pochi gli editori che la applicano, vale per il mercato delle automobili, vale per quello fumettistico, con le dovute proporzioni. Senza una programmazione lo scontro con i cd di giochi, i dvd, l'Ipod, i canali televisivi digitali, cioè con tutti quei prodotti che entusiasmano i giovani e i meno giovani, è perso in partenza. Non ci si può più improvvisare editori solo perché c' è un buon traduttore, 2 contratti per pubblicare fumetti, una sede, una tipografia amica, due simpaticoni che mettono due lire ( fino a quando non finiscono), ed un po' di fortuna. Questo non significa che le piccole realtà editoriali, che producono tanti bei prodotti, siano destinate a morire, NO, devono cambiare mentalità, magari formare un solo gruppo, per ammortizzare alcune spese, essere più elastici e più forti sul mercato; un po' come accade da qualche anno alla fiera di Francoforte (dal 5 all'8 ottobre) dove il NAPOLI COMICON, presenta uno stand dedicato a fumetto italiano attraverso un gruppo di editori, se questo funziona per una fiera, perché non potrebbe funzionare anche sul mercato? Infine, presterei molta attenzione ai fumetti pubblicati su internet, e ai loro piccoli editori, sono una realtà nuova alla quale ci dobbiamo abituare e che sicuramente nel prossimo decennio avrà una sua esplosione. b) i formati dei fumetti. Tutte le opere sono pubblicate con il giusto abito editoriale? Il giusto abito editoriale, bellissima questa frase, per esempio la Planeta De Agostini la sconosce, almeno in Italia. Dopo aver iniziato la sua avventura editoriale in terra italica con una collana assurda (perché composta da storie vecchie di vent'anni e già pubblicate) dedicata a Superman in un abito editoriale SPAVENTOSO, ora continuano con Batman, e con centinaia di volumi all'anno, tutti a prezzi cari, rispetto al n.ro di pagine, alla qualità delle traduzioni, ed ai refusi di stampa. Ricollegandomi a quanto detto prima, dove sono le menti eccelsi? Sono riuscite, queste menti, a strappare i diritti della DC Comics ai poveri e squattrinati editori italiani (Play Press), ma non hanno avuto l'intelligenza di fare delle telefonate o un giro per le edicole italiane e per le fiere di fuemtto? Per capire la reale situazione del fumetto nelle edicole e nelle fumetterie e progettare la collana di Superman, e tutto il resto dei loro prodotti in una maniera diversa e migliore di ciò che sta facendo? Non si può presentare un fumetto 'incollato su dei cartoni grandissimi modello enciclopedie, cd, dvd etc., fumetti celofanati, e poi l'interno con redazionali pessimi, con traduzioni ancora piu' pessime in alcuni casi. Per il resto mi sembra che il formato di molti fumetti pubblicati in Italia sia adeguato al target di pubblico cui sono rivolti, tranne qualche rara eccezione. In ultimo preferirei un'ampia parte dedicata i redazionali in tutti i prodotti (invece delle due paginette striminzite, quando ci sono), fumetti Bonelli e cartonati compresi, mi rendo conto che quest'ultimi, sono vincolati da una foliazione e da costi tipografici non indifferenti . Per il momento il fumetto, a mio parere, è in agonia e si avvia alla morte.. ci rivediamo fra dieci anni. un saluto a tutti Mario B. Fondatore e direttore culturale dal 1990 della fanzine Fumettomani@ dal 2012 curatore del blog "Il Pozzo dell'Isola felice" dal 2002 al 2011 curatore del sito originario Fumettomania |
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26-06-2010, 02:52 PM
Messaggio: #2
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RE: Il fumetto è in agonia e si avvia alla morte!!
minchia, tra questo topic e quelli che ho postato io nei giorni scorsi c'è poco da stare allegri
Ciao a tutti, FABIO Eccolo! FABIOGRAZIANO.IT
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26-06-2010, 03:00 PM
Messaggio: #3
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RE: Il fumetto è in agonia e si avvia alla morte!!
Mr. Kayak Ha scritto: ciao fabio inizialmente questo era un articolo preparato per essere pubblicato nel 2007 sulla rivista Schizzo idee, edita dal Centro Fumeto Andrea Pazienza, poi quel numero non fu pubblicato e l'articolo è rimasto nel cassetto. L'ho ripreso il mese scorso. Le idee espresse a suo tempo mi sembrano ancora valide, per cui l'ho rivisto, attualizzato e modificato in qualche punto e l'ho messo nel topic fusione con fumettomania (spero non sia passato inosservato). Infine e su suggerimento di marcello e di alessandro, essendo poco adato alle nostre rubriche di articoli, ho optato nel farlo diventare oggetto di discussione in questa stanza... a noi la palla... ![]() PS: hai scritto bene, c'è poco da stare allegri un saluto a tutti Mario B. Fondatore e direttore culturale dal 1990 della fanzine Fumettomani@ dal 2012 curatore del blog "Il Pozzo dell'Isola felice" dal 2002 al 2011 curatore del sito originario Fumettomania |
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27-06-2010, 12:28 PM
Messaggio: #4
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RE: Il fumetto è in agonia e si avvia alla morte!!
beh... caro il mio Mario..come sai sposiamo la stessa filosofia in pieno.
..ho ben poco da discutere visto che non posso quotare in pieno quello che dici! Aggiungo qualche provocazione... La cosa triste e' che gli autori esistono, come esistono i lettori, ed esistono gli editori (a parte i soliti grossi). Purtroppo oggi, almeno in Italia, vive la cultura che tende a far coincidere la parola fumetto con nomi come tex Dylan Dog Spiderman o Batman. Si e' osato spingere su fumetti come Watchmen o Sin City solo quando ne sono state fatte trasposizioni cinematografiche. (NB NOn sto dicendo che spiderman fa schifo...semplicemente che il fumetto e' Spiderman ma anche altro) E questo nelle grandi iniziative che citi come "i classici del fumetto" ma anche a livello di Fiere, riviste, extra settore, televisione, siti di critica, o guardando la vetrina principale di tante fumetterie. Questo perche'? Vuoi la crisi, vuoi la totale mancanza di "veri imprenditori" (per imprenditore intendo colui che crede in qualcosa di nuovo ed investe a suo rischio... tenta l'impresa appunto) se non tra i piccoli che viste le tirature e il monopolio delle grandi sui diritti e sulle distribuzioni, sono costretti ad essere per forza di cose. Totale mancanza di credere nel prodotto nuovo, nel ricambio generazionale o di coltivare nuove leve (quasi da rimpiangere quando si faceva bottega). E lo stesso discorso lo si puo' fare per gli autori. Si lucra sulle distribuzioni con percentuali che le case medio piccole fanno sempre piu' fatica a gestire (viste le tirature). Si Lucra nelle scuole. In un mercato dove 1 su 1000 aspiranti artisti ci mangia, nascono ogni giorno corsi di fumetto o scuole private a prezzi proibitivi (oltre i 1000 euro per arrivare ai 4000 e' vergognoso!!!!!). Quasi vien da pensare che sia un modo per arrotondare degli addetti al settore visto che non si campa piu' solo di fumetto in senso stretto. Un controsenso tristissimo NB e non dico che non si impara (io ho imparato in una scuola privata). Dico che tanti sanno disegnare e i posti " fissi" sono pochi e sempre meno andando avanti. Si lucra sugli autori pagandoli una miseria e soprattutto rinunciando ad investire per farli crescere (come nel calcio meglio comprare il fuoriclasse straniero che investire sui giovani). SI fa un tentativo di investimento minimo, si lancia sul mercato il loro prodotto senza pubblicita se non un quadratino su anteprima (che si e' gia' investito nella stampa per carita') e se va al primo colpo bene altrimenti bruci la carriera di uno. Avanti un'altro. E chi lo fa trasforma gli autori in cloni (sia a livello di manualita' che di cultura...ancora peggio). Siamo ad un punto che lo si fa gia' con i famosi E questi pur de magna' accettano e magari per cambiare stile ricalcano che i tempi sono allucinanti.... Anzi addirittura se beccati se ne assumono la responsabilita'. Cosi' scoppiano gli scandali con ritiro degli albi.. e il risultato e' che invece di fare un passo avanti...lo si fa indietro. Da questo si deduce che tutti tirano l'angolino di una coperta che si riduce sempre piu' (e che ormai e' strettissima) con il risultato che chi sta al centro (i grossi tra autori, disegnatori, editori, distributori ecc..) bene o male ha ancora da campare. Chi sta ai bordi per bravo che sia pian piano viene decimato per mancanza di quella visibilita' che per le poche risorse non si riesce piu' avere. Perche' anche su un mezzo democratico come internet si tende (pur di avere tanti accessi) a parlare di chi richiama pubblico. Mi auguro di sbagliare ma sono dieci anni che osservo "da fuori" questo processo, che sento parlare di crisi, e che si lamentano tutti di questa cosa...ma nessuno fa nulla. Meglio raccogliere le briciole e non rischiare. http://alessandroboni.blogspot.com/ http://meltingpulp.blogspot.com/ |
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27-06-2010, 04:31 PM
Messaggio: #5
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RE: Il fumetto è in agonia e si avvia alla morte!!
Quando leggo topic o articoli con profezie apocalittiche di questo tipo, mantengo sempre un certo livello di perplessità.
Intendiamoci, non dico che alcune cose che avete detto non siano vere. Sono d'accordo con arch a proposito dell'assenza di dignità con cui la Planeta DeAguzzini tratta le opere che pubblica, così come lo sono sulla mancanza di effetti culturali da parte delle collane allegate ai quotidiani e sulle contraddizioni del duopolio Bonelli/Disney. Tuttavia, parlare di agonia del fumetto (prospettandone quindi la morte) mi pare davvero troppo. I comics sono un medium che ha più di un secolo alle spalle e sono affermati ormai anche a livello accademico. Pensare che un giorno si possa smettere di fare fumetti è come credere che si possa smettere di fare concerti o di fare teatro. Il problema, almeno in Italia, è un altro, più concreto ma non meno preoccupante: la crisi culturale e di immaginario. A essere in crisi non è solo il mondo del fumetto, ma anche quello del cinema, della musica, dell'editoria in generale. Penso che le cause vadano rintracciate sulle due sponde del fiume: su una, l'incapacità, da parte della maggioranza di ultimi e penultimi autori, di raccontare o immaginare la realtà che li circonda, finendo spesso per chiudendersi in sterili introspezioni ombelicali o in flaccide imitazioni esterofile; sull'altra, il disinteresse totale per ogni fenomeno culturale in favore di un edonismo che ruota intorno alla trinità sesso/calcio/potere, su cui una stragrande maggioranza di italiani appiattita sull'egemonia dei parvenu medio borghesi neo capitalisti (come direbbe Valerio Evangelisti), ha costruito la propria industria del "divertimento" da una venticinquina d'anni a questa parte. ![]() member of THE FANTASTIC GRUMBLERS FOUR Questo è ciò che penso della DC Comics attualmente: |
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27-06-2010, 05:13 PM
Messaggio: #6
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RE: Il fumetto è in agonia e si avvia alla morte!!
devo dire di essere d'accordo con dario. secondo me la presunta crisi del fumetto è in realtà parte di una crisi culturale che il nostro paese sta affrontando a livello globale.
non vorrei trasformare questo topic in una costola di quello sulla politica, ma penso sia evidente a tutti come i governi degli ultimi anni (senza distinzione di colore, anche se quello attuale ci sta mettendo senz'altro più impegno degli altri) abbiano portato avanti un processo graduale ma inesorabile di devastazione della scuola. il risultato è quello di crescere una generazione composta in enorme maggioranza da gente perlopiù ignorante, più interessata ai mondiali che al G8. Ciao a tutti, FABIO Eccolo! FABIOGRAZIANO.IT
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27-06-2010, 06:50 PM
Messaggio: #7
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RE: Il fumetto è in agonia e si avvia alla morte!!
Mr. Kayak Ha scritto:conosco gente molto ma molto colta che e' piu' interessata ai mondiali piuttosto che a noiosissime e formalissime cose(nonche' inutili) come il g8. il fatto e' un altro:la cultura costa troppo. la gente ha a stento i soldi per sostentarsi. un esempio:quando andavo al liceo compravo decine di cd e fumetti al mese e andavo a concerti in continuazione,e compravo anche molti libri solo con la paghetta che mi davano i miei!oggi,pur non essendo sposato,guadagno al mese tanto quanto mi basta per campare in modo dignitoso. naturalmente a volte stringo un pochino la cinghia e mi permetto qualche spesa folle(l'omnibus di capian america,un capolavoro per carita' e anche conveniente sotto certi punti di vista,ma 50 euro li guadagno in 2 giorni!!!). la crisi culturale e' un diretta coinseguenza della crisi economica:se non posso mangiare devo lavorare di piu'(se ho la fortuna di lavorare) e quindi non avro' tempo per leggere ,ascoltare musica,andare nei musei,ecc. ecc. e' questa la dura realta'. per non parlare poi del fatto che,quando si hanno certi pensieri,e non sai dove sbattere la testa per risollevarti un po'(tipo tra le varie bollete a fine mese non ti restano manco i soldi per mangiare) ,il morale va sotto i tacchi e vorresti solo scappare,non certo leggere fumetti(con tutto il rispetto per questo medium,che non morira' mai,e che mi ha aiutato ad essere cio' che sono,ma e' pur sempre un qualcosa di cui si puo' fare a meno) DEVI VIVERE,NON IMPORTA QUELLO CHE ACCADRA': IO TI TROVERO'!NON IMPORTA QUANTO CI VORRA',FOSSE ANCHE UN SECOLO:IO TI TROVERO'!(l'ultimo dei mohicani) |
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27-06-2010, 06:55 PM
Messaggio: #8
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RE: Il fumetto è in agonia e si avvia alla morte!!
SAMURALE Ha scritto: ciao carissimo amico mio, questa si che e' stata una sorpresa! Trovare un tuo intervento alla discussione iniziata su glama, noi due che siamo stati i pilastri di fumettomania..wow Dopo questo momento amarcord, andiamo alle cose serie. Non posso che essere daccordo con la tua provocazione.... .. e aggiungo una precisazione con la quale rispndo pure a dario e a fabio (che ringrazio per essere interventuti), il titolo di questo topic è preso parzialmente da una frase di Antonio Serra (il creatore di nathan never), che l'autore proferi' nel 1999 mi pare...siamo nel 2010 ed il fumetto è ancora vivo ![]() Il titolo è provocatorio, anch'io credo che il fumetto non morirà davvero ma potrebbe scomparire se non interveranno delle idee nuove e se l'appiattimento culturale italiano continuerà ad aumentare... Tenete bene a mente che se togliessimo dalle nostre edicole e dalle fumetterie tutto il materiale USA e quello Manga, resterebbe ben poco! Questo e' quello che intendo come agonia e come morte del fumetto..So bene che al crisi culturale colpisce anche altri settori, ma noi parliamo di fumetto e, quindi, soffermiamoci sul fumetto. Anche per quanto riguarda la politica, lasciamola ai politici ed ai politicanti, noi dovremmo cercare di dare il nostro contributo culturale, e critico, alla nona arte. un saluto a tutti Mario B. Fondatore e direttore culturale dal 1990 della fanzine Fumettomani@ dal 2012 curatore del blog "Il Pozzo dell'Isola felice" dal 2002 al 2011 curatore del sito originario Fumettomania |
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27-06-2010, 07:03 PM
Messaggio: #9
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RE: Il fumetto è in agonia e si avvia alla morte!!
nattybumppo Ha scritto: concordo anche con te.. io mi trovo nella tua stessa condizione, ed in piu' sono sposato, e mi viene difficile comprare tutti i fumetti che vorrei seguire...bisogna adeguarsi alle situazioni contingenti...ed il fumetto come altre Arti ne fa le spese.. un saluto a tutti Mario B. Fondatore e direttore culturale dal 1990 della fanzine Fumettomani@ dal 2012 curatore del blog "Il Pozzo dell'Isola felice" dal 2002 al 2011 curatore del sito originario Fumettomania |
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27-06-2010, 07:15 PM
Messaggio: #10
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RE: Il fumetto è in agonia e si avvia alla morte!!
Non sono d'accordo, natty, perché la gente, se deve andare in discoteca o al pub o a comprarsi dei vestiti, è capace di spendere anche un centinaio di euro in una sola botta, ma quando si tratta di comprare libri, dischi o fumetti, i soldi sono sempre pochi.
Ricordiamoci che produrre un disco, un libro, o un film, COSTA. Citazione: Su questo argomento mi sento di citare ciò che dice Valerio Evangelisti (lo fa a proposito del fenomeno Berlusconi). Il problema non è tanto di classe politica poiché, in realtà, questa si è limitata a rappresentare (a destra e a sinistra!) l'ascesa di una classe media fatta di professionisti, piccoli e medi imprenditori spesso slegati dal mondo dell'industria e della produzione e invischiati nella borsa o in altri business, il cui unico fine è l'arricchimento e il profitto, la libertà da ogni vincolo possibile sia legale che giuridico, guardando, da perfetti parvenu quali sono, la cultura e l'istruzione come inutili orpelli che non servono alla scalata sociale. Purtroppo, con la sua l'egemonia, questa classe sociale è riuscita a imporre la propria (non)ideologia come vincente rispetto a qualunque altra, facendo sì che si affermasse anche in strati sociali in teoria estranei a essa (gli operai o i piccolo borghesi che votano Berlusconi o sperano di svoltare nella vita non attraverso la conquista di diritti civili, ma vincendo al Superenalotto). Probabilmente, le radici di questa crisi culturale si possono trovare proprio a partire da questo avvenimento, il quale ha sancito la sconfitta di ogni altra possibile narrazione. Spero solo che, prima o poi, si riesca a scappare dall'Aventino. ![]() member of THE FANTASTIC GRUMBLERS FOUR Questo è ciò che penso della DC Comics attualmente: |
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