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IN DUE PAROLE /024 - febbraio 2008
IN DUE PAROLE /024 - febbraio 2008
[Immagine: glamarub01_dueparole.jpg]
...UN'OCCHIATA ALLE USCITE DAL 18 AL 24 FEBBRAIO 2008

[Immagine: 0827025944.jpg]DOWN: PIU’ IN BASSO
Testi di Warren Ellis, disegni di Tony Harris e Cully Hamner
96 pagine, brossurato, colore, formato 17x26, Euro 10.00
Panini Comics


Per la collana 100% Cult Comics ecco un buon mix di Tarantino, Apocalypse Now e Steven Seagal. Storia interessante targata Warren Ellis, consigliata a tutti gli amanti di sangue, pistole e macchine.

articolo di : Alessandro Neri
La storia di una poliziotta, Deanna Ransome, mandata sotto copertura a recuperare un ex collega infiltrato nella mafia locale. EX poliziotto dunque, perché nel frattempo si è fatto prendere la mano ed è diventato il big boss.
Warren Ellis (Authority, Planetary, Thunderbolts, Desolation Jones) non è certamente conosciuto per la sua delicatezza. Tutto ruota sul trittico vendetta, violenza e potere. I dialoghi sono semplici ma efficaci, in tre battute si capiscono i personaggi, ma forse proprio perché anche troppo stereotipati.
Un bel racconto nero, che si legge tutto d’un fiato, ed è sempre così con queste storie ben orchestrate e difficili da dimenticare. La violenza della protagonista, il suo cammino verso il baratro e la rinascita dalla parte che più le è naturale: è un viaggio attraverso i nostri sentimenti più perversi.
Un buon lavoro anche alle matite. Tony “Ex Machina” Harris firma tutte le cover e le prime 14 pagine del primo episodio, Hamner (già visto su serie DC e Marvel) continua il lavoro. Un cambiamento di disegnatore dovuto al difficile parto di Down: cominciata nel 2001, l’opera sarebbe dovuta uscire per un’altra casa editrice, ma il progetto (comprese le tavole già disegnate) rimase nel cassetto fino alla decisione della Top Cow di recuperarlo e pubblicarlo. Comunque la staffetta tra i due artisti non è scioccante, inscrivendosi nella continuità (provengono entrambi dai Gaijin Studios). Purtroppo, però, certe vignette di un vuoto abissale si alternano ad altre di migliore fattura.
Tutto sommato è quindi un fumetto godibile, ma non ci cercate l’ennesimo capolavoro di Ellis, non è qui che lo troverete. Davvero un peccato, perché si sente che con un po’ di buona volontà e di motivazione, al testo come ai disegni, sarebbe venuto fuori qualcosa di tutt’altro spessore.


[Immagine: 083103fq281.jpg]FANTASTICI QUATTRO 281
Testi di Dwayne McDuffie, Dan Slott; Disegni di Paul Pelletier, Rick Burchett
96 pagine, colore, spillato, formato 17x26, Euro 4.30
Panini Comics


Dopo la noiosa rissa iperspaziale tra "nuovi" Fantastici Quattro, Gravity, Silver Surfer e Galactus, la cara She-Hulk e Wolverine affrontano Wendigo nella seconda parte della brillante "Un mondo senza Hulk".

articolo di : Paolo D'Alessandro
Mentre Sue e Reed si prendono una meritata vacanza su Titano, i Nuovi Fantastici Quattro (il team di Ben, Johnny, Tempesta e Pantera Nera) tentano di convincere Silver Surfer ad abbandonare per la seconda volta Galactus, impedendogli così di nutrirsi del pianeta vivente Epoch, che intanto ha riesumato il simpatico Gravity per farne il nuovo Difensore dell'Universo.
McDuffie ci prova per tutto il tempo, ma ahinoi, riesce in poco. Il plot, poco saggiamente riempito di personaggi poco noti e di scarso rilievo ai fini della vicenda medesima, risulta eccessivamente diluito da continue tempeste di raggi d'energia e scazzottate un po' arzigogolate, con degli inserti umoristici che colpiscono poco nel segno. Pregevole comunque il tentativo di fare riferimento alla continuity attuale (Beyond e Annihilation), senza compromettere la comprensibilità della vicenda. Occasione mancata anche per Pelletier, gran maestro delle labbra a canotto e allievo un po' scarsino della Scuola Davis: le sue tavole sono piuttosto monotone, e la leggibilità nelle scene d'azione latita.
A seguire, She-Hulk, spalla d'eccezione di Wolverine, affronta Wendigo nella seconda parte di "Un mondo senza Hulk", arc che vede la piacente Jennifer Walters affrontare molti dei vecchi nemici del cugino Hulk, al momento in trasferta galattica.
L'episodio è un palese omaggio al famoso "Incredible Hulk 181", albo che vedeva la prima apparizione dell'artigliato canadese, anche allora impegnato in uno scontro con Wendigo. Qui l'atmosfera è decisamente più giocosa, e c'è persino spazio per un impensato e molto simpatico tentativo di flirt di She Hulk con Wolverine. Burchett, con il suo stile cartoonesco un po' legnosetto, dà il suo apporto alla storia in maniera apprezzabile.


[Immagine: 082208frammentienciclopediadelfica.jpg]FRAMMENTI DELLA ENCICLOPEDIA DELFICA
Testi e disegni di Miguelanxo Prado
96 pagine, b/n, brossurato, formato 17x24, Euro 12.50
001 Edizioni


001 ripropone una deliziosa opera giovanile del maestro spagnolo Prado. Fantascienza vecchio stile per uno sguardo disincantato e implacabile sulla razza umana. Per riflettere.

articolo di : Fabio Graziano
La 001 prosegue la serie di ristampe dell’opera omnia di Miguelanxo Prado, autore eclettico e dalle straordinarie capacità tecniche. Questo volume raccoglie un lavoro giovanile dell’artista spagnolo, qui evidentemente ispirato dalla narrativa di autori come Isaac Asimov.
Attraverso una sequenza di micro-storie, Prado mostra in diacronia il percorso autodistruttivo di un’umanità incapace di empatizzare con la natura né di imparare dai propri errori. Ogni episodio, più o meno autoconclusivo, prende le basi da un estratto dall’enciclopedia futuribile di cui al titolo del volume e va a sommarsi con il precedente, costruendo pian piano un affresco storico sempre più ricco e complesso. Ogni episodio, raccontato con efficacia e sensibilità, suscita interesse e curiosità. E ogni tanto si rimane con un po’ di amaro in bocca.
La metafora fantascientifica è un mezzo attraverso cui esporre, enfatizzate, le paure e le incertezze dell’uomo moderno. Il giudizio morale da parte dell’autore si sente forte e, assieme ad alcune ingenuità nella costruzione dell’immaginario sci-fi, rimanda piacevolmente alle classiche atmosfere della letteratura del genere.
Pur trattandosi del suo primo fumetto di ampio respiro, anzi “graphic novel”, il livello artistico espresso da Prado è a dir poco eccezionale. Il tratto, emotivo e leggermente caricaturale, e il chiaroscuro sfumato con straordinaria morbidezza bastano, da soli, ad ipnotizzare lo sguardo del lettore.
Un volume per i nostalgici della fantascienza e, in generale, per tutti gli amanti del fumetto che fa riflettere.


[Immagine: 081803fmagold1.jpg]FULL METAL ALCHEMIST GOLD 1
Testi e disegni di Hiromu Arakawa
184 pagine, b/n, brossurato, formato 20x13 cm, Euro 4.50
Planet Manga
disponibile versione "Deluxe" con sovracoperta


Per chi se la fosse incautamente persa, l'epopea dei fratelli Elric riparte dall'inizio, in un'edizione più lussuosa

articolo di : Michele Miglionico
La Panini Comics non è mai avida di riedizioni, ma quando un manga arriva in pochi anni alla terza ristampa, per di più in un nuovo formato, vuol dire che ci troviamo di fronte a un nuovo fenomeno. Difatti, pochi non hanno sentito parlare di "Full Metal Alchemist", anche solo per la versione animata in onda su MTV.
Hiromu Arakawa si distingue per essere una delle poche mangaka donne a cimentarsi, con successo, con il fumetto shonen. Nell'intrigante Terra parallela di sua ideazione, l'alchimia è una scienza, con le sue regole, tra cui il fondante "principio dello scambio equivalente". Edward Elric ne è uno dei maggiori praticanti: alchimista d'acciaio, alchimista di stato, con un segreto nel suo passato che condivide con il misterioso fratello "in" armatura Alphonse. I due protagonisti ispirano grande simpatia, aiutati dal non essere tratteggiati come eroi; Edward, in particolare, ha la sua dose di cinismo che contribuisce al suo fascino. Il loro obiettivo è tornare a ritrovare l'integrità dei propri corpi... e la loro ricerca della soluzione è il motore della serie. Nella prima, paradigmatica avventura, si accenna alla Pietra Filosofale, si fa anti-clericalismo nel descrivere una drammatica parodia del Papato e si illustrano tutti i principi fondamentali di questo mondo in cui un ragazzino biondo può rimodellare con un gesto la materia.
Il grande formato di questa edizione dovrebbe esaltare le tavole della disegnatrice. Non si può dire che la sua resa dei personaggi umani sia una gioia per gli occhi tale da volerla apprezzare "al microscopio". La forza dell'opera si fonda sulla sceneggiatura, e si intuisce perché abbia avuto un tale seguito.


[Immagine: 083103xdx155.jpg]X-MEN DELUXE 155
Testi di Joss Whedon Craig Kyle & Chris Yost Peter David disegni di John Cassaday Paco Medina Pablo Rimondi
96 pagine, colore, brossurato, formato 17x26, Euro 3.80
Panini Comics


Il magazine mutante di casa Panini vive un buon momento, proponendo un insieme di serie figlie del mondo degli uomini X tutte di ottimo livello.

articolo di : Raffaele Pinna
Il magazine che raccoglie le serie dell'universo mutante raramente è stato così valido: attualmente vive un momento d'oro in cui tutte le collane proposte sono di ottima fattura e accontentano un po' tutti i diversi target dei mutanti Marvel.
Si parte con Astonishing X-Men, di Joss Whedon e John Cassaday, che ormai non stupisce più per l'indubbia qualità tecnica con cui è scritta e disegnata, ma che sorprende per la sua freschezza e per come riesce ancora a lasciare col fiato sospeso in ogni numero, come vuole la migliore tradizione dei cliffhanger. Fortunatamente non c'è neanche da aspettare troppo per vedere risolti i punti in sospeso della serie dato che, se negli USA è stata colpita da numerosi ritardi nelle uscite, in Italia possiamo gustarcela mensilmente.
Segue la serie New X-Men che è una piacevole sorpresa: si vanno articolando le relazioni tra i personaggi che, nonostante siano tutti molto recenti, iniziano ad essere familiari ai lettori. Attualmente i riflettori sono puntati sul trio Satiro-X23-Mercury. Le storie sono scorrevoli, sia dal punto di vista narrativo che dal punto di vista grafico, Paco Medina non è certo dirompente ma fa un discreto lavoro.
Concludono il numero due storie dell'X-Factor di Peter David che si conferma una delle migliori collane Marvel. Con il consueto humor ci vengono presentate le difficoltà di Jamie nell'affrontare la sua frammentata psiche. L'autore è a suo agio con l'approfondimento psicoanalitico e non manca di aggiungere nuovi interessanti spunti ad ogni episodio: in questo modo, pur con fare divertito vengono trattate tematiche originali, e i personaggi acquistano uno spessore davvero raro in poche pagine.


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