|
IN DUE PAROLE INTERNATIONAL /009 - maggio 2008
|
|
|
IN DUE PAROLE INTERNATIONAL /009 - maggio 2008
![]() ...UN'OCCHIATA ALLE USCITE ESTERE DI MAGGIO 2008 Testi di Grant Morrison, disegni di J.G. Jones 40 pagine, colore, spillato, formato 16.8x25.7, $ 3.99 DC Comics Un numero d’esordio un po’ fiacco per il nuovo evento DC. Ma la lettura non è certo malvagia, e siamo anni luce dalla bolgia incomprensibile di Infinite Crisis. Tra uno sbadiglio e un deja-vu, attendiamo fiduciosi. articolo di : Fabio Graziano Prima di umiliarsi come giullare televisivo, Morgan dei Bluvertigo cantava profeticamente che “una crisi c'è sempre ogni volta che qualcosa non va” (“La Crisi”, 1999). Mi sa che si riferiva a Final Crisis, perché leggendo questo primo numero della saga, in effetti, c’è proprio la sensazione che qualcosa non sia a posto. “Quando arriva una crisi riaffiorano alcuni ricordi che credevo persi”. Lo stesso si può dire della Justice League, che di fronte al problema della morte dei Nuovi Dei ne discute come se fosse la prima volta che il problema si presenta. In realtà, per i lettori, si è trattato di un (noioso) refrain udito per un anno intero nel corso di Countdown e dei suoi spin-off. Durante la lettura di tutto l'albo, è come se l’autore volesse in ogni modo suscitare stupore per quanto accade in scena. Così, un po’ come quando si fanno le boccacce ai neonati o agli scimpanzé, i protagonisti sono utilizzati come specchio della reazione che si vorrebbe dipingere sui volti dei lettori. Purtroppo il meccanismo non scatta, anche perché le situazioni messe sul piatto sono quasi sempre tutt’altro che "nuove" e sconvolgenti. Vedi ad esempio l’ennesima versione della Injustice Gang, che dai tempi del preludio a Infinite Crisis infesta come gas soporifero ogni singolo anfratto del DC Universe. Una simile goffaggine si presenta con altri binari della trama, come quelli sul Dark Side Club (dagli sviluppi telefonati) e sui Monitor. In ogni caso, per quanto la storia lasci freddini, almeno la sceneggiatura è scritta come Dio comanda, i dialoghi sono riusciti e, tra uno sbadiglio e l’altro, c’è pure spazio per qualche momento intrigante come quelli con Anthro e Kamandi. Ci si chiede, piuttosto, a cosa sia dovuta l’insolita lunghezza della storia, che non sembra affatto così ricca da giustificare il bisogno di pagine extra. Nelle prime cinque tavole, per giunta, ci sono in totale solo sette vignette. Sì, va bene la decompressione, ma vale la pena spenderci sopra un dollaro in più? Forse sì, ma solo per godersi i disegni strepitosi di J. G. Jones. Da un numero d’esordio ci si aspetterebbe più energia, per incentivare l’acquisto del seguito. Ma la lettura non è certo malvagia. Siamo anni luce dalla bolgia incomprensibile di Infinite Crisis. Pur se ancora nella stessa galassia. L’attesa per i prossimi episodi è comunque fiduciosa. D’altronde, “quando inizia una crisi è un po' tutto concesso, quasi come a carnevale”, no? Testi di Eric Corbeyran, disegni e colori di Olivier Berlion 48 pagine, colore, cartonato, formato 24x32, € 13 Dargaud Comincia qui un thriller in due parti ambientato nella Francia meridionale, anche se avremmo giurato di essere nella Sicilia di Tomasi di Lampedusa. Invece ai testi troviamo ancora una volta Corbeyran. articolo di : Alessandro Neri Per caso in una stazione di servizio in Provenza, nel Sud della Francia, due uomini si incontrano e si riconoscono. Uno dei due doveva essere morto anni prima per mano dell’altro. Adesso è la “vittima”, Frantz, ad uccidere l’altro. E stavolta sul serio. Nove anni dopo, nel Settembre 2008, Frantz, Martial e Dédé sono al funerale del loro amico Rémi. Martial, gendarme in pensione, trova a casa del compagno defunto dei documenti che lo insospettiscono e, benché anche lui abbia partecipato a qualche losco affare con la banda di amici, decide di saperne di più. Ai testi il prolificissimo Corbeyran (adesso in libreria con Uchronie[s] e decine di altre serie!), bravissimo qui a rendere un tipo di suspense diversa, da thriller rurale e del Sud. Proprio il fatto che la storia si svolga in Provenza è molto importante: esige un ritmo più blando, ma allo stesso tempo non meno interessante. La storia è densa di segreti e non-detti. Al contagocce riusciremo a mettere assieme il puzzle, architettato da Corbeyran e disegnato da Berlion. E’ grazie anche a lui che sfogliando queste pagine sentiamo il caldo soffocante del Sud, questa atmosfera quasi opprimente, questa cappa di mistero appunto. I due autori conoscono bene il Sud, si nota dalle parole dialettali usate dai protagonisti della storia (comunque comprensibili per chi mastica un po’ di francese) e dalle tavole di Berlion, dipinte ovviamente con caldi colori provenzali. Il tandem Corbeyran/Berlion (che già aveva collaborato per Le cadet des Soupetard, Sales mioches, Lie-de-vin e Rosangella) torna già ad Agosto per la parte conclusiva di questo dittico che per ora promette forti emozioni. Testi di Brian M. Bendis, disegni di Leinil F. Yu e Mark Morales 32 pagine, colore, spillato, 16.8x25.7, $ 3.99 Marvel Comics La miniserie evento Marvel del 2008 prende una brutta piega con un numero stanco ed eccessivamente diluito che rallenta troppo il ritmo della saga. Ottimi i disegni di un ritrovato Yu. articolo di : Fabio Graziano Puntuale come la scadenza per il 730, arriva anche quest’anno il nuovo crossover Marvel Comics. Come a conclusione di una trilogia, prosegue il tema del conflitto interno fra gli eroi. Se la prima volta a contrapporsi erano diverse fazioni di super-umani divise da una legge del governo, e la seconda lo scontro era con un Hulk mai così fuori di sé, ora ogni volto amico potrebbe nascondere una minaccia, visto che la Terra sta subendo l’invasione dei subdoli mutaforma alieni Skrull. La storia, purtroppo, procede con una lentezza davvero esasperante. Bendis ha ormai abituato i suoi lettori ad uno storytelling decompresso, che tende ad espandere il ritmo della storia inseguendo un pacing da cinema, ma quando è troppo è troppo. Anche perché alcune sequenze sembrano inutilmente lunghe (la battaglia iniziale), a sfavore di altri momenti più affrettati (vedi la sequenza finale con i Giovani Vendicatori). I disegni di Yu sono molto adatti e piacevoli, anche grazie alle chine di Morales, che alleggeriscono e rendono più morbido il segno altrimenti poco leggibile dell’ex artista di New Avengers. Secret Invasion deve sopportare sulle sue spalle un compito molto arduo. Mentre la precedente Civil War arrivava come una manna dal cielo a risollevare dalla noia molte collane Marvel, in questo caso la lettura delle serie al centro del crossover era già così piacevole che ci si chiede se fosse davvero necessario costruire l’ennesimo evento. Se, per giunta, la risposta a tali dubbi è una miniserie che trascina poche idee, c’è da temere il peggio. Per il momento il giudizio è inevitabilmente sospeso, ma la piega finora è piuttosto deludente. Testi di James Robinson, disegni di Tony Harris e aa. vv. 448 pagine, colore, cartonato, formato 17x26, $ 49.99 DC Comics Torna finalmente disponibile, in una nuova e lussuosissima edizione, il capolavoro di James Robinson e Tony Harris. Assolutamente da avere e conservare. articolo di : Dario Beretta Gli anni '90 sono spesso considerati il peggior decennio della storia dei comics americani. Dovendo guardare alla media del materiale prodotto in quegli anni, è difficile contestare tale affermazione; è anche vero, però, che accanto ad albi tanto vuoti di contenuti quanto stracolmi di culturisti con enormi fucili e denti digrignati, ogni tanto, nascevano delle piccole gemme, capaci di mantenere viva la scintilla del fumetto di qualità. Una di queste è sicuramente Starman, serie di James Robinson e Tony Harris che la DC ha finalmente deciso di ristampare integralmente nello splendido formato Omnibus. Il primo dei sei volumi previsti è già sufficiente, per chiunque ami il buon fumetto, per innamorarsi perdutamente delle avventure di Jack Knight, eroe per caso, eroe suo malgrado, ma soprattutto personaggio profondamente umano, circondato di comprimari affascinanti. Il gusto per l'avventura pulp si unisce ai classici temi dei supereroi DC, in un affresco meravigliosamente coinvolgente nel quale Robinson e Harris mettono passione, tecnica ed emozioni. Robinson tratteggia con grande maestria sia gli eroi che i loro antagonisti, e Harris infonde in Opal City una vita vibrante e unica, mostrandoci per l'ennesima volta che le città fittizie del DCU sono una grandissima risorsa, e non un limite come qualcuno erroneamente pensa. Insomma, Starman e una delle migliori serie DC di sempre, e una lettura obbligata per tutti gli appassionati. Se poi considerate la splendida cura editoriale messa in questa edizione, davvero perfetta sotto ogni punto di vista, lussuosa e destinata a fare una gran figura nella vostra libreria, beh... Cosa state aspettando? Testi di Art Baltazar e Franco, disegni di Art Baltazar 82 pagine, colore, spillato, formato 17x26, € 3.30 DC Comics Un altro spassoso numero della collana più divertente attualmente edita da mamma DC. Siete pronti a vedere Robin contro... i pettirossi? articolo di : Paolo D'Alessandro Robin contro i pettirossi! Raven contro i corvi! Kid Flash fa la permanente a Starfire! Robin indossa per la prima volta il costume da Nightwing e... sembra un abito da discoteca! Nuova carrellata nel mondo dei Tiny Titans, con altri simpatici sketch del giovane supergruppo DC in versione baby. Baltazar ci porta in un mondo dallo stile essenziale e funzionale all'atmosfera infantile e un po' surreale che si respira, in quella che non è altro che una versione cartacea dei cartoni per bambini, ma in salsa super-eroistica. Alla fine dell'albo, non saprete dire se sono più carini o più simpatici, queste caricature formato figurina di eroi che siamo abituati a vedere in storie dai toni spesso un po' troppo oscuri. Una lettura spassosissima, anche se non proprio necessaria o inevitabile: insomma, per tutti quelli che si divertono ancora con i cartoni del mattino. Testi di Eric Corbeyran, disegni di Djilali Defali, colori di Raphaël Hédon, copertina di Richard Guérineau 60 pagine, colore, cartonato, formato 24x32, € 12.50 Glénat Continua qui con Renaissance, primo volume della terza sottoserie di Uchronie(s), la realtà su 3 piani temporali immaginata da Eric Corbeyran. articolo di : Alessandro Neri Jonathan Harper è un ventenne che si risveglia da un coma durato 10 anni. Scopre d’un colpo che è stato suo padre, uno scienziato, a chiedere alla clinica dove ora Jonathan risiede, di provocargli un coma farmacologico. Il ragazzo deve ancora vivere la sua vita quindi, ma è aiutato da un ricchissimo conto in banca di cui ignora l’origine, e dalla sua bella infermiera Tia. Inoltre scoprirà di essere presciente (può vedere il futuro prossimo) e nei suoi sogni lui si chiama Zack Kosinski. Corbeyran, l’uomo dai 150 tomi e dalle innumerevoli serie in corso, dopo averci fatto viaggiare nel futuro con New Byzance e New Harlem, ci riporta ai giorni nostri. La città è sempre la stessa, New York ovviamente, che in realtà non abbiamo mai lasciato. Defali (che collabora con lo sceneggiatore fin dai tempi di Asphodèle), col suo stile molto realistico si adatta perfettamente all’arte di Chabbert e Tibery, i due disegnatori delle altre sottoserie. Molto bella la copertina di Richard Guérineau, che si occuperà di disegnare anche l’ultimo volume di questa complessa maxisaga. Nonostante diverse imprecisioni da parte di Corbeyran, la storia, soprattutto nel suo insieme di Uchronie(s), ci appassiona e promette numerose rivelazioni nei prossimi numeri 2. Immagini e marchi registrati sono © dei rispettivi autori e degli aventi diritto
e vengono utilizzati su Glamazonia.it esclusivamente a scopi conoscitivi e divulgativi. |
|
|
« Precedente | Successivo »
|
![]() |
|||||||
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
|
Utente(i) che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)


![[Immagine: glamarub01_dueparole.jpg]](http://www.glamazonia.it/img/glamarub01_dueparole.jpg)


![[-] [-]](images/myBulletin/collapse.gif)






