Straordinaria ed entusiastica rece del fumetto da parte di Brahamil, sul relativo thread nel Forum di GS.net:
http://www.guerrestellari.net/modules.ph...534#271534
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Torno a parlare di Watchmen, galvanizzato dalla rilettura... di questo meraviglioso affresco di Alan moore e Dave Gibbons.
Watchmen parte da un proposito ovvio ma che nessuno aveva mai affrontato prima di lui...
A un bambino uccidono i genitori..per vendicarsi lui si veste da pipistrello e terrorizza la gente...
A un ragazzo muore lo zio carissimo a causa della sua negligenza, egli capisce che "da un grande potere derivano grandi responsabilità ", seppur dopo anni e anni passati a salvare vite egli ancora si rode dal senso di colpa e da quel peccato da redimere...
Cos'hanno in comune questi 2 tra i più famosi supereroi mai esistiti ? non è ovvio ? che sono a livello subliminale completamente pazzi.
Quale uomo sano di mente si vestirebbe da pipistrello per terrorizzare dei criminali, quale ragazzo subirebbe di tutto continuando a sentirsi responsabile in maniera così ossessiva della morte di suo zio ? Queste devianze sono all'origine dell'eroe, di solito è la tragedia che fa scaturire la voglia di giustizia, ma la domanda che esce fuori prepotentemente è "PERCHE' ?", perchè continuano, perchè devono fare proprio quel percorso, vestirsi in quel modo, fare quel che fanno sempre e comunque, in un mondo reale non accadrebbe, ma in un mondo reale non esistono nemmeno i supereroi, watchmen cerca di rispondere a queste domande, prende i supereroi e li porta in un contesto "reale", bombardandoli di tutti quei tic, quei nervosismi, quella follia che la gente comune ha, e portandoli all'estremo; se l'eroe "dei fumetti" è un eroe integerrimo e difficilmente preda di errori e ingenuità (nel caso specifico dell'uomo ragno intendo che non sfocia realmente in quel che dovrebbe essere, lui commette si errori, non è infallibile, ma con tutti i sensi di colpa che ha dovrebbe essersi suicidato da un pezzo), l'eroe "alla watchmen" è un uomo esasperato dal suo stesso ruolo, che rappresenta la summa delle debolezze e della forza di ogni essere umano, è l'archetipo supereroi portarto alle sue estreme conseguenze e difetti.
Alla fine quel che ne viene fuori è un ritratto per certi versi inquietante, un uomo con superpoteri potrebbe anche perdere contatto con la sua umanità , diventare un pericolo per essa pur convinto di farne il bene, oppure un eroe sadico e perverso può essere l'unica persona che cerca di rimettere le cose a posto, di essere integerrimo e di fermare un piano folle, la verità è questa...in un mondo reale con degli eroi e dei criminali non esisterebbero il bianco e il nero, il fumetto è una cosa, la vita vera un'altra, non c'è bianco e nero, ci sono sfumature di grigio.
Potremmo pensare a lungo a quale sia la scelta giusta, a quale "eroe" o persona dare più retta nelle sue disertazioni, probabilmente nessuna decisione lo è, in un "fumetto" tutto sarebbe stato sventato all'ultimo momento (mi riferisco sempre al contesto storico pre-anni 80, ora è tutto molto diverso) quel che più conta è che non c'è fine alle cose, il finale è per certi versi spiazzante e carico di cattiveria quando quella mano stà per decidere se prendere il diaro di rosharch, ma il punto è che anche in questo caso non esiste la parola "fine" alle cose, non esiste un momento in cui uno dice "basta, ho vinto, è finita", tutto è una sfida continua e cercare scorciatoie è impossibile, nel fumetto di watchmen questa ineluttabilità è presente in maniera angosciante, è chiaro come tutto si muova per un ordine stabilito, impossibile da mutare, è chiaro da come si muovono i personaggi, da quello che c'è e si dice sullo sfondo (da notare i vari poster, o i profumi di ozymandias un pò ovunque, oppure i vari personaggi che si susseguono sullo sfondo e che non sono messi a caso, oppure da tutto quello che compare nelle televisioni, anche nelle pubblicità , tutto è calcolato, esattamente come la storia dell'orologio nel capitolo 4) oppure ancora è evidente da una cosa che nel classico di repubblica è andata perduta, alla fine di ogni capitolo, dopo la parte di appendice, era presente una pagina nera con un orologio, mano a mano che i capitoli avanzavano la pagina nera si ricopriva di sangue...fino a un minuto alla mezzanotte....nella copertina del capitolo 12 (non presente anche questa nel volume repubblica, tutte le copertine sono assenti anche se in pratica fanno da prima vignetta a ogni capitolo) l'orologio è a poco meno delle 12...prima pagina..le 12...e sappiamo bene quali sono le conseguenze di quell'orario nella storia...credo che questo sia l'esempio lampante di questa "precisione tempistica" che moore ha riversato in questo lavoro rendendola qualcosa di gigantesco.
Ma non finisce qui, watchmen non è solo quello, è figlio del pessimismo della guerra fredda, quel pessimismo che è possibile anche cogliere nel ritorno del cavaliere oscuro, 2 opere praticamente contemporanee unite dello stesso concetto, il ragionare sui motivi che stanno dietro al supereroe, 2 opere che non a caso rivoluzionarono (in bene o in male non sta a me dirlo) tutto il concetto di allora del supereroe.
L'idea che i governi continuino ad armarsi pur sapendo che non useranno certe armi è agghiacciante, ma è vero, è qualcosa che in questi anni non è cambiato ed è qualcosa che bene temere, sono passati davvero così tanti anni dalla guerra fredda ? adesso il nemico è invisibile ma siamo sicuri che questo pessimismo, questa politica che attanaglia ogni cosa non sia ancora oggi più che attuale in un fumetto come watchmen ?
E non è nemmeno tutto questo watchmen, è ancora di più, non è solo dissertazione sull'archetipo eroico, ma un fumetto che prende a piene mani dalla storia del fumetto americano in generale, quel fumetto, letto dal ragazzino nero, che pare messo a caso (in realtà è scritto dallo scrittore rapito...tutto si collega, ogni tassello va al suo posto) solo come imput è molto di più, è una presa in giro agli organi censori americani e ripercorre la storia del fumetto degli anni 70, non tutti lo sanno, ovvio, ma aggiunge un'altra notevole chiave di lettura all'opera.
Nei 70 infatti uno scrittore scrisse "la seduzione dell'innocenza", libro che inquisì i fumetti e fece creare l'organo censorio definito come "comics code autorithy", questo decimo i fumetti, che allora erano rosa, noir, western, horror, ecc.ecc.e supereroi in minima parte, facendo diventare i supereroi quasi un unico genere nel panorama fumettistico americano (si può dire tranquillamente che quel libro taglio le gambe alla crescista culturale del fumetto), il fumetto che legge il ragazzino riprende le tematiche di alcuni fumetti horror pre censura, schiaffandolo in faccia all'organo censorio (che quando uscì watchmen esisteva ancora...ed esiste tutt'ora, ma ha molto meno potere).
Mettiamo insieme tutto questo, cosa ne viene fuori ? un'opera difficilmente collocabile, probabilmente irripetibile, che ha fatto nascere tanti eroi oscuri (purtroppo e per fortuna) e che ha fatto evolvere in maniera dirompente quel che era ai tempi l'eroe, se negli anni 60 ci fu "l'effetto marvel" che porto "eroi con superproblemi" nei fumetti, negli anni 80 miller con il suo cavaliere oscuro, e alan moore e dave gibbons con il loro "watchmen", fecero cambiare ulteriormente le carte in tavola, probabilmente watchmen è più freddo rispetto al cavaliere oscuro, e questa freddezza è dovuta alla sua precisione, ma la visione di questa precisione secondo me è la cosa più emozionante e grandiosa che abbia fatto alan moore, quando capisci tutto il disegno, quando vedi tutti i molteplici richiami, i motivi di pensiero, le parole su cui discuisire non puoi non pensare "mio dio che cosa ho letto"
"who watch the watchmen ?"
Fate caso a questa frase sui muri, anche questa non è un caso, è lì come summa finale del pensiero sul "essere supereroe" in watchmen, chi osserva gli osservatori ?, se i supereroi sono superiori a noi, chi può dirlo che prendano sempre le decisioni giuste ? chi controlla questi esseri semidivini che in quanto umani sono fallibili ? ...nessuno....