Articoli marcati con tag ‘Legion of Super-Heroes (vol.II)’

Come volevasi dimostrare: “Prologue to Darkness”

venerdì, 5 febbraio 2010
Ascolta con webReader
Legion of Super-Heroes (vol.II) #284

Legion of Super-Heroes (vol.II) #284

Come entrambi i miei affezionati lettori avranno notato, in questo blog non parlo mai delle edizioni nostrane dei comics DC: è una scelta premeditata la mia, motivata dalla volontà di ignorare senza sconti il pessimo lavoro svolto dall’attuale licenziatario italiano dei fumetti di Superman e Batman, Planeta/DeAgostini. L’editore di Barcellona, infatti, è tristemente noto per il livello meno che amatoriale delle sue produzioni: traduzioni sbagliate, lettering saturo di refusi, pagine orribilmente scansionate, prezzi fuori mercato, e chi più ne ha più ne metta.

Tra gli abomini del catalogo Planeta, una voce importante riguarda la Legione dei Super-Eroi, protagonista di una corposa ristampa sotto l’etichetta dei “Classici DC”. I 17 volumetti di questa edizione, realizzata in un improbabile formato pocket, racchiudono in forma integrale la storica sequenza di avventure legionarie sceneggiata negli anni ‘80 da Paul Levitz, autore sulla via del ritorno alle redini del team futuribile a partire dal prossimo maggio.
Purtroppo, la fattura dei “Classici DC” di Saturn Girl e soci è davvero da dimenticare. Sfogliandone un qualsiasi volume, a saltare agli occhi è come gran parte delle tavole sia stata visibilmente scansionata, spesso malamente, dalle pagine dei rispettivi albetti americani. Per giunta, il livello della carta usata per i floppies dell’epoca era davvero infimo, almeno per quanto riguarda il “volume II”: è facile immaginare la conseguente pulizia delle scansioni, che spesso mostrano sconcertanti difetti estetici come l’alone dell’immagine sulla facciata opposta della pagina originale.
Una vera e propria barbarie, insomma, causata solo da una maledettissima e inspiegabile urgenza. Che ha costretto Planeta ad arrangiarsi alla bell’e meglio per compensare la mancata disponibilità del materiale di stampa necessario da parte della DC, allora ancora in procinto di archiviare quel ben di Dio in modo conforme agli attuali standard della tipografia digitale.

Come sempre accade in questi casi, anche stavolta la fretta è stata cattiva consigliera. I mediocri sforzi dell’equipe di David Hernando si sono rivelati più che mai inutili e sciocchi: Amazon informa che la DC Comics è finalmente pronta, vento in poppa, a ristampare come si deve il ciclo levitziano dei “Classici DC”. Che sorpresa, eh? Il primo volume, previsto per settembre, si intitolerà “Prologue to Darkness” e conterrà presumibilmente i numeri 284-289 di “Legion of Super-Heroes” (vol. II), illustrati da Pat Broderick e Keith Giffen. Un must.

Il noto bookstore online ha anticipato inoltre l’uscita di altri volumi autunnali legati al mondo della Legione:

- Final Crisis: Legion of 3 Worlds TP (26 ottobre 2010)
- Showcase presents: Legion of Super-Heroes vol. 4 TP (28 settembre 2010)
- Superman: Mon-El – Man of Valor HC (21 settembre 2010)
- Superman: New Krypton vol. 2 TP (14 settembre 2010)
- R.E.B.E.L.S. vol. 3 TP: The Son And The Stars (28 settembre 2010)

Il mio suggerimento a tutti coloro che, come il sottoscritto, fossero stufi marci delle inadeguate edizioni Planeta, è di buttarsi sui volumi in lingua originale.
Naturalmente, il consiglio vale anche per coloro che non masticassero (ancora) l’idioma d’Albione: leggere qualcosa che ci interessa è la maniera ideale di imparare l’inglese, una competenza oggi più che mai indispensabile anche nel mondo del lavoro.
Per risparmiare, munitevi di una carta di credito ricaricabile (ad esempio quella delle Poste, la cui attivazione costa pochi euro) e buttatevi sul convenientissimo webstore di Book Depository. ‘Nuff said!

Paul Levitz: “È come a una rimpatriata…”

domenica, 6 dicembre 2009
Ascolta con webReader
DC Nation del 2/12/2009

DC Nation del 2/12/2009

Mentre sul web esplodeva la notizia di un ritorno en masse della Legione, previsto per marzo (ulteriori informazioni a questo link), la DC Comics apriva anche sul fronte cartaceo una gradita finestra sulla Metropolis del 31esimo secolo.
L’ultima pagina degli albi DC usciti negli States questa settimana, infatti, riporta nella rubrica “DC Nation” un breve articolo di Paul Levitz, futuro regista titolare di “Adventure Comics” (vol. III). L’ex President & Publisher, restituito al ruolo di sceneggiatore dopo lunghi anni da manager, confessa l’emozione di tornare al lavoro alle redini della Legione.
L’articolo, pubblicato anche sul sito ufficiale dell’editore newyorkese a questo link, è corredato da una maestosa immagine della “Great Darkness Saga”, indimenticabile storyline del 1982 con la quale Levitz si consacrò come supremo scriba legionario.

DC Nation: It’s like attending a reunion…
December 2, 2009

…years after you last saw your home town and friends. They’re all familiar, but with a few odd touches…some of the relationships have shifted around, some of the gang don’t quite sound the same, and good lord, the haircuts and the outfits! Except that you’ve been elected to report on everyone for the special reunion website, and you have to figure out what’s happened in their lives. Got the moment captured? That’s what I’m feeling like, coming back to the Legion.

Except that I get to exercise my super-powers as writer, and start screwing up their lives and reality all over again. I’m figuring to start slowly, by destroying a Legionnaire’s home world in “The Scream Heard ‘Round the Universe,” and after I get warmed up, who knows what kind of havoc is possible? Seriously, half the fun of writing the Legion is the ridiculously large cast of characters you can put through their paces—killing them, marrying them, starting adulterous affairs, and all variety of human joys and tragedies. It’s part of what I loved about the book when I was a reader (from the death and resurrection of Lightning Lad on), and even more when I got control over the characters. Then you have the cosmic scope of the adventures (Keith still hasn’t forgiven me for the art direction “the entire population of the planet Daxam rises as one into space” and asking him to do it in a one-fifth page panel.)

Brian Cunningham’s starting to get a nervous twitch when I walk past his office, afraid that I’m poking my head in with another dumb question (how did Quislet get back?) or evil plot to foist on my old favorites. But Dan gets revenge for the whole editorial department—reaching across the hall, saying can you do a DC Nation on coming back to the Legion…it’s not due for a whole 20 minutes? If it’s 22 minutes, have I blown my first deadline back as a writer, Dan?

-Paul Levitz

Che entusiasmo! Ancora una volta, bentornato al vecchio leone del word processor.

Però, ehm, Paul, spero che quella tua frase sul pianeta da distruggere fosse davvero una battuta, perchè negli ultimi anni questo espdiente è già stato sfruttato da cani e porci (in primis Mark Waid, nel suo sfortunato “volume V”). Vabbè che sei stato lontano a lungo lontano dal fronte, però…!

Addio a George Tuska

mercoledì, 28 ottobre 2009
Ascolta con webReader
Tavola da Superboy (vol.I) #172, disegni di George Tuska

Tavola da Superboy (vol.I) #172, disegni di George Tuska

Lo scorso 15 ottobre ci ha lasciati, alla veneranda età di 93 anni, il grande George Tuska. Lo storico artista, la cui carriera ha germogliato negli anni pioneristici della golden age, è ricordato con stima e affetto, oltre che da messe di lettori, anche da colleghi come John Romita Sr, che ne rimpiangono le doti di artista veloce e malleabile (fonte: Wikipedia).

Il nome di Tuska è legato soprattutto a quello della Marvel Comics, editore per il quale il penciller di Hartford, Connecticut, ha illustrato centinaia di tavole di ”Iron Man”, ”X-Men”, “Power Man” e di molti altri personaggi. Ma egli ha collaborato anche con la DC, specie nell’ultimo trentennio di attività, lavorando occasionalmente anche alle avventure della Legione dei Super-Eroi.
Nello specifico, per quanto riguarda l’ambito legionario, sono a lui accreditate le pagine di: Superboy (vol. I) nn. 172, 176, 183 (1971 – 72, testi di Cary Bates); Superboy and the Legion of Super-Heroes nn. 235 (1978, Gerry Conway); Legion of Super-Heroes (vol. II) nn. 308 (1984, Paul Levitz e Keith Giffen); Tales of the Legion of Super-Heroes nn. 314, 315, 316, 317 (1984, Paul Levitz, Keith Giffen e Mindy Newell).
Tuska ha inoltre disegnato la figura di Star Boy sulla storica copertina di Legion of Super-Heroes (vol. II) #300 (1983).

Per un maggiore approfondimento, rimando a questo lungo articolo dello storico del fumetto Tom Spurgeon. I non anglofoni dovranno invece accontentarsi di quest’altro pezzo, meno accurato, pubblicato sul sito web del quotidiano La Stampa.

Addio a Ric Estrada

domenica, 3 maggio 2009
Ascolta con webReader

Il sempre informato Mark Evanier riporta con amarezza la scomparsa del cartoonist Ric Estrada, avvenuta lo scorso primo maggio a Provo, UT.

L’artista cubano, classe 1928, aveva partecipato saltuariamente al mythos legionario, illustrando i primi 11 episodi dello spin-off “Karate Kid” (1976-77) e svariati altri delle serie regolari propriamente dedicate alla Legione: nello specifico, le sue matite hanno illustrato i nn. 232 e 234 di “Superboy and the Legion of Super-Heroes” e il #261 di “Legion of Super-Heroes” (vol.II), tutti sceneggiati dal veterano Gerry Conway (grazie al Legion Omnicom per la lista).
Ecco come Evanier definisce il rapporto di Estrada con quelli ed altri lavori a fumetti da questi realizzati negli anni Settanta:

Most of his comic book work was done in the sixties and seventies for DC, primarily on romance and war comics. But there was a period where (against his preference, he said), he was assigned to super-hero titles, primarily as a “rough penciller.” Ric didn’t like super-heroes and didn’t feel he had the flair for them, and he also didn’t like producing anything less than finished artwork. [...]

He did not feel capable of producing the kind of tight pencil art that most other artists did for such assignments so, on mutual agreement with his editors, he did something looser. He was paid less than if he’d done complete pencil art and his understanding was that the other artists who finished the work would be paid extra. Years later, Ric was extremely upset to learn that several of those artists weren’t paid the higher rates, and that they resented Ric for not doing his portion of the work. A sensitive man, he apologized to at least one of the “finishers,” who accepted Ric’s explanation and declined an offer of money right out of Ric’s own pocket.

Despite the grief it caused him and his own dissatisfaction with the work, it was often quite wonderful…though not as grand as when Ric was allowed to be Ric.

My deepest condolences to Estrada’s family and friends.

Immagine da Karate Kid #1 (1976), disegni di Ric Estrada e Joe Staton

Immagine da Karate Kid #1 (1976), disegni di Ric Estrada e Joe Staton

8 marzo: le donne della Legione

domenica, 8 marzo 2009
Ascolta con webReader

Anche il giorno della festa della donna, la Legione dei Super-Eroi offre spunti di riflessione e discussione. Fin dalle primissime apparizioni del team, a cavallo tra anni Cinquanta e Sessanta, le numerose ragazze del gruppo sono state rappresentate in un’ottica di fatto anticipatrice delle rivoluzioni nel rapporto tra i sessi che avrebbero caratterizzato i decenni successivi. Autoritarie, coraggiose, forti, le donne della Legione non hanno nulla da invidiare ai colleghi maschietti. E non c’è nulla di strano, per loro, nell’essere come sono: considerando la mentalità generalmente diffusa negli anni della Silver Age, la cosa più rivoluzionaria è forse il fatto che personalità di questo tipo non dèstino alcun tipo di stupore agli occhi della società loro contemporanea.

Le donne della Reboot Legion. Disegno di Jeffrey Moy

Le donne della Reboot Legion. Disegno di Jeffrey Moy

Per festeggiare l’8 marzo, però, ho pensato di dedicare un articolo alle donne in carne ed ossa che, nel corso degli anni, hanno contribuito maggiormente al mito a fumetti della Legione. In un ambiente maschilista come quello del comicdom statunitense, è ancora più consolante osservare quanto i nomi di alcune straordinarie autrici siano riusciti ad essere addirittura fondamentali nella stesura delle migliori storie del franchise futuribile DC Comics.
Per evitare un mero elenco della spesa, ho preferito scegliere di soffermarmi su una selezione di nomi a mio avviso particolarmente significativa, spendendo per ognuna delle fumettiste citate qualche parola in più di quanto avrei fatto altrimenti. Chiedo scusa in anticipo a tutte le escluse, il cui apporto e la cui professionalità non è certo mia intenzione mettere in discussione nè sminuire.

La prima donna a lasciare un’impronta davvero indelebile nelle storie della Legione è Laurie Sutton. Nota anche come sceneggiatrice sia nell’ambito del fumetto che dell’animazione, la Sutton sostituisce il collega Mike W. Barr in qualità di editor della serie “Legion of Super-Heroes (vol.II)”, a partire dal #288 del 1982. Sotto la supervisione della Sutton, la coppia titolare di autori, formata da Paul Levitz e Keith Giffen, produce nientemeno che la “Saga della Grande Oscurità” (numeri 290-294), uno dei punti più alti delle loro singole carriere nonchè della produzione legionaria tutta. Niente male davvero!

A sostituire Laurie Sutton (col #294 del 1982) è la premiata editor DC Karen Berger, la cui scrivania ha visto passare nel corso degli anni ben più di un capolavoro, da “Saga of the Swamp Thing” di Alan Moore a “The Sandman” di Neil Gaiman. Fino al 1989, la Berger e Levitz sono responsabili di quella che è ancora oggi, senza dubbio, la parentesi di maggior interesse di tutta la Legion library. In seguito al trasloco  in ambito distributivo alle sole librerie specializzate (1984), celebrato con il rilancio della collana corrente in “Legion of Super-Heroes (vol.III)”, le cronache del 30esimo secolo si arricchiscono inoltre di un’ulteriore, inedito livello di approfondimento e maturità. Non è un caso che, nel 1993, sia proprio la Berger a ricevere l’onore di fondare la prima etichetta DC esplicitamente rivolta ai lettori adulti, l’ancora oggi attivissima Vertigo.

Finora ho citato solo due, se pur importanti, supervisori. Ma anche sul versante più strettamente artistico il palmares dei legion-autori può vantare presenze femminili di grande interesse. A cominciare dalle sceneggiatrici.
Cronologicamente, la prima donna ad aver mai messo mano alle storie della Legion mi risulta essere la brava Mindy Newell. E’ curioso che, oltre a questo record, questa autrice possa vantarne un altro simile, anche se dal valore decisamente più simbolico, riferito al personaggio di una certa Wonder Woman. ‘Nuff said! La Newell, che oggi ha accantonato la scrittura per dedicarsi a tempo pieno all’attività di infermiera, lavora al piacevole ciclo pubblicato tra il 1984 e l’85 su “Tales of the Legion of Super-Heroes” #315-325, oltre che alla miniserie in quattro parti “Legionnaires 3″ (1986).

Acquista ORA LoSH: An Eye for an Eye!

A causa della lunghissima gestione da parte di Paul Levitz, per ritrovare un nome femminile dietro alla macchina da scrivere bisogna aspettare fino al 1989, quando Mary Bierbaum, coadiuvata dal marito Tom, collabora con lo sceneggiatore Keith Giffen stendendo i dialoghi di “Legion of Super-Heroes (vol.IV)”. Si tratta di un periodo di storie molto controverse ma estremamente affascinanti, che premono più che mai il pedale degli elementi fantascienfici della serie. I Bierbaum cedono il testimone con il #50 del 1993, per dedicarsi però ad un progetto costola: si tratta di “Legionnaires”, delizioso e fresco spin-off cui la coppia lavora per 15 numeri fino al 1994.

Ultima scriba legionaria è Gail Simone, che tra le colleghe già citate può vantare il curriculum più esteso. Già autrice di collane come “Birds of Prey” e “Action Comics”, alla Simone viene affidato nel 2004 l’ingrato incarico di scortare verso il limbo la splendida collana “The Legion”, con un breve arco di storie uscito a cavallo dei numeri #35-38. Un finale aperto senza infamia e senza lode, probabilmente confezionato con scarso preavviso, ma che può comunque vantare alcune buone sequenze e caratterizzazioni azzeccate, su tutte quella di Karate Kid.

Il settore nel quale la bibliografia legionaria soffre maggiormente la mancanza di un più massiccio apporto femminile è sicuramente quello grafico. Nel carnet dei disegnatori della Legione spicca però un nome da me estremamente apprezzato, quello di Colleen Doran. Questa artista dalle matite morbide ed espressive, attualmente alla prova con l’autoproduzione della bella saga fantasy “A Distant Soil”, ha realizzato i layout di numerosi numeri singoli di collane Legion related. In particolare, da segnalare un filotto sulla collana “Valor” (1993-94) e lo storico “Legion of Super-Heroes (vol.IV)” #31, celebre storia-scandalo con protagonisti Element Lad e Shvaughn Erin. Una curiosità: Colleen Doran è una fan della Legione anche nel privato, e ha più di una volta confessato quanto amerebbe tornare al lavoro su questi personaggi. Mi auguro di cuore che lei riesca a soddisfare questo desiderio al più presto.
Oltre a quello della Doran, nelle mie ricerche ho scovato giusto un altro nome da citare tra i disegnatori, nei credits del #37 del “vol.IV”. Si tratta di June Brigman, artista dal segno pulito ricordata dai lettori di comics mainstream soprattutto per aver co-creato il Power Pack della Marvel.

Donne della Legione, tanti meritati auguri per la vostra festa!