Articoli marcati con tag ‘Paul Levitz’

Edicola legionaria: Superman/Batman #75

giovedì, 26 agosto 2010
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Superman/Batman #75

Superman/Batman #75

Non so se vi sia mai capitato di rivedere un vecchio zio dopo tanto tempo. Lo ricordavate arzillo e pieno di energia, quando da bambini giocava con voi prendendovi in braccio di peso come foste una piuma. Oggi, invece, è un dolce anziano sdentato, che vi sorride guardandovi con lo sguardo affaticato di chi vi riconosce, sì, ma con fatica. Sono momenti dolci e amari, questi, nei quali ci si può commuovere pensando al passato e allo scorrere del tempo, quel bastardo che si accanisce con alcuni più di altri senza mai spiegarcene il perchè.
Leggendo “Superman/Batman” #75 ho provato più o meno la stessa sensazione. Nei confronti dello sceneggiatore Paul Levitz.
L’ex President and Publisher DC ha ripreso da qualche mese la sua carriera di sceneggiatore, interrotta bruscamente circa vent’anni prima all’apice della popolarità. Purtroppo, le nuove opere dello scriba del New Jersey mi hanno finora lasciato molto freddo – e chi legge abitualmente le mie recensioni su questo blog lo sa bene. Tuttavia non c’è limite al peggio, e Levitz lo ha dimostrato proprio, a mio avviso, con “Superman/Batman” #75, un fumetto talmente brutto e raffazzonato da sembrare un pessimo scherzo. (continua…)

Kurt Busiek sullo storytelling visivo

mercoledì, 18 agosto 2010
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Kurt Busiek

Kurt Busiek

Nei miei ultimi articoli sto discutendo spesso di storytelling, nel senso di quella capacità da parte di un artista di scandire con chiarezza ed efficacia una sequenza narrativa attraverso un linguaggio visivo, come ad esempio quello del fumetto o del cinema.
Purtroppo, in questo caso le mie osservazioni non nascono dal solo interesse per l’argomento, ma dalla necessità di vivisezionare analiticamente le tavole realizzate da Kevin Sharpe per gli ultimi numeri di “Adventure Comics”, che a mio avviso potrebbero alimentare un vero e proprio manuale su come non comporre delle pagine a fumetti.
Tuttavia di artisti cani, e magari pure raccomandati, il comicdom è sempre stato pieno: quello che mi sorprende davvero di tutta la faccenda è piuttosto che sceneggiatore ed editor non sembrino muovere un dito di fronte all’abominevole produzione di Sharpe, la cui opera non mostra alcun miglioramento da un episodio all’altro. Possibile che nè Levitz nè Cunningham abbiano dei consigli da elargire al palesemente inesperto collega?

Incuriosito da questi interrogativi, ho pensato di interpellare un altro professionista del settore, Kurt Busiek (“Astro City”, “Superman”), che sul forum di Comic Bloc usa ai suoi lettori la gentilezza di rispondere alle loro domande su quasi ogni argomento.
Chiaramente, non potevo pretendere dal diplomatico Busiek una risposta specifica sul caso Sharpe. Così, ho preferito chiedergli di commentare in linee generali il tema del rapporto tra scrittore e penciler, a cominciare da cosa può fare uno sceneggiatore nel caso in cui notasse per tempo errori di storytelling da parte del disegnatore:

If it’s a work for hire book, you bitch about it to the editor, and he’ll either ask for repairs or he won’t, but it’s the company’s call.

If it’s a creator-owned book, then theoretically at least, you satisfied yourself that the guy could tell a story before signing him up. But if there are storytelling mistakes, you either get them fixed or write around them as best you can.

A proposito dell’importanza dello storytelling per gli addetti ai lavori, infine, Busiek ha così risposto:

In theory, yes. In practice, it depends on the creator or editor. And it’s possible they care but just disagree with you on what works well.

Ringrazio nuovamente l’esauriente Kurt per la sua estrema disponibilità, e per avermi fatto comprendere meglio come vanno le cose nel dietro le quinte.
Di fatto, però, le parole di Busiek confermano ciò che già immaginavo, e cioè che il rapporto tra i vari elementi del team creativo può essere, all’occorrenza, sinergico anche nel caso di produzioni mainstream come i comics DC. Tempo e voglia permettendo, sceneggiatore ed editor possono discutere criticamente il lavoro di chi si occupa del versante grafico. E magari correggerlo. Sempre che, in primo luogo, abbiano il gusto e la competenza necessaria per farlo.

Edicola legionaria: Adventure Comics #517

lunedì, 16 agosto 2010
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Da pochi giorni, Paul Levitz ha diffuso tramite la sua pagina Facebook (via DC Boards) una specie di risposta alle principali critiche ricevute in rete dall’ultimo numero di “Adventure Comics”, che a luglio ha ospitato un nuovo capitolo della storyline retrospettiva sui primi anni di attività della Legione.
Ecco il testo integrale dell’intervento di Levitz (occhio agli spoiler):

On adding to history
by Paul Levitz on Thursday, August 12, 2010 at 7:10pm

A couple of thoughts following up on the comments on ADVENTURE this month:

Any time you go back to tell an old story, the odds are something will change; it can be a nuance, or a revelation of an incident or fact that was untold but that isn’t contradictory, or an outright revision of the tale. I’ve done all three in the past. Some of each have stuck and become time-honored lore (Universo and Rond Vidar as Green Lanterns, GiGi and Colossal Boy as SP trainees, and on and on). Some don’t stick–they get revised by the original writer as he rethinks the tale, or by a subsequent storyteller. It’s part of the form.

In any case, my goal with the Saturn Girl-Cosmic Boy moment was what I call an “under-reveal”–something we haven’t known before, but that doesn’t contradict what we know of the character. The current ADVENTURE arc is very much Saturn Girl’s formative tale. We know from tales going back to my childhood that she’s not shy about using her powers on her colleagues when she thinks it’s for the good of the team, and hasn’t always been right about that… We know she fell in love with Lightning Lad, but not when or how, or much about her emotional life before then. Before the arc ends with events that include ADVENTURE #304, hopefully her journey to maturity will be more nuanced and realistic. The Legionnaires are not children–however old their calendar ages (and I’ll leave that to indexers to debate)–if they’re being allowed to place themselves in harm’s way, and to be responsible for the lives of others, they’re acting as adults and that extends across the wide spectrum of life. Which doesn’t mean they’re all entirely ready for that, or will all make wise decisions.

There will be a direct contradiction or two in the story arc before it’s done, but I think it’s a logical application of the Legion lore that followed #304 back onto that earlier storyline. We’ll see how readers react as it rolls out…three more issues to go.

In any case, I appreciate the debate, and the passion Legion fans have for these characters as people. Whether you agree with my treatment of them or not, the goal is to make them more complex and interesting…and a measure of controversy isn’t surprising or disappointing. Thanks for sharing your thoughts.

Trovo molto affiscinante poter scrivere la mia recensione proprio ora, dalla posizione di replicare a mia volta in qualche modo alle precisazioni dello sceneggiatore del New Jersey. Soprattutto perchè, a quanto trasuda dal testo di cui sopra, la critica online si è soffermata ad indagare – come al solito – sugli aspetti della storia più legati alla bieca continuity. L’albo, infatti, svela un particolare inedito e scabroso della gioventù di Saturn Girl, e apriti cielo fra orde di nerdacci che hanno letto in questa scelta da parte degli autori un vero e proprio atto di lesa maestà verso l’alter-ego di Imra Ardeen.
Personalmente preferisco concentrare le mie analisi su ben altri aspetti, come quelli dell’impianto logico e di significato che sorreggono un racconto. E se anche una storia non fosse del tutto coerente rispetto a quella di un fumetto uscito quaranta o cinquant’anni prima, esticazzi, purchè rispetti un suo percorso chiaro e si sposi con le premesse tematiche generali della serie, possibilmente valorizzandole.
Tuttavia, questa volta quello che mi sfugge è proprio il filo rosso che dovrebbe legare dall’inizio alla fine tutta la vicenda. (continua…)

SDCC ‘10: riflettori su Paul Levitz

lunedì, 9 agosto 2010
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Paul Levitz

Paul Levitz

Con alle spalle una carriera presso mamma DC Comics che dura ormai dagli anni ‘70, si può dire che Paul Levitz sia ormai diventato una vera e propria bandiera della publishing house newyorkese.
Dopo il fortunato esordio come sceneggiatore, Levitz si è trasferito a lungo ai piani alti, fino alla prestigiosa poltrona di President and Publisher assunta nel 2002. Oggi, tornato al word processor, lo scriba del New Jersey è di nuovo sulla breccia di eventi fumettari “on the road” come il San Diego Comic-Con, dove quest’anno è stato protagonista di numerose conferenze e faccia a faccia coi lettori.
Tra questi appuntamenti, addirittura uno spotlight tutto incentrato su di lui, e una meritata partecipazione al panel sui 75 Years of DC Comics, anniversario al quale Levitz ha di recente dedicato un intero volume a tema, a breve edito da Taschen.

Tra un amarcord personale e una domanda del pubblico, l’autore della “Great Darkness Saga” è finito spesso col parlare della Legione dei Super-Eroi, il titolo DC per il quale è maggiormente ricordato dai fan. Durante l’incontro DC Comic Writers Unite!, ad esempio, Levitz si è così espresso a proposito dello scrivere le avventure di Saturn Girl e soci:

Paul Levitz made the point that there are two different types of opportunities. First, when dealing with Superman, Batman or Wonder Woman, writers are dealing with “the classic tropes…the characters on which DC was built.” He questioned how a writer can deal with stories that are “literally folklore…there’s incredible resonance, when you get it right, which is sometimes it’s incredibly difficult to do.” At the other end of the spectrum are characters like the Legion of Super-Heroes and Secret Six who are “complex sets of characters who’s lives can be screwed with totally. I’m god, and I get to fuck up their lives. That’s a joyous power to have as a writer.”

[...] Robinson asked how writers feel leaving a book. Knowing that when a small character is developed, they can suddenly go in a different direction when a new writer takes over.
Levitz talked of Shvaughn Erin, a female science police officer character he created in “Legion of Super-Heroes,” who following writers changed, saying that she was a man who had used a transgender chemical “which was not exactly the view of the personality that I had had there.” Despite interesting incidents such as this, he was very clear that, “The reason the field is as fertile as it is, is all the work that has been put in for so long. These are such incredibly rich worlds and you get the chance to play in them. The only reason that somebody cares about the character that you’ve added to…is because you planted it in this field that was already full of all this rich material surrounding it that gave it power and gave it grace.” Apparently, while it might be strange for Levitz when people bring back his characters from years ago, the fact that people remember them enough to do so and continue to build on the characters transcends everything.

Levitz’s contribution was a deep appreciation of Legion of Super-Heroes and how many years he’s gotten to play with the team. He expressed an interest in one day writing more Green Lantern and Batman.

Durante la conferenza DC Premiere Teams, invece, la mente del “volume six” ha preferito svelare invece alcuni particolari delle trame future della serie:

Former DC publisher and current “Legion” writer Paul Levitz began by thanking the crowd before saying that issues 4 and 5 of “Legion of Super Heroes” finishes up the “Earth-Man’s Choice” arc, which will wrap up the dilemma of who should be the future’s Green lantern.

Coming up in that series, fans will see Lightning Lad and Saturn Girl fight for their children, a new Legion election, and [...] also, #6 will feature the return of the Legion Academy, with some returning students along with brand new ones.

Levitz also mentioned that “the next issue of ‘Adventure Comics,’ I’ll guarantee will either be loved or intensely hated by long time fans.”

Paul Levitz was asked about the current status of Cosmic Boy and Night Girl’s relationship, “There is an interesting moment coming up soon,” is all the writer could say.

Robinson then chimed him with a request for Levitz. “I said the same thing to Geoff [Johns, who wrote the 'Superman and the Legion of Super Heroes' arc re-introducing the classic Legion], please don’t change Sun Boy’s costume. It’s great.” Levitz agreed, though he did say it may be slightly altered soon, but will still basically be the same design.

Checché se ne dica sulle sue abilità di dirigente o di scrittore, le interviste e i resoconti dalle convention cui Paul Levitz presta la sua presenza comunicano sempre un’impressione positiva dello scénariste penna bianca, di uomo sinceramente coinvolto dal proprio lavoro e disponibile con i lettori. Sarà anche poco in assoluto, ma in un mondo così chiuso come quello del comicdom non è banale trovare un autore più adatto di così ad occuparsi di una serie come quella della Legione, così incentrata attorno a qualità umane di umiltà e condivisione che purtroppo sembrano latitare in molti “pro”.

SDCC ‘10: Keith Giffen e Phil Jimenez al lavoro sulla Legione

sabato, 7 agosto 2010
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A fine luglio si è tenuta a San Diego, sotto il sole della California, la classica manifestazione del Comic-Con, appuntamento chiave per tutti gli editori e gli autori di fumetti d’oltreoceano.
Tra i numerosi annunci snocciolati dalla DC people durante le micro-conferenze che hanno animato la kermesse, anche la Legione ha trovato spazio, se non come oggetto di novità succose, almeno come argomento di discussione generale. Nei prossimi giorni, pubblicherò sul blog un sunto di queste conversazioni, quasi tutte stimolate da quel chiacchierone di Paul Levitz: restate sintonizzati!

Riguardo le news vere e proprie, tuttavia, l’unico botto in programma sul team futuribile è stato purtroppo rinviato a data da destinarsi, come testimonia questo report di Comic Book Resources dal DC Universe panel:

The next slide was “Legion of Super Heroes,” but without writer Paul Levitz on the panel as originally planned, Sattler said he would be postponing a planned announcement to allow Levitz to make the announcement on the Source blog.

Nonostante ciò, qualche informazione è comunque riuscita a trapelare via web fino ai lettori in spasmodica attesa. Pare infatti che la notizia abortita a San Diego, e destinata ad essere diffusa nelle prossime settimane dal blog DC The Source, possa riguardare il coinvolgimento di Keith Giffen come penciler del futuro “Legion of Super-Heroes annual”. Fonte di questa notizia è l’autore stesso, che ha confessato quanto segue agli utenti della Message Board ufficiale di “Doom Patrol”, titolo del quale Giffen è l’attuale sceneggiatore:

Legion annual. It’s already a done deal.

K-

Gli aficionados di Lightning Lad e soci saranno inoltre contenti di sapere che, sul fronte dei disegnatori, c’è un’altra piccola novità, emersa al Comic-Con nella conferenza DC Premiere Teams:

Phil Jimenez will guest illustrate one of the stories in issue 5.

Se limito l’entusiasmo parlando solo di una “piccola” news non è certo per sottintendere una critica a Jimenez, che ritengo anzi un ottimo penciler e che sono molto ansioso di vedere al lavoro sulla Legione. Trovo curioso, però, che nell’annuncio si sia voluto specificare che l’artista sarà impegnato solo su “una delle storie” del #5: considerando che il “volume six” è probabilmente una produzione a medio-basso budget nella media dei comics DC, temo che un big come Jimenez non possa che essere stato coinvolto per una mera backup story o poco più. Ugualmente, sarà un bel vedere!

Edicola legionaria: Legion of Super-Heroes (vol.VI) #3

giovedì, 5 agosto 2010
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Legion of Super-Heroes (vol.VI) #3

Legion of Super-Heroes (vol.VI) #3

Sono moltissime le storie che, sul più bello, sfoderano dalla manica un colpo di scena folgorante, uno di quelli che induce a rivedere con occhi diversi quanto successo fino ad allora nel racconto. Ecco, leggendo “Legion of Super-Heroes” (vol.VI) #3 ho vissuto proprio un’epifania del genere. Ma non in relazione alla trama, come di solito avviene in questi casi, quanto invece alla scrittura di Paul Levitz, le cui meccaniche mi erano spesso risultate in precedenza un po’ oscure.
Allo stesso modo in cui un autore dovrebbe stabilire da subito le “regole” del mondo in cui si svolge la storia che racconta, è necessario secondo me che anche alcuni aspetti del modo in cui questa viene narrata siano resi altrettanto trasparenti al lettore. A pensarci bene, è un “venirsi incontro” che per certi versi accade anche nella quotidianità, nella comunicazione spicciola di tutti i giorni.
L’ultimo episodio del “volume six” ci pone finalmente nelle condizioni di effettuare questo percorso, di svolgere il balzo immaginativo necessario a mappare una volta per tutte le dinamiche del linguaggio neo-levitziano. Ed è una rivelazione importante, questa, che induce a rileggere davvero con occhi diversi i numeri precedenti, anche più rispetto a quanto avrebbe fatto un banale cliffhanger.
Andiamo però ad analizzare meglio cosa intendo, e se a mio parere questo cambio di prospettiva migliora il godimento generale della serie oppure no. (continua…)

Avvistamenti legionari: uscite di ottobre 2010

martedì, 3 agosto 2010
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Supergirl (vol.VI) Annual #2

Supergirl (vol.VI) Annual #2

Di rientro dalle ferie, ecco che trovo ad attendermi su Newsarama le solicitations delle pubblicazioni DC Comics previste per il prossimo ottobre. Neanche fosse Natale – ma la data di copertina degli albi in uscita fra tre mesi sarà in effetti “dicembre 2010″ – la checklist presenta un numero insolitamente elevato di apparizioni legionarie. E il ritorno al tran tran urbano si addolcisce all’improvviso.

Tra i tanti annunci, l’albo che mi ritrovo ad attendere con maggiore impazienza è Supergirl (vol.VI) Annual #2, scritto dal bravo Sterling Gates e illustrato della fenomenale Amy Reeder (“Madame Xanadu”, “Batwoman”). La storia rileggerà in chiave moderna il primo incontro tra la Ragazza d’Acciaio e la Legione, in particolare nella figura del futuro boyfriend verdolino Brainiac 5. Viste le recenti delusioni levitiziane – state all’erta per l’imminente recensione del terzo episodio del “volume six” – pare proprio che questo annual abbia tutte le carte in regola per garantire agli aficionados una vera e propria boccata di ossigeno.
Il team futuribile versione Silver Age è rappresentato anche sulle pagine di DC Universe Legacies #6, fumetto realizzato a più mani da un pool di autori tra i quali spicca Keith Giffen, nome che più volte negli ultimi trent’anni si è cimentato, spesso con grande successo di critica, a raccontare le vicende di Cosmic Boy e soci.

Per il resto, anche ad ottobre prosegue il doppio incarico dell’ex President and Publisher DC Paul Levitz, che da diversi mesi regna ormai, per dirla alla Corrado Guzzanti/Francesco Rutelli, come grande sindaco di entrambe le collane della Legione: segnatevi dunque Legion of Super-Heroes (vol.VI) #6, disegni di Yildiray Cinar, e Adventure Comics #519, quest’ultimo raccomandato solo agli stomaci forti per via delle abominevoli matite di Kevin Sharpe.
Da segnalare inoltre anche l’ennessima (non richiesta) puntata dello spin-off R.E.B.E.L.S (vol.II), di Bedard e St. Aubin, che tocca l’inquietante traguardo delle ventuno uscite.

Sul fronte dei volumi, infine, non lasciatevi sfuggire il racconto del primo avventuroso viaggio di Superboy nel XXXI secolo, come raccontato da Geoff Johns e Gary Frank su Superman: Secret Origin Deluxe Edition HC, ideale compendio di quel “Superman and the Legion of Super-Heroes” che già dovreste conservare come un cimelio nella vostra collezione di graphic novel.
Cliccando di seguito, come sempre, l’elenco completo dei testi delle solicit di cui sopra. (continua…)

Edicola legionaria: Adventure Comics (vol.III) #12 e #516

venerdì, 16 luglio 2010
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Adventure Comics (vol.III) #12

Adventure Comics (vol.III) #12

Santo cielo! Il nuovo ciclo di “Adventure Comics” è a dir poco imbarazzante.

Seppure il vocabolo italiano per definire la cosiddetta nona arte sia lo stesso che traduce anche “balloon”, il fumetto è un linguaggio dove le parole non sono davvero necessarie.
Lo sottolinea tra gli altri Scott McCloud, nel suo celebre saggio Understanding Comics: per comporre un fumetto, l’importante è che sussista una sequenza deliberata tra due o più immagini statiche, punto. Certo, queste immagini giustapposte potrebbero essere semplici parole – in questo senso, balza alla mente l’esperimento eseguito da John Byrne nello storico “Alpha Flight” (vol. I) #6, della Marvel Comics – ma anche no.

Il disegno, inteso soprattutto nei termini cinematografici di resa registica e di abilità nel comunicare la recitazione dei personaggi di carta, è dunque un pilastro centrale delle basi del fumetto, anzi direi forse il più importante.
Proseguendo il parallelo con il mondo della celluloide, si potrebbe dire che, similmente a quanto accade nei comics, anche al cinema la miglior sceneggiatura non potrà mai brillare senza il supporto di un’adeguata trasposizione visiva. Pensate a come sarebbe stata una pellicola come “Il Padrino”, per citare un titolo tanto noto quanto elevato, senza la visione di Francis Ford Coppola o senza le indimenticabili maschere di Marlon Brando e Al Pacino nel cast.

Ecco, i primi due episodi di “Adventure Comics” scritti da Paul Levitz hanno proprio il sapore di script affidati al peggior regista e agli attori più cani sulla piazza: oh no, “Il Padrino” con Vaporidis no! (continua…)

Ehi, ma io quel tizio lo conosco: notizie sottotraccia sugli autori della Legione

martedì, 6 luglio 2010
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Per colmare il vuoto di novità legionarie, e soprattutto del tempo libero necessario al sottoscritto per divertirsi con qualche articolo di approfondimento, colgo l’occasione per aggiornare il blog con un breve pastone. Le notizie, più o meno recenti, raccolte nelle prossime righe sono tutte accomunate da un generale filo rosso: l’essere dedicate ad autori in qualche modo legati al mythos di Cosmic Boy e soci.

L’onore della pole position spetta a Paul Levitz, attuale scriba di “Legion of Super-Heroes” (vol. VI) e “Adventure Comics” (vol. III). (continua…)

Edicola legionaria: Legion of Super-Heroes (vol.VI) #2

venerdì, 2 luglio 2010
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Legion of Super-Heroes (vol.VI) #2

Legion of Super-Heroes (vol.VI) #2

Nonostante questa rubrica vorrebbe pubblicare solo recensioni lampo, mi rendo conto che spesso finisca invece per ospitare sbrodolate fiume di notevole lunghezza. Sono fatto così: quando siedo al word processor ci vuol poco perchè io ci prenda la mano, specialmente quando l’argomento mi sta a cuore come nel caso della Legione.
Forse stufo dei miei polpettoni, ci ha pensato il buon Paul Levitz a tarparmi le ali, evitando di farcire Legion of Super-Heroes (vol.VI) #2 di spunti da cavalcare per l’eventuale recensione. L’albo, pur piacevole, è infatti piuttosto incolore e transitorio, e a mio avviso si segnala unicamente per alcune incertezze nella sceneggiatura che vorrei analizzare in breve di seguito.

Sia chiaro: come fa giustamente notare Matthew Elmslie in questa review, da uno scrittore come Levitz non ci si poteva aspettare che una performance così, e cioè un secondo numero che prosegue con sobrietà e senza scossoni le numerose trame iniziate nel primo. È una lettura vecchia scuola, questa, e chi compra il biglietto lo sa.
Tuttavia, non tutto sembra scorrere liscio. (continua…)