Articoli marcati con tag ‘Superboy (vol.I)’

A pesca su Amazon: arrivano i classici di Superboy!

lunedì, 28 dicembre 2009
Ascolta con webReader
Superman: Secret Origin Deluxe Edition HC

Superman: Secret Origin Deluxe Edition HC

A tutti gli aficionados rimasti delusi dalle ultime solicitations DC, a mio avviso particolarmente avide sul fronte delle ristampe in volume, consiglio di cimentarsi nella “pesca” sul sito di Amazon, il cui database brulica di interessanti anteprime sui futuri, golosi prodotti da libreria dell’editore di “Detective Comics”.
I Legion-addicted dal palato più fino, ad esempio, troveranno immediata sollecitazione delle papille gustative nell’apprendere dell’uscita di tre pezzi dedicati, almeno in parte, allo storico Superboy della golden e silver age.

Si comincia con Adventures of Superboy: Book One HC (attualmente previsto per 13 luglio 2010), primo di una serie di tomi dedicati alla ristampa integrale e cronologica delle avventure del Ragazzo d’Acciaio.
Purtroppo, le caratteristiche dell’edizione (prezzo, formato) fanno temere che il materiale qui proposto non sia stato filtrato da un opportuno restauro, ma provenga piuttosto da scansione diretta dei floppies d’epoca. Da appassionato ed esteta, mi auguro vivamente che non sia così: il caso di ciofeche come il famigerato Superman: Kryptonite Nevermore HC dovrebbe testimoniare con sufficiente eloquenza la necessità di evitare simili strategie al risparmio.

Sempre indirizzato ai nostalgici della silver age è DC Universe Illustrated by Neal Adams: The Covers HC (7 settembre 2010), che in teoria dovrebbe raccogliere anche le copertine che l’artista newyorkese ha realizzato per “Adventure Comics” (vol. I) e “Superboy” (vol. I) a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70. Una curiosità: nel primo caso, alcune furono disegnate su layout di un Jim Shooter appena adolescente!

Per concludere la carrellata sull’alter-ego del giovane Clark Kent, segnalo il recente reimaging delle origini dell’Uomo d’Acciaio da parte di Geoff Johns e Gary Frank, destinato a raggiungere anche gli scaffali dei bookshop di varia nella pregiata edizione di Superman: Secret Origin Deluxe Edition HC (8 giugno 2010). Nell’attesa, i più curiosi possono reperire, a questo link, la mia rapida recensione al secondo capitolo dell’opera.

Altre anticipazioni legate al mondo della Legione sono Legion of Super-Heroes: Enemy Manifest TP (11 maggio 2010), di Shooter, Manapul e AA. VV, R.E.B.E.L.S. vol. 2: Strange Companions TP (10 agosto 2010), di Bedard, Clarke e AA. VV, e Justice League of America: Team History HC (7 settembre 2010), di Robinson e Bagley, che dovrebbe contenere l’ingresso nella Lega della Giustizia da parte di un giovane Mon-El.

Addio a George Tuska

mercoledì, 28 ottobre 2009
Ascolta con webReader
Tavola da Superboy (vol.I) #172, disegni di George Tuska

Tavola da Superboy (vol.I) #172, disegni di George Tuska

Lo scorso 15 ottobre ci ha lasciati, alla veneranda età di 93 anni, il grande George Tuska. Lo storico artista, la cui carriera ha germogliato negli anni pioneristici della golden age, è ricordato con stima e affetto, oltre che da messe di lettori, anche da colleghi come John Romita Sr, che ne rimpiangono le doti di artista veloce e malleabile (fonte: Wikipedia).

Il nome di Tuska è legato soprattutto a quello della Marvel Comics, editore per il quale il penciller di Hartford, Connecticut, ha illustrato centinaia di tavole di ”Iron Man”, ”X-Men”, “Power Man” e di molti altri personaggi. Ma egli ha collaborato anche con la DC, specie nell’ultimo trentennio di attività, lavorando occasionalmente anche alle avventure della Legione dei Super-Eroi.
Nello specifico, per quanto riguarda l’ambito legionario, sono a lui accreditate le pagine di: Superboy (vol. I) nn. 172, 176, 183 (1971 – 72, testi di Cary Bates); Superboy and the Legion of Super-Heroes nn. 235 (1978, Gerry Conway); Legion of Super-Heroes (vol. II) nn. 308 (1984, Paul Levitz e Keith Giffen); Tales of the Legion of Super-Heroes nn. 314, 315, 316, 317 (1984, Paul Levitz, Keith Giffen e Mindy Newell).
Tuska ha inoltre disegnato la figura di Star Boy sulla storica copertina di Legion of Super-Heroes (vol. II) #300 (1983).

Per un maggiore approfondimento, rimando a questo lungo articolo dello storico del fumetto Tom Spurgeon. I non anglofoni dovranno invece accontentarsi di quest’altro pezzo, meno accurato, pubblicato sul sito web del quotidiano La Stampa.

Un tuffo nel passato con Conway e Grell

lunedì, 22 giugno 2009
Ascolta con webReader

Come una mareggiata che schianta sulla riva mementi recuperati da quel grande archivio di oggetti e ricordi che è il fondo del mare, anche la blogosfera ogni tanto riporta a galla curiosità e chicche dal passato. È il caso di due aneddoti Legion-related (ri)apparsi in rete negli ultimi giorni e che vado immediatamente a segnalare anche in questa pirotecnica sede.

Nella sua rubrica Comic Book Legends Revealed, Brian Cronin ha ripercorso i lunghi e faticosi tentativi da parte di Mike Grell, storico artista della Legione nei primi anni ‘70, di inserire un personaggio di colore all’interno del franchise futuribile DC Comics.
L’episodio, ben riassunto in un articolo colmo di illustrazioni, è di un’amara ironia per noi lettori di oggi, che col senno di poi possiamo pensarci sopra dall’interno di una società sempre più multirazziale:

Un'immagine del legionario Tyroc

Un'immagine del legionario Tyroc

When Mike Grell became the new regular artist of the Legion of Superheroes (which appeared in Superboy and the Legion of Superheroes) in 1974, there was something that he noticed that troubled him a bit.
In the future world of the Legion of Superheroes, there did not seem to be any black people.
So a few issues into his run as the artist on the book, Grell took a new Science Police character that Cary Bates was introducing in Superboy and the Legion of Superheroes #207 (who appeared to be a one-off character), and drew him as a black man.
However, editor Murray Boltinoff told Grell that they were already planning on having a black character show up in a few months, so Boltinoff then had the character Grell intended to be black just colored white, instead.

Grell continued to pester Boltinoff over the next few months, “So, when are we going to get this black character you said we would?” until finally, Grell got his wish….and probably wished he didn’t.
Superboy and the Legion of Superheroes #216, from late 1974, tried to explain why there didn’t seem to be any black characters in the world of the Legion of Superheroes.
You see, they all lived on an island that, like Brigadoon, would disappear from this dimension for years at a time. And Tyroc was their resident superhero.

Grell, naturally, did not take kindly to the idea that the first black superhero in the Legion (heck, Tyroc predated Black Lightning, even!) was a separationist! As a result, he tried to make Tyroc look as goofy as he could.
Later writers tried to redeem the Tyroc character a little bit (Keith Giffen even made him President of New Earth in the Five Years Later Legion!).

Strano come un fumetto come quello della Legione, uno dei cui punti forti è proprio la serena integrazione tra le diverse culture dei protagonisti, sia giunto così tardi e così goffamente a toccare il tema della discriminazione razziale. Grazie al cielo, la storiografia della serie vedrà momenti molto più riusciti sotto questo fronte, fino al culmine dalle recenti storie realizzate da Geoff Johns e Gary Frank sulle pagine di “Action Comics”.

Il sempre puntuale Legion Omnicom riporta, infine, una serie di messaggi rilasciati su Twitter da parte di Gerry Conway, nome storico del comicdom statunitense e autore di numerose avventure di Cosmic Boy e soci, in un lungo ciclo di storie che vide la luce più o meno ininterrottamente da “Superboy and the Legion of Super-Heroes” #248 (1979) fino al numero #276 (1981).
In breve, lo sceneggiatore newyorkese ha confessato alla rete una estrema sensibilità alle critiche, spesso esagerate, esposte al suo lavoro da parte dei navigatori del web. La produzione di Conway è in effetti molto altalenante, come egli stesso confessa riferendosi anche alla sua infelice parentesi legionaria.
A sottolineare l’assurdità del rampante social network, che permette di pubblicare solo messaggi non più lunghi di un sms, Conway ha dovuto frammentare in numerose “puntate” il testo delle sue considerazioni. Per favorirne la leggibilità, io ho ricomposto il tutto in un flusso compatto:

I need to remember: don’t read reviews or comments on stuff I write. No matter how many positive comments, all I see are the negative ones. I mean, great baseball hitters miss two out of three times at bat, and that’s considered a great average. Writers and artists, though… We’re expected to bat a thousand every time. And when we don’t, we get slammed as “hit or miss.” Well, duh.
My problem is I wrote too much when I was writing comics. Twice as much as most other writers, on average. Five, six titles a month.
I like to think most of it was pretty good. I think I wrote as many good stories as the best writers working at the time. Unfortunately, I also wrote a lot I wasn’t happy with. Didn’t hit a home run every time at bat. Sometimes just a base hit. Sometimes a strikeout.
But some readers only see the strike-outs. A 100+ issues of JLA, and all they remember are the Detroit stories. Sheesh. A solid run on Batman and Superman, and all they wanna talk about is how I sucked writing Legion. But you know what’s sick? I listen to them! Five great reviews, a dozen compliments from happy fans, and all I hear is the snarky guy who calls me old school.
Yeah, I know, but this is why I shouldn’t read reviews or commentary. I ain’t got no perspective. Sheesh. Thanks, geek! I know I’m too hard on myself. But what people think really does matter to me. Sigh. You’d think, at my age… ;)
Thanks for the support, guys. Guess I just needed to blow off some steam. Fssttt.

Stai su, Gerry!

Addio a Ric Estrada

domenica, 3 maggio 2009
Ascolta con webReader

Il sempre informato Mark Evanier riporta con amarezza la scomparsa del cartoonist Ric Estrada, avvenuta lo scorso primo maggio a Provo, UT.

L’artista cubano, classe 1928, aveva partecipato saltuariamente al mythos legionario, illustrando i primi 11 episodi dello spin-off “Karate Kid” (1976-77) e svariati altri delle serie regolari propriamente dedicate alla Legione: nello specifico, le sue matite hanno illustrato i nn. 232 e 234 di “Superboy and the Legion of Super-Heroes” e il #261 di “Legion of Super-Heroes” (vol.II), tutti sceneggiati dal veterano Gerry Conway (grazie al Legion Omnicom per la lista).
Ecco come Evanier definisce il rapporto di Estrada con quelli ed altri lavori a fumetti da questi realizzati negli anni Settanta:

Most of his comic book work was done in the sixties and seventies for DC, primarily on romance and war comics. But there was a period where (against his preference, he said), he was assigned to super-hero titles, primarily as a “rough penciller.” Ric didn’t like super-heroes and didn’t feel he had the flair for them, and he also didn’t like producing anything less than finished artwork. [...]

He did not feel capable of producing the kind of tight pencil art that most other artists did for such assignments so, on mutual agreement with his editors, he did something looser. He was paid less than if he’d done complete pencil art and his understanding was that the other artists who finished the work would be paid extra. Years later, Ric was extremely upset to learn that several of those artists weren’t paid the higher rates, and that they resented Ric for not doing his portion of the work. A sensitive man, he apologized to at least one of the “finishers,” who accepted Ric’s explanation and declined an offer of money right out of Ric’s own pocket.

Despite the grief it caused him and his own dissatisfaction with the work, it was often quite wonderful…though not as grand as when Ric was allowed to be Ric.

My deepest condolences to Estrada’s family and friends.

Immagine da Karate Kid #1 (1976), disegni di Ric Estrada e Joe Staton

Immagine da Karate Kid #1 (1976), disegni di Ric Estrada e Joe Staton

Legione: ritorno come “backup feature”?

martedì, 17 marzo 2009
Ascolta con webReader
Superboy (vol.I) #172 Copertina di Neal Adams

Superboy (vol.I) #172 Copertina di Neal Adams

Sotto il peso del periodo di grave recessione che sta colpendo in questi mesi tutto il mondo occidentale, anche i fumetti iniziano a subire i primi rincari. Già la Marvel ha osato di recente spingersi oltre lo standard dei $2.99, che aveva fatto capolino sulle copertine degli albetti mainstream nel lontano 2003. Pare ormai che la futura soglia sarà quella dei $3.99, con il salto netto, rispetto alla precedente, di un’intera banconota con il volto di George Washington.
Anche la DC, dopo una stoica resistenza, sta per cedere alle leggi del sofferente mercato. Ma con un asso nella manica rispetto alla concorrenza.
Su questo tema, DC World ha riportato proprio ieri un’interessante notizia che già da qualche giorno rimbalzava per il web. E’ stato infatti annunciato che, a partire dal prossimo mese di giugno, alcuni albi DC subiranno sì il temuto rincaro, ma andranno incontro altresì a un leggero aumento della foliazione. I nuovi albi da quattro verdoni, tra i quali “Teen Titans”, “Booster Gold” e altri ancora da svelare, potranno così ospitare delle “backup feature”, cioè dei serial in appendice con protagonisti altri personaggi rispetto ai titolari della testata.

Copertina provvisoria di Adventure Comics (vol.III) #1 Disegno di Francis Manapul

Copertina provvisoria di Adventure Comics (vol.III) #1 Disegno di Francis Manapul

Attenzione, però: non si tratta affatto di una novità assoluta, ma anzi di un ritorno a una pratica piuttosto tipica in casa DC fino agli anni ‘70 e poco oltre.
La stessa Legione dei Super-Eroi, sdoganandosi così dal ruolo di mera comprimaria, iniziò in questo modo la sua lunga carriera di protagonista dei propri fumetti, condividendo con Superboy le pagine di “Adventure Comics (vol.I)” (1962-69).
Conscio dell’andamento ciclico della Storia, sorge quindi in me una domanda: che possa profilarsi per la Legione un ennesimo ritorno come storia d’appendice? D’altronde, fatta eccezione per la miniserie in corso d’opera “Final Crisis: Legion of 3 Worlds”, il team futuribile è attualmente privo di una stabile location cartacea. E a caval donato…!

In linea puramente teorica, la cosa non sarebbe per nulla da escludere.
Va ricordato che, dopo il #0 uscito lo scorso febbraio, è previsto proprio per giugno il lancio di “Adventure Comics (vol.III)”, di Geoff Johns e Francis Manapul. Questa nuova collana, che dovrebbe posizionarsi a livello di contenuti nell’orbita del brand supermaniano, è destinata tra le altre cose a fungere da sequel di sorta alla già citata “Legion of 3 Worlds”, anch’essa sceneggiata dal prolifico Johns. Non mi stupirebbe affatto se il ritorno da “backup feature” della Legione avvenisse proprio all’interno di questa serie, chiudendo così l’ideale cerchio iniziato sulle pagine dell’ “Adventure Comics” originale.

Questa eventualità, che di primo acchito potrebbe sembrare riduttiva nei confronti dell’odierna Legione, trova invece dei riscontri più che positivi nella storia passata del franchise. Dopo essere stata estromessa dal ruolo di coinquilina di Superman sulle pagine di “Action Comics” (1970), ad esempio, la Legione tornò in pista come occasionale riempitivo di “Superboy (vol.I)”, a partire dal #172  del marzo 1971. Dal #197 (settembre 1973), dopo una serie di apparizioni sporadiche illustrate perlopiù dall’astro nascente Dave Cockrum, Saturn Girl e soci non avrebbero più mollato l’osso, arrivando addirittura a scalzare quello del giovane Clark Kent dal ruolo di serial titolare. Piccole “backup” crescono! E potrebbero farlo ancora.