L'ANGOLO DELL'ARCHEOLOGO

CICLONE

di Marcello Vaccari

Inizia in questo numero una serie di articoli che andranno alle radici dei fumetti supereroici stampati in Italia, con una operazione di vera e propria archeologia fumettistica. Essendomi stufato di leggere su riviste, fanzine e soprattutto albi a fumetti vari, reiterate inesattezze sulle prime apparizioni dei personaggi D.C. in Italia, mi sono deciso a fare piena luce, andando a caccia di albi e notizie tra i più grandi collezionisti di fumetti italiani. Tutte le informazioni che troverete in questo e nei prossimi articoli provengono da albi in mio possesso, o che ho potuto vedere (e fotocopiare!) personalmente. Quindi ci potrà essere forse qualche omissione, ma sicuramente NESSUN ERRORE!.

Con il primo articolo vorrei fare un po’ di chiarezza su quale sia realmente stata la prima pubblicazione di Superman in Italia.
Nonostante quanto scritto quasi da tutti, il personaggio non apparve per la prima volta da noi sul giornale "L'Audace", ma sul numero 19 de "Gli Albi Dell’Audacia" del 2 luglio 1939 (quindi pochissimo dopo il suo debutto americano), con il nome di CICLONE. Come era prassi in quegli anni, il materiale pubblicato proveniva dalle pagine dei quotidiani statunitensi, e non dagli albi dove Superman aveva debuttato sul celeberrimo numero uno di "Action Comics", nel Giugno del 1938. Le strisce erano apparse solo a partire dal 16 gennaio del 1939, e quindi il materiale pubblicabile non era molto. Evidentemente però, l’accoglienza accordata a Ciclone fu abbastanza buona, tanto che gli albi a lui dedicati presero ad uscire con cadenza mensile.
Solo successivamente approdò sulle pagine del giornale L’Audace, a partire dal N.299 del 21 settembre 1939. Visto che probabilmente allora si ignorava l’esistenza dei Comic Book (oppure non era possibile accedere a quella fonte), il materiale americano iniziò subito a scarseggiare, e furono prodotte delle avventure completamente nuove da pubblicare sugli albi, realizzate dai fratelli Baggioli, mentre le strisce originali venivano destinate al giornale. Fu quindi per la carenza di materiale originale, piuttosto che per ordine del famigerato MinCulPop (che veniva aggirato semplicemente attribuendo i testi ed i disegni ad autori italiani) che, dopo le prime due storie di Siegel e Shuster dei numeri 19 e 25, sugli Albi dell’Audacia uscirono altre due avventure realizzate in Italia (nei numeri 31 e 34).
I disegni di Zenobio Baggioli inizialmente tentano di seguire la traccia di Shuster, poi però se ne discostano sempre di più, e questo è maggiormente evidente nei successivi albi in formato gigante, dove scompare anche il simbolo dal petto (che comunque Baggioli non era mai riuscito a capire, visto che nelle prime realizzazioni lo disegnava come uno scudo con una palla in mezzo). Le storie, di Vincenzo Baggioli, sono più lunghe ed ariose di quelle americane, e prediligono le avventure esotiche, come era tipico nei fumetti italiani dell’epoca. Solo in minima parte riprendono qualche situazione dalle strisce originali. Premi qui per avere un'immagine ingrandita della tavola
Ciclone non si preoccupa minimamente di nascondere la sua identità segreta (tanto che nei primi due albi viene chiamato Ciclone anche quando veste i panni di Clark Kent), anche una volta stabilito che come giornalista si fa chiamare DOPP. Inoltre non si preoccupa nemmeno per la vita dei criminali, e addirittura nel primo episodio italiano, fa di tutto per ammazzare il cattivo di turno, facendogli anche crollare addosso la casa (senza nemmeno controllare chi vi fosse dentro!), proferendo queste parole: "Eran tutti avanzi di galera: credo che giustizia sia fatta!"(!!!).
Premi qui per avere un'immagine ingrandita della tavola Queste trame testimoniano la provenienza sicuramente autoctona di questi albi, anche come testi. Comunque la storia editoriale del Ciclone italico prosegue nel N°39 dell’Albogiornale, ed in seguito passa sugli Albi Juventus nei numeri 47 e 55. A questo punto cessa la produzione italiana, e sugli stessi Albi Juventus dal N°59 iniziano ad apparire in appendice le strisce originali di Shuster, dopo che si era interrotta la corsa dell’Audace, e proseguiranno fino al N°82. Con l’ingresso dell’Italia in guerra, le disposizioni del MinCulPop divennero ancora più rigide, e tutti i personaggi di provenienza o ambientazione estera furono sospesi, compreso il nostro Ciclone/Superman.
Nell’immediato dopoguerra, sempre sulla testata Albogiornale, appare un nuovo personaggio con il nome di Ciclone, che però non ha nulla a che vedere con Superman, risultando piuttosto una parodia dell’uomo forzuto all’italiana, ma intendeva evidentemente sfruttare il successo avuto proprio dalla precedente presentazione di Superman. La gestione delle strisce di Superman, passò nel dopoguerra al giornale URRÀ’, e l’intera cronologia del giornale e della contemporanea "Collezione Uomo Mascherato" la potrete trovare in uno dei prossimi numeri.

CRONOLOGIA

Gli Albi dell’AUDACIA
N°19 (2 Luglio 1939) Ciclone L’Uomo D’Acciaio (Siegel & Shuster) con la storia delle origini
N°25 (19 Agosto 1939) Il Re del ring (Siegel e Shuster)
N°31 (27 Settembre 1939) La Torpedine Umana (Vincenzo e Zenobio Baggioli)
N°34 (15 Ottobre 1939) Il Gigante di Pietra (Vincenzo e Zenobio Baggioli)(in copertina il numero è erroneamente scritto come XXIX)

ALBOGIORNALE
N°39 (19 Novembre 1939) La città condannata (Vincenzo e Zenobio Baggioli)

Albi JUVENTUS
N°47 (28 Gennaio 1940) La valle misteriosa (Vincenzo e Zenobio Baggioli)
N°55 (24 Marzo 1940) L’aviatore solitario (Vincenzo e Zenobio Baggioli)
dal N° 59 (21 Aprile 1940) al N° 82 (29 Settembre 1940) appaiono in appendice le strisce di Superman (sempre con il nome di Ciclone) di Siegel e Shuster che proseguono quelle dell’Audace.

L’AUDACE
dal 299 (21/9/39) al 304 (26/10/39) Ciclone l’Uomo Fenomeno (Vincenzo e Zenobio Baggioli) (nel 298 c’è una striscia di trailer del personaggio)
dal 316 (18/1/40) al 324 (28/03/40) strisce di Siegel e Shuster (con le origini, le stesse pubblicate sul primo albo)


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