DIABOLIK

di Rino Monreale

1 Novembre 1962: nasce ufficialmente Diabolik il primo "antieroe nero".
All'uscita, avvenuta in sordina, di quell'albetto dal formato insolito, pochi avrebbero immaginato che, nel giro di dieci anni, quel personaggio sarebbe diventato un fenomeno di costume; che sarebbe stato accusato di incitamento a delinquere prima, ed elogiato come primo fumetto anti-convenzionale poi; e che avrebbe lasciato una impronta decisiva nell'industria del fumetto italiana, generando decine di imitazioni: i fumetti neri.
Così col passare del tempo il nome "Diabolik" è entrato nel lessico comune; è stato associato a personaggi popolari; ha dato origine ad un vasto merchandising quando questa parola era ancora sconosciuta; ha ispirato un film, un paio di dischi e un attivissimo club.
Ma all'inizio di tutto c'è l'idea di partenza, l'intuizione geniale. "Ma la famosa idea, però non viene tanto spesso. Nel mondo dei fumetti essa si presenta forse ogni sette, otto anni. Ed è proprio quell'idea che dà una svolta al mercato.... In Italia, un'idea vincente è stata sicuramente Diabolik, se vogliamo indicare un fenomeno importante." (Sergio Bonelli).

Diabolik nasce dalle menti delle sorelle Angela e Luciana Giussani nell'estate del 1962. Angela aveva già lavorato nell'editoria assieme al marito l'editore Gino Sansoni che all'epoca era titolare della Casa Editrice Astoria. Così nel 1960 quasi per gioco le sorelle fondarono insieme la Editrice Astorina che già dal nome faceva capire che loro non avevano molte pretese. L'Editrice Astorina vivacchiava pubblicando principalmente le storie di Big Ben Bolt il pugile detective, e alcuni giochi in busta. Ma le sorelle Giussani avevano in mente qualcosa di diverso, che fosse destinato a un pubblico adulto, qualcosa che fosse completamente loro, magari ispirato al romanzo francese avventuroso (Rocambole, Arséne Lupin, Fantomas). Così dopo una gestazione abbastanza impegnativa nasce Diabolik; con il volto ispirato all'attore Robert Taylor, la calzamaglia alla Uomo Mascherato, e una avventura alla Fantomas.
Arrivato nelle edicole il 1 novembre 1962, il n. 1 "Il Re del Terrore" si presenta con una tiratura decisamente limitata (poche migliaia di copie), distribuite esclusivamente nell'Italia Settentrionale, privilegiando alcune zone e tipi di edicole (principalmente le stazioni ferroviarie), con un prezzo abbastanza alto, 150 Lire (contro le 50-100 di tutte le altre pubblicazioni), e con un formato decisamente insolito, anzi rivoluzionario per l'epoca, ma che era dettato da motivi di praticità, infatti l'albo era completamente tascabile. I primi numeri registrarono una vendita deludente, l'eroe in nero infatti non colpì più di tanto, il nuovo personaggio passò inosservato anche dalla stampa; però dal settimo numero in poi si verificò un incremento costante e ininterrotto fino ad arrivare ai vertici massimi di diffusione.
Nel 1964 esplode il fenomeno dei fumetti neri.
Nel luglio 1964 infatti arriva nelle edicole un personaggio mascherato che punta decisamente su erotismo e violenza: Kriminal; nel giro di pochi mesi è la volta di Satanik, Sadik, Jnfernal, Makabar, Spettrus, Demoniak e tanti altri.
L'ingrediente principale di questi fumetti avventurosi e decisamente fantasiosi, era la violenza, una violenza spesso allo stato puro, che strideva con l'atteggiamento tenuto dagli eroi buoni e immacolati dei fumetti per ragazzi conosciuti fino ad allora, il tutto condito anche con un pizzico di sesso.
Per gli adolescenti di allora il cui panorama era sempre stato limitato alle caste avventure di Topolino, Nembo Kid, Capitan Miki, Il Corriere dei Piccoli, e simili... questi albi erano decisamente una novità, questi erano ...audaci, erano ...per adulti.
Quante erano quelle testate? Una miriade! Infatti in pochi mesi una vera ondata di personaggi neri invase le edicole, erano personaggi che spesso nascevano e si dissolvevano nel giro di pochi numeri, creati appositamente per sfruttare il momento favorevole del mercato.
Il successo di cassetta divenne consistente, e il proliferare di queste testate, sintomo anche di un interesse del pubblico, attirò l'attenzione di stampa, sociologi e moralisti. Nella primavera del 1965 iniziò una violenta campagna di stampa nei confronti del fumetto nero in generale. Si accusavano i nuovi personaggi di istigare i giovani al crimine, ai comportamenti immorali, e naturalmente di portare il paese allo sfascio. Dai giornali più conservatori fino a quelli di sinistra il coro delle accuse era unanime; accuse gratuite, e prive di costrutto, basate unicamente sul teorema della "offesa alla morale" (pubblica & privata), ma che ebbero comunque il loro effetto.
Vi furono articoli, interviste, interpellanze, sequestri della magistratura; e il pubblico come al solito si trovò schierato su due fronti: i lettori che difendevano le loro scelte, mentre genitori e custodi della pubblica morale erano per la linea dura, anche se non tutti erano così miopi. Infatti diversi uomini di cultura, giornalisti e scrittori, non si fecero trascinare nella bagarre e gettarono acqua sul fuoco della polemica; è rimasto famoso Dino Buzzati, fan del personaggio, che aveva addirittura chiamato Diabolik il suo cane.
In questo periodo le sorelle Giussani iniziarono saggiamente a smussare la componente più violenta del loro personaggio.
L'isteria collettiva durò alcuni mesi poi tutto rientrò a limiti più fisiologici, anche perché vi erano nell'aria tali e tanti fermenti di cambiamenti culturali e sociali, che ben presto l'attenzione dei moralisti si spostò su altri bersagli, anche se l'opinione generale sul personaggio rimase per molto tempo negativa.
Nel 1965, in pieno periodo caldo, Diabolik diventa quattordicinale, segno evidente dell'innegabile successo del personaggio; e rimane a tale periodicità fino al 1978, quando diventa quindicinale, soltanto nel 1981 passa a periodicità mensile. Nel 1967 Diabolik compie 100 episodi (vedi le storie per una guida ragionata alla lettura degli albi dell'eroe nero), è l'inizio del boom vero e proprio, e la pubblicazione entra in un periodo di grande creatività. Infatti con l'episodio n. 107 "Diabolik chi sei" (l'episodio più amato dai collezionisti), vengono svelate, ma non del tutto, le origini del personaggio.
Vengono inoltre girati in quell'anno "Diabolik" un discreto film a medio budget diretto da Mario Bava, e "Dorellik" una parodia cinematografica che vedeva nel ruolo del protagonista Johnny Dorelli.
Col successo sempre crescente del personaggio in redazione si dovette sviluppare una struttura organizzativa tale da assicurare la continuità qualitativa e quantitativa delle storie. Soggetti e sceneggiature attribuite alla Redazione sono frutto del lavoro comune di molte persone, mentre i disegni vennero assicurati da un grande numero di disegnatori che riuscivano a restare entro gli standard di qualità e di tempo con un esempio di lavoro all'americana (separando matite e chine tra diversi disegnatori), probabilmente unico nel panorama italiano.
La redazione di Diabolik è sempre stata atipica rispetto alle altre; dalla meta degli anni Sessanta in poi vi si trova una grande libertà creativa, che attira giovani appassionati di fumetti e non: c'era chi portava una semplice idea per fughe o colpi, chi provava a scrivere un intero soggetto, e chi faceva i lavori manuali tipici di ogni redazione. Sono stati molti i collaboratori delle sorelle Giussani per i quali Diabolik è stato gavetta e trampolino di lancio verso attività future; la lista sarebbe lunga, tra i più noti: Pier Carpi, Giancarlo Berardi e Alfredo Castelli.
Gli anni Settanta si aprono con una pubblicazione in costante aumento di interesse e di vendita. E' questo il periodo migliore per Diabolik, periodo che va dal n. 100 al n. 400 (cioè dall'anno VII-1968 al XVIII-1979), sia per gli ottimi disegni: questo è il grande momento di Coretti, Facciolo, Bozzoli, e soprattutto Zaniboni; sia per le storie: tese, interessanti, coinvolgenti, con buone ambientazioni, e il giusto tono umano, storie che non hanno la pretesa di lanciare denunce sociali, solo far pensare un po'. Nel 1971 richiesto a gran voce dai lettori nasce il Club di Diabolik, la notorietà del personaggio continua a crescere, e verso la metà degli anni Settanta la tiratura supera l'incredibile cifra di 400.000 copie. Nel 1978 nasce la serie Diabolik R che presenta le ristampe in ordine cronologico, l'iniziativa avrà subito un successo superiore alle previsioni.
Negli anni Settanta avvenne la grande purga. I personaggi meno validi caddero senza sforzo nel dimenticatoio. Infatti, posto di fronte a quel diluvio cartaceo, il pubblico fece la sua scelta, affidandosi solo ai più validi. Così della folta schiera degli eroi neri, rimase solo uno sparuto gruppo. E fra tutti Diabolik. Nel 1974 con la chiusura dei pur validissimi Kriminal e Satanik si concludeva l'epoca dei fumetti neri.
Oggi Diabolik è l'unico sopravvissuto, l'ultimo della stirpe dei neri, dopo essere stato il primo; segno anche questo della validità di un personaggio che ha saputo superare il tempo, la crisi del settore, e che soprattutto è sopravvissuto agli anatemi dei moralisti e agli studi dei sociologi.
Oggi come allora pero Diabolik e` un personaggio semplificato di un ribelle individualismo; sempre vivace, aggressivo, ingegnoso, che continua a combattere la proprietà privata senza conferire, per ciò che lo riguarda, un eccessivo valore alle fortune in denaro e preziosi che va raccogliendo nei suoi rifugi. Sempre fedele a Eva Kant come compagna e all'Ispettore Ginko come rivale.

INFLUENZE
Per quanto possa sembrare strano Diabolik ha assorbito molte influenze, letterarie e non, che nel corso degli anni si sono stratificate modificandolo al mutare dei tempi e del costume, facendone un prodotto che è sempre rimasto personale e unico nel panorama fumettistico italiano.
Nato dalla matrice di Fantomas, il personaggio creato da Pierre Souvestre e Marcel Allain nel 1911, nel giro di pochi anni Diabolik si libera della eccessiva dipendenza da questa matrice, per sviluppare una personalità originale. Per fare questo ha assorbito lo spirito di varie correnti della letteratura poliziesca, e non solo. Nei primi anni, l'influenza dei racconti giallo-horror di John Dicson Carr e di August Freeman, è evidente nei numerosi delitti in camere chiuse, e negli intrighi che invariabilmente gettavano nel terrore famiglie e piccole comunità. Dal giallo classico (alla Ellery Queen), ecco solide storie poliziesche, con delitti perfetti e omicidi misteriosi, sviluppati e risolti in un abile gioco di incastri. Da Cornell Woolrich (Appuntamento in Nero, La Sposa era in Nero) ecco il tema della vendetta totalizzante che supera il tempo, per non parlare della commistione fra nero e rosa tipica di questo autore. Dal poliziesco alla francese di Auguste Le Breton (Rififi e Il Clan dei Marsigliesi) ecco le storie di malavita.
Negli anni seguenti Diabolik assorbe anche altre influenze soprattutto dal cinema. Dai film di 007: ecco le macchine truccate, i gadget e le attrezzature fantascientifiche degne della Sezione Q; gli intrighi spionistici, e le lotte fra organizzazioni criminali di vario genere. Anche titoli classici di film su grandi rapine quali I Sette Uomini d'Oro, Rollercoaster, Ad Ogni Costo hanno lasciato la loro impronta.
Negli anni '80 ecco farsi visibile l'influenza dei racconti di Arséne Lupin e di Simon Templar, dal primo ha assorbito un certo codice etico col quale ha stemperato la sua violenza, dal secondo ha preso la caratteristica di rubare ai criminale che e` diventata sempre più evidente nelle sue avventure, andando così a dimostrare (proprio lui!) che il crimine non paga (per gli altri).

GADGET
Su Diabolik gli effetti speciali sono sempre stati una parte importante delle storie, tanto che in redazione vi erano, e vi sono, dei collaboratori part-time (spesso studenti universitari) che portavano le idee per i trucchi e i colpi, e informavano gli sceneggiatori sulle possibili evoluzioni tecniche e scientifiche di progetti reali e sulle scoperte in tutti i campi, o soltanto informazioni specifiche nei vari campi.
Ad esempio nel n. 40 "La Morte di Ginko" (16/IV) Diabolik sfoggia un jet pack (uno zaino a razzi) che in quel periodo era solo in fase di studio; nel n. 42 "L'Uomo di Fuoco" (18/IV) la polizia fotografa la pupilla dell'occhio di un cadavere per scoprire l' identità dell'assassino, alcuni anni dopo Dario Argento fece lo stesso nel film "Quattro Mosche di Velluto Grigio"; nel n. 78 "Colpo di Miliardi" (2/VI) Diabolik si impossessa di un Laser, che entra stabilmente nel suo bagaglio di trucchi.
Le maschere sono però l'oggetto più geniale di tutta la serie, compaiono fin dal primo numero; realizzate in plastica permettono a chi le indossa di mutare completamente aspetto, e rendono Diabolik ed Eva virtualmente imprendibili, complici anche notevoli doti di recitazione e un istrionismo degni dell'Actor's Studio. E poi c'è la famosa Jaguar, superattrezzata e superaccessoriata, mediata dal film "Agente 007 - Missione Goldfinger", essa è l'alleata di Diabolik in ogni fuga, e di volta in volta si adatta ad ogni tipo di ambiente e di terreno.
L'identificazione Jaguar/Diabolik è stata tale che nell'immaginario collettivo questo modello è sempre stato noto come "l'auto di Diabolik".
Precisamente si tratta della Jaguar E Type Coupé del 1961, una vettura decisamente avvenieristica, una vera e propria macchina da corsa adattata alla strada, estremamente difficile da guidare a causa della sua potenza (3780 cc, 265 cv, 256 Km/h), adattissima quindi per Diabolik, pilota eccezionale.


I PERSONAGGI

DIABOLIK
E` stato necessario aspettare 7 anni per conoscere le origini del personaggio sul famoso episodio n.107 "Diabolik chi Sei" (5/VII), ma la sua vera identità rimase, intelligentemente, sconosciuta.
La storia è ormai nota. Raccolto su una barca alla deriva, unico sopravvissuto, ancora bambino, viene praticamente adottato da una associazione criminale composta da specialisti in tutti i campi, con sede su un'isola privata. Viene da loro allevato, imparando da tutti e diventando il migliore; la sua prima impresa la compie uccidendo il capo, prendendo il suo posto con la prima maschera da lui creata, e dileguandosi poi col tesoro della organizzazione.
Ma che cosa è successo tra questo esordio e le vicende narrate nel n.1 "Il Re del Terrore"? Infatti da quel racconto sappiamo che Diabolik è giè in circolazione da un po' di tempo, e si parla addirittura del suo arresto e della sua successiva evasione. Nel grande libro dedicato a Diabolik, pubblicato dalla Aster-Dardo veniamo a sapere da un racconto pubblicato sotto forma di rapporti della polizia e di una lettera personale di Ginko, che ancor prima degli eventi narrati nel N.1...
Diabolik aveva imperversato nel paese compiendo una serie di spettacolari rapine, Ginko era riuscito ad arrestarlo organizzando un falso trasporto di denaro, ma lui era ben presto fuggito dalla prigione, dato che nessuno era ancora a conoscenza delle possibilità delle sue maschere; in seguito egli si era presentato alla Polizia al posto di Ginko, dopo averlo narcotizzato in casa sua, e per un giorno intero aveva svolto il suo lavoro, lanciandogli così un messaggio di sfida. Da allora la sfida continua! Se analizziamo il personaggio attraverso il tempo possiamo notare che Diabolik, nonostante possa sembrare un personaggio statico, ha subito notevole evoluzione nel testo, nei disegni, e come personaggio.
I primi 12 episodi erano molto scarsi, il disegno era assai grezzo e le storie erano molto ingenue; infatti si trattava di soggetti tratti, con poche modifiche, e un ovvio adattamento ai tempi, dai romanzi di Fantomas.
Nei numeri seguenti il disegno inizia un deciso miglioramento; ma solo verso la fine della I Serie (1962-64) le storie iniziano a diventare più complesse e autonome. In quel periodo Diabolik era però una figura veramente terribile, spargeva attorno a sé terrore e morte indiscriminatamente, ricavandone una grande quantità di utili.
Ad esempio: nel n. 4 "Atroce Vendetta" fa letteralmente impazzire la sua ex-amante, colpevole di averlo denunciato dopo averne scoperto l'identità; nel n. 5 "Il Genio del delitto" si dedica addirittura al traffico di droga; nel n. 7 "Terrore sul Mare" fa naufragare un'intera nave per essere sicuro di uccidere una persona; nel n. 33 "L'Artiglio del Demonio" (n.9/IV) non esita a far crollare una gru su una strada affollata come diversivo. Col passare del tempo questi comportamenti divennero sempre più rari fino a sparire, per lasciare posto ad un vero e proprio codice comportamentale che si riduce a poche inderogabili regole:

- Lealtà, la sua parola e` più vincolante di un contratto.
- Riconoscenza per chi lo aiuta liberamente di propria scelta.
- Vendetta, chi minaccia Diabolik, Eva, o i loro rari amici, per il proprio interesse viene distrutto senza pietà.
- Rispetto per gli avversari di valore (come Ginko).
- Disprezzo per chi approfitta delle miserie umane,

EVA KANT
Lady Eva Kant per la precisione, vedova di Lord Antony Kant anziano nobile, probabilmente inglese (non è mai stato precisato), da lei prematuramente sepolto dopo averne causato la morte.
Nell'episodio n. 145 "Ricordo del Passato" (17/VIII) veniamo inoltre a sapere che Eva è figlia illegittima del fratello di suo marito; e che si è fatta sposare per poter portare quel nome che era suo di diritto. Ha fatto inoltre "pratica" in una organizzazione di spionaggio. Un bel tipo! Compare nel n. 3 "L'arresto di Diabolik": Diabolik tenta di rubarle un prezioso anello con diamante rosa, ma lei lo sorprende con le mani nel sacco; il loro incontro è in realtà un colpo di fulmine, i due personaggi si riconoscono immediatamente come anime gemelle. In seguito quando Lui viene arrestato, processato e condannato, Eva con incredibile determinazione e sangue freddo, non esita a gettare la vita passata dietro le spalle, e lo fa evadere dalla prigione praticamente da sola, mandando al patibolo, al posto di Diabolik, un suo ingombrante spasimante. Dopo questo splendido episodio di presentazione il personaggio non sarà più allo stesso livello per molto tempo, infatti nei primi anni Eva sembrava più una donna impaurita dalle azioni del suo uomo, non una persona che aveva deciso di tagliare i ponti con la società. Ma questa situazione non è durata a lungo. Eva è il personaggio della serie che ha subito l'evoluzione più profonda; inizialmente era la copia di Lady Beltham amante di Fantomas, ma col passare del tempo ha subito un notevole sviluppo psicologico che l'ha dotata di un carattere molto deciso, fino a diventare il prototipo della donna moderna con una vera e propria dichiarazione di indipendenza avvenuta nel n. 279 "Un Amore Nuovo" (25/XIII). Per lei Diabolik ha fatto le cose più incredibili, arrivando perfino ad arrendersi a Ginko alla notizia della presunta morte di lei nel n. 100 "La Morte di Eva" (24/VI). Eva dal canto suo ha tentato più volte il suicidio alla notizia della morte di lui. Tante volte è stata proprio Eva a tirare fuori Diabolik dalle situazioni più complicate e avverse dimostrando in tal modo un notevole coraggio e un invidiabile sangue freddo.

GINKO
Non si sa quale sia il suo nome ("forse Ginko è il nome e Ispettore il cognome" - Alfredo Castelli). Nasce dalla matrice dell'ispettore Juve, l'avversario di Fantomas. Ispettore di polizia, onesto anzi incorruttibile, è da sempre il peggiore nemico di Diabolik. Dotato di intuizione, capacità e coraggio non comuni, Ginko non è solo un ottimo investigatore, ma anche un uomo d'azione, infatti è l'unico capace di mettere qualche ostacolo alla riuscita dei colpi di Diabolik. Diabolik non riesce a nascondere l'ammirazione che ha per questo avversario, e anche se ha avuto parecchie occasioni di ucciderlo non lo ha mai fatto, anzi più di una volta lo ha tolto guai. "Il valore di un uomo si misura dai suoi avversari". Questo aforisma calza alla perfezione ai nostri personaggi; infatti le gesta di Diabolik acquistano maggior valore nel confronto con un tale avversario. Ginko è il poliziotto ideale, una persona di assoluto valore, professionale e umano, dal punto di vista etico egli non farebbe mai nulla di meno che corretto, ma questo lo mette in un evidente stato di inferiorità rispetto al suo avversario, causandogli una specie di complesso di impotenza. Ma nel gioco delle parti Diabolik non può perdere (anche se spesso i suoi colpi falliscono), e quindi tocca a Ginko la parte del perdente. A volte è stato accusato di incapacità da critici e giornalisti superficiali, volendo anche intendere tra le righe che Diabolik è un criminale comune, ma tutti coloro che lo hanno fatto se ne sono poi pentiti. Alcune volte Ginko si è addirittura alleato con Diabolik, il caso più eclatante avviene nel n. 287 "Mostruoso Ricatto" (8/XIV), dove i due si alleano per impedire un colpo di stato. Della sua vita personale si sa poco, a parte la sua relazione con Altea di Vallenberg.

ALTEA
Nel n. 20 "Gioielli di Sangue" Diabolik deruba lo stato del Beglait del suo Tesoro della Corona. La vicenda ha un seguito nel n. 22 "Il Grande Ricatto" dove viene introdotto il personaggio della Duchessa Altea di Vallenberg da accoppiare a Ginko che contrariamente al suo antagonista faceva vita notoriamente monacale. Il personaggio è praticamente il corrispettivo di Eva; anch'essa vedova e nobile, Altea è intelligente, determinata e coraggiosa. Il Beglait, suo paese d'origine, viene descritto come un paese di tipo mitteleuropeo con dei toni da operetta; il suo principe si chiama addirittura Danilo (come il protagonista de "La Vedova Allegra"), e si presenta in divisa da ussaro e monocolo. La loro storia d'amore è inizalmente contrastata e infelice (una Duchessa è decisamente fuori della portata di un poliziotto anche se famoso come Ginko); ma col passare del tempo e col mutare dei costumi, anche Altea e Ginko possono vivere il loro rapporto apertamente. Altea ha ormai abbandonato il titolo nobiliare, l'ultimo colpo è stato dato dalla rivoluzione avvenuta in Beglait nel n. 199 "La Lunga Fuga" (19/X), rivoluzione che ha abbattuto la monarchia e il ridicolo principe Danilo.

Gustavo GARIAN
E' stato la prima vittima di Diabolik, che gli ha ucciso il padre e la zia, mandato in manicomio la madre e fatto accusare lui di omicidio, è stato salvato da Ginko di cui in seguito diventa amico alleato e confidente per quasi tutti i primi 50 episodi. Scompare per lungo tempo per poi ricomparire saltuariamente dopo molti anni. Garian, probabilmente, doveva essere la spalla di Ginko come il giornalista Fandor lo è di Juve nei racconti di Fantomas, ma non essendo riusciti a creare un personaggio sufficientemente autonomo e approfondito, è stato eliminato in quanto non indispensabile all'economia delle storie, così dopo l'arrivo di Altea le apparizioni di Gustavo si fanno sempre più rare fino a sparire del tutto. Quando ricompare scopriamo che è diventato inviato speciale, dedicato a documentari e servizi giornalistici; professione che si adatta con il carattere irrequieto e vagabondo che aveva dimostrato negli anni precedenti. Ingenuo e sfortunato con le donne, viene quasi sempre piantato. Oggi questo personaggio compare saltuariamente fornendo l'occasione per l'avvio di qualche nuova avventura.

SERGENTE
E` l'assistente di Ginko, non è mai lo stesso ma è come se lo fosse. Leali, capaci, pronti al sacrificio, sono i poliziotti che ognuno vorrebbe incontrare. Sono sempre tutti in uniforme, sembra che in questo strano paese tutta la polizia vada in giro in divisa (una divisa di foggia vagamente americana), ad eccezione degli ufficiali superiori.

BETTINA
E' uno dei personaggi più simpatici in tutta la serie. Bettina è una bambina quando compare per la prima volta in "Angoscia" (9/V), non va ancora a scuola e vive in montagna vicino a un rifugio di Diabolik. Intrufolandosi in casa riesce a conquistarsi la simpatia di Diabolik e di Eva a tal punto che quando due rapinatori la prendono in ostaggio lui interviene per liberarla.
Ricompare in "Vile Ricatto" (25/X), ed è cresciuta di poco, fa le elementari, quando una banda la rapisce per ricattare Diabolik, egli scende in campo mettendo bene in chiaro le cose, chi tocca la bambina muore!

CLERVILLE
Clerville è lo stato immaginario in cui si svolgono quasi tutte le imprese di Diabolik e le vicende dei nostri personaggi, anche se nei primi episodi si faceva riferimento a luoghi reali (ovviamente la Francia), questo riferimento è stato rapidamente annullato preferendo una ambientazione semi-immaginaria. Probabilmente per poter sviluppare le storie senza perdere tempo ulteriore in ricerche di ambiente. Le autrici sono state abilissime a creare attorno ai personaggi una ambientazione realistica, ma che si intuisce immaginaria, rendendo così più accettabili le storie e i personaggi. Questo stato riunisce le evidenti caratteristiche della Francia e delle varie province francesi, alle zone turistiche montane della Svizzera, e a quelle della Riviera Mediterranea. In questo paese immaginario vi sono alcune città principali che ricorrono più spesso, e attorno a queste si svolgono molte delle nostre vicende:

Clerville: la città principale situata nell'interno, industriale e ricca, sede della Centrale di polizia in cui lavora Ginko.
Ghenf: città portuale simile a Marsiglia ricca di traffici e di malavita.
Vernon: località costiera, meta dell'alta società molto simile a Montecarlo e a Cannes.


LE PARODIE

E' tipico dei personaggi riusciti scatenare, oltre agli imitatori, anche la satira e una serie di parodie. Tutto ciò è successo anche con Diabolik.
SKELETRINO ... nato sulle pagine di Diabolik n. 25 del Gennaio 1965, come parodia non solo del protagonista, ma di tutto il fumetto nero in genere. Le sue erano brevi storie auto-conclusive, opera di un giovane Alfredo Castelli autore di testi e disegni, nelle quali il protagonista cercava di attuare dei crimini che erano regolarmente destinato al fallimento. Alcuni anni più tardi il personaggio è tornato con i disegni di Carlo Peroni.
DIABULIK ... nato nella redazione di "Tilt", sfortunata ma interessante rivista satirica a fumetti dalla breve vita, sul finire degli anni Sessanta. Diabulik (o Diabetik nella prima versione) si ispira chiaramente al nostro eroe sia per i personaggi che per il disegno delle storie. Alfredo Castelli e Marco Baratelli (testi), Mario Gomboli e Carlo Peroni (disegni) erano gli autori.
DORELLIK ... fu il protagonista di una serie di demenziali scenette comiche interpretate da Johnny Dorelli, e presentate durante il varietà televisivo del sabato sera del 1967. Il successo fu tale che l'anno seguente al personaggio fu addirittura dedicato un film.
In tempi più recenti Massimo Boldi, riprendendo lo stesso personaggio (o quasi!) e lo stesso meccanismo di spettacolo, ha dato vita a DIABOLDIK. Le parodie più riuscite pero sono due e sono ancora vive e vivaci:
PAPERINIK ... il super-eroe disneyano made in Italy creato da Elisa Penna (idea), Guido Martina (testi) e Giovan Battista Carpi (disegni) nel 1969, inizia la sua carriera come vendicatore dei torti e soprusi commessi sul povero Paperino in Paperinik il Diaboliko Vendicatore (Topolino n. 706-707). Infatti inizialmente egli era un vero genio del male, che non esita a derubare Zio Paperone a far accusare Gastone, raccogliendo l'eredità di Fantomius (o di Diabolik?) scoperta casualmente in una villa diroccata. Attrezzatosi con maschere di plastica, costume, automobile truccata (la mitica 313), e gadget vari, tutti ideati ovviamente da Archimede Pitagorico, Paperinik si lancia in una serie di incursioni notturne allo scopo di vendicarsi delle sopraffazioni della sua famiglia. Poi Paperinik ha preso vita propria passando da genio del male, a Super-Eroe. Il fatto che un simile personaggio sia entrato a far parte della scuderia Disney è stata una evidente ufficializzazione culturale di Diabolik, un sintomo evidente di quanto il personaggio fosse ormai entrato a far parte della cultura popolare.
CATTIVIK ... Nato dalla fantasia di Bonvi nel 1967, è passato in seguito a Silver, ed attualmente a Massimo Bonfatti e Giacomo Michelon. Cattivik ha assunto rapidamente vita propria diventando una parodia irriverente e irrispettosa, oltre che del fumetto nero anche di molti aspetti della vita quotidiana; un po' Scheletrino e un po' Wile Coyote, Cattivik condivide col nostro personaggio lo stile di vita negativo, anche se i metodi e soprattutto i risultati sono ben diversi.
PUBBLICITA' ... parodia oppure no, recentemente Diabolik si è insinuato in parecchie pubblicità televisive: del Crodino, un paio di spot molto simpatici e divertenti assieme a Dino il barista; del Pandoro Melegatti, con Angela Finocchiaro nella parte di una improbabile Eva Kant; di una marca di serrande di sicurezza, con uno spot che è quasi un fumetto, fatto tutto di immagini disegnate; l'autore è Zaniboni.


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