Articoli marcati con tag ‘J. M. Straczynski’

Nel 2012: Superman Earth One, secondo volume

sabato, 7 gennaio 2012

Come promesso dalla DC, dopo lo strepitoso successo del primo volume, una delle graphic novel più acclamate dalla critica degli ultimi anni, SUPERMAN: EARTH ONE sta per tornare col suo sequel nel 2012, proseguendo le vicende del giovane sopravvissuto kryptoniano dagli incredibili superpoteri, in questa continuity a sé stante, slegata dall’Universo DC classico.

Vedremo dunque il ritorno del team creativo favorito dai fan, J. Michael Straczynski and Shane Davis, che ci promettono una minaccia ancora più grande.

“Lo schiacciante successo del primo volume – per 37 settimane nella lista delle graphic novels del New York Times Bestseller – implica che dobbiamo assicurarci che il secondo volume sia ancora migliore.”

Dice Straczynski. E aggiunge che per tematiche, se nel primo volume avevamo un Clark che cercava di capire il suo ruolo nel mondo, nel secondo si avrà la stessa cosa, solo agli occhi di Superman. Fino a che punto può spingere il suo potere prima che questo lo faccia diventare qualcosa al di sopra di quello che intendeva? Nel bel mezzo di tutto questo, Clark ottiene il suo primo appartamento, facendosi coinvolgere dalla bellissima ragazza della porta accanto. Una nuova e terrificante versione del Parassita nasce da quello che originariamente era un serial killer… un nemico che non solo può confrontarsi alla pari con Superman ma che può risucchiargli completamente il potere. Ai posteri di questa massiccia battaglia che minaccia di distruggere Metropolis, per la prima volta Clark scopre cosa significa essere una persona normale, un mortale, essere vulnerabile, essere uno di noi. Il secondo volume è dedicato al potere, il suo uso e abuso, al suo posto nel mondo, al suo uso per il bene o per il male.

“Il Parassita di Earth One è una della cose più complicate e disgustosamente belle che abbia mai ideato.”

Aggiunge Davis, che ha cercato di tenersi il più vicino possibile ad un film, sia per l’aspetto che per la coreografia delle scene d’azione, che si differenziano una dall’altra.
Ha voluto anche rendere Superman più muscoloso in modo da differenziarlo da Clark Kent.
Il disegnatore ha voluto concludere esagerando, dicendo che sarà il libro dell’anno e quindi di spenderci ‘sti benedetti penny.

Due tavole dal secondo volume

RECENSIONE DOPPIA – Superman: Terra Uno

martedì, 24 maggio 2011

Dario: Ciao collega! Eccoci qui alla prima recensione del nostro blog su Superman.

Emanuele: Buonasera a te! Che emozione! Ammetto di non sapere come muovermi ma tanto senza neanche accorgermene scommetto che tra un po’ dovrai spararmi per zittirmi.

Dario: Ahah! Sì, penso dovremo prenderci un po’ entrambi le misure. Una recensione/dibattito non si è mai scritta o letta (almeno che io sappia)! Vedremo come andrà a finire. Intanto cominciamo subito con questo Supeman: Terra Uno. Tanto per cambiare, abbiamo due opinioni diverse.

Emanuele: E’ la solita storia: tu sei il vecchio brontolone che in questo Superman moderno vede solo il bicchiere mezzo vuoto, e io, invece, quello che lo vede mezzo pieno. E anche la storia che stiamo per recensire non fa eccezione.

Dario: Non sono brontolone, sono obiettivo, forse un po’ disilluso. E anzi mi meraviglia il fatto che proprio tu, la voce senza peli sulla lingua del lettore “tipo” di Superman, sia così benevolo nei confronti dell’opera di Straczynski e Davis! E io che già pensavo di aprire parlando di quanto questo fumetto sia sintomatico del momento storico/narrativo che il nostro eroe sta passando.

Emanuele: Sinceramente prima di leggere Terra Uno ero della tua stessa opinione. All’inizio ero molto titubante, proprio per il periodaccio grim’n'gritty che sta passando la DC, ma subito dopo aver aperto il volume non sono più riuscito a scollarmi dalle pagine. Dai, togliamoci subito il dente e parliamo del peggior difetto dell’opera: la depressione del protagonista, neanche lontanamente affine al personaggio.

Dario: Guarda, Straczynski avrebbe pure intuito la chiave di lettura giusta, quella della “diversità”, della condizione di “outcast” di Superman (anche se autori come Geoff Johns e Grant Morrison l’hanno fatto prima e con ben altra poesia e sensibilità). Il problema è che, nei suoi esiti, questo personaggio, semplicemente, non è Superman. E’ un ennesimo incrocio tra Spiderman ed eroi “bad-ass” trendy a là Wolverine. Un ventenne egoista, viziato e incazzato che si deprime perché dei poteri fichissimi gli impediscono di essere come gli altri, il che sarebbe come se io mi lamentassi perché sono nato con i piedi di Maradona, il fisico di Schwarzenegger e le doti amatorie di Rocco Siffredi.

Emanuele: Hai detto bene, non è Superman. Ma l’intenzione di Stracz era proprio quella di presentarci un Clark Kent che ci deve ancora diventare Superman, e l’obiettivo è stato centrato. Questo è un personaggio diverso, non ha da subito le idee chiare come l’odioso Superboy pre-Crisis, ha indossato i panni dell’eroe prematuramente, se mi passi il termine. Prima di definirlo un “bad-ass” aspetterei di leggere il seguito. Mi ci gioco il numero 1 di Action Comics (che non ho e mai avrò) che sarà così! Da quei pochi indizi che credo di notare, il fumetto finirà per mostrarci il classico Superman che fa sempre la cosa giusta. A te darà pure fastidio il solo fatto che si sia “sporcato” in giovane età, ma nell’ottica di un universo parallelo ci può stare.

Dario: Guarda, aldilà dell’universo parallelo, la vera questione è: questa versione del personaggio cosa aggiunge di nuovo, sia alla propria storia che al panorama fumettistico in genere? A mio parere nulla che non sia una pallida imitazione di un certo “sfigatismo” scambiato per realismo da autori mediocri. Chiunque voglia leggere storie di supereroi con superproblemi di affitto e depressione preferirà gli originali (Spiderman e derivati) a un Superman annacquato. E sul fatto che possa tornare “classico” in corso d’opera, ho molti dubbi.

Emanuele: Alla narrativa non aggiunge nulla, ma ha più affinità col giovane d’oggi. Basta guardare le serie TV di oggi per capire che tipo di personaggi funzionano. E poi, se l’obbiettivo di JMS fosse quello di addolcire la pillola? “Vi frego io, ve lo maschero come un ribelle, e voi che snobbate il più grande supereroe di sempre, finirete per amare il classico vecchio Superman”.

Dario: Sarà. Comunque i problemi, a mio parere, non finisco certo qui. Vogliamo parlare dei motivi per i quali Krypton esplode? E Tyrrel, il cattivo, talmente bidimensionale da far sembrare Doomsday complesso come Magneto?

Emanuele: Io l’ho trovato originale, almeno nel contesto della storia. In passato si è sempre attribuita una fine naturale, o al massimo dovuta alla mancanza di rispetto per “madre natura” da parte dei kryptoniani. Poi negli anni 90 Paul Dini e Bruce Timm osarono di più con la loro serie animata, dando la colpa di tutto a Brainiac (che in quel caso era un’intelligenza artificiale di Krypton, non il coluano che tutti conosciamo). Oggi Stracz ci riprova riuscendo ad ottenere un pizzico di originalità, in modo da non avere un’altra copia della storia classica. Tyrrel invece ha un buon movente, molto più accettabile di quello di Zod, se vogliamo paragonarlo ad uno dei nemici più riusciti dell’universo supermaniano, che ce l’ha con l’Azzurrone solo perché è il figlio di quello che lo ha imprigionato. Ma dai!

Dario: Il problema è proprio questo. Quel senso di tragedia e di malinconia dietro la fine naturale di una civiltà utopica come quella kryptoniana si perde completamente. In questo modo, il contrasto tra divinità e solitudine, la purezza dolce/amara nelle motivazioni di Superman, vengono sostituite dalla solita incazzatura generica perché ce “l’hanno tutti con me”. Peraltro, trovo che nel caso in questione questo aspetto abbia fortissime connotazioni reazionarie.

Emanuele: Ecco, lo sapevo. Sei il solito comunista!

Dario: Nessuno è perfetto! D’altra parte, se devo riconoscere all’opera un pregio è la scrittura. Fila davvero liscia come l’olio, come la sceneggiatura di un film.

Emanuele: Assolutamente. Una volta cominciato non sono più riuscito a staccare gli occhi dalle pagine. Merito anche di Shane Davis e del suo story telling chiaro, anche se purtroppo occasionalmente rovinato da anatomie sbagliate, con colorazioni particolari ma adatte alla storia raccontata.

Dario: Forse i disegni sono la parte che mi sento meno di criticare. A dirla tutta il character design di Davis mi è piaciuto. Il suo Superman atletico ma snello ha tutt’altra eleganza rispetto al Mr. Olympia che si vede in molte uscite regolari.

Emanuele: Tirando le somme, che giudizio diamo a questo Terra Uno? A me la storia è decisamente piaciuta. Un 8 lo merita tutto.

Dario: Io mi fermo a un 5,5. Non di più.

Un’occhiata al 2011 per Superman

mercoledì, 5 gennaio 2011

Nel 2011, vedremo Superman continuare la sua passeggiata attraverso gli Stati Uniti, nel prosieguo della saga “Grounded”. Ai testi Chris Roberson, che ha raccolto il testimone del veterano J. M. Straczynski.
Supes non sarà comunque solo, poichè alcuni dei più grandi eroi del DCU si uniranno a lui in differenti punti del suo viaggio. Rivedremo l’Azzurrone nell’America centrale, in quei luoghi dove ha avuto le sue prime esperienze formative, incontrando alleati e nemici che gli ricorderanno momenti specifici del passato. Ad esempio, incontrare Flash in Colorado gli ricorderà del periodo in cui lui e un Lex Luthor adolescente divisero una cella [Superman in galera? Mah-- n.d.Z.]. Oppure, incontrare Batman nel deserto dello Utah gli riporterà alla mente il periodo in cui Clark Kent e un giovane Bruce Wayne difesero un villaggio in Bhutran da Vandal Savage, il quale era alla ricerca della strada per Nanda Parbat…
“Ovviamente queste sono solo due delle otto storie che vi racconteremo.” dice Roberson, che ha titillato i lettori tramite il blog ufficiale The Source.

Come possiamo vedere dall’immagine in basso, inoltre, non sarà solo il suolo americano lo sfondo di questa lunga passeggiata:

Ma c’è dell’altro in pentola. Negli scorsi mesi, molto prima che debuttassimo con questo blog, una notizia ha fatto gola ai lettori più appassionati dell’Uomo d’Acciaio, quelli che negli anni 90 si emozionavano coi frastornanti pugni tra Superman e un certo bestione grigio; quelli che sentivano improvvisamente scendere una lacrima sul loro viso quando il loro supereroe preferito perdeva la vita…
La notizia è quella del ritorno di Doomsday, e si è concretizzata negli Stati Uniti oggi stesso, con l’uscita della prima parte della saga su “Steel” #1.

“Doomsday è tornato” dice il direttore esecutivo della DC Eddie Berganza, “e sta dando la caccia ai quattro individui che emersero dopo il suo primo colpo alla Terra: Acciao, Superboy, l’Eradicatore e il Cyborg Superman. Qualcosa a proposito di questi quattro lo ha riportato indietro… E nulla potrà mettersi sulla sua strada, neanche la JLA. Questo è tutto quello che dirò per ora!”

Per ora conosciamo solo le prime 5 parti della saga:
Part 1: STEEL #1
Part 2: OUTSIDERS #37
Part 3: JUSTICE LEAGUE OF AMERICA #55
Part 4: SUPERMAN/BATMAN ANNUAL #5
Part 5: SUPERBOY #6
Part 6: ???

E la sesta? E’ top secret per ora.

Restate sintonizzati per ulteriori aggiornamenti!