E’ il personaggio supermaniano che ho trattato di meno su questo blog, vuoi perché sono un fan di Matrice e non ho mai sopportato il ritorno di cugina Kara (preferisco Superman con unico sopravvissuto di Krypton ed è una cosa che dovrebbero valutare bene ai piani alti, dove sono tanto desiderosi di proporci un alieno alienato a tutti gli effetti), vuoi perché sono ancora offeso dalla mossa della DC di togliere gli ottimi Sterling Gates e Jamal Igle, non lo so. Ad ogni modo, nonostante la nuova serie sia scritta dai bravi Mike Johnson e Michael Green, già visti su Superman/Batman, dove hanno anche avuto modo di mettere mano sulla Ragazza d’Acciaio, la curiosità non è mai arrivata.

Kara Zor-El
Con la scusa dell’intervista rilasciata a USA Today e dell’anteprima del primo numero, in uscita domani negli States, presa da Scribd, colgo l’occasione per parlare un po’ della cugina di Kal-El.
A leggere le parole dei due scrittori, la vera outcast kryptonianasarà proprio Kara, altro che il cuginone che ha avuto parecchi anni per ambientarsi (senza riuscirci pienamente) e che ha scoperto solo anni dopo il suo retaggio. Nella sua mente lei il giorno prima si trovava ancora su Krypton (quindi la storia di Argo che si stacca dal pianeta, diventa una città orbitante che poi viene inglobata con Kandor nella bottiglia, è da considerarsi nulla?) e al suo risveglio si è ritrovata in un mondo tutto nuovo.
Per capire un po’ le sue sensazioni, provate a immaginare una moderna adolescente, che “tweetta” coi suoi amici e che guarda la TV, che viene scaraventata all’improvviso nel medioevo ma ritrovandosi all’improvviso una forza tale da poter distruggere il mondo. Forza che scoprirà non appena atterrata in Siberia, abbattendo un gruppo di robot da battaglia.
Sarò strano io che non riesco a far funzionare sempre la sospensione dell’incredulità ma il fatto che Superman ci metta degli anni a sviluppare dei poteri, mentre lei “calla calla” arriva e già è un portento… mi ha fatto sempre storcere il naso.
All’arrivo sulla Terra non la vedremo subito parlare in inglese (speriamo però che ci venga risparmiato l’odioso alfabeto kryptoniano o che almeno si ricordino i sottotitoli), questo perché gli autori non vogliono dare l’impressione che abbia in tasca l’equivalente kryptoniano del Rosetta Stone (software per imparare le lingue velocemente).
Vabbè, neanche la Kara di Loeb ci aveva messo poco a parlare inglese. Che c’è di nuovo?
Il primo incontro con Kal-El – sulle pagine del secondo numero – non sarà una felice riunione di famiglia. L’ultima volta che lei ha visto il cugino, lui aveva solo 9 mesi e non un membro della Justice League.
“Vi possiamo promettere che la prima cosa che faranno non sarà un abbraccio.” dice Green
Per me basta che non si picchino dato che mi hanno rotto questi combattimenti gratuiti. E poi sono banali.
Vedremo vecchi nemici reintrodotti, come un certo supercattivo scozzeze. E poi ne vedremo di nuovi già dai primi 4 numeri, più un altro nel futuro, il quale, spera Johnson, sarà un arcinemico per lei.
Quello che gli autori ci promettono ma che dubito avverrà dato che gli americani solitamente non ci sanno fare, è un fumetto per ragazze e non un’altra serie per “maschietti un po’ troppo cresciuti”.
Ci credo poco ma spero di essere smentito, ad ogni modo non vedremo l’ennesima super gnocca, come accaduto nella serie TV di Smallville, ad esempio, bensì una bella ragazza ma non una stupida, atletica ma non così tanto al limite del ridicolo.
Concludo dandovi appuntamento nei prossimi giorni con la recensione del primo numero e lasciandovi con l’anteprima dall’albo.
Anteprima Supergirl #1 (Vol.VI)