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RECENSIONE DOPPIA – Action Comics #1

lunedì, 26 settembre 2011

Action Comics #1 (Vol.II)

Dario: Ciao socio! Dopo Superman: Terra Uno, ci ritroviamo a recensire un altro importante giro di boa per l’Uomo d’Acciaio: il reboot che in questi mesi sta coinvolgendo (e sconvolgendo) l’universo DC, e Lui in particolare.

Emanuele: Benritrovato in questa “recensione doppia”! Sembra lo voglia il destino: ci ritroviamo a confronto sempre con nuove versioni del nostro beniamino, mai con una classica. Ma forse è meglio così, in questi casi le nostre divergenze emergono maggiormente e i lettori si divertono.

Dario: Esatto! E se ci pensi, in questo caso abbiamo opinioni opposte… pur rimanendo d’accordo su un aspetto, ossia i dubbi riguardanti l’operazione complessiva di questo reboot.

Emanuele: Vero. Ma secondo me, se ho capito bene i tuoi pensieri dalle nostre vecchie chiacchierate, stavolta sono molto meno opposte di quel che si potrebbe pensare.

Dario: Riassumiamola così: poteva andare peggio, ma da Grant Morrison mi sarei aspettato molto di più. Il Superman di questo nuovo Action Comics sembra l’antitesi del suo capolavoro All Star Superman. A partire dal personaggio, che da umanissimo semidio si trasforma in vigilante manesco, arrogante e dalla battuta facile. In altre parole, un protofascista. Ma, ehi, questo è l’omaggio al primo Superman degli anni ’30, Siegel e Shuster, bla bla bla…! Bella figata…

Emanuele: Secondo me, correggimi se sbaglio, entrambi vediamo il bicchiere a metà, solo che tu lo vedi mezzo vuoto e io mezzo pieno. Certo, è vero, anche io ho trovato il “Superman vigilante” totalmente fuori personaggio, nonostante la sua sia una fase temporanea. Non puoi, tu, grandissimo scrittore, giustificarmi questo comportamento con la mancanza dei genitori adottivi. Cavolo, saranno stati presenti per almeno i primi 15 anni della tua vita, possibile che non ti abbiano insegnato nulla? A me questo sembra più un Superman buono per natura ma cresciuto tra un orfanotrofio e l’altro, tra una famiglia adottiva e l’altra, che vuole fare del bene ma che non sa esattamente come, perché nessuno glielo ha mai insegnato.

Dario: Il Superman “ragazzo problematico” in effetti mancava. A questo punto, mi tengo il cappuccio-emo di Earth One.

Emanuele: Nonostante tutto, mi sento in dovere di applaudire l’impegno sociale che dimostra verso i deboli, che sia una moglie che subisce violenze domestiche o che sia un gruppo di sfrattati che sta per rimetterci la vita. Purtroppo sono i metodi che lo fregano, poco ortodossi e lontani dal personaggio. Il vero Superman si sarebbe limitato a spaventare a morte il marito violento, magari tenendolo a testa in giù sospeso nel vuoto, senza recargli alcun danno e raggiungendo lo stesso risultato.

Dario: Davvero! E poi, seriamente, quando mai Superman non è stato dalla parte dei deboli? L’impegno con i ragazzini di Suicide Slum negli anni ’90, la poetica pagina di All Star Superman con la giovane suicida, la lotta contro i proprietari terrieri nella Bronze Age me li ricordo solo io?

Emanuele: Verissimo! Diciamo solo che quel lato veniva oscurato dalla presenza degli innumerevoli supercriminali. A me ha fatto molto piacere leggere una storia in cui non ci sono metaumani, e che a mettere in difficoltà l’Azzurrone siano stati dei comuni militari, guidati da un geniale stratega, piuttosto che un Metallo qualunque.

Dario: Capirai, bella cosa prendersela con militari e rapinatori quando puoi saltare grattacieli, hai la vista calorifica e i proiettili ti rimbalzano addosso.

Emanuele: Ma dai! Ci sta che all’inizio della sua carriera sia ancora incerto su cosa fare del suo dono e si limiti al rapinatore che assale la coppia nel vicolo. In sei mesi, il tempo trascorso dalla sua prima apparizione, è normale che si sia occupato solo della gente comune, senza salvare aerei in rotta di collisione. Invece del ritorno a leggenda metropolitana, cosa mi dici? Ho amato questo aspetto sia nel ’38 che nell’annual Year One degli anni ’90, che nella serie TV Smallville. Mi piace che non sia fin da subito l’icona che ispira a far del bene solcando i cieli, che la sua prima apparizione non sia agli occhi di tutti, salvando Lois da un elicottero abbattuto.

Dario: Penso che l’essenza di Superman sia nella splash page di Alex Ross nel primo capitolo di Kingdom Come. Togli la meraviglia da Superman, togli la sua maestà morale, e rimane un Sentry qualsiasi. Apprezzo lo sforzo di Morrison di renderlo “scomodo”, meno boy-scout e più alieno, ma l’esito non è a mio parere pienamente riuscito. Un personaggio come Superman non può essere inserito in un contesto realistico, perché è la quintessenza del racconto fantastico, narrazione di universi bizzarri, di personaggi strani e fatti incredibili che riflettono la realtà come uno specchio deformante. Ho sempre pensato che, paradossalmente, il genere letterario di Superman non è il supereroismo canonico, ma il “meraviglioso”, come direbbe Todorov. Trovo abbia molte più cose in comune con romanzi come La storia infinita e Guida galattica per autostoppisti che con Spiderman o Capitan America.

Emanuele: E vabbé! Però, ripeto, siamo solo agli inizi. E’ ovvio che il punto d’arrivo debba essere l’inizio dell’icona riconoscibile. Ma se non concedi questo neanche per 5-6 numeri, sei proprio una suocera!

Dario: A me non sta dando l’idea di poter passare da picchiatore a boy-scout, per quanto possa essere lungo il suo cammino iniziatico. E ripeto, dov’è la meraviglia? Alla gente Superman piace perché vola e fa cose incredibili, non perché zompetta di palazzo in palazzo e pista rapinatori. Inoltre, vorrei porre l’attenzione sull’aspetto stilistico di questo AC: dov’è la rivoluzione di linguaggio di cui tanto ha parlato Morrison? Per carità, non che ci sia nulla di malaccio: lo storytelling è fluido e tutto concentrato sull’azione, a leggersi è pure piacevole: però pare di trovarsi di fronte a un normalissimo Geoff Johns. Dove sono i dialoghi? Dov’è la scrittura? Dov’è il lessico ricercato per cui Morrison è apprezzato?

Emanuele: Il boy-scout ce lo possiamo anche scordare stando alle dichiarazioni dello scrittore. E’ vero tutto il resto. Da piccolo mi sono innamorato del personaggio principalmente per il volo. Però mi piace anche vedere i poteri crescere poco a poco. Mi spiego meglio. Con un Superman coi poteri al massimo per metterlo in difficoltà devi prendere fin da subito un Metallo qualunque. Invece preferisco il percorso à la Dragon Ball, con le difficoltà che crescono all’aumentare della forza del protagonista. Una scaletta serve per non annoiare il lettore dopo uno o due anni. Per la rivoluzione fumettistica, resto in attesa anche io dato che non si è visto ancora nulla. Ma tiro un sospiro di sollievo per quanto riguarda il lessico complicato che mi fa uscire fuori dai gangheri.

Dario: Per il lessico complicato, imparati l’inglese invece di sperare ai danni di chi ama il bello stile!

Emanuele: Che mi dici invece di quel pizzico di soap opera che si è assaporata in questo numero? Io la adoro e sono curioso di vedere come proseguiranno le vicissitudini di questo Clark che deve pagare l’affitto.

Dario: Come sai, il meccanismo narrativo della soap non mi piace, e non (solo) perché toglie iconicità al personaggio, ma perché lo trovo proprio artisticamente brutto, un “cattivo infinito” perennemente irrisolto, come direbbe Hegel. Ma non voglio farla lunga con discorsi di teoria letteraria! Tu che mi dici di Rags Morales? A me piaciucchia, ma mi sembra un po’ sopravvalutato. Alla Bonelli passerebbe come un disegnatore medio.

Emanuele: Non sono un fan di Rags, non lo sono mai stato neanche quando veniva lodato su Identity Crisis. Nelle sue ultime opere trovavo fastidiose le sue anatomie, i personaggi a triangolo, grossi sopra e con dei vitini da top model anoressica. Devo dire che qui mi piace, riesce a rendere un Superman giovane come non tutti sanno fare (anche l’ottimo Gary Frank quando ha disegnato Clark a liceo, lo ha fatto somigliare a Benjamin Button). Come ho già detto nella recensione in assolo, il difetto sono le rifiniture che sembrano tirate via.

Dario: Ah, l’ho detto che il costume di Superman è orribile e che se fossi un criminale, davanti a questo Superman, per quanto “badass” possa essere, scoppierei a ridere?

Emanuele: Il costume lo adoro ma non per un fattore estetico, bensì perché è un non-costume e da nostalgico di Byrne, mi piace che il suo debutto avvenga in abiti civili, che nulla sia programmato dopo qualche anno nella Fortezza ascoltando le parole di Jor-El. Non ho apprezzato giusto il mantello che ha la S rossa e non si distingue molto. Stando un velo pietoso sul taglio di capelli di Jimmy, copiati al Guy Gardner degli anni 90, quelli che comunemente si conoscono come “a cazzarola”. Un’ultima domanda per me, poi ti lascio andare. In molti hanno definito questo nuovo Superman un working class hero, tutti tranne Morrison che si è limitato ad accostarlo a Bruce Springsteen. Tu, amico sinistroso, cosa ci vedi in comune con la classe operaia a parte pantalone e stivale da contadino? Roba da far rivoltare nella tomba Marx. Da quando l’abito fa il monaco?

Dario: La storia del working class hero non l’ho ancora capita. Spaccare teste a destra e a manca contando sulla propria superiorità fisica e dicendo di farlo “per la gente” comune è esattamente ciò che facevano le camicie nere poco prima della marcia su Roma. Qui non si tratta di essere di sinistra o di destra, non giudico un’opera in base alla sua presunta appartenenza politica: ma, semplicemente, trovo ci sia qualcosa di sbagliato e terribilmente impari nel picchiare criminali comuni quando si hanno superpoteri. Puoi farlo se sei Batman, se sei Tex Willer, se sei Kenshiro, ma non se sei Superman. Ecco un’altro aspetto vincente del Superman Silver Age (ma anche di quello di Byrne, a onor del vero): i suoi nemici erano sempre alla sua altezza, non vinceva mai facilmente.

Emanuele: Come non essere d’accordo? Puoi anche metterlo contro dei comuni criminali ma non fargli menar le mani in modo esagerato. Guarda ad esempio l’avvincente scena della rapina in banca di Superman Returns.

Dario: In conclusione, voto? Per me non più di 5 e mezzo.

Emanuele: Un 7 di incoraggiamento glielo do volentieri, sperando di migliorarlo a fine story arc. La bravura degli autori è indubbia e per 29 pagine sono rimasto incollato al fumetto. Rimangono alcuni aspetti, descritti nel corso della recensione, troppo lontani dal personaggio. Vediamo se lo scrittore scozzese riesce a riprendere la sua creatura per i capelli.

Il nuovo Superman è un supereroe cinico

domenica, 4 settembre 2011

Action Comics #1 (Vol.II)

Nelle ultime dichiarazioni di Grant Morrison, questa volta a Newsarama, emerge un nuovo elemento sconosciuto al personaggio, ovvero il cinismo.

Proprio come quando negli anni 30 esordì la prima serie di Action Comics, il mondo si trova in una crisi globale, nessuno ha fede nei propri leader politici e si respira un forte cinismo. Proprio per questo, per relazionare meglio i giovani lettori a Superman, il vecchio boy-scout potrebbe risultare fuori luogo.
Il nuovo Superman però non è cinico a causa della crisi. E’ cinico perché non ha più i genitori adottivi a supportarlo, a mostragli il lato positivo di ogni cosa, del mondo. E’ un giovanissimo ragazzo con le idee chiare su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, così non si fa problemi a fermare i bulli, a prescindere da che parte stiano, che siano criminali o che siano poliziotti, rischiando magari anche di sbagliare. E’ totalmente un protettore degli oppressi, proprio come nella Golden Age.
Non voglio dire, io come Morrison, penso, che quello visto negli ultimi anni se ne infischiasse degli oppressi, però era politicamente corretto e non si sarebbe mai azzardato a un faccia a faccia con un poliziotto solo perché non approvava i suoi metodi.

Tornando all’argomento superpoteri ridotti, che ricordano sempre di più il personaggio negli anni 30, il nuovo Superman non solo non può volare, ma sanguina anche.
Sarà per questo che usa il mantello protettivo prima e un’armatura poi? Sarà confermata la mia deduzione che col tempo, quando i poteri si saranno sviluppati appieno, tornerà ad un semplice costume? Magari tornando alla vecchia mutanda rossa? Quest’ultima è solo una mia speranza.

Per chiudere vi lascio con l’anteprima del primo numero, che mostra le bellissime tavole di Rags Morales, prese da Yahoo.com


Anteprima Action Comics #1 (Vol.II)

Man of Steel: il costume di Superman visto da vicino

mercoledì, 31 agosto 2011

Dopo le foto in lotananza che mostravano il costume di Superman, interpretato da Henry Cavill, nel film in uscita il 14 giugno del 2013, grazie al sito SuperHeroHype oggi possiamo mostrarvi degli scatti ravvicinati, catturati sul set dell’Illinois di Superman The Man of Steel.

Henry Cavill nei panni di Superman


Di seguito altri scatti dal set nell’Illinois, compreso uno di spalle col mantello, che conferma l’assenza della S gialla.

Il mantello preso di spalle



Vari scatti dal set dell Illinois

Nuove foto dal set di The Man Of Steel: ecco Superman, Faora e… Zod?

mercoledì, 24 agosto 2011

Direttamente dal set cinematografico di The Man of Steel a Piano, Illinois, ecco alcune nuove foto di Henry Cavill nei panni di Superman, di Antje Traue in quelli di Faora e di un attore che indossa una tuta da motion capture. Che sia Michael Shannon nei panni (virtuali) di Zod?

Prima foto di Superman in Man of Steel: ecco le reazioni.

mercoledì, 10 agosto 2011
Prima immagine di Henry Cavill nei panni di Superman in "Man of Steel"

La prima foto ufficiale di Henry Cavill nei panni di Superman, come prevedibile, ha scatenato reazioni (per la maggior parte entusiastiche) in tutto il mondo. La Superman Homepage ha raccolto quelle di alcune celebrità più o meno legate al mondo dell’Uomo d’Acciaio.

Jamal Igle (disegnatore)

“Pare interessante. Non mi fa impazzire la trama del tessuto, ma mi piace l’attaccatura del mantello. Dovrei vederlo in movimento, prima di dare un giudizio definitivo. Certamente, come prima immagine dà un certo effetto, anche se mi chiedo se rifletterà l’atmosfera del film.”

Sterling Gates (autore)

“Wow! Henry Cavill ha un’aspetto potente, maestoso, di chi è pronto a gonfiare di botte i cattivi. Adesso sono più in fissa per Man of Steel di quanto fossi prima, e non pensavo fosse possibile! Adoro il modo in cui il mantello gli scende dalle spalle. Gran bel Superman!”

Brandon T. Snider (autore)

“Penso sia stata la scelta giusta una prima immagine del costume drammatica e dinamica invece che l’ennesima posa classica già vista un milione di volte. Quest’immagine ha un’aria “se-ti-prendo-ti-meno” di cui il buon vecchio Superman ha un maledetto bisogno. Penso ancora che lo schema dei colori viri troppo verso toni scuri, ma potrebbe essere solo l’illuminazione. Ad ogni modo, bella prova!”

Jim Lee (co-editore della DC, disegnatore)

“Henry Cavill come Superman è tostissimo! Non vedo l’ora che arrivi il 2013!”

Jeff East (attore – giovane Clark nel Superman di Richard Donner)

“Plastic man”

Martin Pasko (autore)

Mi viene spesso un terribile gioco di parole. Mi ricordo di una frase usata frequentemente dal critico John Simon: “solo un cafone farebbe storie” [in inglese "Only a churl would Cavil(l) - da Cavill, cognome dell'attore che interpreta Superman. N.d.D.). Intendendo che sicuramente somiglia all'immagine del personaggio che c'è nei fumetti. E sappiamo che sa recitare, o qualcosa di simile, anche se finora sullo schermo non è stato chiamato per fare molto di più se non delle pose da bel tenebroso. Dipenderà tutto dalla possibilità che sia credibile come se fosse nato in Kansas o che piuttosto sembri un James Bond in calzamaglia. Sarà questo aspetto a elevare o affondare la performance, specialmente se ci vogliono far credere che il padre adottivo da cui ha imparato l'inglese è la Coppa di Tapioca Ambulante che tutti amano, il Bandito di Sherman Oaks [nel film, Kevin Costner. N.d.D.]. Mi diverte notare che la foto sia stata scelta accuratamente per non far capire se lui indossi o meno i mutandoni rossi. Oltre a questo, non c’è molto da dire se non che Cavill può ritenersi fortunato perché la barra non è stata messa molto in alto; dopo Brandon Routh e la sua goffa imitazione di Christopher Reeve, non si può che fare meglio.”

John Bogdanove (disegnatore)

Sono sinceramente ottimista sul nuovo blockbuster su Superman. Non ho visto I Tudors ma trovo ragionevole presumere che Henry Cavill sia bravo. Visto che Superman ha abbandonato la cittadinanza americana, non vedo il motivo per cui non possa essere interpretato da un attore inglese. E comunque, sembra che la metà degli attori a Hollywood sia inglese. Forse ha a che fare con l’educazione.

Comunque, penso che questa immagine promozionale sia bella. Adoro la “S” ispirata alla Golden Age. Spero che la versione definitiva non sembri così in rilievo e fitta di trame. La frustrazione degli stilisti di oggi è la semplicità del design di Superman. In quanto prototipo di tutti i supereroi dei fumetti, il suo costume è assolutamente vecchia maniera, essenziale, più vicino a quello dei trapezzisti e dei forzuti nei circhi del XIX secolo che all’armatura high-tech del Batman dei film. Inoltre, visto che secondo il canone è stato letteralmente tessuto dalle fibre delle coperte che avvolgevano il piccolo Kal-El, il costume dovrebbe sembrare “fatto in casa”. I costumi di lana indossati da Kirk Alyn e George Reeves sono probabilmente più vicini a questo di quanto non lo siano gli spandex luccicanti dell’epoca della disco, ma almeno quello di Reeve non ha abitrariamente cambiato il design del fumetto.

Capisco assolutamente l’impulso commerciale e artistico a giocare con i vecchi, rugosi calzamaglia e mantello. La stessa DC non sa fare a meno di cambiare qualcosa, di tanto in tanto. Ma personalmente, mi ritengo un po’ un purista. Divise di gomma e “S” plastificate, adorabili mute da pattinaggio, o nuove armature senza mutande e con il collo alto, mi sembrano più che altro i nuovi vestiti dell’imperatore. Forse il miglior effetto che hanno su di me queste variazioni è rinvigorire la mia predilezione per l’originale. E poi, il design originale rimane il marchio più riconoscibile al mondo, quindi perché fare casini con la “S”?

In conclusione, ciò che farà la fortuna o la rovina di Man of Steel sarà la storia. Penso che Christopher Nolan e David Goyer siano assolutamente capaci di farla molto bene. Spero solo che non siano costretti a forzare troppo Superman nelle atmosfere di Batman. Il tono grigio del colori nella foto mi fanno temere che qualcuno pensi che la formula del successo di Batman sia applicabile anche a Superman. La maggior parte di noi pensa che Superman e Batman siano lo Yin e lo Yiang. In molti aspetti visivi e tematici, Superman è l’opposto del Cavaliere Oscuro. Spero che Nolan e Goyer possano approcciarsi a Superman nei suoi specifici termini [...].

 

 

 

In Ohio si pensa a una targa automobilistica dedicata a Superman

venerdì, 5 agosto 2011
Un fac-simile della possibile Super-targa dello stato dell'Ohio

Un fac-simile della possibile Super-targa dello stato dell'Ohio

È uso comune che importanti personaggi della storia e della cultura di un Paese vengano celebrati inserendone l’effige in oggetti di uso quotidiano, come le banconote, i francobolli… e a quanto pare, negli Stati Uniti, anche le targhe delle automobili.
Per questo, lo Stato nordamericano dell’Ohio ha visto nascere di recente un movimento che vorrebbe ricordare l’opera più celebre di Jerry Siegel e Joe Shuster, celebri cittadini di Cleveland, attraverso un design ad hoc delle “license plates” locali.

Come potete vedere nell’immagine a lato, la targa commemorativa vedrebbe lo stemma dell’Uomo d’Acciaio sulla sinistra e in basso la scritta “Ohio – Luogo di nascita di Superman”.

A proporre l’idea, come appreso dal sito Cleveland.com, è stata la Siegel and Shuster Society, associazione non-profit che, come primo passo verso la Super-targa, dovrà raccogliere una petizione di almeno 500 firme. In caso di successo, una parte del ricavato dalla vendita delle targhe potrebbe andare ai promotori dell’iniziativa, per finanziare futuri progetti dedicati all’Azzurrone.

Il senatore di Stato Tom Patton, repubblicano di Strongsville, ha acconsentito di proporre la targa, una volta raggiunto il quorum delle firme, alla legislatura dell’Ohio.

Irving Fine, membro dell’associazione e cugino di Siegel, ha detto:

“Voglio che il mondo sappia che Superman è nato a Cleveland da Jerry e Joe, due liceali di Glenville, negli anni ’30. Superman è un’icona internazionale e tutti devono sapere che tutto è iniziato proprio qui.”

Mike Olszewski, presidente dell’Associazione, ha detto che raccogliere firme a sufficienza non dovrebbe essere un problema. La raccolta sta avvenendo nelle fumetterie di Cleveland, e proseguirà anche fuori dal Palace Theatre on Playhouse Square il 7, il 14 e il 21 agosto durante tre “Super Sundays”, domeniche nelle qualli verranno rispettivamente trasmessi i film di Batman, Superman e Spider-Man.

L’obiettivo è di ottenere la “license plate” entro il 2013, in tempo per il settantacinquesimo anniversario di Superman.
Il costo delle targhe dovrebbe aggirarsi intorno ai 25-35 dollari in più rispetto alle comuni targhe.

Nuova immagine per il Superman di Morrison

lunedì, 18 luglio 2011

Join the campaign to ask DC to keep Superman as a part of the Legion of Super-Heroes' origin!

Action Comics (vol.II) #1

Action Comics (vol.II) #1

Il New York Post ha pubblicato un articolo sul prossimo rilancio dell’universo DC, in programma per settembre. Il sito ha mostrato una nuova immagine del Superman di Grant Morrison e Rags Morales, che leggeremo sulle pagine di Action Comics (vol. II), e una dichiarazione dello sceneggiatore scozzese, della quale riportiamo in basso un estratto:

Questo è un giovane Superman che pensa ancora sia possibile un mondo migliore per tutti.
Abbiamo pensato fosse il momento di raccontare le grandi avventure di un Paul Bunyan [un gigantesco taglialegna buono del folklore nordamericano. N.d.R.] del Ventunesimo secolo che lotta per i deboli e gli oppressi contro prepotetenti di ogni risma, che siano robot invasori, boss della malavita o poliziotti corrotti.
Il nuovo look riflette la sua condizione di giustiziere della strada, di difensore delle persone comuni.

Grant Morrison: “Il mio Superman come Bruce Springsteen”

giovedì, 14 luglio 2011

In un’intervista al Sito Metro.co.uk, l’autore scozzese Grant Morrison descrive l’imminente reboot di Action Comics che comincerà dal prossimo settembre.

Cos’hai pianificato per Superman?

Voglio risolvere alcuni dei problemi cresciuti intorno al personaggio. La gente oggi si chiede: “Per quale motivo dovrebbe andare in giro vestito in quel modo?” Voglio rendere Superman un personaggio più contemporaneo. Cambieremo il modo in cui appare, si veste e si comporta. Sarà più simile al Superman che apparve nel 1938 – un eroe più attivo socialmente, un campione degli oppressi.

Nei fumetti attuali ha perso i mutandoni sopra il costume.

In ciò a cui stiamo lavorando, indossa solo jeans e maglietta. Una versione di Superman a là Bruce Springsteen, questo è il taglio che vogliamo dare. Il mantello è ancora indistruttibile, ma il resto è stato preso in un negozio.

 

Russell Crowe sarà Jor-El?

giovedì, 16 giugno 2011
Russell Crowe

Russell Crowe

Potrebbe essere un’altra aggiunta eccellente al cast di Man of Steel. Variety.com riporta che il Gladiatore in persona, Russell Crowe, sarebbe vicinissimo alla parte di Jor-El, il padre biologico di Superman, superando così la concorrenza di Clive Owen e Sean Penn.
La Warner Bros. non si è ancora pronunciata ufficialmente in proposito, ma forse si tratta solo di aspettare.
Probabile anche un altro grande nome nella parte di Lara, la madre biologica di Superman.

Nel film diretto da Zack Snyder e supervisionato da Christopher Nolan, gli attori finora coinvolti in via certa sono Henry Cavill nella parte dell’Uomo d’Acciaio, Amy Adams in quella di Lois Lane, Michael Shannon in quella del generale Zod, Kevin Costner in quella di Jonathan Kent e Diane Lane in quelli di Martha Kent.

Morrison parla del suo Superman post-Flashpoint

domenica, 12 giugno 2011

Grant Morrison

Grazie al sito di informazione fumettistica Newsarama, iniziano a trapelare i primi dettagli sul nuovo Superman di Morrison.
Lo scrittore scozzese ha dichiarato che vuole “ricreare” Superman per il ventunesimo secolo, “fare qualcosa di leggermente nuovo”, cambiare alcune delle basi e reintrodurre personaggi familiari in modi poco familari.

Sta cercando un “inaspettata” presa su Superman.

“Un lato differente del personaggio che non abbiamo mai visto prima.”

ci dice Morrison a proposito di Action Comics #1.
Lui e Rags Morales stanno tentando di creare un “nuovo linguaggio” per lo storytellig dei comics, cose che solo nei fumetti (neanche nei film) si possono fare.