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Altro numero piuttosto perverso è il n. 38 "Non voglio morire" dove una innocente finisce alla sedia elettrica perché creduta Satanik.

Non male comunque il n. 44 "Ghigliottina sul palco" con una macabra decapitazione durante una recita teatrale. La scena del cranio che rotola tra la gente sarà soggetto di varie copiature in film e altri fumetti.

Da ricordare anche il n. 45 "L'isola dei mostri" per le sue scene di un sabba demoniaco di esseri mostruosi, dall’effetto inquietante.

Così come nel n. 46 "La triste musica dell'organo" è evocativa l'immagine di un uomo dal volto deturpato che suona l'organo.

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Arriviamo quindi al n. 49 "Il Barone Wurdalak" dove ha inizio una saga destinata a durare anni: la lotta di Satanik contro i Vampiri, che guidati da Wurdalak tenteranno a più riprese di conquistare la Terra. Questo episodio coincide anche con un lento cambiamento di scrivere di Max Bunker. Si inizia a fare uso sempre più frequente di un umorismo demenziale che in seguito porterà alla creazione di un nuovo personaggio destinato alla gloria: Alan Ford. Questa influenza si farà sentire sempre di più negli albi realizzati dalla coppia Magnus & Bunker (sempre più rari con l’andar del tempo). Le atmosfere grottesche però andranno a scapito di quelle più nere, più cupe, i cui toni inizieranno a smorzarsi sempre di più. Certamente così il tono si fa più vario, meno serioso, ma secondo me anche meno affascinante. Non a caso, nello stesso periodo, anche gli episodi di Kriminal iniziano a mostrare uscite umoristiche, ma certo meglio inserite nel personaggio. In un fumetto quasi horror come Satanik l’innesto è un po’ fuori luogo e il risultato un po’ ambiguo. Ciò non toglie che i numeri 49 e 50 "La stirpe dei Vampiri" siano ottimamente riusciti. Questo racconto vede tra l’altro la strana alleanza di Satanik col suo acerrimo nemico Trent. Il rapporto fra questi due personaggi diventerà sempre più strano ed ambiguo, tanto che nel n. 200, quando Satanik viene apparentemente uccisa, Trent ammetterà di esserne addirittura attratto.

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Nel n. 52 "La dimensione del terrore" Max Bunker sperimenta una sceneggiatura sospesa tra realtà e sogno, con una trama onirica ed irreale. Satanik è alla ricerca del Libro della Magia Nera (creduto distrutto nel n. 11 "Il volto della verità") e arriva in un paese allucinante, dove prima viene violentata da un essere mostruoso (siamo nel 1967 e la scena tra l’altro, è piuttosto esplicita), poi viene a trovarsi in un altro tempo, sbalzata nel medioevo dove viene cacciata dall'inquisizione come strega.

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Questa atmosfera da incubo verrà ripresa in modo molto simile successivamente nel n. 135 "Una sedia Luigi XIV" con risultati altrettanto interessanti. Roghi e caccia alle streghe ben si amalgamano alle storie di Satanik. Ed è interessante notare come, vent’anni dopo si ritrovino queste strane trame piene di simbolismi in alcuni numeri di Dylan Dog di Tiziano Sclavi. Qui i riferimenti però sono presi dal cinema e l’effetto, a mio parere, molto meno fascinoso.

Ci sono altri due numeri interessanti sotto il profilo delle sceneggiature: il n. 78 "La Quercia del Pentimento", e il n. 161 "Tormento=Follia". Il primo è fatto di scene che si ripetono, come la fine uguale all’inizio, e di ossessioni tipiche del personaggio, come il ricordo degli uomini della sua vita (ex-uomini, in quanto defunti) Alex Bey e Max Lincoln. Ossessioni che tornano identiche appunto nel n. 161.

Arriviamo quindi ai n. 200 & 201, "La fine di una Strega" & "Così rinasce Satanik" di cui abbiamo già detto precedentemente, che vede entrare il personaggio nell’ultima fase (la più breve) della sua esistenza. In compagnia del detective Kriss Hunter, Satanik incontrerà negli ultimi 30 numeri della serie, una vasta fauna di mostri: mummie, novelli Frankenstein, licantropi, maghi con poteri ipnotici. Anche in questo caso si anticipa di parecchi anni Dylan Dog, il detective (ops! pardon, l’indagatore) dell'incubo. Ma gli episodi veramente degni di nota sono pochini, e le ambientazioni horror sono molto più scontate.

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Ricordiamo il n. 208 "La dannazione di Mary Esthel", un racconto abbastanza cupo sulla progressiva trasformazione di una ragazza in un mostro che uccide con buona convinzione (e pensare che è proprio Satanik a darle la caccia! Un controsenso stravagante!).

Interessante anche il n. 214 "La vallata della Paura" dove un suonatore di pianoforte evoca due spiriti maligni. I disegni di Frank Verola sono abbastanza buoni, anche se la mancanza di Magnus si fa’ sentire non poco.

Ultima nota per la comparsa dell’ultimo nemico di Satanik che appare per la prima volta nel n. 217 "Mister Terrific" e di cui troverete maggiori informazioni più avanti nelle schede dei personaggi.

Concludiamo questo viaggio negli albi di Satanik, ricordando che la scelta degli albi da noi ritenuti migliori è ovviamente soggettiva e non manca certo di omissioni o di imprecisioni. In generale, comunque, consigliamo a chi voglia immergersi nella lunga ricerca dei vecchi numeri di questa serie, di orientarsi, senza dubbi, su tutti gli albi realizzati dalla coppia Magnus & Bunker. Sono i più significativi ed indicativi del reale valore di questo personaggio.