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Questo articolo è molto lungo
ed articolato, e quindi è stato diviso in più parti
che comprendono:
L'autore
I Romanzi e I Fumetti
I film
Personaggi
A corredare il tutto una completa cronologia
di TUTTO quanto uscito di 007.
IL CASO BOND -
LA VERSIONE LETTERARIA
Articolo di Rino Monreale
Nello scrivere, Fleming aveva utilizzato
la sua conoscenza dell'ambiente spionistico, unita alla sue esperienze
professionali e di viaggio, e le aveva riversate nei suoi romanzi
assieme a una buona dose di fantasia e di esotismo.
A cosa si sia ispirato Fleming nella creazione di James Bond è
difficile da dire, infatti all'interno del personaggio si possono
percepire molte influenze.
Alcuni referenti sono nei fumetti: "L'Agente X-9 contro il
Dominatore" di Alex Raymond e Dashiell Hammett, "Steve
Canyon" di Milton Caniff, "Spirit" di Will Eisner,
introducono molti elementi e situazioni usate da Fleming nella
narrazione. Fleming, era giornalista, e conosceva sicuramente
questi personaggi, che erano pubblicati sui quotidiani.
Mickey Spillane, il creatore di Mike Hammer, di cui Fleming era
appassionato lettore, è stato sicuramente fonte di ispirazione,
con le sue avventure eccitanti, brutali e inverosimili.
Anche il lungo ciclo che, fin dagli anni '30, l'inglese Leslie
Charteris dedicò a "Simon TEMPLAR alias The Saint
(il Santo)", un personaggio soprannominato in seguito "l'ultimo
dei Lupin, il primo dei Bond", fu certo significativo per
Fleming.
| Come narra la leggenda creata dallo stesso Fleming, il nome del suo personaggio non ha nessun riferimento con Bond Street (la strada chic di Londra ricca di negozi eleganti), e neppure con i vari significati della parola "bond" in inglese (legame, confederazione, titolo commerciale); in realtà quel nome venne scelto in onore dell'ornitologo James Bond autore dell'opera "Gli uccelli delle Indie Occidentali", che l'autore teneva nella sua libreria di "Goldeneye". Quel nome fu adottato da Fleming per la sua incisività e per la sua assoluta ordinarietà.
Sul piano puramente letterario l'opera di Fleming è stata oggetto di parecchie critiche. Stilisticamente è meno valida di quella di altri scrittori di thriller o di romanzi di spionaggio contemporanei: come Le Carré, Ambler, Graham Greene. E` meno situazionale, cioè meno preoccupata di coinvolgere i sentimenti del lettore nella situazione e nello stato d'animo del protagonista. | ![]() |
E' più dedita all'azione, all'esotismo,
all'effetto spettacolare, agli aspetti più epidermici di
una improbabile e variegata umanità, sia maschile che femminile.
In definitiva "Fleming rinuncia alla psicologia come motore
narrativo e trasferisce caratteri e situazioni a livello oggettivo.
Senza saperlo Fleming passa dal metodo psicologico a quello formale."
(U. Eco)
"Casino Royale" è decisamente un bel romanzo perché reinventa e attualizza il romanzo poliziesco e quello di spionaggio, facendo invecchiare di colpo tutti i classici inglesi scritti fino ad allora, affiancandosi con pari dignità alla scuola "Hard Boiled" americana.
Ma la spregiudicatezza sessuale di James
Bond, la violenza costante delle sue avventure e il manicheismo
anticomunista di Ian Fleming irritarono fin dal primo apparire
dei romanzi una molteplicità di critici che si lasciarono
andare a una serie di giudizi durissimi, certamente non infondati,
ma quasi sempre viziati da una visione troppo partigiana.
Cito qualche campione tra i più significativi:
"Voyeurismo e sadomasochismo sono alla base dell'interesse abnorme suscitato dai libri del signor Fleming. Ciò che risulta chiaro da questi romanzi è la totale assenza di ogni etica, si tratta unicamente di sensazioni più o meno forti."
"... il suo lato più sinistro è il culto per quel tipo di lusso praticato con mentalità da inserzionista pubblicitario e per il gusto dell'emulazione."
In definitiva Fleming fu accusato di "immoralita, violenza, sadismo, snobismo, e di avere verso il sesso l'atteggiamento di uno scolaro sporcaccione"
"... gli ingredienti di questo autore sono: sadismo da bullo, smanie erotiche da adolescente frustrato, e desideri snobistici da povero adulto suburbano; che servono benissimo allo scopo di fornire glamour e sofisticherie al consumo di massa."
Per Fleming, che si era lanciato nell'ideazione
delle avventure di James Bond con la totale certezza di successo,
e pensava di scrivere per un pubblico d'élite, queste affermazioni
furono fonte di notevole irritazione e di amara delusione.
Ma in realtà "Casino Royale" è decisamente
un bel romanzo perché reinventa e attualizza il romanzo
poliziesco e quello di spionaggio, facendo invecchiare di colpo
tutti i classici inglesi scritti fino ad allora, affiancandosi
con pari dignità alla scuola "Hard Boiled" americana.
Da questo momento infatti "l'investigatore" diventa
anche giudice e giustiziere, o più verosimilmente, diventa
anche assassino. E' la logica della guerra fredda, della lotta
tra spie, tutto quello che preferite: ma in tutto questo l'intera
società è coinvolta: essendo 007 pagato con i soldi
dei contribuenti. E per gli avversari, vale il punto di vista
opposto, lui è un killer e basta. Insomma il Bene e il
Male sono solo una questione di schieramenti.
Una presa di posizione talmente cinica, non poteva che infastidire
gli illustri critici letterari, abituati a considerare il delitto
una specie di gioco di società.
Comunque Fleming dopo i primi romanzi inizio a correggere leggermente il tiro, il suo modo di scrivere, e di costruire le storie migliorò.
Il riconoscimento ufficiale però tardava ad arrivare, ma dopo un primo periodo di delusione egli riprese a scrivere con maggiore zelo, e il suo modo di costruire le storie migliorò. QuestoTutto ciò inizialmente si concretizzò nello splendido DALLA RUSSIA CON AMORE, e poi nella nascita di due fantastici "Grand Villain" come il Dr. No e Goldfinger. In seguito, abbandonando le tematica più apertamente anticomunista nacque la "mitica" SPECTRE.
Così col passare del tempo il successo
dei volumi andò dilagando in forma strepitosa e ciò
costrinse altri critici a occuparsi della faccenda, i quali per
poter dire cose nuove furono costretti a rovesciare il punto di
vista precedente.
Uno per tutti. Umberto Eco commentò: "E' singolare
che Fleming sia anticomunista con la stessa indifferenza con cui
è anti-nazista. Non è che in un caso sia reazionario
e nell'altro democratico, è semplicemente un manicheo per
ragioni operative...
Fleming scrive bene nel senso più
onesto e banale del termine, ha ritmo, pulizia, un certo gusto
sensuoso della parola. Questo non significa che Fleming sia una
artista, egli tuttavia scrive con arte".
Uno dei riconoscimenti più lusinghieri Fleming lo ebbe
da Pierre Boileau e Thomas Narcejac, francesi, teorici del romanzo
poliziesco, e autori dei romanzi di "I Diabolici" e
"La donna che visse due volte":
"Fleming quando racconta procede con
calma, come di rado fanno gli autori che, con il pretesto di scrivere
un romanzo d'azione, procedono secchi, rapidi, e accumulando episodi.
Fleming invece si ferma sul particolare, racconta; perché
a volte l'aneddoto importa più della storia.
Comincia con una schermaglia, e non mostra alcuna fretta di lanciare
Bond nell'azione: anzi ci fa mettere ben comodi, ci ammansisce
con una miriade di particolari assolutamente reali. Ma appena
si accorge di aver catturato la nostra attenzione non esita a
fare ciò che tutti i grandi narratori popolari hanno fatto
prima di lui: ci immerge nella peggiore inverosimiglianza. Fleming
ha anche riscoperto i temi che ci incantavano nella nostra infanzia:
il tesoro da scoprire, il mostro da abbattere, l'eroe legato al
palo della tortura, il cattivo da combattere, la fanciulla nei
guai da salvare..." (Pierre Boileau-Thomas Narcejac).
Morto Fleming da quasi trent'anni, i romanzi continuano però ad uscire su licenza degli eredi, segno di un continuo interesse verso il personaggio.
Dopo un primo tentativo di scarso successo,
IL COLONNELLO SUN di Robert Markham (alias Kingsley Amis) del
1968 (un buon romanzo, nonostante lo scarso successo). Le uscite
sono riprese nel 1980 per mano di John GARDNER, noto scrittore
inglese di romanzi di spionaggio e di avventura (sua è
la divertente serie dedicata a Boysie Oakes detto il Liquidatore).
Si tratta di una operazione sfacciatamente speculativa che non
ha incontrato il favore dei veri fans. Gardner infatti ostenta
uno stile letterario addirittura estraneo a quello di Fleming;
più simile a quello di scrittori come Sidney Sheldon o
Scott Turow (sic!), che scrivono come se stessero preparando delle
sceneggiature. Le vicende sono descritte in modo freddo e poco
accattivante, appesantite da grossi momenti di noia, che i pur
cospicui momenti di azione non riscattano.
Si intuisce tra le righe che lo scrittore non ama il personaggio,
e che per lui si tratta solo di un compito da svolgere.
Fondamentalmente però, i romanzi di Gardner non sono male,
sono accettabili, come molti altri del genere, se si accetta il
fatto che il suo personaggio non è James Bond!
Manca in essi quel pizzico di sapore forte, cioè quella
punta di sincero sadismo con cui Fleming colorava le scene più
forti (patimenti e torture), manca quel tono voluttuoso di compiaciuta
sensualità con cui insisteva feticisticamente su oggetti
preziosi o inquietanti ampliandone il significato normale ad altri
devianti. In altre parole, mancano tutti quegli ingredienti che
più davano fastidio in Fleming, ma che indubbiamente ne
costituivano la caratteristica più personalizzante.
LA VERSIONE A FUMETTI
| Dopo i primi successi dei romanzi apparvero subito evidenti, ad alcuni, le potenzialità del personaggio 007. Fleming lo aveva creato con un pensiero rivolto già al cinema, il personaggio era quindi perfetto per quella forma di comunicazione intermedia tra cinema e letteratura che è il fumetto.
La produzione a fumetti di James Bond è sempre stata quasi esclusivamente limitata alla produzione in strisce. Si tratta di una serie di ottimo livello tipica della produzione inglese che eccelle in questo tipo di prodotti. |
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Dato che i diritti erano costati piuttosto
cari, gli editori chiesero delle storie lunghe per rientrare delle
spese, il personaggio venne inoltre affidato a John McLusky, disegnatore
inglese non molto noto che all'epoca insegnava in un college,
lo aiutò nelle prime sceneggiature Antony Hern, redattore
letterario del Daily Express (decisamente scarso). Con le storie
successive i testi vennero affidati a Henry Gammidge (solo un
po' meglio).
Artisticamente John McLusky, si può definire un disegnatore
"di maniera", cioè meticoloso nel rappresentare
la realtà, infatti egli tradusse le avventure con un tratto
rigoroso, formale e un po' rigido.
Il suo disegno analitico e descrittivo si presta bene ai tempi
lenti che preludono alla vicenda vera e propria, ma danneggia
l'azione che risulta così meno incisiva di quanto dovrebbe.
Il rispetto delle trame originali fu quasi totale, ma senza nessuno
sprazzo personale, tanto da farle risultare a volte un po' scialbe,
merito anche delle censure apportate alle parti più piccanti.
| Nel 1961 la serie venne interrotta per mancanza di materiale originale; infatti erano stati presentati tutti i romanzi pubblicati fino a quel momento, oltre a tre racconti brevi.
Nel 1963 la serie venne ripresa con la pubblicazione degli ultimi due romanzi pubblicati nel frattempo, McLusky modificò anche i tratti del personaggio per renderlo più somigliante a Sean Connery. Nel 1964 però la serie venne nuovamente interrotta sempre per mancanza di materiale originale.
Quando la serie venne ripresa nel 1965 con L'UOMO DALLA PISTOLA D'ORO la striscia passò nelle mani di James LAWRENCE e di Yaroslaw "Larry" HORAK. |
Larry Horak è un australiano di origine
russo-cecoslovacca nato in Manciuria nel '27, all'epoca era praticamente
sconosciuto a livello internazionale anche se indiscutibilmente
dotato. James Lawrence invece, americano del New Jersey era già
noto sia come giallista per ragazzi, sono sue alcune delle avventure
degli "Hardy Boys", che per i testi di alcuni episodi
a strips, in serie come "Joe Palooka", "Capitan
Easy", "Buck Rogers".
HORAK con il suo tratto nervoso e sottile diede nuovo smalto e
una veste originale al personaggio, portandolo a nuovo successo.
Larry HORAK è un disegnatore dotato di una notevole originalità
espressiva, il suo stile dinamico è particolarmente efficace
nelle scene d'azione che egli sviluppa con inquadrature di taglio
cinematografico. Egli riesce inoltre, con il suo tratto secco,
a dare al suo protagonista una particolare "espressione"
dura, e inquietante che era completamente inesistente in precedenza.
LAWRENCE da parte sua, con i suoi testi di vivaci mette in risalto
le caratteristiche più accattivanti di Fleming, le belle
donne, gli ambienti esotici, l'azione.
Dopo L'UOMO DALLA PISTOLA D'ORO però
il materiale lasciato da Fleming scarseggiava, Lawrence adattò
allora i racconti brevi rimasti, aumentandone il respiro narrativo,
con l'aggiunta di nuove parti, poi recuperò LA SPIA CHE
MI AMO` (saltato dalla gestione precedente) e modificandone parte
della storia fece risorgere la mitica SPECTRE.
A questo punto però il materiale originale era esaurito.
Ma i testi di James Lawrence si erano dimostrati tanto buoni da
guadagnarsi l'autorizzazione a scriverne di originali; la serie
continua tuttora, mantenendo un apprezzabile livello qualitativo
e un buon successo.
James Bond viene pubblicato in Italia in forma amatoriale dalla Camillo Conti Editore (a caro prezzo, e con lentezza esasperante).
Altro materiale sul personaggio è scarso oltre che scadente. Oltre alle riduzioni dei film, prodotte di volta in volta da Marvel o DC, opere sempre di scarso livello come disegno, vi è stata una serie infantile di scarsissimo livello sia come storie che come disegni intitolata "James Bond Junior" prodotta dalla Marvel.
Le uniche opere di rilievo sono alcune mini serie pubblicate dalla case editrice indipendente Dark Horse:
Tutte ottime storie, scritte e disegnate con grande rispetto del personaggio e di tutta la mitologia "bondiana".
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