Il concetto che sta alla base di Capitan
America, fu proposto alla fine del 1940 da una coppia di giovani
autori appena formata: Joe Simon e Jack Kirby. La Timely accolse
favorevolmente il personaggio, tanto da lanciarlo direttamente su di
una propria testata nel dicembre del 1940 (anche se la data di
copertina indica marzo 1941) circa un anno prima che l'America
entrasse nella seconda guerra mondiale.
Il successo fu immediato ed
eclatante, il primo numero andò immediatamente esaurito. Se Superman
e Batman diedero inizio a tutto il genere supereroistico, Capitan
America diede la spinta decisiva per farlo decollare in verticale. In
pochi mesi apparvero decine di eroi analoghi, che copiavano chi il
costume, chi il nome, chi il modo di agire. Nonostante tutto però, il
nostro non è stato il primo supereroe patriottico, ad andare in giro
vestito con la bandiera americana.
L'anno precedente, nel Febbraio del
1940 su Sience Comics (sempre della Timely) appariva The
Eagle, altro eroe con i colori della
bandiera americana, che però indossava anche il mantello. Il mese
prima dell'uscita di C.A. N°1 apparve anche Minute
Man, eroe
patriottico della Fawcett, senza maschera ma con la bandiera come
maglietta.
Ma il primo in assoluto dei supereroi patriottici era
apparso su Pep Comics (della MLJ oggi Archie Comics) nel Gennaio 1940.
Si chiamava The Shield, ed è sicuramente uno dei personaggi più
simili a Cap di quel periodo. Joe Higgins è figlio di un tenente
dell'esercito che ha scoperto una soluzione chimica in grado di fare
diventare super i normali esseri umani. Morto il padre per mano di
sabotatori nazisti, Joe affina il siero e lo usa su se stesso, in
combinazione con un raggio "fluoroscopico" (notate forse
qualche analogia?). Indossa inoltre un costume in fibre metalliche,
quasi un'armatura, e diviene così The Shield, iniziando a combattere
(in America) contro cattivoni di chiare origini tedesche, come The Hun,
super-nazista discendente nientemeno che da Attila re degli Unni. Nel
1941 ottiene anche lui la sua brava spalla adolescente: Dusty
"the Boy Detective". Il personaggio agli inizi era più
simile a Superman che a C.A., visto che il siero lo rendeva
effettivamente super, con tanto di invulnerabilità, super forza,
poteri visivi ecc., ma nel 1942 il siero perde il suo effetto, e
Shield deve continuare a combattere i nazi solamente con i propri
umani mezzi, divenendo così una vera e propria copia di Cap. Il
personaggio, che ha anche avuto una propria testata di 13 numeri dal
1940 al 1944, era stato inventato da Harry Shorten e disegnato da un
giovanissimo Irving Novick, ed è durato fino al 1948, quando fu
scalzato da Pep Comics dalla stella nascente di Archie Andrews, che
avrebbe poi dato il suo nome alla stessa casa editrice.
Minute Man,
era stato creato da Charlie Sultan sul N°11 di Master Comics della
Fawcett, il secondo colosso del fumetto dell'epoca, che poteva già
contare sul grande successo di Captain Marvel. Era Jack Weston,
soldato dell'esercito americano, soprannominato "The One Man Army"
(l'esercito di un uomo solo), combatteva al fronte e, stranamente, non
ha mai avuto una spalla adolescente. Sopravvisse solo fino alla fine
della seconda guerra mondiale, ed ha anche avuto una propria testata
durata solo 3 numeri nel 1941/42.
Uno degli eroi patriottici di
maggior successo, nato nella scia di C.A., è Fighting
Jank, uscito
nel Settembre del 1941 su Startling Comics della Better Publications.
Bruce Carter III è identico ad un suo avo che aveva combattuto nella
guerra di indipendenza. Lo spirito del bisnonno gli rivela dove
trovare una cappa magica che lo rende invulnerabile. Anche lui si
veste con un costume con la bandiera americana, in questo caso
disegnata sul petto, e combatte i nazisti. La sua caratteristica di
comunicare con lo spirito dell'avo morto, permetteva una maggiore
fantasia delle storie rispetto alla media degli altri personaggi, e
così Fighting Jank, con la collana a lui intitolata, riuscì a
resistere fino al 1949, lo stesso anno in cui chiuse anche Cap.
Ci
sarebbe anche un altro eroe patriottico che ha avuto un buon successo:
Uncle Sam, della Quality
Comics, ma questo personaggio (nato nel 1940
dalla penna del grande Will Eisner, durato esattamente fino alla fine
della guerra nel 1944, ed ultimamente riesumato con una splendida mini
dipinta da Alex Ross), è in effetti molto diverso da Cap, visto che
era in grado di variare le sue dimensioni ed era dotato di superforza,
poteri che gli derivavano direttamente dalla coscienza americana. Per
ogni americano che perdeva la fede nella sua nazione, lui perdeva una
parte delle sue forze (più idealistico di così!!).
Delle ulteriori
decine di eroi di questo tipo ormai non rimane altro che il nome:
Captain Flag, Captain Freedom, Captain Victory, The Flag, Captain
Corageous, The Pioneer, The Sentinel, Super-American, Major Victory,
Captain Glory, The Flagman ecc. Tutti durati al massimo per il periodo
di guerra (molti anche meno) e poi subito dimenticati. La Timely
stessa ne lanciò alcuni altri, come The Patriot, Captain Wonder,
Major Liberty e Defender. Da notare anche la presenza di una Miss
America, controparte femminile di C.A., lanciata proprio dalla Timely.
Nessuno di questi eroi patriottici sopravvisse alla fine del 1949,
vero e proprio crepuscolo degli eroi. Strano a dirsi, il colosso
editoriale dell'epoca, la D.C., non aveva e non ha mai avuto, un
supereroe tipo C.A. (probabilmente quello che gli si avvicinava di
più era Star Sprangled Kid, che però era un personaggio decisamente
atipico), probabilmente perché il ruolo di supereroe patriottico fu
preso da Superman, che nonostante sia un alieno, ha sempre incarnato
gli ideali Americani.
Nel 1953 un programma radiofonico dedicato
proprio a Superman, riaccende la curiosità intorno al mondo dei
supereroi e la Atlas (erede della Timely) decide di rilanciare alcuni
vecchi personaggi, tra cui anche Capitan America scritto da Stan Lee.
Joe Simon vedendo uscire i primi albi, rimase contrariato dal fatto
che il suo personaggio fosse stato rimesso in circolazione senza
dirgli nulla, e naturalmente senza che gli fosse pagata alcuna
royalty. Decise quindi, insieme al compagno da tanti anni Jack Kirby,
di lanciare una copia perfetta di Cap: Fighting
American, sia per far
vedere alla Atlas come (secondo lui) si facevano delle storie
veramente valide, sia per provocare la loro reazione, magari una causa
per plagio con la quale potere rivendicare i propri legittimi diritti
sul personaggio (Cosa che non successe, probabilmente anche per le
scarse vendite). Comunque F.A. fu il primo supereroe nuovo di zecca
fino dagli anni 40, dopo la fine della cosiddetta "Golden Age",
l'età d'oro del fumetto americano. Johnny Flag, un veterano di guerra
invalido, viene ucciso da agenti comunisti (che dopo la guerra avevano
tolto il posto dei cattivoni ai nazisti). Il fratello di Flag, porta
il cadavere in un laboratorio governativo dove viene rivitalizzato e
rinforzato e la sua forza vitale viene ripristinata. Nasce così un
nuovo supereroe, pronto a combattere i cattivoni rossi, per i nobili
ideali del popolo americano. Naturalmente viene subito dotato di una
giovane spalla: Speedboy. Ma dopo il primo numero altamente
patriottico, uscito in Aprile del 1954 per una editrice di proprietà
dello stesso Simon, la serie prende una piega totalmente diversa,
diventando a tutti gli effetti una parodia del genere, piena di gag e
di battute frizzanti, oltre che di cattivoni da operetta. I suoi 7
numeri, tutti firmati da Simon e Kirby, sono una vera e propria
anomalia (ed anche una chicca) nel mondo dei supereroi, almeno fino a
quel momento.
Questo ritorno di fiamma (durante il quale erano
riapparsi alcuni personaggi storici della Golden Age) si esaurisce in
pochi anni, e per la fine del 1955 i supereroi erano di nuovo spariti
dalle edicole, fatta eccezione per quelli della D.C..
Ma ancora una
volta doveva esserci un ritorno, e questo avvenne alla fine degli anni
50, un nuovo boom editoriale denominato "Silver Age". E di
nuovo il primo eroe patriottico a comparire fu The
Shield,
completamente rinnovato da (provate ad indovinare) nientemeno che Joe
Simon e Jack Kirby. Ancora loro nel 1959 rinnovarono il personaggio
della Archie Comics in una breve serie di due numeri. The Shield poi
rimase attivo nelle varie pubblicazioni della Archie fino al 1967,
anno in cui questa casa editrice abbandonò ogni velleità nel campo
dei supereroi. Kirby poco dopo avere firmato i primi 2 numeri del
nuovo Shield, avrebbe rotto la sua ventennale collaborazione con Simon
e sarebbe passato a collaborare con Stan Lee, e quando nel 1964 la
Marvel (erede della Timely e della Atlas) fece rivivere Cap, nel
famoso N°4 dei Vendicatori e poi sulla sua testata, fu ancora lui a
tirarne le fila, e nessun altra casa editrice tentò più di imitarlo
(tranne la stessa Marvel), segno evidente del cambiamento dei tempi e
dell'indebolimento di quegli ideali, prettamente americani, che erano
stati alla base del successo di questi eroi durante tutti gli anni 40.
Forse per colmare quella
lacuna citata in precedenza, la D.C. Comics negli ultimi anni ha
pubblicato le avventure di due dei personaggi trattati prima: The
Shield, in una serie di 18 numeri in co-edizione con la Archie
detentrice dei diritti del personaggio, e Fighting American in una
miniserie di 4 numeri che riprende la vena parodistica dell'originale.
Nessuna delle due serie ha avuto un buon successo, e la stessa fine ha
fatto il recente tentativo di Liefeld di riesumare Fighting American,
utilizzando le storie rimaste inedite dall'avventura della Rinascita
degli Eroi della Marvel, e quindi l'unico supereroe patriottico ben
accettato dagli americani sembra essere proprio il nostro Cap.
Per ultima una constatazione: in Italia l'unico supereroe di questo
tipo che abbiamo conosciuto è stato proprio Capitan America (e quelli
della Marvel che si è portato dietro, come U.S. Agent), nessuno degli
altri è mai approdato sulle nostre sponde.