Commenti all'articolo serio
A CURA DELLA REDAZIONE DI GLAMAZONIA
Vogliamo proprio fargli le pulci? Ebbene si!!!
(1) - Intanto, se proprio vogliamo scrivere correttamente, la corretta dizione del termine è "comic book". Anche volendo usare il plurale inglese, sarebbe sempre "comic books" e non "comics-book" come Formichella ha scritto per tutto l'articolo, anche quando il soggetto era singolare. Inoltre quando si usa una parola straniera in un contesto italiano, il plurale con la "s" finale va sempre omesso, in quanto nella lingua italiana è già l'articolo a determinare la forma plurale o singolare. Dal che si deduce che il Sig. Formichella ha qualche difficoltà a scrivere in italiano (come si capisce bene leggendo l'articolo). "Tecnicamente" parlando, il più grave errore di questa prima frase è che il primo vero Comic Book non fu "Action Comics" uscito nel 1938. Già nel 1934 questa formula editoriale era stata inaugurata da "Famous Funnies" (che ristampava le strisce tratte dai quotidiani), e fu la stessa D.C. a creare il primo albo contenente esclusivamente materiale inedito, "New Fun" realizzato apposta per il nuovo formato nel 1935, seguito poco dopo da "Adventure Comics" (che inizialmente si chiamava New Comics). Anche la famosissima testata Detective Comics (che nel 1939 tenne a battesimo Batman) è uscita prima di Action Comics, nel 1937. L'unico primato che spetta ad Action Comics è quello di avere pubblicato il primo supereroe in assoluto!. Anche la frase: "all'interno della quale, assieme ad altri comics, faceva la sua apparizione Superman" è chiaramente errata, in quanto qui Formichella intende con comics altri personaggi. Volendo dunque usare il corrispettivo inglese la dicitura corretta è character! (1 bis) Oggi? Ma il termine risale proprio agli anni Trenta!
(2) - Che significa "la duplice identità dapprima totalmente segreta e poi piano piano svelata" ? Superman ha SEMPRE tenuto segreta la sua identità, tanto che proprio i suoi tentativi di non farla sapere a nessuno, soprattutto alla "fidanzata" Lois Lane, erano il tormentone narrativo della maggior parte delle storie degli anni 50 e 60. Soltanto poco tempo fa Lois è venuta a conoscenza del fatto che Superman e Clark Kent sono la stessa persona, dopo oltre 50 anni di storie!
(3) - Questa è la più bella di tutto l'articolo!!!! Penso che anche i bambini sappiano che la Kryptonite (con la y) TOGLIE i poteri a Superman, e lo indebolisce fino ad ucciderlo. Anzi questa sostanza, che nelle prime storie non esisteva dato che fu inventata solamente negli anni 50, è stata per decenni l'unico punto debole del nostro, che era praticamente onnipotente (vedi più avanti). Ma Formichella, oltre a non averne mai letto i fumetti, avrà almeno visto uno dei film di Superman???
(4) - S. comparve ufficialmente nel 1933??? Fu embrionalmente ideato da S&S nel 1933, poi successivamente sviluppato, ma non fu mai presentato al pubblico, se si esclude la fanzine che pubblicò la storia " The reign of the Super-Man", che però conteneva solo in nuce il personaggio, che qui risultava un malvagio dittatore molto più simile al successivo Luthor, nemesi di S. Fu proposto invano a varie case editrici, e fu solo nel 1938 che la D.C. decise di pubblicarlo. Quella fu quindi la prima apparizione effettiva di Superman!. Nessuna storia è quindi mai uscita dal 1933 al 1938. E' una svista colossale che si basa su chissà quali frettolose consultazioni!
(5) - Questa è davvero una frase sconclusionata! " si presentò al pubblico con una narrazione propria" ??? Ma cosa significa? Un fumetto non ha normalmente una narrazione propria? E' evidente il cattivo uso dell'italiano in quanto Formichella intende probabilmente parlare di una testata propria, come avvalorato da: " una veste tipografica autonoma, differenziata dalle strisce che fino ad allora erano apparse sui quotidiani"??? E qui c'è un altro errore storico: dove erano le strisce apparse fino ad allora?? Le strisce di Superman presero ad apparire sui quotidiani solo DOPO il grande successo ottenuto dai Comic Book, per l'esattezza nel 1939, oltre un anno dopo il primo numero di Action Comics.
(6) - Il Fumetto, per la verità, nacque sulle pagine dei quotidiani alla fine dell'800 (ed è generalmente accettato come anno di nascita il 1896), quindi negli anni Venti aveva già alle spalle un bel po' di storia. Le strisce giornaliere arrivarono solo dopo, dal 1905 (ma iniziarono ad affermarsi solo nel 1907), mentre per il primo decennio il Fumetto era realizzato in forma di tavole domenicali (sunday strips), così chiamate perché venivano pubblicate solo sul supplemento domenicale dei quotidiani! Il discorso delle strisce è molto complesso, e per parlarne correttamente bisognerebbe consultare qualche testo affidabile, cosa che ci sembra Formichella non abbia fatto.
(7) - Insiste con la versione del punto 1!!
(8) - "Daily Global" ?? Anche in questo caso penso che pure i bambini sappiano che il quotidiano in cui lavora Clark Kent sia il "Daily Planet". Volendo proprio fare sfoggio di erudizione straordinaria, Formichella avrebbe potuto citare il "Daily Star", come veniva chiamato nelle primissime storie del 1938.
(9) Questa frase è piuttosto confusa ed ambigua. Se il senso è che il personaggio si è adattato al passare del tempo, mutando scenari e costumi, allora è più che normale che sia così, visto che ha dovuto resistere per ben 60 anni. Se invece si vuole intendere che Superman è un personaggio che ha " un estremo rapporto con l'attualità della vita sociale americana" allora è completamente errato. Infatti le storie di S. si caratterizzano proprio per la loro mancanza di rapporti con l'attualità politica e sociale. Basti pensare che la prima apparizione di una persona di colore in un fumetto di Superman è avvenuta a metà degli anni 70!!!!
(10) "Fin dall'inizio Superman non fu un personaggio onnipotente" E' vero, ma lo divenne in breve tempo. "Gli autori pensarono alla loro creatura dotandola di ampi poteri." Sbagliato!. Inizialmente i poteri si Superman erano molto limitati. Egli era molto forte, piuttosto veloce ed abbastanza resistente, ma non era invulnerabile, e non poteva volare, ma solo fare grandi balzi, tutto qui. Con il passare del tempo, per controbattere all'incalzante concorrenza di altri personaggi, i suoi poteri crebbero esponenzialmente, fino a livelli cosmici, che sfioravano l'onnipotenza.
(11) - Qui Formichella tenta la carta della citazione colta, inserendo una definizione di Umberto Eco tratta dalla sua pietra miliare "Apocalittici e integrati". A parte che l'inserimento appare abbastanza forzato, se avesse realmente letto quel saggio avrebbe certamente evitato di scrivere la massa di corbellerie di cui è infarcito questo articolo.
(12) - Altro discorso completamente sconclusionato! "sciolta un'iniziale ambiguità sulle origini di Superman" Ma quale ambiguità???? Fin dalla prima apparizione viene narrato esattamente che Superman è l'unico sopravvissuto di un pianeta andato distrutto!! Ed i coprotagonisti delle storie lo vengono a sapere quasi subito, tant'è vero che negli anni 50 e 60 esisteva a Metropolis anche un Museo di Krypton. Cosa significa poi " la sua vera identità non era quella di un normale terrestre e che gli scopi delle sue imprese erano prevedibili" ???? erano prevedibili per chi??? E quali erano, secondo il Formichella questi scopi??? Mah Che poi siano "questa forma e questo stile sceneggiato del comics ad avvicinare il fumetto al cinema" è puro delirio. Ma qui occorrerebbe addentrarsi nell'analisi delle rispettive strutture dei due linguaggi ed è cosa che non si può liquidare con l'incoscienza e la superficialità di una frase come quella sopra.
(12 bis) Che Superman abbia risentito degli ideali e delle istanze sociali presenti nel paese dei suoi autori, è logico e comprensibile (come pure che qualcuno di questi abbia "marciato" un po' col patriottismo per motivi commerciali). Ma le sue motivazioni sono legate a valori (non sembri troppo esagerata la parola) e ideali più universali di quelli con cui gli USA vorrebbero caratterizzarsi. Più volte, dunque, nel corso dei decenni, le storie hanno risentito della "americanità" degli autori, riuscendo però a mantenersene, generalmente, al di sopra.
Superman non fu il fumetto-simbolo del New Deal (che per la cronaca si identifica assai di più nel Topolino degli anni Trenta), ma si trovò a rispecchiarne vari aspetti, che però nella società americana sono poi cambiati, mentre i codici comportamentali del personaggio no.
Il discorso sul New Deal viene comunque affrontato anche oltre in modo confuso e contraddittorio.
(12 tris) Dedicare uno spazio così ampio ai cinque-sei anni (e relative avventure) della II Guerra Mondiale, facendone quasi il perno di tutto l'articolo, senza inquadrarlo nei sessanta di attività complessiva, non ha un gran senso. Ne ha invece se ipotizziamo che proprio a questo mirasse l'autore, cioè insistere particolarmente sugli aspetti "storici" che avrebbero certamente interessato di più una rivista dedicata alla storia.
Un approccio più onesto avrebbe invece consentito di analizzare più correttamente questo periodo, senza piegare le caratteristiche del personaggio a quelle esigenze che servivano all'autore per dimostrare le proprie tesi. Se è infatti vero che la "vocazione" di Superman è sempre rimasta la stessa, è anche vero che queste storie sono le più anomale nella sua carriera e non sono dunque indicate a rappresentarlo in modo soddisfacente.
(13a) Del tutto a sproposito: l'autore non sa evidentemente cosa significa "pulp" (ma dopo il film è vocabolo di moda). Il contesto richiede il termine "fiction" senza altre aggiunte!
(13) Fare una disamina di un personaggio basandosi solo sulle copertine è davvero irritante e superficiale. Soprattutto se si pensa che il contenuto degli albi citati non rispecchia affatto quello che si vede in copertina. Inoltre gli scontri di Superman coi nazisti sono legati a un complesso meccanismo che limitava di molto il realismo delle storie (altrimenti l'Uomo d'Acciaio avrebbe risolto la guerra in pochi giorni!).
(14) Superman non ha mai realmente combattuto contro il comunismo. Anzi le storie influenzate dal clima anti-comunista erano presenti in misura minore rispetto agli altri fumetti che uscivano in quel periodo.
(15) - Come sa bene chi segue la nostra serie di articoli "Archeologici", Superman è arrivato in Italia già nel 1939, poco più di un anno dopo la sua apparizione in America. Ma anche volendo scartare queste fugaci apparizioni, ed anche la bella "Collana Uomo D'Acciaio" del primo dopoguerra, la testata che ha introdotto definitivamente il personaggio nella nostra penisola è stata "Gli Albi del Falco" (ed Mondadori), datata 1954, altro che anni 60!.
(16) - Inserire una bibliografia è davvero ridicolo, visto che (come già detto nel caso del saggio di Eco) se davvero l'autore avesse consultato le opere menzionate, non avrebbe potuto scrivere certe stupidaggini!
Considerazioni finali.
Quando si fa un articolo su qualsiasi argomento, si ha sempre il DOVERE di documentarsi. Immaginiamo però che Formichella, visto che i fumetti sono notoriamente "roba da bambini", ha deciso di affidarsi alla memoria, inventandosi direttamente quello che non ricordava o non conosceva. Prassi abbastanza comune tra i giornalisti cosiddetti "seri", che ogni tanto ricadono nella nostalgia per i "giornaletti" che leggevano da piccoli. Anzi ci stupisce che in questo articolo Superman non sia stato chiamato Nembo Kid, come successo anche poco tempo fa in televisione!! (non ricordiamo a che proposito).
La definizione "supereroe nazional-popolare" ci fa davvero venire il mal di stomaco. Non riusciamo a capire perché ci sia sempre chi vuole incollare etichette politiche a personaggi di carta, e perciò virtuali, che per loro stessa concezione non possono averne, salvo rispecchiare quelle che lo scrittore di turno (che nel caso di Superman cambia continuamente) filtra con la propria sensibilità.
Poichè questo articolo è stato pubblicato su di una rivista "seria" potrebbe anche accadere che qualcuno prima o poi possa usarlo come fonte bibliografica per futuri articoli: questo sarebbe davvero un danno enorme, visti gli errori che abbiamo appena evidenziato.
Questo pensiero ci fa davvero inorridire, e ci porta ad un'amara conclusione:
Noi non siamo esperti di Storia (come dovrebbero essere i giornalisti che scrivono su Storia & Dossier), e quindi non possiamo giudicare la validità degli articoli storici che vi appaiono, ma siamo conoscitori ed appassionati di fumetti, e possiamo giudicare questo articolo. Non possiamo non pensare che se gli altri articoli sono accurati e documentati come questo, l'attendibilità della rivista è decisamente modesta, e questo ci fa temere fortemente per la ricaduta culturale sugli ignari lettori.
| Torna alla home page | ![]() |
Torna alla Piccola Bottega |