DC COMICS

FLASH - La nemesi scarlatta

di Rino Monreale e Marcello Vaccari

Era una notte buia e tempestosa.
Si potrebbe iniziare così, infatti la leggenda di Flash inizia con un temporale. Un temporale si stendeva su Central City, nel palazzo della Centrale di Polizia, in uno dei laboratori della scientifica, il giovane Barry Allen stava ancora lavorando, improvvisamente un fulmine entrò dalla finestra, e si scaricò sullo scaffale dei reagenti, Barry investito da tutti quei prodotti chimici elettrizzati divenne così Flash. Una leggenda era nata, o meglio rinata. A questo punto però occorre fare un passo indietro per capirsi meglio.

1939: A pochi mesi dalla loro uscita sia "Superman" che "Batman" registrarono vendite sorprendenti. Logico quindi che l'editore M.C. Gaines desiderasse lanciare sul mercato personaggi simili, ben caratterizzati, per catturare nuove fasce di lettori, prima che lo facesse la concorrenza. Così nacque l'idea di creare l'uomo più veloce del mondo. L'incarico di scrivere i testi venne affidato a Gardner Fox, un avvocato che aveva lasciato la professione per dedicarsi al mondo dei fumetti. Fox aveva dato prova della sua abilità sceneggiando con successo i primi episodi di "Sandman", e alcune altre serie. La scelta del disegnatore cadde su Harry Lampert, dal tratto caricaturale; infatti Gaines non voleva un artista, ma uno che fosse in grado di produrre. Lo ottenne ma i fans non gli perdonarono la scelta preferendo a Lampert i suoi successori, come il ricercato Everett Hibbard o il caniffiano Lee Elias autori di episodi riuscitissimi. Lampert comunque schizzò il suo Flash in tutta onestà anche se abbastanza ingenuamente, gli fece indossare maglietta rossa e pantaloni blu aderenti, stivaletti alati, e influenzato da fonti classiche un copricapo simile al petaso di Mercurio. Il personaggio vide la luce sul numero uno di "Flash Comics" del gennaio 1940 e apparve per 104 numeri fino al febbraio 1949, venne pure pubblicato su "All Flash", 32 numeri editi dall'estate '41 al dicembre '49. Apparve, raramente, anche in "All star" e "Comic Cavalcade".

Flash era Jay Garrick, studente dell'università del Middle West che dopo essere stato esposto tutta una notte alle esalazioni fuoriuscite da un flacone di acqua pesante vaporizzata, rottosi per caso, divenne l'uomo più veloce della terra. Questa facoltà gli permise di eccellere nello sport, nello studio e di conquistare il cuore della altera e difficile Joan Williams. Fatto ciò mise i suoi poteri al servizio della giustizia salvando il padre della ragazza da una gang di temibili spie. Jay continuò poi la sua corsa tra i grattacieli di Keystone City affrontando pittoreschi criminali come, il Violinista, Turtle Man, l'Ombra, Vandal Savage ed altri, nelle storie di Gardner Fox, che erano un simpatico miscuglio di avventura e ironia. Il bolide scarlatto rimase sulla cresta dell'onda fino a quando l'industria dei comic book (albi a fumetti) entrò in crisi all'inizio degli anni '50. Avvenne per diversi motivi, ma principalmente per staticità a livello creativo, moltissime testate chiusero, solo quelle di Batman, Superman e Wonder Woman continuarono la loro attività.


Flash appese così il suo petaso al chiodo, dopo l'ultimo caso della Justice Society, nel febbraio 1951 e si ritirò nel limbo dei supereroi.
A questo punto ritorniamo all'inizio del nostro discorso.

Nel 1956 Julius Schwartz, direttore della National (oggi D.C.), e i sui collaboratori cercavano un modo per rilanciare i vecchi personaggi, a questo scopo era in preparazione un periodico pilota SHOWCASE che avrebbe dovuto fare da trampolino di lancio; sulla testata sarebbero stati editi i nuovi episodi di un determinato personaggio che se avesse avuto successo avrebbe fatto testata per conto suo. La scelta ricadde su Flash, e diede il via all'operazione rilancio. Invece di presentare nuove avventure di un vecchio personaggio, si preferì prendere un'altra strada: ricreare il personaggio da zero, proponendo al pubblico delle storie più moderne e accattivanti. Schwartz si mise a tavolino assieme a Bob Kanigher e ricrearono il nuovo eroe. Nuova identità, nuova origine, nuovo costume,....
Questa formula portò fortuna a Schwartz, che la usò per far risorgere dal limbo anche Green Lantern, Hawkman e Atom. E così arriviamo a Barry Allen, il giovane scienziato che mentre armeggiava con i suoi alambicchi viene colpito dal fulmine; la trovata più simpatica e brillante, fu che il fatto avvenne mentre Barry leggeva un fumetto di Flash (quello precedente), e quale accanito fans prese spunto dal suo eroe (Jay Garrick), per crearsi la nuova personalità e il nuovo nome. Ciò permise un immediato aggancio con il passato che verrà sfruttato nelle future storie.
Flash comparve per la prima volta sul n.4 di SHOWCASE datato ottobre 1956, ritornò poi sul n.8, sul n.13 e n.14. Venne definitivamente ristabilito nella sua testata nel marzo 1959 e la numerazione riprese dal n.105, come se nulla fosse successo nel frattempo. Le prime storie, sceneggiate da due veterani, Bob Kanigher e John Broome, continuarono a conservare quel simpatico miscuglio di avventura e ironia che le aveva portate al successo 15 prima, erano inoltre illustrate da due veri talenti: il grande Carmine Infantino alle matite, che continuò la serie fino al '66, e l'incomparabile Joe Kubert alle chine.
I testi della serie regolare invece furono affidati a John Broome, con l'aiuto saltuario di Gardner Fox, che la ressero fino al 1969, e questa continuità nelle storie portò la testata al successo. Infatti le storie di Flash hanno sempre mantenuto una loro costanza, dovuta alla perfetta fusione fra testo e disegno, che creava l'atmosfera di "simpatia" in cui erano immerse. Le storie diedero un giusto risalto a dei "villain" (cattivi) tutti perfettamente caratterizzati, che si sono conquistati le simpatie del pubblico al punto da essere battezzati "The Rogue's Gallery", (La Galleria dei Bricconi); le loro erano sfide quasi sportive fra l'eroe e l'avversario di turno. Avversario che avrebbe potuto fare ben più soldi legalmente con le sue geniali invenzioni.
Nelle storie di Flash si trovano i primi Team-Up e i primi Cross-Over dell'epoca: con Elongated Man, con Green Lantern, con Rocket, e soprattutto con il primo Flash (Jay Garrick). L'amicizia con Green Lantern, ad esempio, si formò in due storie conseguenti, Flash 131 & Green Lantern 13. Grande importanza riveste il n.123 con il quale Gardner Fox recuperò il personaggio di Jay Garrick (sua creazione), e alcuni "villain" della Golden Age, tra cui spicca Vandal Savage. Questo numero è quello che ha introdotto il concetto di Terra 1 e Terra 2, da cui è partita tutta la costruzione di quel multiverso che la casa editrice ha gestito per anni fino a perderne il controllo. Negli anni '70 a Fox e Broome è succeduto, dopo un periodo di incertezza, Cary Bates che ha dato più sostanza e continuità alla serie, migliorando ulteriormente le caratterizzazioni, e sviluppando nuovi personaggi e nuove situazioni, pur rimanendo nel solco dei suoi predecessori, ripescando le atmosfere delle prime tempi. Sotto la sua guida la serie è diventata la prima soap-opera fumettistica. Dopo diversi numeri di assestamento si è sviluppata una saga ben calibrata che si è sviluppata per più di 100 numeri e che si è conclusa nel n.350, con il quale è terminata la serie (nonostante le vendite fossero ancora buone), risolvendo così felicemente tutte le situazioni sviluppate in più di sei anni. E' stato il degno canto del cigno per il Velocista Scarlatto.

Poco dopo Flash è morto sulle pagine di CRISIS (ma sarà proprio vero?), offrendo eroicamente la sua vita per distruggere un cannone antimateria che avrebbe dovuto disintegrare la Terra. In Crisis, Flash è stato trattato in maniera splendida, da Wolfman e Perez, ed ne è risultato un carattere fortissimo, indurito dalle disavventure narrate negli ultimi anni della sua serie, ed ancora più valorizzato da un atteggiamento straordinariamente umano. Nei suoi ultimi momenti troviamo la paura di morire, e la consapevolezza che il suo gesto disperato avrebbe potuto essere solo un piccolo ritardo nei piani dell'Antimonitor, ma comunque alla fine Barry non esita a dare la propria vita anche solo per una piccola speranza che l'umanità possa sopravvivere.

Il vuoto lasciato dal velocista scarlatto è stato occupato dal pupillo Kid Flash che ha raccolto la sua eredità, compreso l'anello con il costume rosso, in una nuova serie dai toni più drammatici ed amari, debuttando su di una testata ripartita da uno, come nuovo Flash. E' un grande peso da portare, quello dell'amatissimo predecessore, e gli autori che si sono succeduti alle storie (prima Mike Baron poi William Messner Loebs), lo hanno fatto notare con anche eccessivo zelo, ed il personaggio ha stentato a decollare, rimanendo in una opaca mediocrità. Fino all'arrivo di un certo Mark Waid, uno dei più grandi conoscitori del fumetto americano (basti dire che sono suoi i testi della prima serie di Who's Who, ovvero le schede di tutti i personaggi D.C.), consacratosi con questo Flash come uno dei migliori sceneggiatori del panorama supereroistico.


Waid ha debuttato su questa serie con una specie di "anno zero", in cui vengono ricapitolate le origini del personaggio, poi si è subito lanciato in una lunga storia, di eccellente intreccio narrativo, in cui sembra tornare in scena Barry Allen. Sembra solamente però, perché la verità si rivelerà essere ben diversa, e non ve la svelo, perché nutro ancora una flebile speranza che prima o poi la Play Press traduca questa ottima sequenza di storie, per farle conoscere anche al pubblico italiano.
Alla fine di questa storia, c'è un punto di rottura (ed è qui che la Play Press ha iniziato la pubblicazione), arriva un giovane disegnatore, Mike Wieringo che si rivelerà un ottimo acquisto, e Waid inizia veramente a prendere in mano il personaggio, trasformandolo dal ragazzo insicuro e problematico successore di tanto zio, in un uomo maturo e responsabile, pienamente conscio delle sue possibilità. Da quel momento Wally smette di essere semplicemente un personaggio dei fumetti, e diventa un vero e proprio "alter-ego" di Waid stesso, che, in una recente intervista (pubblicata su Wizard N°55), ammette che: "Wally West sono io, 50 chili ed una testa piena di capelli fa. E' il personaggio che mi riesce più facile da scrivere, perché ha la mia voce". Ed in effetti la caratterizzazione di questo personaggio è splendida, e contemporaneamente Waid gli ha creato attorno una schiera di comprimari, tutti con una propria identità ben definita, che rendono ricchissime le storie da lui narrate. Una tale compagnia Flash l'aveva avuta solo nelle prime storie di Fox ed Infantino, ma mai con una tale profondità psicologica, che fa sembrare ogni personaggio una persona vera. Alcuni di questi, sono vecchi protagonisti, dimenticati dal tempo e recuperati brillantemente da Waid, come Jonny Quick e la figlia Jesse, Max Mercury (personaggio inventato da Waid, che è una summa di tutti i velocisti sparsi per le testate degli anni 40) e soprattutto il vecchio Flash della "golden age", oramai vecchio, eppure mai come ora così profondo e ben caratterizzato. Profondo e toccante il modo in cui viene gestito il rapporto di Wally con la fidanzata Linda Park, giornalista d'assalto con un carattere forte ed indipendente.
Nella sua opera di ricostruzione, Waid ha lentamente fatto aumentare i poteri di Wally, portandolo, alla fine della storia "Terminal Velocity", a poter competere ad armi pari con il precedente Flash. Questi poteri però hanno anche dimostrato nuove possibilità di impiego, ponendo così a Wally nuovi problemi, costringendolo, in pratica, di nuovo nel ruolo del novizio, dando così maggiori spunti per le storie a venire. I disegnatori che si sono succeduti nella serie, sono stati tutti ottimi, a cominciare dal bravo Salvador Larroca, allo spagnolo Carlos Pacheco all'attuale Oscar Jimenez, tutti in possesso di uno stile moderno, ma anche morbido e piacevole.

Impulso Oltre all'ottimo lavoro di caratterizzazione, Waid ha mostrato di sapere imbastire trame originali e coinvolgenti, che spesso si protraggono per molti numeri senza alcuna caduta di tensione, facendo anche ricorso all'ampio cast di comprimari, al quale ha aggiunto una nuova spalla adolescente, il giovane Impulso, ovvero Bart Allen, nipote di Barry, proveniente dal futuro. Il successo avuto da quest'ultimo è stato tale da fargli avere una serie tutta sua, scritta sempre da Waid e squisitamente disegnata da Humberto Ramos.
In questa collana Waid usa un approccio più minimalista, raccontando le avventure scolastiche di Impulso con una ironia tagliente, e portando avanti le storie mese per mese, senza fare progetti a lungo termine o trame a lunga gittata. Questa serie è attualmente l'unica a portare una ventata di ilarità al mondo dei supereroi, che in passato avevano invece potuto vantare serie come la Justice League di Giffen-De Matteis, l'Excalibur di Claremont e Alan Davis e la She Hulk di Byrne, ma la cui vena era sembrata completamente inaridita da qualche anno a questa parte.

I Personaggi

di Rino Monreale

ROCKET (KID FLASH) - Rocket alias Wally West è il nipote di Iris, e grande ammiratore di Flash. Compare su FLASH N°110 (1/60) dove subisce, apparentemente, il medesimo incidente di Barry, ottenendo gli stessi poteri. Rocket è stato a lungo il coprotagonista della collana nella quale ha vissuto molte avventure sia in coppia che "a solo", fino a che non si è unito ai Teen Titan a tempo pieno.
Inizialmente aveva un costume identico a quello di Flash che venne cambiato per non creare confusione nel n.135, per effetto di una arma aliena. Personaggio inizialmente giovanissimo (un vero adolescente) è cresciuto lungo la serie diventando adulto. Ma con il passare degli anni la sua supervelocità è diminuita e si è deteriorata mettendo in pericolo la sua vita, questo perché nell'incidente che gli diede i superpoteri le sostanze chimiche entrate in gioco non erano esattamente le stesse. Dopo la sparizione di Flash in CRISIS, Rocket ne ha indossato il costume diventando cosi il terzo eroe con questo nome. La sua velocità attualmente è molto inferiore a quella del suo predecessore, e non può più superare la velocità della luce, anzi è di poco superiore a quella del suono (anche se in continua crescita).

IRIS - Iris West, che compare fin dalla prima storia, è la fidanzata di Barry e fa la giornalista. A differenza di molti altri personaggi femminili di supporto, lei non si e mai innamorata di Flash né ha tentato di fargli la corte più o meno spudoratamente. Le è sempre importato solo di Barry, con alterne vicende apparentemente tipiche di ogni coppia, dovute principalmente alla incostanza e alla lentezza di Barry (sembra strano ma e cosi). Si sono sposati nel N°165 ed Iris è morta nel n.275 per mano del prof. Zoom, salvo tornare come per miracolo, nell'ultimo numero della serie.

ELONGATED MAN - Elongated Man alias Ralph Dinby è una specie di elastico umano, molto simile a Mr.Fantastic, per effetto di un filtro da lui studiato ed estratto da una misteriosa pianta tropicale.
Il personaggio nasce sulle pagine di Flash n.112 e nei racconti seguenti diventa stella del circo e dello spettacolo, si arricchisce, e si sposa con una ereditiera.


CHI E' IL PIU' VELOCE ?

di Rino Monreale

Una domanda che ha spesso "angustiato" i fans di Flash è stata: -Quanto è veloce Flash? Il nostro eroe è più veloce di Superman?- Queste ripetute domande, portarono a una sfida tra i due eroi sviluppata per tre storie: la prima su "Superman" 199, la "rivincita" su "Flash" 175, la terza su "World Finest" 198-199. Ma in nessuna di queste storie si è avuta una effettiva risposta alle domande dei fans, dato che sono finite tutte in parità. Quindi si è optato per una soluzione di comodo: Flash era più veloce nei percorsi "brevi" muovendosi ad una velocità dieci volte superiore a quella della luce, ma Superman aveva la meglio sui percorsi "lunghi" (si parla ovviamente di distanze interstellari) grazie alla sua inesauribile forza fisica. Ho usato il passato perché ora le cose sono cambiate: Superman non è più così veloce, e il nuovo Flash ha perso la sua supervelocità. Comunque vi è stata una nuova corsa su "Adventure of Superman" N°463, provocata da Mr. Myxzptlk, e che ha visto finalmente la vittoria di Flash, anche se solo per un soffio. Una curiosità: su "Quasar" n.17 la Marvel ha proposto la sua versione della supercorsa, alla quale partecipavano tutti i più veloci personaggi della scuderia, che è stata vinta da uno strano personaggio vestito di una tuta rossa a brandelli che, apparso come dal nulla o da un'altra dimensione (quella D.C.?), si presenta come "Buried Alien" (che si pronuncia circa come Barry Allen) e l'unica cosa che vuole è "tornare a casa". Come omaggio non c'è male.

TUTTI I DISEGNI DI QUESTO ARTICOLO SONO COPYRIGHT (C) D.C. COMICS


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