Una scheda su un personaggio secondario dell'entourage di Flash :

Max Mercury 

Di Santo Balastro

Max Mercury non è altro che la versione aggiornata di un super-eroe secondario della casa editrice Quality ( quella di Uncle Sam, il primo Ray e il Black Condor originale , per capirci) nato con il nome di QUICKSILVER, dalla penna di Jack Cole ( lo stesso di Plastic Man ) sul n. 5 di NATIONAL COMICS, (circa gennaio 1941) . Di lui non si sapeva nè origine nè identità segreta, solo che combatteva il crimine con capacità acrobatiche e velocità superiori alla norma e che viveva in un rifugio secreto in Oakwood Park. QUICKSILVER non era dissimile a molti altri intrepidi eroi dell'epoca che, creduti morti nella loro altra identità ma con a disposizione ingenti mezzi economici, si dedicavano alla lotta a gangster e ladri di terz'ordine( come l'uomo mosca), magari aiutati da inverosimili partner comici e pasticcioni, in avventure leggere e ricche d'azione.

Sparito nel '49 con la chiusura della rivista che l'ospitava, riapparve negli anni '70 in alcune storie, disegnate dai maestri Gustavson e Fine, ristampate sui numeri speciali a 100 pag. ("Spectacular" ) di FLASH .

Va riconosciuto tutto il merito a Mark Waid per aver ripreso questo poco originale personaggio come mentore di Wally West, prima, e di Impulse poi, arricchendo il già ben assortito cast del velocista scarlatto con una figura di guru dal passato ignoto ma si intuisce molto interessante. Creare un personaggio completamente nuovo non avrebbe avuto lo stesso impatto; in fondo, il costume così simile alla versione Golden Age ( cambia solo il colore della maschera, completamente blu in Quicksilver ) e le origini legate anche ad altri personaggi del passato come Windrunner e Blue Streak un personaggio della TEM Comics ) danno un tocco di credibilità all'autorevolezza e all'esperienza che questo personaggio incarna .

Waid, a mio avviso, è uno sceneggiatore veramente in gamba dallo stile molto vicino a quello di Chris Claremont ma dal quale si discosta per i toni più leggeri e per la umanizzazione profonda dei personaggi.

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