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Cari
Internet-dipendenti vicini e lontani che dopo mille peripezie, miliardi
di Yen (parliamo di Giappone no?) spesi in inutili bollette navigando alla
ricerca di qualcosa che dia gaudio dopo una lunga e stressante giornata
di lavoro, siete giunti in questa meravigliosa rubrica, rilassatevi e assaporate
tutte le cazz... ehm! inoppugnabili considerazioni che la mia mente malata
sta appropinquandosi a fare su colei che è considerata la più
grande creatrice di Manga vivente.
RONF, RONF, RONF! Oh! Scusate, stavo pensando al modo migliore di presentare Rumiko Takahashi, la cosiddetta "Principessa dei Manga", nata nel 1957 (ancora passabile) a Nigata e considerata un vero e proprio genio. ... E’ un genio o non è un genio, questo è il problema, il grande arcano che da millenni rende insonni e agitate le nostre notti, tanto che neanche una bella bionda vogliosa riesce a farci dimenticare il rebus che ci attanaglia. I favorevoli sono molteplici, ma anche i contrari si sprecano e vi prego di non tirarmi ortaggi, anche perché non sono vegetariano, se affermo che un genio era Beethoven o Mozart (sebbene non ci sia dato sapere se la Takahashi sia rispettivamente sorda o abbia una ammaccatura sul cranio che preme sul cervello provocata dal solito TIR del quale non si ha mai il tempo di segnare la targa) e non una donna che sta tutto il giorno a disegnare su un foglio di carta individui buffi, goffi che fanno cose senza senso. E ora che nessuno mi venga a dire che ha visto in giro un bambino che vola su uno scooter, con le corna e che sputa fuoco (Ten di Urusei Yatsura), o un ragazzo che si trasforma in ragazza facendo il bagno con acqua fredda (e non parlo della bella rossa che sta facendo la doccia in bikini davanti a voi: sarà il solito miraggio dovuto alla calura), perché altrimenti potrei fare una pazzia, come interrompere all’istante questo meraviglioso articolo (lo so che vi dispiacerebbe) e andarmene a fare un giro per i viali di Bologna.
Ultima ma non ultima è l’opera che
la nostra eroina ha appena iniziato e che ha dimostrato di godere già
di buon successo, visto che è stata subito importata e trasposta
in inglese dalla VIZ (come per tutte le altre creazioni di Rumiko) negli
Stati Uniti d’America: Inuyasha.
A questo punto mi potreste fare notare che
anche altri lavori di non grande qualità possono avere un ottimo
successo (vedi Martin Mystere, Dylan Dog, ecc.), grazie magari a qualche
numero iniziale che ha avuto grossi consensi di pubblico e di vendita e
che ha poi permesso al resto di andare avanti per forza di inerzia.
Comunque, la cosa che fa la differenza è il fatto che le sue storie sono sempre diverse, ambientate fra liceali innamorati, guerrieri, alieni cornuti (ogni riferimento non è puramente casuale) e leggende tradizionali giapponesi. Tutto questo disquisire, però, non ci deve distogliere dal fatto che la nostra eroina è stata e sarà sicuramente anche in futuro, in grado di unire tutti, giapponesi, americani, europei, in momenti di sano piacere e divertimento. Quindi, in conclusione non ci rimane altro da fare che sperare che l'ormai pluricitato TIR non becchi mai in pieno la nostra amata Rumiko, togliendoci così la grande principessa, ormai cresciuta e diventata Regina dei Manga. A me non resta che salutarvi e rimandarvi alla prossima grande disquisizione con un motto che fa Trallallero Trallallà, Ciccia Ciccia Pan e Salam, Noi Saremo Sempre Qua, a Magnà, a Cantà e a Mangà... ... e chi non Manga non capisce un Manga! |
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