RECENSIONI


ASTERIX E LA
GALERA DI OBELIX

Cartonato L 19.000
ED. MONDADORI

Recensione di Stefano Samoggia

Nel mondo dei fumetti pochi sono gli eventi che riescono a comparire sui quotidiani e ai telegiornali: ricordiamo la morte e il matrimonio di Superman, il finto matrimonio di Topolino, e pochi altri casi, sempre e comunque legati alla Walt Disney o a grosse major americane. Piacevole eccezione e' invece ogni uscita di un nuovo albo di Asterix, che proprio per il successo internazionale di cui la serie ha sempre goduto, viene salutato come un piccolo evento. Il 5 ottobre 1996 e' uscito in contemporanea in tutto il mondo la trentesima avventura del piccolo gallo: "Asterix e la galera di Obelix".
Rimandandovi all'articolo per avere una visione piu' completa di cosa sia stato e cosa abbia rappresentato Asterix in quarant'anni di avventure, in questa sede cercheremo di vedere se l'attesa, durata cinque anni, e stata ben ripagata.
Chi conosce i simpatici personaggi che popolano le avventure di Asterix, per tanti anni si e' chiesto cosa sarebbe accaduto ad Obelix se incautamente avesse bevuto la miracolosa pozione magica che ha permesso ai Galli per tanti anni di resistere alle armate di Cesare. In questa trentesima avventura Uderzo ci mostra quali tremendi effetti collaterali subisce Obelix non ascoltando i consigli del vecchio druido, e bevendo di nascosto un intero paiolo di pozione. Prima trasformato in pietra, poi tornato bambino, le vicissitudini di Obelix si incroceranno con quelle di un manipolo di gladiatori, guidati da Spartakis (riuscitissima caricatura di Kirk Douglas), in fuga con la migliore nave della flotta di Cesare.

La storia, a mio parere, e' una delle piu' riuscite fra quelle scritte da Uderzo: la trama procede linearmente, i personaggi sono caratterizzati benissimo, e i disegni di Uderzo sono splendidi come sempre. Inoltre viene risolto in maniera brillante l'eterno enigma che accompagnava Obelix dai primi episodi sugli effetti della pozione.
Naturalmente la storia non e' priva di qualche difetto: per prima cosa, da purista della saga di Asterix, non ho molto apprezzato l'arrivo di Asterix ad Atlantide, che ha dato all'intera avventura un'ambientazione mitologica che non gli e' mai stata propria. In secondo luogo, mi e' mancata quella satira, tipica di Goscinny, in cui si rivivevano situazioni del mondo moderno in chiave antica (le banche svizzere in "Asterix e gli Elvezi", il villaggio turistico in "Asterix e il regno degi dei", i partiti politici in "Asterix e il regalo di Cesare", ecc.).
Nel complesso, comunque, consiglio a tutti l'acquisto del volume, non fosse altro per vedere un Obelix bambino che non riesce a sollevare un menhir.


GIUDIZIO


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