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ASTRO CITY 2 VOLUMI Testi: Kurt Busiek Star Comics - Homage |
Recensione di Marcello Vaccari
Astro City rappresenta nel modo più significativo uno dei
trend maggiormente in voga in quest'ultimo periodo nel fumetto supereroico americano, il
ritorno ad una visione più positiva del supereroe, cosi come era in origine.
In pratica Astro City è l'esatto contrario dell'epocale "Watchmen" di Alan
Moore, dove il mito del supereroe veniva demolito semplicemente ponendo i lettori di
fronte ad un mondo molto più realistico, ma decisamente meno idilliaco di quello che si
leggeva normalmente nei fumetti di quel tempo. Quella miniserie scatenò una sete di
"revisionismo" che degenerò rapidamente, in mano a sceneggiatori molto meno
capaci, in storie inutilmente violente e sostanzialmente illeggibili. E lo stesso Alan
Moore, dopo aver praticamente distrutto il mito del supereroe con altre storie come
"Marvelman" e "Killing Joke", ha da qualche tempo preso una strada di
ricostruzione, con opere come 1963, Supreme, e parecchie altre cose da lui prodotte in
tempi recenti.
Kurt Busiek si basa in pratica su quello che fu il concetto vincente del suo
"Marvels", ovvero la ricerca di ciò che provano le persone normali nei
confronti degli eroi (e dei cattivi) con superpoteri, e lo sviluppa con maggiori
sfaccettature, proponendolo da molteplici angolazioni, dove in Marvels era solo il punto
di vista del reporter ad essere preso in considerazione.
Nei due volumi che sono stati pubblicati finora dalla Star Comics, abbiamo potuto
apprezzare la prima miniserie ed un arco narrativo completo contenuto nella successiva
serie regolare, tuttora in via di pubblicazione in America.
La miniserie (primo volume) è sicuramente quella più emblematica del modo di scrivere di
Busiek, che in ogni singolo numero tratta di un personaggio diverso, con un punto di vista
diverso. Unico punto fermo è appunto la città di Astro City, il nodo focale di questo
universo supereroico così come New York lo è in quello della Marvel e Metropolis in
quello della D.C. (che però è maggiormente sparso tra varie città fittizie). La
narrazione di Busiek pone a contatto i vari eroi con le persone normali che vivono nella
città e questo contribuisce a renderli più umani e più "amabili". In certi
episodi i supereroi non sono praticamente neppure presenti, limitati a citazioni da parte
della gente, a notiziari televisivi o al massimo a brevissime comparse, come nel 4°
episodio "Protezioni" (Safeguards), vincitore di un Eisner come migliore albo
singolo.
Il fatto che tutti i personaggi siano delle chiare citazioni dei supereroi più
conosciuti, genera poi nel lettore una sensazione di familiarità e di nostalgia per le
storie più lineari e forse ingenue di qualche anno (o decennio) fa, storie che però sono
rimaste nel cuore di tutti coloro che le hanno lette, e che vengono reinterpretate da
Busiek in modo moderno, che riesce a colpire anche i lettori più giovani. Qui i Supereroi
sono sempre positivi, anche se possono talvolta incutere timore, e lo spostamento del
punto di osservazione compiuto in ogni singolo albo ci permette di cogliere tutte le
sfaccettature del loro mito.
Nella serie regolare (parzialmente raccolta nel secondo volume edito in italia), Busiek
crea dei cicli di storie di maggior respiro, soffermandosi comunque sempre su di un
singolo personaggio, o su di un gruppo omogeneo. In questo caso il punto di vista della
storia è meno variabile, e la narrazione più lineare, ma non manca di stupire per la
capacità di approfondimento delle psicologie dei vari personaggi, cosa che era meno
evidente nella prima mini a causa della brevità delle storie. L'arco di storie più lungo
si sofferma sul personaggio del Chierico, chiara trasposizione di Batman. La storia è
decisamente epica, ma anche densa di riferimenti alle psicologie delle due figure
principali.
Dal secondo volume edito in Italia mancano i primi tre albi della serie, di cui il primo
è una breve storia autoconclusiva identica a quelle della mini, che ha anche vinto
l'Eisner come migliore storia singola; una splendida introduzione ad Astro City vissuta da
un uomo che ha deciso di trasferirsi in città, ed appena arrivato si trova coinvolto in
un catastrofico scontro tra super-esseri. Gli altri due hanno come protagonista uno dei
componenti della "Prima Famiglia" (una chiara trasposizione dei F.Q.), la
piccola Astra con i suoi problemi pre-adolescenziali. In seguito, nelle storie ancora
inedite, Busiek ha prima esplorato il personaggio di Jack-in-the-Box poi ha iniziato un
altro ciclo di storie con protagonista un supercriminale (forse ex) appena scarcerato,
scritte con uno stile "hard boiled" molto accattivante.
Nel secondo volume si trova anche la splendida mini-storia tratta da uno degli speciali
1/2 di Wizard, dove vediamo, dal punto di vista di un comune cittadino, gli effetti di una
delle tante saghe revisioniste tipo "Crisis on infinite Heart" o Heroes
Reborn-Return che dir si voglia. Una storia straordinariamente efficace pur nella sua
brevità, un vero e proprio gioiello. I disegni della serie sono tutti di Brent Anderson,
assolutamente perfetti, molto naturali e realistici, a sottolineare il tipo di narrazione
più "umana", e seguono fedelmente gli schizzi preparatori di Alex Ross per la
caratterizzazione dei personaggi, il quale provvede anche alle stupende copertine
iperrealiste, anch'esse vincitrici di diversi Eisner Award.
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