RECENSIONI


 

 

Batman Black and White

Miniserie di 4 numeri

48 pag. Bianco e Nero, spillato

$ 2,95. Ed e © D.C. Comics

In Italia ed Play Press

Spillati L.3500

 

Recensione di Marcello Vaccari

BATMAN IN BIANCO E NERO

Gli americani sono da sempre abituati a comics dalle pagine a 4 colori, e quindi non stupisca che sia stato preso come un evento eccezionale l'annuncio di questa miniserie in bianco e nero. Quello che ha invece stupito noi italiani, molto più avvezzi al B/N, è l'eccezionale aggregazione di talenti che la D.C. è riuscita a proporre. Cinque storie in ogni albo, tutte di 8 pagine, ma con contenuti che vanno ben oltre questa striminzita lunghezza. Le sceneggiature hanno preso due diverse direzioni: alcuni hanno voluto sottolineare l'eccezionalità della formula, scrivendo storie totalmente fuori dai canoni, divertenti o ironiche o semplicemente strane. Altri invece hanno preferito accentuare la parte più noir del nostro Cavaliere Oscuro, con racconti duri, in stile Hard Boiled, fatti apposta per meglio sfruttare i contrasti tra il bianco ed il nero. Vale la pena di vederli in dettaglio.

Il primo albo inizia subito benissimo, con Ted McKeever, che ci propone una splendida storia ambientata quasi tutta in una sala da autopsia, dove Batman ricava, dall’ispezione del corpo di una donna uccisa, tutti gli indizi necessari per ricostruirne l’omicidio. Il suo disegno graffiato si adatta molto bene al B/N. La migliore storia però, ce la propone Bruce Timm, che ci ricorda ancora una volta quanto buone fossero le menti dietro alla splendida serie animata di Batman. In questa vicenda con Due facce, Timm sfodera una scrittura degna dell’Hard Boiled ed uno stupendo disegno stile anni 40. Howard Chaykin ci dà una delle sue tipiche storie, ironiche, dissacranti e ciniche, con il miglior segno uscito ultimamente dalla sua penna. Divertente ed intelligente. Ottima anche la storia scritta da Archie Goodwin e disegnata dal bravissimo Josè Munoz, in cui Batman appare solo nell’ultima tavola. Munoz è nato per il B/N, ed i suoi neri intensi sono l’ideale per illustrare questa vicenda di jazzisti maledetti. L'episodio meno convincente è quello di Joe Kubert, una trama inconsistente ed anche un poco confusa, per dei sempre ottimi disegni di uno dei veri maestri del comic americano. A condire il tutto una cover di Jim Lee una pinup di Moebius ed una di Allred. (giudizio sul primo albo ******* 7)

Il secondo albo è graziato da una cover di Frank Miller in stile Sin City, e si apre con una storiella distopica di Walt Simonson, con ottimi disegni, ma non eccezionale. Jan Strnad ci offre una buona storia sulla delinquenza giovanile, illustrata da un ottimo Corben, che comunque preferisco a colori. Ottima la storia di Kent Williams illustrata con un evocativo stile impressionista. Chuck Dixon ci propone una delle sue solite sceneggiature, rapide ed incisive, coadiuvato dal buon B/N di Jorge Zaffino, autore argentino ben conosciuto qui da noi. La migliore storia dell'albo è firmata da due grandissimi britannici: Neil Gaiman e Simon Bisley. Batman ed il Joker recitano le loro avventure davanti ad una telecamera, ed alla fine vanno a pranzo insieme. Una vera chicca di humor inglese con splendidi disegni. Pinup di Kaluta e Salmons. (giudizio sul secondo albo ***** 6)

Cover di Barry W. Smith per il terzo albo, che si apre con una discreta storia di Klaus Janson, ben disegnata. E' un vero piacere rivedere dopo tanto tempo all'opera Tanino Liberatore che ci propone 8 pagine ottimamente disegnate in uno stile pastoso e dettagliato allo stesso tempo, decisamente europeo, ed in particolare di scuola prettamente italiana. Ottima anche la trama di Helfer. Matt Wagner si sbizzarrisce in una storiella in stile Dick Tracy, con splendidi disegni corredati da evocativi retini, molto simpatica. Bill Sienkiewicz si lancia in una storia molto pretenziosa, con una struttura della tavola particolare, ed abbastanza testo da riempire 48 pagine di un normale comics. Decisamente indigesta, peccato per i potenzialmente buoni disegni. Simpatica la storia natalizia di Dennis O'Neil, ma i disegni di Teddy Kristiansen sono troppo stilizzati per risultare gradevoli. Pinup splendide di Craig Russel e Mark Silvestri (giudizio sul terzo albo ***** 6)

Chiusura con il botto, con il quarto numero che si apre con una divertente storia scritta e disegnata da Brian Bolland (la sua ultima apparizione risale all'ormai mitico Killing Joke). Stupefacenti i suoi disegni. Jan Strnad ha scritto una sceneggiatura su misura per le capacità di un altro grande disegnatore: Kevin Nolan. Eccellenti anche i suoi disegni, così come quelli finissimi e fortemente evocativi di Gary Gianni, che aiuta Goodwin a trasportare Batman negli anni del suo esordio (quindi fine anni 30). Una notevole storia che ha vinto anche l'Eisner Award per la migliore storia breve. I neri pieni e taglienti dell'ottimo Brian Steelfreeze, illustrano una bella storia introspettiva di O'Neil. Ed infine nientemeno che Katsuhiro Otomo realizza per intero una storia che ha il solo difetto di durare appena 8 pagine. L'ottimo spunto avrebbe potuto servire per una storia molto più lunga e complessa. Otomo dimostra di trovarsi a suo agio anche tra i Supereroi americani, con il suo inconfondibile stile. La copertina è di Alex Toth e le splendide pinup di Alex Ross e Neal Adams. (giudizio sul quarto albo ****** 7)

L'ultimo albo è di gran lunga il migliore come disegni, ma la mia personale palma per la migliore storia va' a "Two of a kind" di Bruce Timm, sul numero uno. Nel complesso questo è uno dei migliori prodotti americani degli ultimi anni, e, visto l'enorme successo, la D.C. sta già pensando ad una seconda mini (spero proprio che riusciranno a convincere Frank Miller e Neal Adams a fare delle storie intere e non solo delle pinup). La serie, cortesia della Play Press, è caldamente consigliata a tutti gli amanti del buon fumetto, nonostante che la Play sia riuscita nell'intento di stampare male perfino questi albi in bianco e nero.

 

GIUDIZIO

Capolavoro

 


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