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RECENSIONI |
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STRANGE WINK di John Bolton (disegni & testi) ed aa.vv. (testi) Lexy Produzioni |
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THE YATTERING AND JACK di John Bolton (disegni) e Steve Niles (adattamento
& testi) Lexy Produzioni
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I DONI DELLA NOTTE di John Bolton (disegni) e Paul Chadwick (testi) Magic Press
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Recensione di Stefano Marchesini
Dopo qualche anno di oblio editoriale pressoché totale, il maestro del surreale John Bolton torna ad essere pubblicato in Italia e lo fa in gran stile: sono ben tre - infatti - i suoi nuovi volumi apparsi a cavallo di fine 2000 sugli scaffali delle fumetterie, e altri sono annunciati.
Siccome la carne al fuoco è tanta, limitiamoci ad un breve esame dei titoli in ordine di uscita.
STRANGE WINK traduce l'omonima antologia in
tre albi della Dark Horse datata 1998; è un assemblaggio - abbastanza
disomogeneo in termini di stile e qualità, per forza di cose - di illustrazioni
e storie brevi, e molte di queste ultime annoverano la partecipazione ai testi
di autori quali Graham Marks, Ann Nocenti e Nicholas Vince.
La scelta del materiale raccolto non sembra seguire un criterio particolare,
comunque costituisce senz'altro una rassegna significativa del Bolton che va
dagli esordi fino agli ultimi '80, con i - fra gli altri - famosi
"omaggi" ai grandi della pittura tratti da A1, l'ancor più famoso
Goblin Market (ripreso dal poema della Rossetti), i chiaroscuri di Oscar Hellian
- tipici del periodo Halls Of Horror inglese -, Wishing Hour dal Revolver Horror
Special, covers di Cheval Noir, qualche bella illustrazione e qualcun'altra un
po' meno.
Lo spettro di stili, tecniche e tematiche dell'artista inglese sarebbe insomma
ottimamente rappresentato, se non fosse che Strange Wink è stampato in bianco e
nero!
Aver messo la sordina alla tavolozza di Bolton è una scelta più che
discutibile, soprattutto ben sapendo che il colore - quando impiegato - è un
elemento fondamentale del suo linguaggio; valga per tutti il caso di Goblin
Market, dove tra l'altro Bolton cattura e sottolinea i richiami a droga e sessualità
nascosti tra le pieghe di una trama fiabesca; a chi avesse già goduto di questa
affascinante opera nella sua concezione originale a colori (su Comic Art #108 in
Italia; qualche frammento della raccolta si era infatti già visto anche da
noi), la versione proposta appare a tutti gli effetti monca e induce la stessa
sensazione dell'ascolto della musica in mono.
L'edizione italiana della Lexy sconta di conseguenza questa scelta nefasta e a
poco serve - rispetto all'originale Dark Horse - l'aumento del formato, la carta
extralusso, il volume cartonato, se poi queste migliorie appaiono
sovradimensionate rispetto al valore complessivo dell'opera - buona per i fans a
caccia di spigolature - e soprattutto ne impongono l'oneroso prezzo di
copertina.
| GIUDIZIO |
THE YATTERING AND JACK risulta essere di ben
altro peso specifico; questa riuscita graphic novel è inquadrabile nella
splendida serie - realizzata una decina d'anni fa dalla ormai defunta Eclipse -
di riduzioni a fumetti dei racconti tratti dai Books Of Blood di Clive Barker,
la cui versione originale in prosa è stata a sua volta curata in Italia dai
tipi della Sonzogno; all'epoca la chiusura di Hyperion ne aveva impedito una
tempestiva traduzione italiana, ma valeva senz'altro la pena attendere.
L'horror visionario di Barker gioca qui prevalentemente sui toni grotteschi,
narrando la prova di forza psicologica tra un demone bislacco - però pur sempre
demone - e la sua vittima designata, un omuncolo di (apparente?) irritante banalità
; la claustrofobica battaglia - condotta tra un colpo basso e l'altro in uno
stridente clima natalizio - fornisce a Bolton l'occasione per sciorinare al
meglio la sua arte pittorica sulla base dell'intelligente adattamento di Steve
Niles (che l'edizione Lexy manca di accreditare).
Si sa quanto sia improbo tentare di trarre un buon fumetto da un preesistente
testo letterario ma - segnalando ancora la bravura di Niles che ha saputo
trasporre brillantemente il ritmo e lo spirito sarcastico del racconto originale
- la riuscita dell'impresa è stata assicurata dalla comprovata compatibilità
artistica fra Bolton e Barker, costruita su gusti e riferimenti culturali
condivisi e già verificata ai tempi di In The Hills,The Cities, dall'antologico
Tapping The Vein (in Italia su Horror #9).
La bella edizione Lexy, conforme a quella softcover americana, è arricchita
dagli esaurienti redazionali curati dal poliedrico Luca Boschi che evidenzia una
volta di più - oltre alla riconosciuta professionalità - la sua passionaccia
per la malefica coppia inglese.
| GIUDIZIO |
I DONI DELLA NOTTE - a completamento del
trittico di proposte - raccoglie la miniserie di quattro Gifts Of The Night
edita dalla Vertigo nel 1989; in questo caso l'attenzione si sofferma
necessariamente sulla storia originale ad opera di Paul Chadwick - l'autore di
Concrete (pubblicato con crudele lentezza dalla Phoenix) -, che per una volta si
limita al ruolo di solo scrittore, lasciando ai pennelli di un Bolton meno
spettacolare del solito (vogliamo dire affrettato? diciamolo!) la parte grafica.
La vicenda si colloca in un indefinito regno di stampo medievale governato da un
sovrano condizionato dai consiglieri e dall'ignoranza dell'epoca, e vede come
narratore e protagonista principale l'imprudente insegnante del giovane erede al
trono; i presupposti, lo svolgimento della trama e l'imprevedibile finale
costituiscono - nelle mani di Chadwick - l'occasione per raccontare di come il
potere reagisca in modo brutale quando un nuovo elemento tenti l'ingresso - per volontà
o per caso - nella stanza dei bottoni, di come indoli e princìpi possano venire
stravolti dall'incedere incontrollabile degli eventi, di come - alla fine - la
storia faccia quasi sempre pagare il conto agli inermi.
Ribadendo l'impressione che Bolton - qui alle prese con un soggetto di stampo più
realistico del suo solito - abbia svolto il suo lavoro di professionista e poco più,
resta il dubbio se il tutto sarebbe stato gestito meglio da Chadwick nelle vesti
anche di disegnatore: le raffinatezze narrative cui ci ha abituato con Concrete
(la sensibilità nel delineare i caratteri, l'attenzione al linguaggio del
corpo, i pensieri espressi da uno sguardo) sono più compiutamente realizzabili
quando si ha un controllo artistico completo o quando l'intesa tra gli autori
raggiunge un climax che qui - salvo errori di valutazione - non pare
riscontrabile.
Ma non si fraintenda: il giudizio resta altamente positivo e si facciano avanti
senza indugi gli amanti del bel fumetto: Chadwick ha preparato per loro un
ennesimo distillato di emozioni; stia invece alla larga chi è alla ricerca del
finale consolatorio o - peggio - di una storia da leggere e dimenticare dopo
cinque minuti.
Il volumetto della Magic Press - i cui responsabili non dovremmo mai smettere di
ringraziare per il ruolo quasi messianico svolto nell'ambito della nostrana
editoria a fumetti - è come al solito ottimale in termini di rapporto qualità/prezzo.
In chiusura, qualche anticipazione: per chi non fosse ancora sazio di
letture boltoniane inedite, la Magic ha già annunciato la pubblicazione di Menz
Insana (graphic novel Vertigo, 1997); probabili anche altre traduzioni di
materiale Dark Horse, sul quale la Lexy sembra aver messo le mani; resta avvolto
invece nel mistero il motivo della al momento mancata pubblicazione da parte
della Play Press del clamoroso Batman:Man-bat (mini di 3, DC 1995).
Ultimissima: la Lexy ha in progetto la ristampa in volume di Someplace
Strange (graphic novel Epic, 1988), già apparsa su L'Eternauta #95-97.
| GIUDIZIO |