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RECENSIONI |
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Dampyr N°10 98 pg. B/N Brossura L 3.800 SERGIO BONELLI EDITORE |
Recensione di Marco Solferini
"Casa di sangue"
Un inizio molto interessante, ancora una volta Dampyr si conferma fumetto
dell'orrore, intrinseco di paura e violenza e l'idea del vampiro trasformatosi
in un intera casa è discreta e di certo funzionale ai canoni a cui il fumetto
ci ha abituati anche se ritengo che la narrazione andasse sviluppata in modo
più pacato e meno affrettato, magari con l'utilizzo di un altro albo.
In alcune circostanze mi sembra che lo scrittore Maurizio Colombo tenda a
rispettare delle tappe obbligate (Victor è personaggio malinconico perciò gli
facciamo cantare - recitare una bella poesia in un locale fatto su misura per
lui e poco dopo a casa è necessaria la spiegazione prima del secondo incontro
con Araxe).
I due alleati di Harlan risultano comunque una coppia interessante,
stilisticamente ispirata, ma lo è la loro unione, non la loro
caratterizzazione, frutto più di un idea, pregna di una letteratura classica,
che di un processo logico che accomuni i loro caratteri.
Harlan in questo frangente è una sorta di killer: vado l'ammazzo e
ritorno.
Non mi piace quest'immagine, è troppo riduttiva.
All'interno della casa ho molto apprezzato la figura di Ibi, il bambino che
conosciamo all'inizio della storia e quelle specie di pupazzi con cui gioca e
che escono dai muri, come pure ho apprezzato le immagini che Harlan vede e che
appartengono al passato del posto. Meno interessante la figura di Tenardier, un
semplice veicolante, molto strumentale ai fini della narrazione, come pure la
lotta con il maestro della notte, sotto forma di creatura aliena, mi è parsa
una variante forzata rispetto ai precedenti incontri.
Decisamente scadente l'incontro con la donna armata di mannaia, mi è sembrato
che si volesse inserire a tutti i costi una scena d'azione a metà narrazione
prima della sequenza finale. Questa è una prassi molto frequente in casa
Bonelli, ci sono stati interi periodi in cui quasi tutte le sue pubblicazioni
seguivano uno schema precostituito, che prevedeva una scena d'azione all'inizio,
una in mezzo ed una, inevitabile e conclusiva, alla fine.
Un passo indietro rispetto ai precedenti episodi, inoltre in passato si
apprezzavano maggiormente le atmosfere dei luoghi, Parigi mi sembra sacrificata,
in fondo non c'è alcunché che la distingua da una qualsiasi altra città,
forse anche in virtù di ciò l'albo doppio avrebbe giovato, comunque il
soggetto rimane interessante e la lettura e pur sembra piacevole anche se di
fattura notevolmente inferiore rispetto ai precedenti episodi. Il disegnatore
Alessandro Baggi è molto bravo nelle scene puramente horror, ma non altrettanto
in quelle più comuni, ed è anche per quello che Parigi risulta ben poco
presente in questo albo.
| GIUDIZIO |