RECENSIONI


Dampyr

N°5

98 pg. B/N Brossura L 3.800

SERGIO BONELLI EDITORE

Recensione di Marco Solferini


"Sotto il ponte di pietra"

Davvero molto, molto bello. Non c'è altro modo d'incominciare la recensione di questo quinto numero della serie dedicata all'ammazzavampiri di casa Bonelli. 
Un numero davvero completo sotto tutti i punti di vista. Ottimi i dialoghi di Boselli: si sposano a meraviglia con il carattere dei personaggi e con i primi piani carichi di espressività a loro dedicati. Il disegno di Luca Rossi è a tratti superbo, la scelta delle inquadrature è poetica, malinconica, carica di suggestione, ma al tempo stesso sobria quanto basta per non spezzare mai il filo della narrazione. La storia scivola via in un perfetto connubio fra tempo e azione. La trama è esauriente in ogni suo dettaglio, con caratterizzazioni splendide per i personaggi, che godono di una maturità più che eccellente.
Atmosfere, narrazione e disegni, ci sono tutti gli ingredienti e sono dosati in modo saggio e oculato. Il risultato è un numero tutto da gustare, osservare e magari, da rileggere.
Una nota particolare merita la posta denominata "Dal buio". E' particolarmente apprezzabile il fatto che gli autori citino le opere letterarie alle quali si sono ispirati; essi rendono omaggio a grandi narratori del passato e traspare l'ammirazione che gli autori provano nei loro confronti, l'ammirazione che stimola a far bene e che dona passione e gusto per il proprio lavoro. Tutto ciò si vede e soprattutto si sente, ma tali riferimenti sono importanti anche per chi non ha potuto o non ha voluto, in passato, accostarsi a questi narratori e che può riscoprirli nel fresco di una biblioteca.
Una nota già da me citata in passato riguarda il personaggio in quanto tale: Harlan Draka. Già nel numero quattro della serie si era visto senza i suoi compagni, affrontare in terra di Cornovaglia nuove insidie, che divergevano dal tema principale trattato dal fumetto. In questo numero si conferma il fatto che preso singolarmente Harlan rende molto di più rispetto al gruppo. A mio avviso Kurjak e Tesla non fanno che appesantire le storie, inoltre necessitano ciascuno di particolari accorgimenti, che rubano spazio alla narrazione. E' prassi di casa Bonelli non affidarsi mai ad un singolo personaggio senza una spalla, ma in questo caso mi sembra che il divario fra le storie in cui Harlan si può muovere da solo rispetto a quelle in cui si trova nella squadra, sia notevole e più che evidente.
Adesso questo fumetto, partito un po' fiaccamente, sta attraversando un ottimo momento e ha le carte per continuare. Soprattutto sembra che il team creativo, che ha a disposizione disegnatori in stato di grazia, possa davvero avviare un ciclo come non se ne vedeva dai primi venti numeri di Dylan Dog.
Speriamo bene.

 

GIUDIZIO ottimo

 


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