RECENSIONI


Dampyr

N°8

98 pg. B/N Brossura L 3.800

SERGIO BONELLI EDITORE

Recensione di Marco Solferini


"Dalle tenebre"

Gli indizi erano stati seminati da tempo. Gli elementi oggettivi già si conoscevano. L'ultimo arrivato di casa Bonelli, dalla data del suo esordio, si era lanciato in un vero e proprio crescendo Rossiniano. Ogni numero conteneva qualcosa di speciale, qualcosa che lo distingueva, per le qualità intrinseche della narrazione e della grafica, dal panorama fumettistico nazionale. Questo ottavo numero sancisce a meraviglia quanto già avevo scritto in passato: Dampyr è in costante miglioramento, avanza facendo passi da gigante ed è a tutt'oggi una piccola perla da custodire in modo prezioso nella fumetteria di casa propria.
"Dalle tenebre" è un racconto di spessore notevolissimo, per ambientazione, per caratterizzazione dei personaggi, per la scelta dei tempi in cui si svolge l'azione, un piccolo romanzo a fumetti, illustrato in modo magistrale, con la dovuta cura nel dettaglio, nell'utilizzo del chiaro/scuro: un disegno pulito, terribilmente espressivo, frutto di una collaborazione stretta fra gli autori (Boselli e Colombo) del testo e colui che materialmente lo ha trasformato in immagini, il bravissimo Nicola Genzianella, che alla sua prima prova dimostra già una totale padronanza del mezzo, soprattutto nelle ultime tavole.
Novantotto pagine che hanno il sapore delle trecento, che costruiscono con abilità scacchistica ogni singolo pezzo del puzzle, senza tralasciare alcunché e senza alcuna scelta imposta. Ciascun argomento è trattato in modo esauriente. Basti pensare alla figura di Harlan come professore, all'intreccio che si crea fra lui e il professor Woorman, uno dei sospettati e nel contempo con gli studenti della facoltà, che giocano a fare i detective. Il tutto si risolve in modo esemplare, in una sola notte, in un singolo luogo, preludio allo scioglimento di tutti i nodi della narrazione. Il professor Milius, la ragazza Sophie, ciascuno a modo proprio protagonista poiché ad ognuno è stato assegnato il giusto peso nella bilancia degli equilibri, nell'evolversi della vicenda.
L'ambientazione è come sempre pregna di emozioni, a tratti quasi fatua, tanto la descrive la ragazza a proposito delle ricostruzioni effettuate dopo la seconda guerra mondiale, eppure gli autori non dimenticano che stanno scrivendo un horror: efferati omicidi (all'inizio come pure dentro la biblioteca), la morte della giovane che si era invaghita di Harlan, come pure la sorte del professor Woorman, alleato dello stesso Draka, il fumetto continua ad essere brutale sulla scena dell'omicidio ed è in linea con quanto abbiamo visto fin ora.
C'è una precisa scelta da parte degli autori ed è sostenuta malgrado il contesto sia multiforme.
Inoltre, leggendo la rubrica "Dal buio" ed il "manuale del vampirologo" in appendice, mi accorgo sempre più dell'alto grado di professionalità e di conoscenza che anima gli autori. Informazioni sempre corrette, stimolanti, frutto di una passione che traspare dalle pagine del fumetto. Verissimo che gran parte delle narrazioni di Dampyr sono il frutto delle probabili letture giovanili degli autori, ma non vi è mai plagio da parte loro, bensì omaggio nei confronti dei grandi autori di questo genere dei secoli passati.
Dampyr è originale, tanto nelle storie quanto nei contenuti. E' un fumetto ispirato e al contempo affascinato dai grandi misteri che hanno giocato con la fantasia dell'uomo prima dell'avvento dell'era delle macchine.

 

GIUDIZIO buono

 


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