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RECENSIONI |
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Dylan Dog n. 240 Ucronìa Soggetto e sceneggiatura: Tiziano Sclavi Disegni: Franco Saudelli Copertina: Angelo Stano 98 pg. B/N Brossura SERGIO BONELLI EDITORE |
Recensione di Alessandro Assiri
"Ucronìa"
Dopo cinque anni Sclavi torna a occuparsi della sua creatura.
Lo fa, in modo metafisico, nella storia in edicola di questo settembre 2006. Il
titolo è Ucronia, ma più che essere un "what if" lo svolgimento si basa
sugli interrogativi dell’esistenza, la realtà come pausa del nulla, retaggio di
quell’esistenzialismo un po’ generazionale, vittima di Heidegger e del suo
esser gettati nel mondo, ma a fare che?
Una sceneggiatura onirica, non splatter, segno forse del superamento di certi
periodi visionari del nostro Tiziano, ma vibrante tesa, senza mai giocare di
sponda.
Una bella storia, con tutti i crismi dilandoghiani, le battute di Groucho, le
passioni di Dylan etc , ma che ci riporta in quella dimensione dove ci si chiede
il senso dell’agire... fosse solo l’agire per spendere bene 2,50 euro, e nemmeno
in Dylan Dog succedeva da un po’.
Avremmo bisogno in ogni testata di ritornare alla qualità delle storie, e questa
Ucronia l’ho letta anche come saluto a Carlo Ambrosini e al suo Napoleone, un
altro sintomo che le novità quando ci sono sembrano eresie, e a volte le
chiamiamo crisi editoriali o ci appelliamo all’elevato costo della carta, quando
a mancare sono solo ed esclusivamente le belle storie.
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