RECENSIONI


Martin Mystere

Gigante N°6

240 pg. B/N Brossura L 8.500

SERGIO BONELLI EDITORE

Recensione di Marco Solferini


"L'isola di Ghiaccio e di Fuoco"

Sesto traguardo gigante per Martin Mystère che, con L'isola di ghiaccio e di fuoco, aggiunge un nuovo tassello alla sua lunga cronologia di uscite. Per i lettori Marvel questo speciale avrà suscitato non poche domande, una in particolare: "Loki non era il fratellastro di Thor?" Certo da lettore appassionato della Casa delle idee anch'io sono rimasto un po' sgomento dalla narrazione di inizio albo, anche perché avevo appena terminato di leggere le vicissitudini dell'albo Marvel Italia che narrano proprio delle ultime malefatte del Dio dell'inganno, ma niente paura, nonostante le due interpretazioni siano assai distanti, nessuna delle due può essere definita scorretta. Oggigiorno viviamo nell'era delle grandi ricerche scientifiche e degli orpelli immaginifici che ne scaturiscono e alimentano il gusto ampolloso per l'apparenza, di cui il nostro paese sembra essere leader incontrastato. Ebbene sappiate che, per quanto riguarda i nostri amici tecnologici (cellulari, modem, fotocamere digitali e persino i materassi a molle di ultima generazione) esiste sempre un manipolo di studiosi che afferma che il loro utilizzo abbia effetti dannosi per la salute (non bisogna tenere il cellulare nel taschino all'altezza del cuore, non permettete ai bambini di trascorrere troppe ore davanti al monitor del computer e via dicendo). Per la legge, fintanto che uno di questi moniti d'allarme non è confermato da una rigorosa scoperta, riconosciuta all'unanimità dalla comunità scientifica, restano tutte valide, ma non possono essere divulgate a danno dell'economia. Lo stesso dicasi per le interpretazioni storiche, in particolare per quel che concerne popoli la cui esistenza nel passato è stata fortemente caratterizzata dalle credenze religiose, a tal punto da far si che esse stabilissero la condotta di vita di intere generazioni. I popoli del Nord Europa, i Vichinghi, i Celti e molti altri, subirono molto, nella vita comune, il plagio della loro religione e all'interno di numerosi villaggi, sorsero diverse interpretazioni di eventi comuni in relazione con le gesta dei prodi dei di Asgard, tanto che quasi tutte le figure principali del Pantheon Asgardiano venivano spesso interpretate in modo diverso, a volte persino nel nome (Odino per esempio compare in alcune tradizioni col nome di Wotan). Una ricostruzione eccellente delle vicissitudini asgardiane non è semplice da ritrovare, ma mi sento di segnalarne una che ha preso campo agli inizi degli anni ottanta, quando più di uno studioso prese in esame numerose leggende e miti di altri popoli per confrontarli e trovare similitudini e analogie con il testo sacro cristiano per eccellenza: la Bibbia. Ebbene sappiate che la crocifissione di Odino guarda caso, ricorda proprio quella di Gesù alla croce, come pure la ferita al costato, anche se nella leggenda presa in esame quella di Odino fu una delle tre prove che il futuro sovrano di Asgard affrontò per bere alla fontana dell'eterna giovinezza e donare la vita eterna a tutti gli Dei.
Delle molte interpretazioni che gli Dei nordici hanno ispirato quella presa in esame per il raffronto storico cristiano mi è sembrata la più elaborata. Ovviamente per motivi di spazio non posso elencare qui tutte le differenze che ci sono con la versione abbreviata presentata dal fumetto. Il mio voleva essere solo un esempio, tra l'altro molto sintetizzato, per sopire gli eventuali dubbi che fossero sorti tra i lettori.
Venendo alla narrazione in quanto tale, tralasciando le vicissitudini storiche, che ricoprono però una parte assai abbondante dell'intero albo, si sottolinea il ritorno di Sergeij Orloff, le cui apparizioni a quanto pare necessitano di un riassunto delle puntate precedenti (stavolta tocca a Diana farci il resoconto) e l'entrata in scena di un nuovo nemico, niente di meno che il Dio del fuoco e dell'inganno: Loki.. Il tutto condito da un Martin Mystére in "crisi di giovanilismo", che nell'albo mensile ricorda perfino con malinconia il tempo in cui non doveva mettersi gli occhiali per leggere. Io personalmente non gradisco quest'immagine del detective dell'impossibile, il creatore della serie è indubbiamente soggetto all'invecchiamento, ma non vorrei che si identificasse troppo con il personaggio: in fondo gli eroi di carta non invecchiano mai, altrimenti se dovessimo fare il conto degli anni potrebbero fuoriuscire delle cifre abbastanza assurde in rapporto con l'età dei personaggi (un certo Peter Parker deve essersi affidato a un ottimo estetista).
Malgrado le forse eccessive spiegazioni e le licenze in merito alle numerose divinità che vi compaiono l'albo è comunque gradevole, la storia scivola via in modo lineare, accompagnata da un ritmo, a volte blando, ma pur sempre coerente con i passi della narrazione e omogeneo, cosa che non sempre avviene con le storie del BVZM che, oltrepassando la soglia delle novantotto pagine, rischiano di trasformarsi in un sorta di polpettone un po' indigesto.
Mi sembra che i colpi di scena non manchino come pure le basi per successive narrazioni, una su tutte, il ritorno di Christine. Restiamo quindi in attesa di conoscere gli sviluppi auspicando un ritorno più marcato al passato (come mi era sembrato di intendere al termine della maxi saga di fine millennio) in favore del "Detective dell'impossibile" e a discapito del "Professor Mystére".

 

GIUDIZIO discreto

 


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