Capitan Marvel 1 : Primo contatto
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da Capitan Marvel 1 Vol III
Pubblicato in Il MItico Thor 17 (Marvel Italia)
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PREMESSA
State tranquilli, non siamo davanti alla solita e scontata resurrezione. Il vecchio Mar-Vell è morto e resta morto. Il protagonista dell'albo, o meglio il co-protagonista assieme a Rick Jones, è suo figlio Genis.
Ma cosa centra l'amicone di Hulk con Capitan Marvel?
Rick Jones per un breve periodo condivise un particolare legame con il valoroso
guerriero Kree, l'originale Capitan Marvel, allora esiliato nella Zona Negativa.
Quando il giovane Rick batteva tra loro due vistosi bracciali chiamati
nega-bande, gli atomi dei loro corpi si scambiavano di posto con l'ovvio
risultato di avere Capitan Marvel sulla Terra e Rick Jones nella Zona
Negativa. Naturalmente la cosa poi funzionava anche al contrario.
Il primo Capitan Marvel morì però di cancro nella bellissima graphic
novel "La Morte di Capitan Marvel" (VEDI NOTA).
Il suo grande
amore Elysius riuscì a replicarne il codice genetico e concepì un figlio:
Genis.
Temendo per la sua incolumità minacciata dagli ex nemici del padre, ella ne
accelerò l'accrescimento fino all'età matura, gli impiantò falsi
ricordi e lo allontano da sé. Ma Genis scoprì la sua vera origine, trovò le
nega-bande e, con il nome di Legacy, cercò di seguire le orme paterne. Ci
riuscì fino in fondo, tanto è vero che, a seguito degli eventi della
Guerra del Destino (narrati nella maxiserie Avengers Forever) si ritrovò a
dover fondere i propri atomi con quelli di Rick Jones!
LA STORIA
Iniziare una nuova carriera non è mai facile, meno che mai se il lavoro che hai scelto è fare il supereroe. Allora divertitevi nell'assistere al debutto ufficiale del nuovo Capitan Marvel, preso nel mezzo tra dissapori ed equivoci con le forze dell'ordine, perfidi consigli di uno scatenato Rick Jones e rettiloni giganti molto caparbi.
I TESTI
Partiamo dalle buone notizie: lo sceneggiatore è il grande Peter David, una
vera garanzia.
Per l'occasione rispolvera la sua provata vena umoristica e ci regala una
storia frizzante, divertente, ricca di trovate esilaranti e di riuscitissime
gag.
Il drammatico rapporto di coabitazione coatta tra il vecchio Mar-vell e
l'insicuro Rick Jones, diventa nelle abili mani di David una fonte continua di
spunti comici. Adesso le parti si sono invertite: un ironico, maturo Rick Jones
dirige le danze; uno spaurito, inesperto e troppo fiducioso Genis ne subisce le
conseguenze.
I toni sono quelli della commedia, il ritmo è perfetto, i dialoghi tra i due
protagonisti divertentissimi.
Persino il cattivone di turno è irresistibilmente simpatico, un rettilone
permaloso di un centinaio di metri.Come si fa chiamare? Capitan Marvel. Ed in
onore di chi? Ma del defunto ed eroico genitore che aveva lo stesso nome, ovvio!
I DISEGNI
Sono consapevole del fatto che ChrisCross abbia degli estimatori, ma io non
rientro certo in questa categoria.
Trovo le sue matite decisamente brutte, drammaticamente vicine a quelle
dell'ultimo Bogdanove su Superman (e chi lo ha letto
potrà capire perché uso l'avverbio "drammaticamente").
In più non ha grandi capacità di storytelling, lacuna che emerge nella
parte finale della storia, piena di azione e movimento.Le sequenze di lotta
risultano molto confuse, a tratti incomprensibili, poco aiutate da una
colorazione scialba e piatta.
Infine una inchiostrazione poco marcata conferisce a tutti volti (troppo poco
vari) un fastidioso effetto caricaturale e grottesco.
CONCLUDENDO
Per chi come me preferisce la sostanza all'apparenza la storia è da 5 , per
i convinti assertori del detto "Anche l'occhio vuole la sua parte" il
voto dovrà essere abbassato a 4.
Se volete rilassarvi e farvi due risate però, non lasciatevela scappare!
VOTO
Daniele Cerboneschi
NOTA
"La morte di Capitan Marvel"
è la prima graphic novel prodotta dalla Marvel nel lontano 1982 e pubblicata
dalle Edizioni Play Press nella collana Play Special #1 del Marzo 1990.
Opera del grande Jim Starlin è
senz'altro una storia epocale per almeno due ragioni:
1) La sua bellezza oggettiva
2) Il fatto che un supereroe muoia e che muoia sul serio. Non sul campo di battaglia come un grande eroe, ma su un letto come una persona normale, divorato da un inarrestabile cancro.
Da leggere e conservare gelosamente.