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RECENSIONI |
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The Sandman Presents: The Furies di Mike Carey (w) e John Bolton (a) pp.92/$24,95 cartonato con sovraccoperta Vertigo/DC Comics |
Recensione di Fabio Ciaramaglia
Le
Furie, ovvero che fine ha fatto Hippolyta Hall.
Movete alla dimora, potenti onorate
anziane figlie senza prole della Notte,
con benigno corteo
(Eschilo, Eumenidi)
Oltre a The Dreaming, la Vertigo ha pubblicato un altro spin-off
di The Sandman che si intitola The Sandman
Presents: durante la pubblicazione e dopo la chiusura di The
Dreaming stesso, tra l’altro, questa serie ha approfondito alcuni dei
personaggi dell’universo gaimaniano/sandmaniano rimasti esclusi dalla
sceneggiatrice Kiernan. The Sandman Presents non è in realtà una serie
regolare, ma una raccolta di miniserie con autori a rotazione. Probabilmente,
proprio per questo motivo i risultati non sono stati sempre all’altezza del
nome che portano, ma è vero che alcune delle miniserie sono state di ottimo
livello e sono sfociate addirittura in pubblicazioni regolari. È il caso della
miniserie (in tre parti), The Sandman Presents: Lucifer (di Mike Carey e
Scott Hampton) che, dopo il trittico di successo dei primi mesi del 1999, è
arrivata alla pubblicazione regolare di Lucifer (sempre con Carey ai
testi) nel giugno 2000 (in Italia, vedi Il Corvo Presenta, nn.44-46,
Magic Press e, per la serie regolare, Vertigo Presenta dal n. 5 in poi,
sempre Magic Press).
Mike Carey è anche lo sceneggiatore
dell’ultima uscita, The Sandman Presents: The Furies
(2002), mentre il disegnatore è John Bolton (tra
le altre cose, co-creatore con Gaiman di The Books of Magic). Questa
storia è molto complessa perché ricca di riferimenti alle vecchie storie di Sandman,
alla mitologia greca e al teatro classico, eppure gli autori riescono a
concepire una trama che alla fine della lettura è alquanto lineare. Non vi
racconterò troppo della trama, ma cercherò di darvi qualche spunto di
riflessione, qualche chiarimento sui riferimenti e, forse, di farvi venire la
voglia di leggerlo.
La protagonista è Hippolyta (Lyta) Hall che
ritroviamo qualche tempo dopo l’incontro con il nuovo Sogno, che un tempo fu
suo figlio Daniel (The Sandman, n.72, 1996). La donna, che comunque mai
si è davvero ripresa dall’esaurimento nervoso subìto durante gli eventi de Le
Eumenidi (The Kindly Ones, in The Sandman, nn.57-69, 1994-95),
continua a vivere una vita disordinata e scandita solo da avventure sessuali
estemporanee. Durante una di queste, uno dei suoi amanti inavvertitamente le
dice, riferendosi al proprio organo genitale, “So think of this as your son,
darlin’. Love and cherish” (p.7, “pensa a questo come se fosse tuo figlio.
Amalo e coccolalo”, trad. mia), e Lyta inizia a picchiarlo selvaggiamente dopo
aver ripensato agli ultimi momenti con il suo 'vero' figlio. Ricordiamo che Lyta
ha un passato da supereroina, anche in compagnia del defunto marito Hector Hall,
che era stato Sandman negli anni ’70 (vedi The Sandman n.12 per il rapporto tra Lyta,
Hector, Daniel e Morfeo; questo è un numero continuamente evocato anche
graficamente in questa storia) e discende direttamente dalle Amazzoni: è un
po’ come essere picchiati da Wonder Woman. In realtà Lyta ha una qualche
discendenza anche dalle Furie del titolo: dopo averle invocate per chiedere
vendetta nei confronti di Morfeo, a p.18 di The Sandman n.63, le tre
Weird Sisters la salutano, al loro primo incontro, con un “Finalmente, sorella
mia”, e Lyta appare con i capelli da Medusa. Anche in The Furies questa
‘parentela’ è ribadita, ma Lyta ha anche un’altra importante funzione,
quella di Imago, ovvero di una sorta di ricettore attraverso il quale le Furie
possono manifestarsi. Le Furie hanno, in questa storia, una missione antica come
lo stesso universo: ritrovare il più antico parricida, Cronos, per poter
finalmente far ‘valere le regole’ della vendetta nei confronti dei delitti
verso i familiari. Tra l’altro, come spiegato anche nel fumetto, le stesse
Furie vennero generate dal sangue di Urano ucciso da Cronos (a sua volta
spodestato dagli dei Olimpici capitanati da Zeus e dal "trickster" Hermes, che
anche nel fumetto compare con una funzione importante). Cronos, dal canto suo,
è alla ricerca di Lyta per poter in qualche modo sconfiggere le Furie,
riprendere il proprio ruolo come ‘dio della vendetta’ e infine vendicarsi
degli Olimpici. In questo inseguimento ‘metafisico’ di Cronos ai danni di
Lyta, la donna si ritrova prima in Grecia per una rappresentazione de Le
Eumenidi di Eschilo, poi in un viaggio negli Inferi scandito, per esempio,
da una citazione della Divina Commedia (Inferno, III, 56-57) o da
incontri con Prometeo e Caronte, e infine, sempre in fuga, nelle Terre del Sogno
dove finalmente Sogno/Daniel fa da deus-ex-machina per lo scioglimento
dell’intera vicenda.
Come
già ricordato, Daniel aveva perdonato Lyta e le aveva detto: “Hai cercato la
vendetta, Lyta. Ma quella è una strada senza fine. Vieni a me. Ora il mio
marchio è su di te, Lyta Hall. Nessuno ti farà del male. Puoi ricominciare a
vivere” (The Sandman, n.72, p.20). Il nuovo Sogno, forse in qualche
modo influenzato ancora da qualche parte di Daniel che è in sé, perdona Lyta e
rifugge dal ciclo della vendetta. Nella trilogia Orestea (Agamennone,
Coefore, Eumenidi; V secolo a.C., circa) di Eschilo è descritta
una vera e propria serie di uccisioni e vendette alcune delle quali risalenti alla
vera e propria ‘preistoria’ dei drammi: Atreo che fece mangiare la carne dei
propri figli a Tieste, Agamennone che sacrificò sua figlia Ifigenia, motivo
principale per cui Clitennestra lo uccise, per poi essere uccisa da Oreste con
l’aiuto di Elettra. Il finale della trilogia eschilea è proprio una
‘riconversione’ da parte di Atena di quelle che erano le Erinni/Furie
evocate da Clitennestra per vendicarsi di Oreste, in divinità più benevole e
protettrici, ovvero le Eumenidi. Sia quel numero di The Sandman su
menzionato che la storia di The Furies sembrano essere una versione in
chiave moderna e fumettistica del mito descritto da Eschilo, in cui la conoscenza
e il dolore portano alla redenzione. E Carey se ne compiace nell’ultima
pagina, facendo del suo fumetto una sorta di appendice all’opera eschilea: con
versi probabilmente di Carey stesso (ma mi posso sbagliare), prima del ‘The
End’ scrive "The Furies, after Aeschylus".
Questa
storia mi è piaciuta davvero molto soprattutto perché può essere letta a un
primo livello e successivamente a un livello più approfondito. Carey mi sembra
uno degli sceneggiatori che meglio ha saputo cogliere la lezione di Gaiman nel
mescolare misteri metafisici alla vita di persone normali (come fa anche nel suo
Lucifer del resto): oltre a quella di Lyta è molto profonda anche la
storia parallela di Pauline Waxman, analogamente cadenzata da una trama di
uccisione/rimorso/perdono. Si potrebbe sostenere che anche Garth Ennis ha fatto
qualcosa di analogo con Preacher, ma non credo proprio che sia oggettivo
un paragone: Ennis ha trattato gli stessi temi, è vero, ma in uno stile più
‘pulp’ e ironico e il finale della serie è tirato troppo via per poter dare
uno spessore analogo a quello di The Sandman o di Lucifer oppure
di The Furies.
I
disegni di Bolton, caratterizzati dal suo tipico stile ‘fotorealistico’,
sono una giusta controparte grafica ai testi di Carey. Entrambi non possono fare
a meno di rendere tributi a Gaiman: se Carey inserisce in questa storia delle
scene nella Locanda alla Fine dei Mondi (comprensiva del Cluracan), oppure
rievoca il drammatico momento della morte di Morfeo, Bolton riesce a ricrearci
perfettamente non solo il ricordo di quelle storie ma anche a darci una nuova
dimensione di lettura. I paesaggi infernali disegnati da Bolton sono qualcosa di
davvero inquietante, ma sembra essere comunque ciò che potremmo vedere nei
nostri incubi.
In
attesa di una prossima pubblicazione da parte della Magic, il mio giudizio è
eccellente.
Bibliografia
Minima.
Mike
Carey (w), John Bolton (a): The Sandman Presents: The Furies, 2002,
Vertigo/DC Comics;
Mike
Carey (w), Scott Hampton (a): The Sandman Presents: Lucifer, nn.1-3,
1999, Vertigo/DC Comics; ed. italiana in Il Corvo Presenta, nn.44-46
(trad. di Alessandra Di Luzio), 1999, Magic Press;
Mike
Carey (w) et al: Lucifer (serie in corso), Vertigo/DC Comics; ed italiana
in Vertigo Presenta dal n.5 (trad. di Leonardo Rizzi), 2000, Magic Press;
Neil
Gaiman (w), Chris Bachalo (a): “Playing House” in The Doll’s House
(The Sandman n. 12), 1989, Vertigo/DC Comics;
Neil
Gaiman (w) et al: The Kindly Ones (The Sandman, nn. 57-69),
1994-1995, Vertigo/DC Comics; ed italiana, Le Eumenidi (trad. di
Alessandra Di Luzio), 1997, Magic Press;
Neil
Gaiman (w) e Michael Zulli (a): “In Which We Wake” (The Sandman,
n.72), 1995; ed. italiana “Comincia la Veglia”, in La Veglia (trad.
di Alessandra Di Luzio), 1997, Magic Press;
Eschilo:
Agamennone- Coefore- Eumenidi, (a cura di Dario Del Corno e trad. di
Raffaele Cantarella) 1981, Oscar Mondadori- Classici Greci e Latini, n.88.
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