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RECENSIONI |
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Crusades: Prima Crociata (all’interno Crusades: 1-5, trad. di Matteo Casali)Steven
T. Seagle (w), Kelley Jones, Jason Moore, Mark Buckingham e Cameron
Stewart (a) Vertigo/Magic
Press 144pp.(a colori e in brossura) prezzo:
13,50€ |
Recensione di Fabio Ciaramaglia
Un Crociato a San Francisco.
Crusades
è una serie Vertigo scritta da Steven T. Seagle e disegnata da Kelley Jones
(inchiostrato da Jason Moore, Mark Buckingham e Cameron Stewart) che viene
proposta in Italia dalla Magic Press (trad. di Matteo Casali).
La trama è pressappoco la seguente: durante vari scontri tra fazioni
malavitose, un cavaliere con armatura, spada, scudo e destriero compare a San
Francisco e inizia a fare strage di gangster. Poche persone hanno visto davvero
questo Crociato senza morire e la maggior parte di queste non è affidabile
(senzatetto, ubriaconi o tossicodipendenti). L’opinione pubblica, capitanata
da Anton Marx, ‘conduttore d’assalto’ radiofonico, si interroga sulla
reale esistenza di questo residuo dell’XI secolo e sui motivi della sua
comparsa. La ‘saltuaria’ amante di Marx, Venus Kostopikas, indaga e vede il
Crociato intento a punire gli uomini del capo-mafia conosciuto come ‘Papa’
all’interno di una scuola chiamata, guarda caso, ‘New Jerusalem’.
Tuttavia, continua a restare un mistero la comparsa di un Crociato in pieno XXI
secolo.
Il mistero è proprio uno degli stilemi più caratteristici dello
sceneggiatore Seagle: ho letto e leggo con piacere il suo House of Secrets
(sempre pubblicato in Italia dalla Magic Press; tra l’altro l’ultimo volume
è uscito in contemporanea con Crusades), ma resto sempre con quell’amaro in
bocca della persona che non ha del tutto chiaro ciò che ha letto. Anche in
questo caso, alla fine del volume, non si capisce molto anche se qualche indizio
viene lasciato qua e là: qualche flashback delle vere Crociate, per esempio.
Sicuramente, uno dei pregi di Seagle è la caratterizzazione dei personaggi.
Anton Marx è un rompiscatole patentato, maschilista fino all’inverosimile, un
‘truffatore della comunicazione’, vagamente reazionario; il Papa è un
criminale con la particolarità di sentire l’esigenza di farsi assolvere dai
propri peccati prima di averli commessi; Addas Petronas è il più classico dei
poliziotti anche se, a mio avviso, un po’ troppo sfigato in amore. Seagle
riesce a dare il meglio di sé con la protagonista Venus. E’, come dicevamo,
amante di Marx che però la tratta letteralmente come una pezza per lustrare i
piedi e cerca di essere, con scarso successo, una donna in carriera (per
indagare sul Crociato si fa licenziare per negligenza dal proprio lavoro).
Soprattutto, Venus ha delle visioni che la fanno estraniare per brevi attimi
dalla realtà: per esempio, nel momento in cui viene licenziata, pensa che è
‘fritta’ e ricorda la storia della sedia elettrica, oppure mentre parla con
il suo analista immagina di essere Capuccetto Rosso e lui il lupo. In effetti il
personaggio sembra ricalcato sulla popolare serie TV Ally Mc Beal, ma certo non
da un punto di vista iconografico: se Ally è longilinea e di lineamenti chiari,
Venus è giunonica e dalle chiare ascendenze mediterranee (proprio l’origine
greca della donna fa giocare gli autori che la rappresentano in versione
‘Elektra’ come vediamo nel numero 3, pagina 5).
La caratterizzazione dei personaggi è ulteriormente approfondita dal
tratto grottesco e caricaturale del grande Kelley Jones. Grazie ai disegni di
Jones abbiamo la sensazione che ognuna delle persone che compaiono nel volume
sia una distinta individualità da poter essere esplorata, così come grazie al
suo talento riusciamo a seguire le impegnative ‘closure’ (secondo il
linguaggio eisneriano) fra i pensieri di Venus e la realtà che la circonda.
Inutile dire poi che, nelle scene in cui è impegnato il Crociato, Jones
esibisce tutta la sua passione per il gotico (tra l’altro, nella pagina 30 del
primo numero, il Crociato che si siede su un trono in una sala sotterranea
ricorda un’altra delle grandi realizzazioni del disegnatore, ovvero il suo
Batman). Ovviamente anche l’ambientazione della storia gode della maestria di
Kelley Jones.
La storia mi ha lasciato piuttosto soddisfatto, tranne per quel solito
amaro in bocca che mi resta dopo la lettura di Seagle (ma i disegni di Jones me
l’hanno comunque raddolcita). Infine, rileviamo che l’autore ha scelto di
utilizzare delle frasi famose come epigrafi per ogni storia (da Shakespeare a
Goethe, da Grace Kelly a Urbano II): come spesso accade per alcuni fumetti di
qualità, queste frasi non sono semplici orpelli ma veri e propri ‘commenti’
alle storie che seguono.
Il
volume italiano è ben curato da un punto di vista estetico (carta di qualità)
ma, se posso permettermi una critica alla Magic Press, qualche riga di
introduzione o postfazione ce la saremmo aspettata. Il giudizio comunque resta
sostanzialmente buono.
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