Ma Paperon de Paperoni è one$to ?
di Ivo Mirko Irpo
Il dubbio sorge legittimamente, dopo aver letto la storia "Zio Paperone e la sorgente dai riflessi d'oro", di Rodolfo Cimino coi disegni di Ottavio Panaro, pubblicata qualche settimana fa, sul Topolino n° 2283.
E' cosa nota, ormai non solo agli addetti ai lavori, ma anche ai semplici appassionati, che la Disney fà del politically correct una delle sue bandiere, al punto di curare maniacalmente le ristampe di storie in cui vengano trattati argomenti considerati non più adatti al pubblico disneyano; capita spesso di leggere infatti che i paperi e i topi sorseggino dei succhi o delle minerali, là dove nelle versioni originali si faceva tranquillamente riferimento a birra o whisky, o anche che vengano smussati i toni violenti di P.d.P. nei confronti di Paperino o di Rockerduck, riscrivendo i testi e sostituendo tutte le allusioni ad omicidi,infarti e cadaveri.
Alcune storie non vengono più ristampate per l'impossibilità di purificarle senza doverle stravolgere, come nel caso de "Topolino e il  Cobra Bianco" di Martina-Bioletto, per i contenuti troppo violenti, o come "Paperino in Vulcanovia" di Carl Barks, nella quale vengono presi in giro, esasperando i luoghi comuni della siesta e del far niente, i latino americani.
In alcuni casi, come per le storie di Barks, le direttive provengono direttamente dalla Disney americana, che sembra prestare particolare attenzione a questo
tipo di problematiche.
A questo punto torniamo a parlare della storia di cui vi accennavo all'inizio, e della cosa che mi ha lasciato perplesso, cioè che lo zione si faccia ben pochi scrupoli di boicottare Rockerduck che distribuisce gratuitamente la sua acqua, per alleviare le sofferenze della cittadinanza di Paperopoli, solo perchè questa bella pensata del miliardario in bombetta rischia di far sfigurare il papero in cilindro davanti ai suoi concittadini.
P.d.P insomma, ci mette del dolo, della consapevolezza, della bastardaggine persino, pur di realizzare con mezzi non leciti ciò che per una volta tanto non era riuscito a realizzare coi mezzi soliti, vale a dire gabbare Rockerduck.
Altre volte il vecchio cilindro non si era dimostrato un campione di onestà; se dobbiamo considerare come filologicamente corrette le sole storie scritte da Barks ed in seguito da Don Rosa, una sola volta agli inizi del secolo, come raccontato nell' undicesimo episodio della saga di Paperon de Paperoni, aveva commesso una carognata facendo mettere a ferro e fuoco un villaggio in Africa Centrale, i cui abitanti si erano rifiutati di vendergli le loro terre,e questo gli era costato la persecuzione per un numero imprecisato di anni successivi da parte di un Gongoro; ma se si prendono per buone anche le storie di produzione italiana, molte di queste, spesso scritte da Guido Martina vedevano lo zione agire ai limiti della legalità, se non oltre.
Storie queste realizzate negli scorsi decenni, e che ora difficilmente vengono ristampate, a causa di quei problemi di censura interna di cui parlavamo prima, ma ora con la realizzazione di questa storia si è compiuto un passo indietro, con l'aggravante (secondo me) di aver affrontato questo tema, in una storia tra l'altro bruttina e banalotta e con un finale decisamente orribile, pur se realizzata da un altro tra i migliori soggettisti della Disney italiana, Rodolfo Cimino.
Non ci resta che sperare che il nostro miliardario preferito non cada più in infortuni del genere, il vecchio taccagno in fondo ci sta parecchio simpatico, e quando Barks l'ha creato più di 50 anni fa, non se lo immaginava certo come un vecchio truffatore, ma come lo splendido protagonista di tutte quelle avventure che lui,e in seguito i suoi colleghi d'oltreoceano ed oggi Don Rosa hanno saputo
regalarci.

Tutte, ma proprio tutte, le immagini pubblicate sono © Walt Disney Company


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