RECENSIONI


 

JULIA

Mensile N°4

132 pg. B/N Brossura L 4.000

SERGIO BONELLI EDITORE

Recensione di Marco Solferini

Terminata la trilogia d'apertura dedicata alla serial killer Myrna Harrod, Julia si trova a dover affrontare un nuovo e temibile avversario: un dinamitardo, convinto di poter ottenere giustizia nei confronti della polizia, attuando una serie di attentati esplosivi per guadagnare le prime pagine dei giornali e quindi far conoscere all'opinione pubblica la sua passata e triste esperienza. La trama, così presentata, può sembrare quella di una qualsiasi puntata da telefilm e la situazione di una città posta "sotto scacco" da un pazzo che si nasconde nell'ombra può essere lo script di base di una mega produzione cinematografica a sua volta ispirata da uno dei tanti fatti di cronaca che spesso confermano la tesi che la realtà supera la fantasia. Ciononostante ancora una volta il fumetto, il quarto della serie, appare solido ed appassionante, pur non senza alcuni picchi di lacunosa banalità (le lezioni di criminologia che Julia insegna all'università, trattano temi troppo complessi per poter essere relegati in due misere pagine e anche se queste non hanno il compito di soddisfare un bisogno meritorio del lettore bensì di allentare la tensione, il fatto di per sé rimane). Nel complesso però, ci sono dei miglioramenti o meglio delle conferme. In primo luogo i personaggi che affiancano la protagonista si delineano sempre meglio e si inquadrano senza sbavature nel disegno globale della trama, allacciando e colmando i vuoti e gli spazi che si creano al momento in cui Julia passa dall'ambiente di lavoro a quello domestico, passaggio che, a mio avviso sarà sempre più marcato nei futuri episodi, poiché sono convinto che uno dei grandi dilemmi che ella dovrà affrontare in futuro sarà proprio quello di non permettere al suo lavoro di sottomettere la sua vita privata. Un altro punto a favore di Julia sono le sedute di psicanalisi nelle quali ella espone le sue teorie che, pur avendo un sapore romanzesco già ampiamente sentito in diverse salse, si presentano in modo semplice ma determinante ai fini dell'interessamento illativo che provocano nel lettore, il quale ne viene più affascinato che impressionato, ben diversamente da quanto accadeva invece dalla lettura delle ovvie deduzioni del molto onorevole Sig. Sherlok Holmes e di tutti i personaggi che a lui si sono ispirati, i quali apparivano troppo lontani ed irraggiungibili dai comuni esseri umani e perciò più che coinvolgere il lettore lo impressionavano, ma nessuno poteva identificarsi con loro mentre la semplicità di Julia lascia aperte tutte le porte dell'immaginazione (sia chiaro che non voglio fare un paragone fra i due personaggi appena citati poiché sarebbe quanto meno ridicolo, ma è necessario rilevare attentamente l'effetto emotivo che ogni storia suscita nel lettore e per farlo a volte bisogna ricorrere a dei paragoni o a degli esempi "estremi"). Anche tecnicamente il fumetto si presenta più che solido, sia il comportamento della polizia che quello della componente politica sono più che verosimili, anche perché certamente gli autori hanno ampiamente studiato l'argomento prima di cimentarcisi, a volte anche in maniera troppo minuziosa, ma certamente la credibilità di questo aspetto delle avventura di Julia era sicuramente considerato uno dei punti più rischio per la riuscita della serie e allora tanto vale andare sul sicuro. Dopo tanta grazia era inevitabile passare alle dolenti note o meglio alla singola nota dolente, il cui stonato suono ha purtroppo parzialmente rovinato questo quarto episodio: il disegno, a mio avviso, completamente inadeguato. Julia necessita di un disegnatore dai tratti estremamente chiari e puliti, che sappia giocare con il contrasto di chiaro e scuro per creare atmosfere suggestive e soprattutto che sia minuzioso nella riproduzione degli ambienti, dei particolari e dei lineamenti del viso, un disegno, come direbbe la stessa criminologa, un po' paranoico, perché l'ambientazione in questo caso è veramente una componente fondamentale, sia per quanto concerne la prassi investigativa sia per i trapassi da una situazione all'altra. Il fumetto rimane comunque più che godibile e da molte altre produzioni non si pretenderebbe altro, ma in questo caso bisogna essere più pignoli, perché le carte che possiede Julia sono più che buone e vanno gestite al meglio, con l'abilità di un buon giocatore, capace di saper scegliere quando e quanto osare, perché ciò che auspico è che il fumetto in questione possa crescere ancora, migliorandosi gradualmente fino a raggiungere quei livelli che normalmente lo porrebbero al disopra della comune produzione fumettistica mensile. Alcune premesse sono diventate conferme. I pezzi sono tutti disposti sulla scacchiera. Le centotrentadue pagine reclamano il loro posto nel cuore di ogni appassionato. Adesso l'onere della prova si risolverà in una primavera dalla quale ci si aspettano grandi cose e che tutti siamo pronti a gustare fino in fondo, senza però dimenticarci che le delusioni, in questi casi, fanno più male del solito.

 

GIUDIZIO Discreto

 


Indice Archivio Recensioni News Forum
Talent Scout Articoli La bottega Orrori Top Model Redazione