RECENSIONI


 

JULIA

Mensile N°9-10

132 pg. B/N Brossura L 4.000

SERGIO BONELLI EDITORE

Recensione di Marco Solferini

"Echi dal passato" e "Il reduce", rispettivamente i numeri 9 e 10 di Julia sono davvero molto belli. Questo fumetto mantiene uno standard elevato, era un progetto ambizioso e si sta dimostrando all'altezza. C'è una particolarità nelle storie di Julia e cioè il fatto di non essere affatto originali, tracce simili le si possono trovare in numerosi film e/o romanzi, i quali, a loro volta spesso prendono spunto, purtroppo, da fatti di cronaca. Nonostante ciò, il modo in cui le storie vengono sviluppate, quell'atmosfera che permea ogni pagina del fumetto è comunque naturale e gradevole. Il mondo di Julia funziona, e anche se a volte la soluzione dei misteri è un po' scontata ben venga, piuttosto che una risoluzione fantasiosa e improbabile, che anziché stupire si rivelerebbe soltanto ridicola. Le scelte in questo senso ci sono e sono sempre molto marcate. Nei due numeri sopra citati le figure dei killer, in particolare il basso e letale agente Polk, trasmettono alla narrazione una notevole dose di tensione, perchè alla fine ci si immagina che i nostri protagonisti dovranno incontrarli, ma lo scontro, c'è e non c'è, nel senso che la sparatoria si risolve in poche vignette, nel modo più ovvio e probabile, ma invito i lettori a riflettere che un'altra soluzione sarebbe potuta essere l'eventuale morte dello sceriffo e lo scontro fra Baxter e Polk nonché quello fra Julia e l'altro killer, il primo risolvibile in una scazzottata in stile Hollywood, il secondo più pacato, ma comunque simile a una risoluzione da thriller con Julia che alla fine spinge giù da una finestra il cattivo di turno dopo che quest'ultimo le ha dato la caccia per tutta la casa. Soluzioni spettacolari, ma in netto contrasto con la scelta che si è voluta operare e ciò quella di attenersi il più possibile alla realtà. Una giovane madre che ha ucciso il proprio bambino perché avrebbe rappresentato una catena indissolubile alla vita che finalmente le si prospettava o il ritorno di un fratello creduto morto che minaccia l'eredità e che per questo viene ucciso, sono trame facili da intuire, trame di vita reale, così possibili che di tanto in tanto il telegiornale ce le racconta, eppure efficaci, in grado di reggere quelle 132 pagine, in grado di raccontare la protagonista e i personaggi che le ruotano attorno senza mai essere banali. Approvo molto questo modo di condurre la testata e spero che rimanga sempre fedele a questi canoni. Un appunto finale è doveroso farlo, in merito alle lettere che si leggono nella pagina della posta. Ho appena terminato la lettura di quella del numero 11 e trovo che, a prescindere dal suo contenuto come da quello di tutte le altre, i toni con cui sono redatte siano molto simili a quelli presenti in Julia, trasmettono sensazioni analoghe e sono spesso condite di metafore dolci, con cadenze armoniose, un indole sognatrice, ma repressa, la stessa che traspare in Julia, frutto di un residuo fanciullesco che non si è mai assopito del tutto e che cerca sfogo nelle parole di un adulto. Queste lettere sono anche un ottimo prologo al fumetto in quanto introducono bene al mondo DI Julia e non al mondo che le ruota attorno, ma proprio a quello che lei ha dentro di sé. Quelle lettere sono un modo per tagliare con quanto circonda il lettore, con la sua vita e immergersi nel mondo del fumetto senza doverlo fare attraverso e prime pagine di quest'ultimo, una sorta di prologo o premessa di ciò che il testo ci trasmetterà. Le coincidenze esistono. Mi auguro che siano autentiche.

 

GIUDIZIO buono

 


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