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RECENSIONI |
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Hello Spank collana Fun²Comix #1 |
Recensione di Fabio Ciaramaglia
Chi non ricorda Spank?
Chi non ricorda uno strano cagnolino bianco con le
orecchie nere 'a paletta' che spuntano da una testa quadrata, capace delle
avventure più impensabili e fantasiose, dal passato misterioso e che chiamava
la sua padroncina 'Iaia'? Parliamo di Spank, il
protagonista di uno dei cartoni animati più di successo degli anni '80, che ora
vede le sue avventure pubblicate a distanza di venti anni dalla edizione manga
giapponese. La storia è divertente e il primo numero sicuramente intriga il
lettore a saperne di più: è soprattutto il mistero della scomparsa del padre
di Aiko Morimura e la sua connessione con il cane
Spank a portare avanti la trama. La storia di Shunichi
Yukimuro si dipanerà nei numeri successivi dando progressivamente indizi
su ciò che viene accennato in questo primo episodio. Sebbene i disegni di Shizue
Takanashi risultino al lettore moderno piuttosto datati, in quanto
abituato a uno stile più aggiornato per ciò che riguarda gli shojo-manga, c'è
da dire che essi ben si adattano al tono della storia (che, ricordiamo, è stata
pubblicata per la prima volta in Giappone nel 1978 con il titolo di Ohayoo!
Spank): le espressioni di Aiko e dei suoi amici Ryo e Shinako, sia nei
momenti drammatici (come la morte del cagnolino Papy) che in quelli divertenti
(le reazioni alle trovate originali di Spank) sono molto variegate e, a loro
modo, realistiche. Tuttavia, uno dei motivi più validi per la lettura di questo
manga, è proprio il protagonista Spank: incostante e imprevedibile, a volte,
con strani guaiti del tutto simili a parole, cerca di giustificarsi; ma è anche
molto affezionato ai propri padroni come dimostra l'immediata empatia nei
confronti di Aiko che lo porta letteralmente ad 'attaccarsi' a lei. Ama vestirsi
come gli umani, non sa nuotare ma frequenta abitualmente la gente di un porto (e
sugli yacht indossa il salvagente), usa gli stessi oggetti umani (dal telefono
al sakè): insomma, con le debite differenze, potremmo accostarlo a Snoopy.
Per ciò che riguarda l'edizione italiana, pubblicata dalla Play Press, mi
sembra doveroso dire che potrebbe essere più curata; certo, se da una parte
possiamo attendere i numeri successivi per approfondimenti su autori e
personaggi (così come promesso dal redattore/redattrice che si firma 'La vostra
bimba Iaia'), dall'altra ci aspetteremmo qualche pagina introduttiva in più per
quello che è il primo numero di una nuova collana. A mio avviso il prezzo è
troppo alto rispetto alla qualità di insieme del prodotto. Comunque vale la
pena comprarlo non solo come 'documento storico e nostalgico', ma anche per le
sensazioni che ci può trasmettere.
| GIUDIZIO |