RECENSIONI


Martin Mystere

Special N17

134 pg. B/N Brossura L 6.500

SERGIO BONELLI EDITORE

Recensione di Marco Solferini


"Mistero alle Olimpiadi"

Estate.. tempo di speciali. 
Come di consuetudine la Bonelli sforna i volumetti a 134 pagine per la maggior parte degli eroi della sua scuderia. Naturalmente, immancabile, fra di essi anche lo speciale dedicato a Martin Mystère che, seguendo uno standard ormai di moda, presenta il ritorno di personaggi "estivi" quali la coppia Dee e Kelly (quest'ultimo sempre più un miserabile verme) e la bella Angie, che non manca mai di mostrare le sue grazie e le sue nuove amicizie. Ritornano Tower e Brody e con loro i misteri di Altrove. Il tutto condito da un atmosfera da sit-comedy americana, classici ritornelli e giochi di parole, che appaiono oramai talmente sfruttati da essere un po' stomachevoli (immancabile l'ennesimo racconto di Angie che si spoglia davanti a un pubblico con Mystère impegnato nella sua retorica da gentiluomo e classico dialogo fra Brody e Tower, con quest'ultimo che assume un atteggiamento di scherzoso rimprovero verso gli innumerevoli "ehm" del suo sottoposto). Lo standard, eccessivamente sfruttato, alla lunga stanca e denota soltanto una discreta povertà di idee e soprattutto di contenuti. Difatti, a ben guardare, la formula usata da Castelli per la narrazione è la solita già rivisitata decine di volte. Si parte con una base storica, racconti più o meno accreditati, di cui internet fornisce una babelica biblioteca e che quindi saranno sempre virtualmente disponibili. Su di esso ci si costruisce l'antefatto e poi il successivo sviluppo della trama, appesantita dai continui richiami al prologo tanto che a pag. 59, i "forzuti" Dee e Kelly, raccontano o meglio ripetono quanto già fatto vedere e spiegato poco prima, una vera pagina sciupata in favore di una spiegazione talmente ovvia da risultare quanto mai superflua (134 pagine andrebbero impiegate meglio, almeno alleggerite dalle inutili ripetizioni). La storia si sviluppa poi in modo comico (o almeno è questo il tentativo) tramite il sogno di Angie, artefizio davvero troppo assurdo e blando così come l'iscrizione alle Olimpiadi dei due neonati atleti (volendo tale espediente potrebbe apparire anche un po' volgare, perché il metodo utilizzato da Angie per convincere il suo "amico" è spiegato in modo fin troppo esplicito e, a differenza di altri casi, non lascia tanto spazio a interpretazioni "soft").
Il rally finale è poi decisamente brutto. Strumentalizzato al fine di spiegare le origini della longevità di Maxwell, si abusa dello stesso per seminare altre e future trame (la misteriosa ragazza nella cella e gli uomini condizionati), ma soprattutto si assiste ancora una volta a una spiegazione o meglio a una sottotrama molto lunga e a tratti davvero assurda, riguardo al cattivo di turno, che alla fine tanto cattivo non si dimostra (se davvero il suo cervello era stato alterato tanti anni prima, come mai alla fine è capace di elaborare un pensiero tanto razionale e genuino come quello di sacrificare se stesso per il bene dell'umanità?).
Lo speciale ha come punto di forza il fatto di essere sempre scritto molto bene, ormai l'esperienza paga e i dialoghi, per quanto in alcuni casi pesanti, sono ineccepibili, si sposano tra di loro, donano carattere e personalità ai disegni, che sono validi e molto adatti al personaggio: puliti, essenziali, quasi sempre basati su primi piani (consuetudine Bonelliana) e sulle espressioni. Nulla di difficile, ma la semplicità a volte è la cosa migliore.
I personaggi possono essere usati nel corso di qualunque storia, anche durante l'anno, lo speciale potrebbe fare un passo indietro e ripresentarsi come nei primi tempi, magari riportando Mystère a personaggio d'azione come le storie degli ultimi mesi avevano fatto intendere. L'archeologo ha decisamente ceduto troppo il passo al professore e l'atteggiamento da gentiluomo inglese, ineffabile nelle considerazioni e nel modo di comportarsi comincia ad essere eccessivo. Il problema sembrano essere i ricordi di uno sceneggiatore che non riesce ad adattare la sua creatura ai tempi che passano e che forse dovrebbe lasciare più spazio a giovani e validi sceneggiatori, certamente capaci, se lasciati fare nella piena libertà, di sfornare nuovi cicli, nuove avventure, per appassionare e attrarre nuovo pubblico. Personalmente ritengo che Martin Mystère sia, fra i fumetti di casa Bonelli, quello con le più elevate possibilità di crescita. La duttilità, gli argomenti trattati e trattabili dal personaggio lo rendono davvero appetibile a un pubblico più vasto (basti pensare alle ricerche scientifiche attualmente in corso, alle scoperte nel campo dell'avionica, delle biotecnologie, dell'esplorazione spaziale o semplicemente al gusto per l'avventura che i recenti successi di Tomb Raider e di Indiana Jones, nell'avventura grafica della Lucas, hanno saputo confermare).
Martin Mysterère ha un elevato potenziale di crescita. Il problema resta sfruttarlo. Più che nuove iniziative editoriali io punterei sul rinnovo e il rilancio di testate come il BVZM, che possono riservare ancora molte e piacevoli sorprese.

GIUDIZIO sufficente

 


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