Mr Kurtz e Carnage: 
da Heart of Darkness a Mindbomb.

di Fabio Ciaramaglia

Forse, in definitiva, è solo un animale. Tutt’altro che desideroso di uscire dal suo “Stato di Natura”.

 

Il Dottor Kurtz su Carnage in Mindbomb.

 

Heart of Darkness è uno dei più celebri racconti dello scrittore anglo-polacco Joseph Conrad (1857-1924). La storia è ambientata in gran parte nel Congo belga ed è riportata dal marinaio Marlow: nel racconto è mostrato il colonialismo europeo nei suoi aspetti più crudi di sfruttamento delle risorse e dei popoli conquistati. Marlow incontra, dopo tutta una serie di anticipazioni sulla sua fama ("E' un emissario dell'amore, della scienza e del progresso", CdT, p.39), Kurtz, un personaggio che si era distinto per la sua efficienza di sfruttatore. In realtà Kurtz, preso da deliri di onnipotenza e travolto dal mondo-Altro della wilderness africana, si fa adorare come un dio dai colonizzati e ne prende quasi completamente gli usi e i costumi ("La natura selvaggia […] lo aveva preso, amato, abbracciato, gli era entrata nelle vene, aveva consumato la sua carne, e sigillato l'anima di lui alla propria tramite le inconcepibili cerimonie di qualche diabolica iniziazione"; CdT, p.65). Infine, nel percorso verso casa, Kurtz muore, pronunciando le parole "L'orrore! L'orrore!" (CdT, p.88), quasi a sottolineare ciò che Marlow aveva intuito poco prima della sua morte: "La sua anima era folle. Stando sola nella solitudine selvaggia, aveva guardato dentro di sé, e, santo cielo!, vi dico, era impazzita!" (CdT, p.85). In sostanza l'Uomo occidentale ha annullato la propria identità nei confronti della natura selvaggia ed è morto sconfitto da un senso di vuoto, dalla tenebra dell'esistenza {molte altre interpretazioni del testo sono possibili, ma noi abbiamo privilegiato evidenziare questa perché collegata con l'analisi che segue}.
Come gran parte delle pubblicazioni di quel periodo, HoD fu stampato a puntate nel 1899 e poi raccolto in volume nel 1902. Questo fatto già in sé potrebbe creare un parallelismo tra fumetto e letteratura: ma non è di questo che vogliamo trattare. Piuttosto, vogliamo parlare di una pubblicazione che dista quasi cento anni da quella (febbraio 1996): uno one-shot di Carnage dal titolo Mindbomb (di Warren Ellis e Kyle Hotz; Marvel) che presenta alcune analogie con HoD. Non è certo la prima volta che il mondo del fumetto si è accostato al racconto di Conrad: per restare in un ambito piuttosto recente, molti appassionati italiani sicuramente ricordano il personaggio di Cuorenero creato da Ann Nocenti e John Romita Jr. su Daredevil #270 (1989) e protagonista dello one-shot Ghost/Wolverine/Punisher: Hearts of Darkness del 1991 (Howard Mackie, John Romita Jr. e Klaus Janson), così come conoscono la storia di Nathan Never intitolata Cuore di Tenebra (NN 27, 1993). Anche in queste storie sono presenti delle ovvie analogie con il racconto originale, tuttavia ciò che fa Ellis in Mindbomb è leggermente diverso perché molto più sottile.
Mindbomb ha una trama piuttosto esile (il fumetto è di sole 32 pagine). In questa storia compare il personaggio di Matthew Kurtz, uno psichiatra, che decide di curare lo psicotico pluriomicida Carnage (Cletus Kasady) e ottiene il permesso di visitarlo all'istituto Ravencroft in cui è rinchiuso. La dottoressa Kafka, direttrice dell'istituto, già delinea, con le sue parole, il personaggio: "Kurtz non manca mai… quando c'è di mezzo l'orrore non manca mai" (MB, p.4; si veda il riferimento alle ultime parole del Kurtz di HoD). In effetti lo psichiatra si mostra nelle prime pagine quasi un "macellaio della psiche" ed è convinto che avrà la meglio su Carnage. Per studiarlo cerca di entrare al suo livello, tenta di conoscerlo nel senso più profondo, ma, dopo tutta una serie di deliri sui "nove milioni di modi di uccidere" (MB, p.17) che Kasady dice di conoscere, si rende presto conto dell'oscurità della sua psiche ("E' davvero così vuoto?", MB, p.19). Preso completamente dal desiderio di guarirlo, è invece Kurtz stesso ad essere a sua volta avvolto dal mondo di caos che è nella testa di Carnage (che nel frattempo con uno dei suoi filamenti ha letteralmente invaso il cervello di Kurtz). Quindi, Carnage gli mostra "le cose peggiori del mondo perché è di queste che il mondo è fatto. Tutto è marcio. [...]" (MB, p.28). Kurtz impazzisce, si spoglia dei propri vestiti e finisce ucciso dalle guardie del Ravencroft che tentano di difendersi da un suo raptus omicida. Come nel romanzo, insomma, il mondo-Altro ha travolto l'identità di Kurtz: anche nel fumetto, infatti, il personaggio si spoglia dei suoi abiti "civili" e resta nudo (MB, p.29).
Nel libro, il caos rappresentato dal mondo selvaggio non vuole essere una critica a quest'ultimo, bensì alla civiltà occidentale che lo ha sfruttato, lo ha distrutto, provando a comprenderlo senza riuscirci e quindi definendolo negativamente "caos"; ma, è da notare, anche nel fumetto il caos nella mente di Carnage non è nient'altro che il riflesso del mondo occidentale corrotto che ha infuso la sua degradazione in una persona predisposta già a subirla e a continuare ad espanderla ("Non si può sparare al Caos. E non lo puoi tenere rinchiuso a lungo" dice Carnage nell'ultima pagina di MB). E così come l'uomo è indifeso nei confronti della natura selvaggia che non può essere intrappolata a lungo, così il caos di Carnage non potrà restare rinchiuso a lungo; e quel "centro dell'oscurità" che in Conrad era il Congo Belga, nel mondo Marvel è l'Istituto Ravencroft.

La Terra selvaggia […] si era presa su di lui una terribile vendetta per quella fantastica invasione. Penso che gli avesse sussurrato cose su di lui che lui stesso non sapeva, cose di cui non aveva idea fino a quando non ebbe consultato questa grande solitudine - e quel sussurro era risultato irresistibilmente affascinante. Aveva echeggiato dentro di lui perché era vuoto fin nel profondo.

Marlow su Kurtz in Heart of Darkness

 


Bibliografia Minima

Warren Ellis, Kyle Hotz: Carnage: Mindbomb, Marvel, 1996; ed. italiana Carnage #0 (traduzione di Andrea Plazzi e introduzione di Massimiliano Brighel), Marvel Italia, 1996;

Ann Nocenti, John Romita Jr., Al Williamson: Blackheart in Daredevil, 270, Marvel, 1989; ed. italiana Cuorenero in Fantastici Quattro #86 (traduzione di Pier Paolo Ronchetti), Star Comics, 1993;

Howard Mackie, John Romita Jr., Klaus Janson: Hearts of Darkness, Marvel, 1991; ed. italiana Cuori di tenebra in All American Comics #36 (traduzione di Paolo Accolti-Gil), Comic Art, 1992;

Medda, Serra e Vigna: Cuore di Tenebra, in Nathan Never #27, Bonelli, 1993;

Joseph Conrad, Heart of Darkness (traduzione italiana a cura di Flaminio di Biagi, Cuore di Tenebra, Newton Compton,TEN #78); si fa riferimento a questa edizione per le citazioni.


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