X-MAN : GLI INFINITI DEL MALE

 
Tratto da X-man 67-70. Edizione italiana in MARVEL MIX 35

STORIA: WARREN ELLIS

SCENEGGIATURA : STEVEN GRANT

MATITE : ARIEL OLIVETTI

COPERTINE: ARIEL OLIVETTI

di Daniele Cerboneschi

Una premessa: la storia ivi recensita è una buona storia, ma il suo valore oggettivo viene notevolmente aumentato se consideriamo che riesce ad essere una buona storia nonostante il suo protagonista.

Dovreste sapere infatti che X-Man è probabilmente uno dei personaggi più insulsi, scialbi ed insignificanti partoriti dalla case delle Idee. Nato nella bella saga Le Ere di Apocalisse, la sua serie personale non ha mai brillato per originalità ed interesse, ennesima mossa sbagliata della Marvel, che pensa che basti mettere una X su una qualsiasi copertina per assicurarsi un folto pubblico. Paradossalmente proprio adesso che l'effetto mutante sta giungendo ad una scontata saturazione con inevitabile potatura dei rami secchi, ci troviamo per le mani finalmente una bella storia di Nathan Grey, a coronamento di una lunga,  noiosa attesa di ben 66 numeri!

Responsabile di tanto mio stupore è il controverso Warren Ellis (responsabile del progetto CounterX, che doveva rivitalizzare le testate satelliti del sottobosco mutante), autore in questo caso di un soggetto che si rileva interessante fin dalle proprie pagine.

Senza voler svelare troppo della trama, vi basti sapere che nelle 96 pagine del volume avrete interessanti risposte sul vero ruolo di Nathan Grey, saranno svelati i misteri che avvolgono la figura di Madelyne Pryor, farete la conoscenza di Mr.Scratch (un super-cattivone davvero intrigante), il tutto avvolto in una trama interessante e ben confezionata.

Anche l'espediente ormai trito e ritrito delle realtà alternative viene comunque usato con mestiere, producendo un risultato finale assai gradevole e un atmosfera particolare, decisamente coinvolgente.

Unica pecca è un certo squilibrio tra soggetto/sceneggiatura. Ellis si è occupato del soggetto, lasciando la sceneggiatura al veterano Grant, ma la bilancia pende decisamente a favore dell'autore britannico nel senso che la storia va avanti per le buone idee di fondo ma non per una sceneggiatura particolarmente brillante.In generale i dialoghi risultano troppo scarni, senza però riuscire ad essere secchi ed incisivi ed in alcune parti si registra un calo di ritmo.

Sul fronte disegni non posso che tessere elogi per le bellissime copertine pittoriche di Ariel Olivetti (disegnatore dell'indimenticabile L'ultima storia dei Vendicatori), decisamente più a suo agio però con il pennello che con la matita. Infatti i disegni delle storie vere e proprie non si attestano su livelli altissimi, anche se in alcune parti riescono ad essere decisamente evocativi ( una sequenze da segnalare: la vestizione di Nate nel capitolo due).  Eccessivamente spartani gli sfondi che non pregiudicano comunque una piena sufficienza anche sul fronte disegni.

Concludendo, aggiungo che la saga è a sè stante, perfettamente comprensibile sia da chi non ha mai letto una storia di X-Man, sia da chi ha avuto la sventura di farlo ma poi ha avuto il buon senso di smetterla, rimanendo indietro. Perciò questo è senz'altro un buon momento per cominciare o ricominciare a seguire le gesta del più potente telepate del Marvel Universe.

 

Voto discreto

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